venerdì 26 novembre 2010

Tremare il Mondo non fa

Ai sensi dell'articolo 1936 del Codice Civile, è fideiussore colui che, obbligandosi verso il creditore, garantisce l'adempimento di una obbligazione altrui. Semplice come concetto, anche a detta della Corte di Cassazione, che così spiega l'istituto: "il negozio fideiussorio è causalmente diretto a rafforzare la tutela dell'interesse del creditore all'attuazione del suo diritto, attraverso l'estensione della garanzia patrimoniale ai beni del fideiussore, il quale aggiunge la propria obbligazione accessoria a quella del debitore principale".

Semplice o, forse, no.

Dal concetto di fideiussione, infatti, nasce l'inghippo. Da stipendi non pagati e da due fideiussioni che, a detta dell’attuale presidente del Bologna Football Club Sergio Porcedda, si sarebbero rivelate fasulle.

Si dice avrebbero dovuto coprire insolvenze pregresse e liberare, contestualmente, i soldi dei diritti TV (rectius: una rata dovuta da Sky dei diritti TV. Le precedenti già sono state investite per pagare ulteriori stipendi arretrati).

Il problema è che le fideiussioni e l'emittente delle stesse - una finanziaria inglese - si sono rivelate realtà fantomatiche.

In ogni caso, non sono chiari per gli inquirenti il fine ed il meccanismo attraverso il quale le operazioni sono state concluse. Si legge, infatti, in un articolo pubblicato sul sito de "Il Resto de Carlino" lo scorso 20 novembre 2010: "Non e’ chiaro se con quelle garanzie si mirasse a riottenere del denaro (si parla di circa 6 milioni di euro) che sarebbe stato dato in garanzia per l’acquisto di alcuni giocatori (attraverso il meccanismo della “stanza di compensazione”). Per la transazione il broker aveva pattuito come compenso (il 3% sulla fidejuissione) garantita anche con due assegni. Uno e’ stato bloccato, l’altro sarebbe ancora nelle mani del broker".

Ma di fatto da una fideiussione nasce un inghippo le cui proporzioni sono ancora da valutare.

In questi giorni, la merchant bank Intermedia Finance di Giovanni Consorte sta svolgendo attività di due diligence che porteranno ad un'esatta quantificazione delle passività a patrimonio del Bologna e, quindi, a determinare la quota d’ingresso per l’acquisto della società.

Trapelano voci.

La base di passivo dovrebbe ammontare a circa 30 milioni di Euro. Stipendi non pagati e relativi oneri fiscali. A questa dovrebbero aggiungersi altri 8 milioni di Euro circa di passività varie ed eventuali, nonché qualche milione di Euro relativo ad una rata non pagata al Club Atletico Penarol per l’acquisto di Ramirez. Infine, gli arretrati dovuti al Comune di Bologna per l’affitto del Renato Dall’Ara e un’operazione di scambio di giovani della Primavera conclusa con il Parma.

Totale: 40/45 milioni di Euro. Assolutamente uno sproposito per una società che solo qualche mese fa (al tempo del passaggio della maggioranza delle azioni dalla famiglia Menarini a Porcedda) è stata venduta per una ventina di milioni di Euro.

Le possibili conseguenze del disastro.

In primis, il Bologna rischia una penalizzazione in classifica. Una manciata di punti (1, 3 o 5) che potrebbe avere un forte impatto sul discorso salvezza, anche alla luce dell’equilibrio registrato nella parte sinistra della classifica fino ad oggi.

Inoltre, c’è il rischio fallimento. Per evitare il fallimento occorre ripianare le passività. Per ripianare le passività servono nuovi acquirenti e denaro vero (non solo il pareggio del disavanzo, ma anche una base di capitale che permetta al Bologna di galleggiare).

Voci di corridoio parlano di un interesse di Banca Barclays, che a mezzo del proprio portavoce avrebbe manifestato l’intenzione di rilevare il 70% dell’azionariato del Bologna Footbal Club.

Fatto sta che la squadra è in una situazione poco invadibile.

Peccato. Perché a mio avviso questo è il più bel Bologna degli ultimi anni (meglio: il miglior Bologna, assieme a quello della stagione ‘01/’02, dell’era dopo-Baggio).

Perché la rosa è infarcita di giovani e perchè c'è un progetto.

Perché il Bologna finalmente corre e gioca con tre centravanti sempre, perché schiera un grande Marco Di Vaio (bellissimo il gol al Brescia) e sa difendere e muoversi senza palla.

Perché il Bologna – nessuno lo sa – ha una Storia importante e perché meriterebbe più rispetto.

9 commenti:

  1. Rimane peraltro l'enigma Franco Colomba. Perchè è stato inaspettatamente mandato mandato via alla prima giornata? Cosa sapeva? A cosa si era opposto? Evidentemente già tirava una certa aria.

    Comunque anche a prima vista questo Porcedda non è che diffondesse molta fiducia. Forse era meglio se vi facevate comprare dall'albanese amico del Cav.

    Mi auguro infine che in tutta questa storia, tra tanta confusione giuridico-finanziaria, esca fuori anche qualche scandalo a sfondo sessuale, che a Bologna non mancano mai - altrimenti sai che palle!

    RispondiElimina
  2. Qualche riflessione:

    1) Nel caso in cui non tifi certe squadre prima o poi finisci che per capire il calcio non devi essere un appassionato di carte bollate, per capire la storia della Salernitana dal 2005 ad oggi mi sono affidato ad un commercialista! Ho dovuto conoscere il significato giuridico di termini come "transazione", "marchio debole", "marchio forte", "insistore", "titolo sportivo". Ho letto documenti su documenti, ho avuto come presidente un curatore fallimentare e non è ancora finita, visto che la Salernitana ed i suoi beni sono proprietà di una società la cui finalità è la vendita di pannelli solari ed ha un capitale sociale di qualche migliaio di Euro. Questo non fa altro che disaffezionare e creare un solco ancora peggiore tra le """grandi""" e le provinciali, quelle vere, quelle che hanno fatto la gloria della vecchia e cara Serie C! (Non ci sto a perdere col Bassano del Grappa in uno stadio dove sono 300 persone e tutte over50! Preferisco i derby al "San Francesco", al "Santa Colomba" o perdere in stadi-bolgia come Taranto o Foggia)

    2) C'è un progetto? Sicuramente sono stati presi tanti giovani e Porcedda, affidandosi ad una vecchia volpe come Carmine Longo, forse ci aveva visto giusto. Longo, insieme ad altri come Peppino Pavone, rappresenta uno degli ultimi alfieri di un modo di fare il D.S. con squadre a poco prezzo avendo magari il coraggio di rischiare dei giovani. E' anche vero che moltissime società hanno buttato i vivai (gli scempi fatti da società come Atalanta e Torino sono palesi) ma c'è anche una cronica incapacità a puntare su di loro

    3) Di Vaio, gioia e rimpianto. Preso a 5 miliardi e strappato al Piacenza che non era disposto ad andare oltre la comproprietà, venduto con una plusvalenza non indifferente ai Tanzi. E' sempre stato un giocatore da grandissimi gol, di gran tecnica ma non dotato forse dello spunto da bomber stagionato. Non così decisivo sulle palle sporche o sui rimpalli. Non certo un Trezeguet o un Darione Hübner (per quelli come me fissati col calcio di provincia) ma sicuramente un gran giocatore

    4) Questo discorso degli stadi di proprietà sta rovinando il calcio. Stanno arrivando tutti questi imprenditori di mezza tacca, gente senza una lira che spera di portare a casa qualche appalto milionario e fare "carriera politica". Gente che non ha alcuna idea di cosa sia il calcio, non essendo ricchi provano a fare le squadre buone con pochi soldi. Si accorgono che non è cosa loro, si affidano a D.S. che ti fanno la squadra, magari ti raggiungono un'effimera promozione ma quando devi venir fuori alla lunga distanza scopri che hai i piedi d'argilla, finiscono le liquidità e fallisci di nuovo! Probabilmente queste cose c'erano già prima ma di questi tempi si sta aggravando.

    Naturalmente auguro tempi migliori al Bologna, dopo quello che ho visto fare alla Salernitana non auguro più il fallimento a (quasi) nessuno

    RispondiElimina
  3. beh, ennesimo capitolo a testimonianza di cosa stia diventando il calcio
    spero che al più presto la gente inizi a stufarsi di doverne capire di fidejussioni per sapere cos'è, come sta, dove sta andando la propria squadra
    leggo del bologna che pare sia vicino agli inglesi e non so cosa augurarmi..perchè le go già vissute queste cose (due volte negli ultimi 5 anni) e so che non portano a nulla di buono...tutti si diranno vittime, indicheranno altri al pubblico ludibrio, non ci si capirà più niente...tutte premesse per la peggior conclusione
    spero proprio che bologna riesca ad evitare tutto questo, che comunque sta diventando una regola del panorama italico
    tommaso

    RispondiElimina
  4. post doveroso.....dopo Tacopina e Taci stavolta è andata anche peggio......il fascino del Bologna comunque non si discute....meriterebbe di finire in mani serie....come non si discute la lungimiranza di Cellino..che si rifiutò di cedere il Cagliari a Porcedda..( anche se si narra che la frase di cellino fu...a te il Cagliari non lo vendo perchè sei comunista).

    RispondiElimina
  5. Tolto oggi il primo punto al Bolognino, preparati Bostero, sarà uno stillicidio di penalizzazioni...

    RispondiElimina
  6. Una cosa è certa: questo Bologna ha due palle quadre.

    RispondiElimina
  7. Imparo oggi che "nessuno sa" che il Bologna ha una Grande Storia.

    Ma "nessuno" chi?

    Mah...

    RispondiElimina
  8. Non credo, Mirkot, che i ragazzini d'oggi (di Bologna) sappiano qualcosa dei diversi scudetti vinti negli anni Trenta o dei vari Tazio Roversi e Angelo Schiavio. Forse non conoscono nemmeno Kennet (e già sarebbe più grave).

    Lo stesso discorso vale fuori dai viali di circonvallazione, senza limiti di età.

    Che ti vada bene o no, fuori da Bologna, a distanza di oltre quarant'anni, il gol di Fogli non se lo ricorda nessuno.

    E sarebbe forse anacronistico pensare il contrario.

    Il mio "nessuno lo sa" non è stato buttato lì a caso, giusto per svilire. Vuole soprattutto rilevare come le vicende societarie -da noi seguitissime- abbiano avuto scarsissima eco fuori dalle mura cittadine. Non ti credere che a Roma o a Bari o a Napoli abbiano seguito più di tanto le fideiussioni di Porcedda o la cordata Zanetti. La Gazzetta dello Sport si è ben guardata da dedicare più di un paio di articoli alla situazione fallimento-BFC. In tv (reti nazionali), poco o nulla.
    Immaginati un fallimento del Bologna che passa sotto silenzio. Tipo ansa a fondo pagina. Meglio un gossip alla Borriello-Senicar. Una trattativa Dinho-Gremio. O una bella intervista a casa Ibra, con tanto di trucco e dimensione familiare.

    Alla tua domanda, quindi, in linea con i tempi, facile rispondere.

    ps: complimenti per il blog.

    RispondiElimina
  9. Grazie per i complimenti.
    Guarda che per il "caso Porcedda" siamo finiti sulle pagine di tutti i quotidiani, non solo sportivi.
    E come sguazzavano i vari Pedullà e soci su Sportitalia e emittenti varie.
    Poi che il Bologna, oggi, non abbia l'eco dell'Inter o del Milan questo lo so anche io, non vivo su Plutone.
    La storia del BFC la conoscono, non ti preoccupare, i ragazzini mica girano con la sveglia al collo. Internet è nelle case di tutti ormai e se un tifoso di una qualsiasi squadra ha una curiosità sul Bologna, la stadera delle vittorie è sempre lì, impietosa, a nostro favore.
    Poi se uno è un super-ignorante di tutto e se ne frega di qualsiasi cosa, allora abbiamo già finito di discutere; quello non conoscerà mai neanche la storia della propria squadra del cuore.

    Saluti, Mirko.

    RispondiElimina