mercoledì 15 dicembre 2010

Gli indomabili


Ci può essere la grande sorpresa? Sì, direi che una netta vittoria dell' Argentina può essere considerata una sorpresa. (Gianni Mura su Argentina-Camerun La Repubblica 8 Giugno 1990)

Le aspettative erano queste. Come dare torto a Gianni Mura? L'unica vera sorpresa di quell'8 giugno 1990 a San Siro poteva essere una vittoria in goleada di un Argentina un po' spenta ma comunque strafavorita. Il Camerun arrivava da un ritiro premondiale in Iugoslavia dove aveva addirittura perso 4 a 2 contro una rappresentativa giovanile locale. Prima della partita, il numero uno della formazione africana Joseph Antoine Bell aveva sparato a zero sulla propria federazione ritenendo inadeguata l'organizzazione della trasferta italiana, attaccando il tecnico Nepomniachi per la scarsa armonia creata nel gruppo ed infine attaccando il gruppo stesso per le tante divisioni interne visti i clan formati dai vecchi, dai giovani, dai giocatori del campionato francese e da quelli del campionato locale.

La risposta di Nepomniachi non si fece attendere: Bell in tribuna, Thomas N'Kono titolare come nel 1982. Il clima prima del Match è tranquillo, Diego Armando Maradona palleggia con la spalla e l'ottimismo regna sovrano tra i campioni del mondo. Alle ore 18 l'Argentina - davanti a 73.780 spettatori - dà il calcio d'inizio. Il Camerun è ordinato, Capitan Tataw dirige alla grande i suoi rendendo difficile la vita al Pibe. I Primi 45 minuti si chiudono sullo 0 a 0 con un Argentina tramortita dalle ripartenze africane,che sfiorano per 2 volte la rete, prima con Oman-Biyik e dopo con Makanaky.

Nel secondo tempo sembra scendere in campo un altra Argentina,Caniggia subentra a Ruggeri e al 61esimo servito da Maradona vola verso l'area avversaria, Andrè Kana-Biyik lo ferma da dietro, l'arbitro francese Vautrot non ha dubbi, cartellino rosso e Camerun in 10. Al minuto 67 appena 6 minuti dopo l'espulsione, il Camerun batte una punizione dalla sinistra, Makanaky riceve palla e alza un improbabile quanto efficace campanile, Francois Oman-Biyik(fratello di Kana) salta e anticipa tutti colpendo di testa un pallone che Pumpido (al quale un anno prima era stato riattaccato un dito "perso"in allenamento) non riesce a trattenere, il Camerun in inferiorità numerica è in vantaggio contro l'albiceleste. Al minuto 81 con un uomo in meno, Nepomniachi effettua il seguente cambio, fuori una mezzapunta, Makanaky, dentro un attaccante di ruolo, il 38enne Roger Milla, un cambio che definire folle è poco. Al minuto 88 Claudio Paul Caniggia (ma quanto era forte Caniggia?) effettua un altra folle discesa verso l'area di rigore, Benjamin Massing non va tanto per il sottile e stronca la corsa dell'allora punta bergamasca (e nello scontro Massing perde una scarpa litiga con mezza Argentina ricevendo il cartellino rosso). Il Camerun è in 9. Al 91esimo Emile Mbouh rischia il raddoppio in contropiede, pochi secondi dopo arriva il triplice fischio: il Camerun batte i campioni del mondo in carica ed ottiene la prima storica vittoria ad una fase finale del Mondiale.

Tutto ebbe inizio il 19 Novembre del 1989, quando in Tunisia i ragazzi di Yaoundè passarono per 1 a 0 contro la nazionale locale bissando il successo di un mese prima (2 a 0 tra le mura amiche) e conquistando la qualificazione al Mondiale italiano. Non è un nome nuovo quello del Camerun, già nel mondiale di Spagna del 1982 si erano guadagnati, grazie a tre pareggi, contro Perù, Polonia ed Italia, l'appellativo di Leoni Indomabili, diventando la prima squadra africana ad uscire imbattuta da un Mondiale. Nonostante questo, il Camerun fu eliminato per differenza reti a vantaggio della nazionale italiana (con molte ombre proprio sulla partita Italia - Camerun) che qualche settimana dopo alzerà al cielo di Madrid la sua terza coppa del mondo.
Nel 1984, nel 1986 e nel 1988 il Camerun arriverà per 3 volte di fila in finale di Coppa Africa, trionfando per 2 volte ('84 e '88) e perdendo una finale ai rigori ('86) contro i padroni di casa dell'Egitto. In Italia, il Camerun arriva quindi come la miglior squadra del continente nero, tanto che il presidente della Federazione Italiana Matarrese, per una volta inspiegabilmente lungimirante, prima dei sorteggi si augurerà di non "pescare" la nazionale africana.
Tuttavia, il Camerun verrà prima dell'esordio ridimensionato, vuoi per il premondiale non proprio brillante, vuoi per la lista ufficiale dei giocatori inviata via posta, vuoi perché si porta in Italia un dietologo del peso di 120 kg, vuoi per il malcontento dei giocatori nei confronti di Nepomniachi.

Sconosciuto allievo di Valeriy Lobanovsky, Valeri Nepomniachi sbarca in Africa nel 1988, probabilmente figlio degli ottimi rapporti tra Mosca e Yaoundè. Fino a quel momento aveva allenato in Turkmenistan. Dal suo arrivo al Mondiale passano quindi 2 anni pieni, dove mister Valeri non si degna d'imparare una sola parola di francese o meglio, così sembra, perchè qualcuno sostiene che in realtà Nepomniachi il francese lo parlasse e lo capisse, anche se era solito affidarsi ad un ex autista dell'ambasciata camerunense a Mosca per comunicare con i giocatori. Tra le altre cose, Nepomniachi aveva metodi di allenamento duri, con sedute che iniziavano alle 7 di mattina. Da anni nello spogliatoio per questi motivi si respirvaa malumore. Nepomniachi era un corpo estraneo alla nazionale, durante le partite lasciava che a dare le disposizioni ai giocatori fosse il vice Jean Manga Onguene.

Dopo il debutto vincente ai danni di Maradona e soci, il gruppo però si cementa e il ct sovietico comincia a credere di poter realizzare qualcosa di grande, dichiarando che il Camerun avrebbe fatto meglio del Mondiale '82. Il 14 giugno del 1990 allo stadio San Nicola di Bari il Camerun affronta la Romania, che nella prima partita ha sconfitto 2 a 0 l'Unione Sovietica grazie ad una doppietta di Lacatus. Il calcio rumeno arriva al mondiale 1990 forte degli splendidi risultati ottenuti dallo Steaua nella coppa dei campioni (vinta nel 1986 e persa in finale contro il Milan nel 1989) ed è indicata da molti "esperti" come possibile sorpresa della competizione. Per il Camerun arriva il momento della verità. Dopo 58 minuti di poco e niente, i Leoni Indomabili effettuano il cambio della svolta, esce il numero 21 Maboang classe '68 ed entra Roger Milla classe '52. Il 9 sulle spalle e 38 anni suonati sulla carta d'identità. Contro l'Argentina Milla aveva giocato soltanto 9 minuti neanche il tempo di crearsi un occasione. Contro la Romania però a soli 18 minuti dal suo ingresso l'eterno Roger ruba con la forza il pallone al numero 4 rumeno Ioan Andone, entra in area e batte Lung. Per esultare Milla balla a ritmo di Makossa davanti alla bandierina e per puro caso davanti ad un cartellone della Coca-Cola, 20 anni dopo questa scelta pagherà bene Roger che diventa testimonial della bibita per i Mondiali 2010. Lo show di Milla si ripete dieci minuti dopo - all'86esimo minuto - con una favolosa azione iniziata e conclusa da lui con un violento destro sotto l'incrocio che non lascia speranze al portiere rumeno e che rende inutile il gol di Balint a 2 minuti dalla fine.

Il Camerun è la prima squadra a qualificarsi agli ottavi di finale, il Camerun è la prima africana della storia ad approdare agli ottavi di finale. Gia qualificato, affronta nell'ultimo match del girone l'Urss. Per passare i russi hanno bisogno di una vittoria di 4 goal di scarto unita al non pareggio tra Argentina e Romania. Un "arrendevole" Camerun, per nulla indomabile, con un orrida maglietta gialla, regala i 4 goal a Protasov e compagni che però vengono eliminati in virtù del pareggio per 1 a 1 tra Argentina e Romania. Il Camerun vince il girone. Negli ottavi i leoni incontrano la Colombia di Renè Higuita e Carlos Valderrama. Nonostante la prestazione contro la Romania che è valsa la qualificazione, Nepomniachi lascia Milla in panchina, lo farà entrare al minuto 54, i primi 90 minuti si chiuderanno sullo 0 a 0. Al minuto 106, i 50mila spettatori del San Paolo di Napoli vedono, dopo un delizioso passaggio di Oman-Biyik, l'immortale Milla scattare come un ragazzino, tagliare la difesa colombiana, entrare in area e lasciar partire un sinistro potente che batte un incolpevole Higuita. E' ancora Camerun, è ancora Milla, è ancora Makossa. Passano 2 minuti, Renè Higuita cerca di dare ordine alla propria squadra spingendosi a centrocampo, riceve un passaggio scellerato, esita e Roger ruba la palla, qualche metro di corsa e appoggia a porta vuota, il Camerun si porta sul 2 a 0. Nel finale ci sarà gloria anche per il colombiano Redin, gli africani volano però lo stesso ai quarti. Un gioco perfetto, una difesa attenta, un grandissimo portiere, un centrocampo veloce e fantasioso e soprattutto una stella di quasi 40 anni che corre e calcia come un 18enne (e pensare che questa "stella" al Mondiale non doveva neanche esserci.

Albert Roger Mooh Miller (ovviamente per un errore all'anagrafe.. se rinasco voglio essere un impiegato di un anagrafe africana o sudamericana) nasce a Yaoundè il 20 maggio del 1952. Figlio di un ferroviere, cresce in una famiglia di 11 fratelli. Muove i suoi primi passi da calciatore a Douala, per poi ritornare nel '74 a Yaounde nel Tonnere. Nel 1976 grazie alle belle stagioni con il Tonnere(vincerà la Coppa delle Coppe africana) viene eletto miglior giocatore del suo continente. Nel 1977 la prima esperienza in Francia dove viene ingaggiato dal Valenciennes. Nel nord della Francia raccoglie una manciata di presenze con 6 goal all'attivo dopo un anno passato da spettatore. Passa dunque nel 1979 al Monaco, dove diversi infortuni impediscono a Milla di potersi esprimere, la stagione si chiude con la vittoria in Coppa di Francia ma senza contributo alcuno da parte di Roger. Nel 1980 arriva la chiamata dei Corsi del Bastia. In Corsica Milla esplode. La prima stagione il Bastia chiude dodicesimo in campionato ma arriva in finale di Coppa di Francia dove trionfa ai danni del fortissimo Saint-Etienne di Michel Platini, in quella partita Roger Milla mette a segno il gol del due a zero, contribuendo alla vittoria dell'unico trofeo conquistato nella storia del Bastia. Dopo 4 stagioni intense le strade di Milla e del Bastia si dividono. A 32 anni Milla, dopo 7 stagioni di Ligue 1 decide di scendere in Ligue 2 accettando l'offerta del blasonatissimo Saint-Etienne che nel 1982 (un anno dopo la finale con il Bastia) era caduto in disgrazia con tanto di retrocessione per uno scandalo finanziario. In due anni regala 31 reti ai biancoverdi ed è protagonista nel 1986 del ritorno della squadra della Loira nel calcio che conta. Decide di rimanere in seconda divisione e firma per il Montpellier, dove in tre anni grazie ai suoi gol arrivano una promozione e due salvezze. Nel 1989 passa al Saint-Pierre squadra delle Reunion, dipartimento francese d'oltremare situato in pieno oceano indiano ad un centinaio di km ad ovest delle Mauritius. Unico giocatore stipendiato in una squadra di dilettanti che vincerà il campionato locale e prenderà parte ai 32esimi di finale di Coppa di Francia dove verrà sconfitto a Clermont-Fernand in uno stadio con 12 mila paganti arrivati in massa per ammirare le gesta del camerunense. Un anno prima nel 1988 mentre era impegnato in un amichevole della sua nazionale contro l'Arabia Saudita, Roger perde la mamma, scosso dall'evento e arrabbiato con il Ministro dello Sport Camerunense che aveva promesso il ricovero in strutture private (poi non avvenuto) della signora Milla, lascia la nazionale. Appena il Camerun raggiunge la qualificazione al mondiale, Paul Biya (che i maligni indicano come reale autore delle formazioni dei Leoni Indomabili), Presidente del Camerun (vorrei dire "presidente allora in carica"... ma è tuttora in carica!) telefona personalmente a Milla per convincerlo a tornare sui suoi passi e tornare a giocare per il suo Paese. Il resto è storia.

Il 1 luglio del 1990 vanno in scena a Napoli i quarti di finale. Il Camerun affronta l'Inghilterra in un San Paolo strapieno. Quel giorno saranno solo i 50 milioni di abitanti dell'isola di sua maestà nel Mondo a non tifare per l'undici africano. La formazione titolare vede ancora una volta l'inspiegabile assenza di Milla. Dopo appena 25 minuti un perfetto cross dalla sinistra di Stuart "Psycho" Pearce, trova la splendida schiacciata di testa di David Platt, da quel momento si ha la netta sensazione che la favola Camerun sia giunta al capolinea. Al rientro in campo nel secondo tempo, Nepomniachi sostituisce Maboang con Milla, la musica comincia a cambiare. Al 61esimo Roger entra in area e qui viene falciato da Gascoigne. Per la giacchetta nera messicana Codesal Mendez non ci sono dubbi: è calcio di rigore. Sul dischetto va il numero 6 Emmanuel Kunde, difensore centrale che nel 1988 proprio su rigore aveva siglato il gol vittoria in Coppa d'Africa contro la Nigeria. Kunde non sbaglia. Passano altri 4 minuti Milla al limite dell'area avversaria tocca con l'esterno destro per il 30enne Eugene Ekeke che appoggia delicatamente la palla alle spalle di Shilton. 2 a 1. Il Mondo intero sta assistendo ad un vero e proprio miracolo. I miracoli che che se ne dica però non esistono.. e a 7 minuti dal fischio finale, il rude Massing provoca un sacrosanto calcio di rigore. Gary Lineker non sbaglia e la partita va ai supplementari. Al 105esimo un altro altro tiro dagli undici metri procurato e realizzato da Lineker (causato sempre da Massing in collaborazione con N'kono) spedisce l'Inghilterra tra le prime 4 del Mondo. Nonostante la bruciante sconfitta, i camerunensi non si lasciano andare a scene di disperazione, rimangono in campo, scambiano la maglietta e fanno il giro d'onore dello stadio San Paolo come se avessero vinto, come se Lineker non avesse mai realizzato quei due rigori.

L'ultima scena vede Roger Milla, con indosso la maglia inglese numero 5 di Des Walker, salutare il San Paolo e imboccare le scale per lo spogliatoio. Finisce così, senza tristezza, la storia felice dei Leoni Indomabili, domati solo da due rigori. Quel Camerun per quanto straordinariamente rappresentato da Roger Milla, era un orchestra perfetta formata per metà da giocatori cresciuti e maturati in Europa. Tra i protagonisti, non si può non citare un portiere come Nkono, esperto e forte dell'esperienza nella Liga, dove militava nelle file dell'Espanyol, titolare come nel 1982 ma questa volta per l'auto-esclusione di Bell. Gianluigi Buffon chiamera Thomas suo figlio, proprio in onore dell' estremo difensore camerunense. Non si può nemmeno non citare il capitano Tataw, schierato a centrocampo come in difesa, commovente all'esordio. Merita di essere nominato lo stesso Emile Mbouh instancabile motorino di centrocampo dalle folte sopracciglia, insieme a lui da nominare anche le splendide discese di Ndip ed Ebwellè senza ovviamente scordare i piedi buoni di Makanaky, la freddezza di Kundè e la caparbietà unita alla classe di Oman-Biyik.

Oggi, a 20 anni da quella splendida competizione molti dei 22 "Eroi" sono ancora nel mondo del calcio. Joseph Antoine Bell, dopo aver saltato per motivi disciplinari Italia 90, giocherà da titolare quelli del 1994, saltando però la debacle contro la Russia. Oggi collabora con la rete televisiva Africa 24, prima rete d'informazione del continente nero e con la RFI, la radio pubblica francese, dedica gran parte del suo tempo alla sua grande passione, il poker. Il terzo portiere Songo'o sarà presente al mondiale del 1994, dove disputerà la partita contro la Russia, diventerà titolare (giocando Francia 98) fino al mondiale 2002 dove pur partecipando lascerà il posto a Boukar. Ai mondiali del 2010 è stato allenatore dei portieri e per una sola amichevole ct ad interim, dopo la rassegna sudafricana,fino alla nomina di Javier Clemente. Suo figlio Frank è centrocampista e gioca nell'Albacete. Thomas Nkono a 35 anni farà parte come terzo portiere della spedizione americana del 1994. Chiuderà la sua carriera nel 1997 nelle file del Bolivar, club Boliviano di La Paz. Dal 2000 al 2003 fa parte dello staff della nazionale, dal 2003 diventa allenatore dei portieri dell'Espanyol di Barcellona squadra nella quale ha militato per gran parte della sua carriera, nel 2007 è nuovamente nello staff della nazionale fino al 2009 quando viene nominato per qualche mese ctin attesa del nuovo allenatore Paul Le Guen. Prima della semifinale con il Mali di Coppa d'Africa del 2002 disputata proprio in Mali, Thoms Nkono fu arrestato dalla polizia Mmaliana per magia nera. L'accusa per quanto assurda e ridicola non gli fece prendere parte alla finale vinta ai rigori contro il Senegal (oltre che alla semifinale con il Mali vinta per 3 a 0). Il centrale Jules Onana terminò la sua carriera nel 2005 dopo varie esperienze tra Camerun, Francia e Indonesia; dopo il ritirò divenne agente di calciatori in Asia. Il terzino destro Ebwellè (anche per lui qualche anno in Indonesia) dopo il ritiro ha allenato il Tonnere Yaundè. Capitan Tataw fu il primo giocatore africano a giocare nel campionato giapponese, precisamente nei Sagan Tosu. Kana-Biyik fratello di Oman terminò la carriera in Francia nel Le Havre, stessa squadra dove ha mosso i primi passi suo figlio Jean Armel oggi difensore dello Stade Rennais e in orbita Under 21 francese. Emile Mbouh terminata la carriera tra Qatar, Indonesia, Singapore e Malesia gestisce oggi una scuola calcio, la Emile Star Soccer di Rockville, Maryland. Jean Claude Pagal, dopo l'esclusione dal mondiale 1994, aspettò e aggredì il tecnico dei Leoni Indomabili Henry Michel all'aereoporto di Orly prima della partenza del Camerun per gli States. Thomas Libiih dopo aver chiuso la carriera nel Portovejo in Ecuador nel 2001, allena il Terek Yaoundè società satellite della squadra russa del Terek Grozny. Ciryl Makanaky si è ritirato a soli 32 anni, la sua ultima squadra è stata il Barcelona Club di Guayaquil in Ecuador. Francois Oman-Biyik (ha giocato anche nella Samp) ha chiuso la sua carriera nello Chateauroaux in Francia dopo qualche stagione passata in Messico. Nel 2003 è tornato a giocare in un campionato amatoriale messicano con il Deportivo Sahara, mettendo a segno 10 reti. Vive proprio in Messico, a Colima, dove allena la squadra locale. Suo figlio Emilio gioca nello Chateauroaux e nella nazionale messicana Under 17. Il cugino di Oman, Francis Elieze gioca (o ha giocato) nel Sant'Erminio Montebagnolo (ha militato anche nel Panicale) nella seconda categoria umbra. Eugene Ekeke è stato un rispettato membro del sindacato della Ligue 1 in Francia, oggi è allenatore. Il suo ultimo avvistamento è stato in Gabon sulla panchina del Franceville. Valeri Nepomniachi dopo svariate esperienze in Cina, Giappone, Uzbekistan e, come commentatore televisivo, in Russia, oggi allena i siberiani del Tom Tomsk. Il vice allenatore Jean Manga Onguene lavora per la FIFA. Roger Milla, dopo il mondiale 1990, giocò per altre sei stagioni. Al termine dei mondiali lascio le Reunion per tornare a Yaounde ovviamente nel Tonnere, mettendo a segno 89 reti in 4 anni. Nel 1994 viene convocato per i mondiali americani. Il 24 giugno 1994 entrando in campo al 64esimo minuto della partita Brasile-Camerun Roger Milla diventa il giocatore più vecchio ad aver giocato una partita dei mondiali, a 42 anni. Il 28 giugno del 1994 a San Francisco, entra nel secondo tempo, la partita tra Russia e Camerun è già sul 3 a 0 per i Russi. Roger Albert Mooh Miller impiega un solo minuto a buttarla dentro e a diventare il giocatore più anziano ad aver segnato durante una partita dei mondiali. Finito il Mondiale si trasferisce in Indonesia nel Pelita Jaya, dove in 23 incontri va a segno 23 volte. Gioca due partite d'addio al calcio la prima a Douala il 28 dicembre 1997 davanti a 95.000 spettatori, la seconda nella capitale Yaoundè con 110.000 tifosi assiepati sugli spalti dello stade Omnisport. Roger Milla lascia il calcio a 44 anni, in 32 anni di carriera mette a segno 387 reti in 707 presenze accumulando 102 presenze con la maglia del Camerun dove realizzerà 28 reti. Nel 2006 viene insignito della nomina di Cavaliere della Legione d'Onore francese. Oggi Milla è ambasciatore per l'Africa nel mondo e vive a Yaoundè.

Dopo il Camerun, altre due nazionali arriveranno ai quarti di finale della Coppa del Mondo: il Senegal nel 2002 e il Ghana nel 2010. Tuttavia nessuna delle due è lontanamente paragonabile a quel Camerun (al quale per forza e qualità di gioco si avvicina solo la Nigeria 1994). Il Camerun 1990 ha spezzato le catene che opprimevano il calcio africano allo squallido ruolo di colorato e gioioso sparring partner. Un giorno forse non troppo lontano avremo il piacere di vedere una nazionale africana spingersi più in la, fino ad allora la leggenda appartiene a quei 22 leoni indomabili, domati da due rigori di Lineker ma non dalla storia.

Camerun 1990 - formazione tipo: N'Kono, Ebwellè, Onana, Kundè, Ndip, Tataw(C), Mbouh, Makanaky, Mfede, Milla, Oman-Biyik. Allenatore: Valeri Nepomniachi

20 commenti:

  1. Grande Nesat, sei davvero la Treccani del calcio africano! Grazie per avermi fatto rivivere le gesta di quel Camerun davvero mitico, com'era d'altronde mitica la sua maglietta col leone giallo stilizzato.

    Roger Milla poi è un giocatore che va oltre la Storia, appartiene a quei bomber africani che in epoche antiche (quando ancora si potevano schierare solo tre stranieri, e gli africani si contavano sulle punte delle dita) sembravano supereroi arrivati da un altro pianeta (lui, Yeboah, Pelè, Okocha, Weah...). Peccato però per questa sua pensione vissuta come ambasciatore per l'Africa, un ruolo troppo istituzionale, buona per un Maldini qualsiasi - senza contare i soldi che si è preso, come giustamente ricordi, quest'estate dalla coca-cola. Sarebbe stato più affascinante un finale diverso, ubriaco in qualche slum di Yaoundè, oppure stilosissimo come i nostri amici dandy del Congo, i mitici Gentlemen of Bacongo. Vabbè, lo stimiamo comunque.

    Anche Omam-Biyik e Thomas N'Kono meritavano il nostro ricordo. Grandissimi personaggi.

    Piuttosto è impressionante questa diaspora dei calciatori camerunensi prima e dopo il Mondiale, dall'Indonesia al Messico, dall'Ecuador all'Umbria, hanno giocato dappertutto.

    Infine trovo stupendo il gemellaggio Terek Grozny-Terek Yaoundè.

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  2. Ero a San Siro il giorno di Argentina Camerun. Avevo 11 anni e mi ricordo bene quasi tutto. Una partita incredibile.
    Ricordo bene la gioia dei tifosi africani fuori dallo stadio dopo la vittoria: correvano e ballavano come matti, davano il cinque a tutti. Si vedeva che per loro era una gioia immensa.
    Ricordo anche che prima della partita rubarono il portafoglio a mia madre con dentro 150.000 lire. E ricordo pure mio padre che per tutta la partita continuava a domandarsi che cavolo di bisogno c'era di portarsi dietro tutti quei soldi. Ma questa è un'altra storia...

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  3. Ma poi si scoprì chi era stato a rubare il portafoglio a tua madre prima della partita?

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  4. Purtroppo no, però i sospetti di mio padre si rivolsero subito sui numerosi bagarini napoletani che allora dettavano legge di fronte alle biglietterie di San Siro...

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  5. Pdc79 sono vicino a tuo padre....non esisteva davvero alcun bisogno di portare tutti quei soldi allo stadio....ma perdoniamo tua madre che probabilmente da quel giorno se è tornata allo stadio non ha portato neanche i soldi per i bruscolini.

    Rosicando non perdono te...che hai avuto la fortuna di vedere quella partita dal vivo.........

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  6. articolo eccezionale! alcune cose che quasi avevo dimenticato(camerun addirittura in 9!), giocatori che quasi mi commuovo a ripensarci (makanaki e i fratelli biyik)e una curiosità straordinaria: ma davvero Pumpido aveva perso un dito in allenamento??.. allucinante..
    io personalmente ho fame di curiosità calcistiche..

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  7. Che squadra ragazzi! Non vedo l'ora che una squadra africana vinca il Mondiale ma se anche questo succederà, il nome dei Leoni Indomabili sarà sempre scolpito nella storia: grandissimi!

    Gran pezzo, Nesat!

    Vincenzo

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  8. Nesat, infatti mia madre non venne mai più portata alla stadio. E pensare era anche ritenuta da mio padre una sorta di amuleto. Il suo esordio a San Siro coincidette, nell'87, con la vittoria del Milan nel Mundialito... Lo ricordate?

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  9. Se penso alla mestizia delle squadre africane nell'ultimo mondiale.. E che soddisfazione scandire le formazioni del Camerun, anche quella di qualche anno prima.

    http://www.youtube.com/watch?v=3UDdYMOpsUs

    Peraltro ho sempre pensato che quando fu registrato all'anagrafe, nel 1952, Milla avesse già almeno ottantacinque anni.

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  10. Diciamo che le anagrafi africane hanno sempre avuto qualche problema e hanno sempre lasciato, ehm ehm, qualche dubbio sulle vittorie nelle competizioni giovanili delle squadre africane.
    Penso poi anche a casi grotteschi di costume come le vicende di spogliatoio di Christian "Tubo nero" Manfredini (uno dei mille esempi possibili).

    Ma forse la colpa è nostra, nostra di borghesi occidentali, fissati con l'età così come lo siamo con gli ombrelli o le quotazioni di Borsa, tutte sovrastrutture inutili. Una società, la nostra, in cui le donne sono così ossessionate dall'età da ritoccarsi così tanto che le loro figlie sembrano adottate. L'epopea degli alfieri del continente nero ci ricorda che l'età è quella che uno si sente dentro, non quella certificata da un ufficio comunale, e quindi Roger Milla ha sempre avuto 40 anni, così come gli africani dell'Udinese quando esordiscono, e per le successive otto stagioni, ne hanno sempre 17...

    ps No pdc (con questa sigla sembri l'acronimo di un potenziale "quarto polo"), io quel Mundialito non me lo ricordo, a quell'età è già tanto se iniziavo a giocare in camera coi Lego. Che successe?

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  11. @telemeriti-Pumpido perse un dito durante un allenamento.....se non sbaglio fu il binomio anello al dito anello della porta a tranciarlo.....

    @pdc-non ricordo il mundialito...ma ho letto qualcosa in cuori tifosi di Martucci.....era un mondiale con le due milanesi,forse il penarol..e un olandese??un qualcosa di simile.....nel libro se ne parla perchè se non sbagliò ci scappò il morto......confermi?

    @arturo-Milla andò a registrarsi da solo e in macchina all anagrafe...........

    @Dionigi non ti permettere "Tubo nero"era solo Rijkaard......

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  12. @dionigi-Eh, anch'io giocavo con il Lego a quell'età, ma il Milan di Berlusconi aveva a tal punto galvanizzato mio padre che decise di portare tutta la famiglia allo stadio, nonostante la tenera età mia e di mio fratello (io 8, lui 11).
    Il Mundialito era una buffa competizione non ufficiale organizzata da Canale 5. La cadenza era biennale e venivano invitate solo squadre che nella loro storia erano state almeno una volta campioni intercontinentali.
    Si disputava a Milano e si svolgeva a fine Giugno.
    Quella edizione fu particolare perchè il Milan schierò l'argentino Borghi, pupillo di Berlusconi, a cui comunque Sacchi preferì, come terzo e ultimo straniero tesserabile per quella stagione, Rijkaard. Grazie a dio.

    @nesat-Oddio, del morto non ricordo nulla.

    (pdc non sono nient'altro che le iniziali di un bomber del Quarticciolo a cui sono molto devoto, nulla di politico comunque)

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  13. Comunque speriamo che domani sera anche i leoni del Mazembe sapranno essere indomabili...

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  14. Sarebbe bello, ma temo che il divario sia enorme. A meno che la buttino dentro subito...

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  15. anonimo sfidante17 dicembre 2010 17:13

    Io di quel Camerun ricordo benissimo l'esordio.
    Perché poi, nel pomeriggio, giocando per strada decidemmo di soprannominare un nostro amico - avversario per l'occasione - Oman Biyik per via della sua "stazza": 1,70 e, forse, 50 chili d'ossa.
    Io avevo 12 anni. Lui qualcuno in più. Si incazzò, ma ormai il soprannome era dato e, come sempre avviene, nulla potè levarglielo.

    Della partita Inghilterra-Camerun c'è però un aneddoto, balzato alle cronache recentemente e raccontato proprio da Lineker. Durante la partita, nel secondo tempo, Gary ebbe problemi intestinali e non riuscì a risolverli nella privacy della toilette dello spogliatoio. Detto in termini meno sottili: si cagò addosso. Si pulì strisciando sul campo, muovendosi esattamente come il portiere del Mazembe esultante in semifinale di Intercontinentale. Africa anche qua. E il cerchio, come vedete, si chiude perfettamente.

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  16. Concordo Nesat.
    L'unica nazionale di calcio paragonabile agli Indomabili è la Nigeria di Yekini e Finidi George.
    Quanto a magliette, poi, è sicuramente un confronto tra titani del poliestere.
    Non so.. l'effetto scacchi nigeriano alla fine potrebbe risultare un osso duro da battere (http://football-uniform.seesaa.net/article/16476100.html).

    A confronto, il Senegal e l'ultimo Ghana (fatta eccezione per Asamoah Gyan.. ma solo perchè adoro chi sbaglia il rigore della vita.. Baggio, Southgate, Terry ..) fanno ridere.

    La doppietta alla Romania è qualcosa di splendido. Classe pura lo stop a seguire del secondo gol.
    Bati stoppava sempre così.
    Io adoro Roger. In qualsiasi espressione.

    Mi sono sempre chiesto, invece, - peraltro senza mai trovare risposta - che cacchio sia passato nella testa di Higuita nel corso dell'intera sua carriera.
    Potrei chiedere a Zenga, già che si parla di Mondiali del '90..

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  17. grande Yekini, il toro di Kaduna!
    una muscolatura imbarazzante

    markovic

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  18. I miei più vivi complimenti per questo blog sontuoso. La malattia per l'aneddotica del calcio usata come strumento di analisi sociale è qualcosa di sopraffino, almeno per i miei gusti.
    Mi permetto di aggiungere un commento sulla utopica avventura dei Leoni Indomabili ad Italia '90: una paio di lustri fa rintracciai in un angolo remoto della ragnatela un bel retroscena, al confine tra realtà e leggenda, sul CT del Camerun del ’90 Valeri Nepomniachi, vergato da una famosa penna del giornalismo italiano di cui ometto il nome. Fortunatamente salvai la pagina sul mio PC (operazione arcaica cui spesso mi costringeva il mio diluviano modem a 56k), scelta che si rivelò poi felicissima, visto che il sito da cui la trassi sarebbe stato divorato dall'oblio, e più non vi è traccia di questo gustoso aneddoto. Venendo al dunque, l'autore rivelava che la federcalcio camerunense, alla caccia di un CT di buon valore e soprattutto a buon mercato per la spedizione italiana, si rivolse all'amica URSS, e per tutta risposta si vide inviare due candidati, il Nostro, appunto, assieme a tale Lev Browasky, se la memoria non mi inganna. Non potendo permettersi il pagamento di due stipendi, la federcalcio, senza badare molto al sottile e sorvolando su motivazioni anche lontanamente tecniche, stabilì un semplice, economico, rapido, inoppugnabile, con una sola parola, geniale, metodo per stabilire il nuovo CT della nazionale: quello dei due che fosse sceso per primo dall'aereo appena atterrato a Yaoundè !!! La spuntò Nepomniachi, coi risultati che tutti conoscono. Il povero Browasky, probabilmente, non seppe mai perché, non appena ebbe calpestato il suolo camerunense, fu rispedito al mittente senza tanti complimenti....

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  19. Grazie mille Massing, per i complimenti (la vanità ci appartiene, così come il suo falò) e per l'aneddoto.
    Ad ogni modo mi sembra un modo assai saggio di scegliere l'allenatore quello allenato dal Camerun.

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  20. Fabio (Mesagne)24 dicembre 2012 22:21

    Una squadra che meritava di andare in semifinale..e poi chi lo sa come poteva andare a finire? Di certo c'è solo che lo stadio San Paolo in quel mondiale fu la tomba delle più belle favole del torneo. .prima i nostri meravigliosi Leoni e pochi giorni dopo Schillaci e l'Italia, in una partita che l'Italia avrebbe vinto nove volte su dieci nei 90 minuti e che poteva perdere solamente senza perdere sul campo. Una cosa senza senso vedere quell'Argentina in finale, davvero. Italia-Camerun. Questa è la vera finale di Italia '90, io ancora non voglio arrendermi.

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