venerdì 21 gennaio 2011

Feed the goat!

No,il triangolo no,non l'ho mai considerato,sentendo parlare di Isole Bermuda(si ok è sbagliato chiamarle così),non penso al maledetto e misterioso tratto triangolare di oceano che tante navi ed aerei ha fatto sparire nel nulla e non penso neanche al paradiso fiscale,alla villa di Silvio o ai pantalonicini,quando sento la parola Bermuda penso solo e soltanto ad una cosa,o meglio ad una persona, Shaun Goater. Il City ha sempre esercitato un fascino magnetico su di me ,quel suo essere sorella scomoda di una squadra vincente e famosa in ogni angolo del pianeta,quel suo tifo genuino,spavaldo,ironico mai invidioso delle fortune dei red devils,quei campionati e quelle coppe vinti in bianco e nero,che ormai si ricordano solo grazie ad ingialliti ritagli di giornale gelosamente custoditi nei cassetti delle case dei supporters più anziani ,quel suo galleggiare a stento nell'elite del calcio inglese,contrapposta poi a chi arrogantemente ha sempre dominato in lungo e in largo per la perfida Albione. Andando a scuola immaginavo i miei pari età del City derisi dai "Loro" compagni in rosso,loro con quel merchandising indossato da orde di orientali o di coattelli di casa nostra ,"Loro"con quello sponsor sulla maglia importante e quei giocatori che sembravano usciti da una boy band alla Beckham. Ero solidale e tutte queste storie nella mia testa verranno in seguito confermate da Jimmy Grimble(non nego l'importanza di questo film favoletta nella mia conversione),con quella scena finale splendida,che incarna in pieno lo spirito dei citizens di fronte alla stomachevole spocchia united. La scintilla vera e propria che crea un amore eterno e indissolubile verso questi colori, scatta però, come molte volte succede, grazie ad una partita giocata il 9 Novembre del 2002. Ma preferisco andare con ordine. Hamilton capitale di Bermuda è una piccola perla baciata dal mar dei Caraibi,parliamo di un paradiso terrestre oltre che fiscale,il classico posto senza casi di estrema povertà,insomma parlandoci chiaro,se non si è obbligati ,non esiste alcun motivo per lasciare un luogo simile. Se nasci calciatore,figlio di una calciatrice il tuo sogno non può che essere quello di arrivare a praticare questo sport al più alto livello possibile,specie se vivi e cresci dove il calcio può essere al massimo un divertente passatempo. Il giovane Shaun è ambizioso e parte così neanche maggiorenne per il New Jersey,ottenendo grazie al calcio una borsa di studio alla Columbia High University. Caso vuole che uno Scout dello United lo noti e lo ritenga degno di un provino in terra inglese. Deve averci visto davvero lungo l'osservatore visto che al Tempo Goater era ancora un regista e non una punta. Arrivato a Manchester,tuttavia non riuscirà mai ad arrivare in prima squadra. Nel 1989 Goater si trasferisce al Rotherham,un posto tanto distante e tanto diverso da Hamilton,il freddo la mancanza del sole e dell'oceano,Shaun tentenna,ma rimane per ben sette anni Nello Yorkshire. Con i Millers mette a segno più di 80 reti e si guadagna un ingaggio del più prestigioso Bristol City. Due anni di Bristol con una sconfitta ai play-off e una stagione successiva(che culminerà con la promozione)giocata da protagonista fino al 26 Marzo 1998 giorno della sua firma per il Manchester City. Nel City gioca le ultime sette gare stagionali andando a segno 3 volte ma non scampando alla retrocessione. Goater torna a Manchester sponda skyblues quindi nel momento più duro della storia della società con la prima(ed ultima) retrocessione nella terza serie inglese(oggi League One..Il City fu la prima squadra ad aver vinto una coppa europea a finire in una terza serie nazionale.). L'anno dopo Il City e Goater(21 reti stagionali) ritrovano subito la Championship battendo ai rigori il Gillinghamm nella finale play off. Passa un anno e Shaun si supera, la butta dentro 29 volte e il City ritorna in Premier,il 21 Giugno nelle isole Bermude viene istituito lo Shaun Goater Day ormai Goat è un monumento nazionale. Il City che nel mentre ha già avviato i progetti per il nuovo stadio,fa le cose in grande portando a Manchester Wanchope e Weah,Goater dovrà attendere più di due mesi per esordire nel massimo campionato inglese,chiuderà la stagione con 11 reti,capocannoniere della sua squadra, tutto questo non basterà ad evitare un altra dolorosa retrocessione . L'anno seguente arriva Keegan,reduce dalla non proprio positiva esperienza come manager della nazionale di sua maestà ad euro 2000. Shaun l decide di entrare per sempre nella storia del City segnando 31 goal in una stagione,battendo il record di Francis Lee(uno degli eroi della coppa coppe conquistata al Prater) e regalando ai citizens l'immediato ritorno in Premier league. E siamo a quel famoso 9 Novembre 2002,è Sabato e a Maine Road va in scena il derby di Manchester numero 127. Non me la sarei persa per nulla al mondo,in religioso silenzio davanti al televisore,dopo anni passati a seguire il campionato dell'altra faccia di Manchester da tabellini trovati qua e la. Passano solo 4 minuti Anelka ruba palla,scambia con Goater che tira,Barthez non trattiene e sempre Nicolas Anelka appoggia in porta per il momentaneo vantaggio. La gioia non dura neanche 3 minuti Solkjaer gela il Maine Road,sembra il solito copione City...e invece. Al minuto 26 Gary Nevile (manifesto della faccia tosta United)con tanto di fascia da capitano vista l'assenza di Beckham,si addormenta con il pallone tra i piedi sulla linea di fondo nel lato sinistro dell'area di rigore,Shaun Goater si avventa come un falco sulla palla, la conquista ,punta verso la porta di Barthez e fa 2 a 1. Passano appena 5 minuti del secondo tempo Shaun si ritrova solo davanti a Barthez dopo un azione cominciata con un lancio da sinistra dell'israeliano Berkovic,Goater la tocca appena,un leggero scavetto(oggi cucchiaio,anzi cucchiaino) che si adagia tranquillamente alle spalle di Barthez,è il goal numero 100 con la maglia citizens per Goater che portandosi l'indice al naso zittisce i sostenitori dei Red Devils,è il goal che dopo 13 anni restituisce il derby alla sponda celeste di Manchester,è il goal dell'ultimo impressionante boato di uno stracolmo Maine Road. 13 anni ovvero dal 1989 che il City non riusciva a portare a casa la vittoria in una stracittadina,1989 l'anno dell'arrivo di Goater allo United. Questo non è il primo ricordo che ho del City,ma è sicuramente il ricordo più nitido ed emozionante,quella partita,quella vittoria,quel faccione bermudiano che sorride con quello spazio tra i denti mentre alle spalle si scatena la bolgia dei tifosi,mi ha fatto innamorare. In quella stagione Goater segnerà il goal più veloce della Premier per un giocatore subentrato dalla panchina,impiegherà appena nove secondi. Shaun chiuderà con l'anno con 7 reti all attivo,contribuendo al nono posto dei citizens(valido per un piazzamento uefa grazie al Fair Play). a Metà stagione il numero 10 aveva annunciato che avrebbe lasciato Manchester,nell'ultima partita della stagione contro il Southampton Goater indossa la fascia da capitano,sarà la sua ultima apparizione con gli skyblues e sarà l'ultima partita della storia giocata al Maine Road che dopo 80 anni di onorata e gloriosa carriera chiuderà i battenti. Quello stesso anno Goater viene insignito del titolo di membro dell'impero britannico per i suoi servigi nel campo dello sport. Da quella stagione in poi il City comincerà la sua mutazione,passeranno 4 anni e arriveranno i soldi del thailandese Shinawatra,poi lo sceicco Mansur. Shaun Goater dopo un paio di stagioni al Reading,una al Coventry,una al Southend e 2 al Bermuda Hogges(Squadra da lui fondata) nel 2008 ha lasciato il calcio. Oggi è presidente proprio dei Bermuda Hogges che giocano nel campionato di serie C americano. Il City dei giorni nostri è una delle squadre più importanti del mondo,ambita da gran parte dei giocatori di tutto il pianeta grazie al potente richiamo dei petroldollari,non rischia più la terza serie,non gioca commoventi finali dei playoff,oggi i suoi avversari si chiamano Chelsea,Arsenal,Liverpool e non Port Vale o Gillingham,lotta per la prima posizione e vincere il derby non è più un impresa. Con quelle 400.000 sterline spese per Goater nel 1998 oggi non comprerebbero neanche la riserva delle riserve. Tutto questo è stato possibile anche grazie ai suoi goal promozione. Oggi il Maine Road pare sia diventato un palazzo,Shaun dalla sua Hamilton guardando verso l'oceano Probabilmente sente ancora quel boato assurdo dopo il terzo goal e quel coro storico che faceva tremare il Maine Road "Feed the Goat and he will score",e allora si ora avrete capito perchè, sentendo parlare di Bermuda, la prima cosa che mi viene in mente non può essere quel maledetto triangolo, ma solo il faccione ed il sorriso contagioso di Leonard Shaun "The Goat"Goater.

5 commenti:

  1. Grande Nesat, una grande storia, un grande personaggio che avevo disgraziatamente rimosso dalla mia memoria. Che emozione quel faccione contento con il buco tra i denti! E comunque gol di notevole fattura.
    C'è molta nostalgia in questo City però, da tifoso della prima ora posso immaginare il tuo malessere di fronte al carrozzone globalizzato attuale. Uno come Goater oggi sarebbe impossibile immaginarselo con la maglietta del City.

    Un paio di chicche nascoste in questo post:
    - emozionante la sfida ai rigori contro il Gillingham. Geniale il commentatore che si emoziona più di tutti quando dice "this is a quality penalty";
    - mitico il commentatore con l'accento scozzese che fa la telecronaca del derby, ma chi è?
    - l'israeliano Bercoviz è un mito, incredibile che uno con quel fisico e quella faccia da kibbutz abbia recitato in Premier League e non in un film degli anni settanta di Woody Allen.

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  2. Mi chiedo se i tifosi del Gillingham si siano mai ripresi da quel pomeriggio..
    Mi chiedo cosa abbia pensato il 9 del City dopo il doppio palo..

    Poesia pura quei pochi minuti di video. Ad iniziare dalla corsa del portiere, che corre corre chiama tutti ma non sa dove andare.

    Altre due chicche estetiche:
    - ovviamente, la maglia gialla e blu del City con le striscie celesti a caso sul colletto;
    - i giocatori rinsecchiti con la maglia che copre i pantaloncini nel video dedicato a Maine Road.


    @Zio: illuminaci sulla grande voce del telecronista. Sbaglio o commenta ancora? Oppure tutti i telecronisti inglesi hanno tutti lo stesso timbro?

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  3. Peraltro, se non mi sono rincoglionito, quel 9 del City è Dickov, una leggenda del club.

    Comunque accanto a Goater, sempre se non mi sono rincoglionito, l'altro idolo del Maine Road degli anni novanta è stato il fantastico georgiano Kinkladze, regista di eccelse qualità tecniche inversamente proporzionali alla voglia di muovere il culo, o mi sbaglio?

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  4. si si...il 9 del City è lo scozzese Dickov....idolo vero...
    inoltre il portiere nei filmati è Nicky Weaver(eternamente infortunato) che ignoro dove sia oggi(ma fino ad un paio di stagioni fa era ancora al manchester) ma che comunque al tempo era davvero giovane......Kinkladze sembrava lanciato verso una carriera assurda.....poi si è perso....in realtà molti georgiani sono così vedi anche Arveladze...o il ragazzino che sembrava un fenomeno e giocava a Palermo(ed empoli)....

    comunque del City a me piacevano troppo l'Americano Reyna e soprattutto Richard Dunne davvero una bestia.......

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  5. leggere questi racconti è emozionante. complimenti davvero

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