lunedì 8 novembre 2010

Quel che resta del derby

Il cuore oltre l'ostacolo

Il sospetto che stavolta le cose potessero andarci bene a me e a Nesat è venuto, anche se ci siamo guardati bene dal dircelo espressamente, mentre cercavamo posto nei dintorni del Palazzetto dello Sport. Collegati radiofonicamente alle frequenze di una nota emittente biancoceleste, ascoltavamo esterrefatti la sequenza di telefonate di ignoti cugini biancocelesti, tutti accomunati da un'unica granitica certezza - e cioè, che la Lazio avrebbe asfaltato la Roma. Il più posato tra gli ascoltatori, in ansia da picchetto, si domandava, e intanto domandava pubblicamente, se la partita sarebbe finita quattro a zero o quattro a uno. Dubbio risolto da un gruppo di tifosi che, ottenuta la linea, si è messa ad intonare a squarciagola il coro "quattro a zero perchè no". In tutto questo, gli speaker tutto facevano tranne che professare umiltà, quanto meno per scaramanzia. No, a giudicare dalla radio, per i tifosi laziali questo derby era già scritto, e i quattro gol con cui riempire la porta di Julio Sergio una mera formalità.
Trovammo posto accanto al playground dei filippini e pensai che questo, purtroppo, era un classico atteggiamento da romanisti, che indefettibilmente non portava mai a nulla di buono. Ma, per una sorta di doppia scaramanzia, non dissi niente, e ci incamminammo silenziosamente verso lo stadio, accompagnati dalle consolanti esplosioni dei bomboni davanti ai bar del ponte Duca d'Aosta.

La partita è stata episodica e su questo c'è poco da opinare. Due rigori dati (di cui uno realizzato fortunosamente), un rigore non dato viziato da un fuorigioco non fischiato, due pali, un gol annullato quasi buono, un miracolo del portiere, alcune azioni rocambolesche. Sicuramente, attribuendo diversamente questi episodi, il risultato sarebbe potuto cambiare, e nessuno avrebbe potuto fare una piega. La partita è stata bella e vibrante, e discretamente equilibrata. Si intuiva, com'era prevedibile per le rispettive posizioni di classifica e i rispettivi stati d'animo, un po' di timore tra i giocatori della Lazio e una maggiore sfrontatezza in quelli della Roma. Ma, insomma, è stato un derby ben giocato, che sarebbe anche potuto finire in parità.

E' mio giudizio, questo sì perfettamente opinabile, che la Roma abbia meritato un po' di più la vittoria, per due motivi. Il primo, è che ha giocato con più umile continuità per tutto l'incontro, mentre la Lazio, consapevole di essere più forte, si è concessa a sprazzi, svegliandosi quando ormai la partita era già quasi compromessa. Non è casuale, infatti, che, a parte Simplicio (che pure si è reso protagonista delle azioni più decisive della Roma), tutti i giocatori giallorossi hanno fatto un'ottima partita, al di là delle aspettative; mentre, dall'altra parte, a fronte di buone prestazioni, alcuni giocatori mi hanno sommamente deluso. Il secondo motivo è che la Roma è stata più forte delle avversità, e di questo le va dato atto. Giocare senza Juan, Pizarro, Menez e Totti, con Burdisso su una gamba sola, non è un dettaglio ininfluente. Tanto che, alla lettura delle formazioni, nessuno poteva avere dubbi su quale fosse la squadra più forte in campo (condizione fisica e psicologica inclusa). Aver vinto un derby con Simplicio, Greco e Perrotta in mediana significa, insomma, averlo vinto con merito.

Probabilmente la Lazio vincerà il campionato. Ripeto da quest'estate che, se l'Inter dovesse cadere dal trono (e, per me, cadrà, non per demeriti eccessivi quanto per il fisiologico corso degli eventi. E questo nonostante i vergognosi rigori che continua a ricevere a favore, come contro il Brescia), il campionato può vincerlo chiunque, e soprattutto un outsider. Mi piacevano di più, sulla carta, Palermo. Genoa e Napoli, ma il campo ha detto che la regina di questo gruppo è la Lazio, e il campo non mente. La Lazio ha un  notevole organico (a parte Zarate, calciatore che considero non sopravvalutato, di più. Non perchè non sia forte, quanto perchè inutile) e poi ha una bella adrenalina nel rapporto tra squadra, presidente e tifosi.  Senza considerare l'esperienza di un tecnico le cui virtù mettono tutti d'accordo, e senza dimenticare la presenza  ben augurale dell'aquila Olimpia, che ieri, da romanista ma prima ancora da tifoso-fanciullo- mi ha fatto emozionare. Certo, innanzitutto deve essere d'accordo il duopolio Sky-Rcs, la cui fortuna economica vive delle fortune delle tre squadre a strisce. Poi, deve essere più forte degli iettatori che hanno già iniziato la loro opera distruttrice con i mefitici paragoni con il Verona di Bagnoli. Ma, soprattutto, e il mio è un consiglio non da "cugino", quanto da amico, la sua tifoseria deve evitare di commettere gli errori che, a noi dell'altra sponda, ci sono costate parecchie vittorie, come l'anno scorso. 
Le partite non si vincono prima, e non si vincono alla radio. Quattro gol è meglio farli, piuttosto che annunciarli. 
E dopo la partita, se si vuole essere una grande squadra, non si rosica per l'arbitraggio, quando l'arbitro non ha inciso in nessun modo sul risultato, o perlomeno in un modo del tutto analogo al caso, all'azzardo, agli episodi. Non si insulta l'allenatore avversario. Non si piange per aver perso contro una squadra che ha "giocato in dodici". 
Perchè, se sei più forte e ciò nonostante perdi contro Perrotta, Greco e Simplicio, contro Cassetti che ha le amnesie e Riise che non sa difendere, contro Burdisso su una gamba sola e un allenatore minestraro, la sconfitta è solo colpa tua, e quel che resta del derby è la mia gioia di aver vinto quando già ci davano per spacciati, quando incerto era solo il risultato ("quattro a zero o quattro a uno"?), come in quell'ultimo derby giocato alle tre del pomeriggio di domenica, sedici anni fa e in diretta su Rai Tre, con Balbo, Fonseca e Cappioli e la corsa di Mazzone e il tre mostrato a tutto il mondo da capitan Giannini.
Ieri sono stati due, ma va bene comunque così.

PS A metterci tutti d'accordo, in questo fine settimana, è stata comunque la copertina di Io Donna:
Bryce Dallas Howard, grande tifosa della Roma, come il padre

10 commenti:

  1. Caro Dionigi,

    una volta tanto non mi trovi del tutto d'accordo con la tua analisi.

    Mi spiego: il derby di ieri è stato senz'altro deciso da episodi più o meno discutibili e, su questo concordo con te, la Roma, seppur nei limiti di una evidente emergenza di risultati, gioco e infortuni, ha probabilmente messo in campo qualcosina in più.

    Di contro, sulla Lazio mi sento di esprimere un parere completamente diverso: la Lazio vista ieri non è stata peggio del solito, ma è semplicemente stata la Lazio di tutta la stagione. Nulla di meno.

    Poca (pochissima) qualità in difesa, un buon centrocampo ed un attacco tutto sommato mediocre.

    Pensare che una squadra così impostata possa arrivare in fondo alla stagione a me sembra un'eresia.

    E' da tempi non sospetti che lo dico: a mio parere questa Lazio difficilmente a fine stagione sarà tra le prime quattro.

    Nonostante tutto ritengo che il discorso scudetto resta e resterà limitato alle solite note.

    L'Inter per manifesta superiorità se recupera uomini e convinzione.

    Il Milan, se non altro per l'attitudine a giocare al vertice ed un gradino sotto la Roma.

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  2. la penso come ad agosto: la Lazio è da 6 posto; puoi sculare il primato per un paio di mesi, alla fine gli episodi (vedi derby) ti penalizzano e torni a fare il campionato che ti compete; se la Lazio entra in Europa (qualsiasi) centra l'obiettivo

    markovic

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  3. Sono sostanzialmente d'accordo sulla partita, mi pare che l'assenza di Biava si sia sentita e Dias sia tornato ad essere più un baywatch brasiliano che non il centrale impeccabile delle ultime partite.
    Sullo scudetto Dionigi mi pari esagerato... Oggi gli scudetti non si possono vincere per caso, per culo o per eccesso di abnegazione. Lo scudetto ad una "piccola" o semplicemente ad una fuori dal gotha (vedi la Roma degli ultimi anni) è roba da film, come in america dove solo ad hollywood si vedono storie di squadre perdenti guidate da ubriaconi che alla fine vincono.
    Se il calcio è diventato spettacolo allora ha una struttura e una sceneggiatura. Alla fine anche questo campionato si ricomporrà come Prajapati quando viene smembrato. E' un affare milanese. Rossonero per la capacità di fare punti con le piccole, nerazzurro, forse, se l'Inter si sbriga ad uscire dalla Champions. Tutto il resto noia...

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  4. Sempre Andrea Zurlo dalle lande lucane. Complice un ritardo sull'ora di pranzo dovuto alla raccolta delle magnifiche olive nostrane che si è protratta oltre i tempi regolamentari, ho avuto modo di assistere al derby in diretta tv. Della partita in se non vorrei parlare (tranne che preferisco Tiribocchi a Borriello!!), d'altronde il derby lo vince (quasi) sempre la squadra meno reclamizzata. Vorrei spendere due parole su un giovincello che ho visto giochicchiare per la prima volta, tale GRECO. Ora, non per fare il solito "paragoneta", ma non vi sembra sia davvero bravo il tizio? A me, e non credo di aver avuto in quei momenti la mente offuscata da droghe o altro, ha ricordato, nel modo di "interpretare il gioco del calcio", un-pò-parecchio Mesut Ozil: molta corsa, tocchi di prima, movimento senza palla. Per me la Roma c'ha guadagnato con questo giovincello in campo!

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  5. Bentornato Andrea Zurlo....cosa mettono nelle vostre olive per renderle magnifiche e di conseguenza per farti paragonare il buon Greco a Mesut Ozil?.....me ne mandi un paio di kg?
    Su borriello invece pur non essendo con te ...rispetto il tuo pensiero(sei milanista?)...per me è fortissimo...meglio dei vari Gilardino Pazzini e Amauri...

    ieri la Lazio è entrata in campo con la paura...la paura di essere un bluff e di dimostrarlo proprio contro la Roma....il problema non era Biava....il problema è il complesso d'inferiorità maturato nei confronti della Roma in queste stagioni(lo stesso che esisteva a fine anni 90 a parti inverse)....concordo al 100% con l'analisi di Markovic....l'europa e gia tantissimo.....concordo altresi con Gegen lo scudetto è roba di maglie strisciate....con la Juve possibile miracolata di questa stranissima stagione...

    Zarate a me ieri ha fatto tanta paura.....il giorno che capisce che può anche tirare in porta senza necessariamente passarla dopo 385 inutili finte..diventerà un campione...
    inoltre non capisco..in quale universo si possa dire che ieri Hernanes abbia giocato male....

    infine un applauso a Ranieri...la sua conferenza stampa post partita è stata un capolavoro...
    ovviamente prego sempre che possa l'anno prossimo allenare una squadra il più lontano possibile da Roma....

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  6. Andrea Zurlo (interista): le nostre olive sono meravigliose perchè sono le nostre! (campanilismo olivicolo!) Comunque a proposito di GRECO dicevo appunto "mi ricorda Ozil", certo i margini di crescita o di decrescita ci sono eccome però visti i nuovi talenti italiani degli ultimi tempi è raro trovare un giovanotto bravo e utile allo stesso tempo. Colgo l'occasione per ribadire che se proprio devono assegnarlo il pallone d'oro che lo diano ad Ozil, molto più bravo di Snejder! Su Borriello che dire: si è forte, combatte, magari "fa reparto" da solo però non lo vedo come un vero e proprio animale da area capace di superare i 7-8 gol a stagione e la Roma, francamente, merita di più.
    Vi seguo con stima e affetto!

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  7. Non avendo visto il derby, mi pronuncio su altro.

    Quanto allo scudetto, vedo Juventus ed Inter. Più Juve, che zitta zitta sta trovando un'identità insperabile. Ho questo sentore (meglio: paura).
    Cavolo, Aquilani lì in mezzo è una bella (quasi)scoperta: rende forte pure Melo, a cui ha tolto una fase di gioco. Inoltre, in più del Milan, se mai dovesse affinare la difesa a cono di Del Neri, ha qualcosa in più.
    Lazio e Roma le vedo più in Europa Leaugue. Non me ne vogliate. Sono considerazioni ad intuito, forse premature.

    In generale, Dias a me piace. E' Radu che non mi convince.
    D'accordo sull'attacco biancoceleste mediocre.

    Fatto sta, vedo una grande tornata grande. Uno spregiudicato Bologna, costruito con ragazzini e vecchie volpi, che mostra un impianto di gioco invidiabile.
    A volte si sono viste addirittura 4 punte in campo.. mai successo!
    Parlo di Europa.

    ps: il rosso è una ragione di vita.

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  8. Bostero, "Non avendo visto il derby"? Un altro passo falso del genere e ti mandiamo su un blog di cucina...
    A parte gli scherzi, sono certo che avevi una buona ragione per essere impegnato, e che la rossa c'entri qualcosa.
    Comunque è un grande Bolognino, poi appena i giocatori si rendono conto che in panchina c'è Malesani vedi che succede...

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  9. grande Malesani: col Siena certe partite se l'è giocate con in campo Calaiò Ghezzal Maccarone e Reginaldo (poi entrava Larrondo per un terzino, e scalava Ghezzal!)
    il problema è che se viene un raffreddore a Di Vaio bisogna telefonare all'avversaria di turno e chiedere il rinvio della partita

    markovic

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  10. Malesani è una bomba ad orologeria.
    La goleada dell'avversario può arrivare in qualsiasi momento..

    Ma questa squadra mi piace. Mi diverte. Non succedeva da tempo e tanto mi basta.

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