lunedì 15 novembre 2010

Onore a Luciano Spalletti, zar di Russia

La profondità
Premessa: sono davvero contento per Luciano Spalletti, che reputo il più bravo tra gli allenatori della sua generazione, non solo per come mette le squadre in campo, ma anche il migliore come persona (come appare, perlomeno). Oggi il suo Zenit di San Pietroburgo si è laureato campione di Russia con due turni di anticipo, dopo una cavalcata trionfale durata un'intera stagione. Il merito è tutto suo, e io lo rimpiango. Ogni volta che Ranieri, intorno al sessantesimo, toglie Menez per mettere un centrocampista, e la Roma arretra di venti metri buoni lasciando l'iniziativa agli avversari e, soprattutto, alla Provvidenza, penso sempre a lui, al pelato di Certaldo, che nel bene o nel male, come nei buoni matrimoni, è stato vicino alla Roma negli ultimi anni, e vicino a tutti noi tifosi.

Право поведения. E' così che si dice "i giusti comportamenti" in russo. Chissà se il bizzoso Lazovic, lo sgusciante Semak, l'implacabile Kerzhakov, il bomber di scorta Bukhraov e il fantasioso Danny li hanno imparati davvero, ripetendo in campo le situazioni provate da Spalletti in allenamento, come sempre senza lavagna. Probabilmente sì, visto che lo Zenit gioca a memoria, spettacolare nelle sue folate in velocità, sempre con la palla a terra e con gli inserimenti improvvisi dei centrocampisti. Una squadra divertente e concreta, allegra come un blinis ripieno di caviale mangiato su una terrazza sul Baltico.

Non è facile vincere in Russia. Il campionato è di buona qualità, alcune squadre sono ben attrezzate anche a livello europeo (per informazioni sul CSKA chiedere al Palermo), abbondano i mercenari sudamericani e le trasferte possono essere snervanti (andare a giocare in Siberia contro il Sibir non è come prendere il pullman per Firenze). Inoltre, dettaglio da non sottovalutare, la lingua è un mistero, così come è un mistero ogni avversario, ogni stadio, ogni allenatore, ogni giocatore. Si riparte da zero, come quella volta che Spalletti arrivò in serie A dopo la miracolosa doppia promozione con l'Empoli, Luciano era terrorizzato dall'idea di confrontarsi con un palcoscenico così competitivo, lui che lì ci si era trovato per caso, tanto da arrivare a dire in un'intervista che "No, non mi sento in grado di allenare in A. Ho paura. Non conosco nemmeno i giocatori avversari". Voleva lasciare tutto, lo convinse il presidente Corsi a rimanere: "Ti si compra l'album delle figurine, così impari tutti i nomi". Chissà se anche il presidente dello Zenit il primo giorno gli ha fatto trovare l'album sulla scrivania.

Spalletti ha vinto facendo giocare la sua squadra nell'unico modo che conosce: bene. Diceva Roberto Bolañonon il centrocampista del Parma ma lo scrittore cileno, che per scrivere un romanzo non serve l'immaginazione, ma solo la memoria, perchè i romanzi si scrivono combinando i ricordi. Anche per allenare è la stessa cosa, e sicuramente nel freddo di San Pietroburgo Spalletti si sarà affidato alla propria memoria per indovinare la tattica vincente (oltre a lasciare sempre Rosina in panchina, condicio sine qua non di qualsiasi successo). Sedici anni fa, come racconta Beppe Di Corrado nel suo bel libro Doppio passo, dopo aver eccezionalmente salvato l'Empoli nei play-out di serie C1 in qualità di allenatore-giocatore, Spalletti era tornato a casa, in campagna, per iniziare la sua seconda vita dopo una modesta carriera da mediano di provincia: "Il furgone del mobilificio Trio passava di mattina: Luciano Spalletti montava su e andava tra Sovigliana e Vinci, in compagnia del fratello. Proprietari al 50 per cento. Scaricavano e assemblavano divani: struttura, sostegni, schienale, cuscini. All'epoca lui aveva  i baffi sottili e qualche capello. Era la sua vita normale, da ex giocatore di provincia e allenatore di straforo. Il pomeriggio gli Allievi: una mandria di ragazzini innamorati del pallone, immersi nel sogno del successo e pronti ad ascoltarlo". Poi c'è stato il miracolo-Empoli (chi non si ricorda il suo condottiero Martusciello?), le delusioni a Genova sponda Samp e Venezia, la rinascita a Udine e, ma è già passato prossimo, la storia d'amore giallorossa. Un ricordo dopo l'altro si arriva in Russia, nella città che ospita il museo dell'Ermitage, una delle più belle collezioni d'arte del mondo. Tra i quadri del Rinascimento italiano spicca il San Sebastiano del Perugino, il santo che secondo la leggendo subì il martirio di essere trafitto dalle frecce ma che, nonostante fu creduto morto, morto in realtà non lo era.

Anche Spalletti è stato dato per morto almeno tre volte, addirittura un suo vecchio presidente, Zamparini, aveva detto in televisione che portava sfiga. Oggi Spalletti è di nuovo risorto, lontano dal marciume del nostro calcio, e scruta il suo futuro. Non so se deciderà di continuare ancora in Russia o se si farà vincere dalla nostalgia, magari facendosi risucchiare a Firenze, a due passi dalle sue vigne (all'Inter, come si vocifera stasera, non credo proprio). Se proprio devo sbilanciarmi, lo vedo come successore di Sir Alex Ferguson al Manchester United, l'unico capace di insegnare "the right behaviors" a quella banda di scalmanati. Mi resterà il rimpianto di non averlo visto diventare il Ferguson della Roma, ma stanotte non è tempo di rimpianti, è tempo di brindare, e con ciò che resta della vodka che mi ha portato Olga, insieme alla spilla del piccolo Lenin che ho sulla giacca e alle salviette profumate dell'Aeroflot che conservo in un cassetto, brinderò in onore del migliore allenatore italiano in circolazione, Luciano Spalletti, lo zar di Certaldo, campione di Russia e del mio cuore.

33 commenti:

  1. STUPENDO......commenterò dopo......una sola cosa al volo......a tutti quei "Romanisti" che hanno esultato quando il buon luciano è stato eliminato dalla champions....vi auguro 10 anni di Ranieri......

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  2. Bravo Spalletti. Lo Zenit gioca bene e merita un campionato dominato in lungo ed in largo (nonostante Rosina).

    Io mi schiero tra coloro che hanno goduto della sua eliminazione dalla champions: non perchè odio spalletti, ma perchè consocendo la roma non avremmo certamente perso occasione per farci impallinare dalla compagine russa alla prima occasione.!

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  3. A parte che non ho ancora capito dove cazzo stia San Pietroburgo.. E’ da anni che lo cerco sulla cartina che ho appesa in cucina ma non la trovo.. Qualcuno mi aiuti.. è forse vicina a Leningrado?

    Adoro Spalletti e il suo modo di insegnare bel calcio.. e spero che se proprio debba andare a Milano vada dove già si gioca con un stile più consono al suo.. magari al posto di quel tale che ieri ha sì vinto il derby.. ma togliendo gli unici due che giocavano (Robinho e Seedorf) per imbottire la squadra di difensori e giocare l’ultima mezz’ora schiacciati in area..

    (Era da Milan-Cavese (http://wn.com/Serie_B_1982-83) che non mi instristivo così tanto.. Ditegli che non siamo una provinciale, e che se anche lo fossimo, ci piace giocare a calcio.. magari perdendo, ma con stile.. con Право поведения.. Tra Liedholm, Sacchi, Terim ed Ancelotti questo qui che c’azzecca? neanche con il peggior Capello si giocava così..)

    Una cosa sola.. Onore al nuovo segretario del Pcus, adorato dal popolo che ne magnificherà la grandezza attraverso il lavoro, che oltre a vincere, e a farlo con stile, ha polverizzato record in serie.. nel nome della potenza dell’acciaio in cui si è forgiato lo Zenit.. metafora della modernità socialista sovietica e quindi incapace di vincere nonostante ne avesse la capacità (1 titolo in 60 anni).. e della sua postmodernità (a tutto gas alla conquista di scudetti e Coppa Uefa..)

    Ma non è che avesse proprio una squadretta.. Non vincere sarebbe stato un delitto.. e l’approdo all’Inter il “giusto” castigo..

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  4. Piccola premessa: a Firenze ci sono soltanto due forme spontanee di aggregazione rilevanti.
    La prima è quella del malumore del Bar Stadio, il capannello di tifosi che se la prendono coi gobbi, che rimpiangono Cecchi Gori, e la maremma maiala, e chissà come mai col grande organico che abbiamo non vinciamo tutte le partite diciotto a zero, ecc.
    La seconda è quella della bancarella con l'olio nuovo che viene dai colli, i prosciutti artigianali, le moltiplicate forme dei pecorini.
    Quando mi azzardo ad avventurarmi in qualche discussione calcistica, il nome di Spalletti lo butto lì, sperando che cominci a rimbalzare come nelle sponde di un flipper, che si formi una corrente, una sottospecie di opinione, qualcosa. Niente.
    Chissà perché qui ci si lamenta sempre e non si cambia mai nulla (ma forse le due cose vanno d'accordo).
    La prossima volta il nome di Spalletti lo butto lì davanti alla bancarella, magari succede qualcosa. Male che vada gli mandano un bel prosciutto, una forma di cacio o quell'olio schietto come lui, al Maestro di Certaldo.

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  5. A me Spalletti non ha mai affascinato. Più a livello carismatico e mediatico, che, ovviamente, a livello tattico. A mio avviso alla Roma manca parecchio proprio per "non completi meriti suoi" (si, chiamiamoli così. Da leggere come "braccino").

    Ciò premesso, contentissimo che un allenatore italiano, tatticamente italiano, abbia sbaragliato tutti all'estero.

    Con un neo: l'Auxerre poco tempo fa l'ha preso a pallonate. Mettiamola così, richiamo di "braccino" da Champions. Assolutamente - questa volta - perdonabile.

    Che poi Spalletti ad un Ranieri a caso gli mangi in testa.. beh.. non è proprio discorso. Cavolo, come dice giustamente Dionigi, Spalletti fa giocare al calcio. Banale ma non troppo, come constatazione. Secondo me Ranieri un campionato non lo vince neanche con 20 punti di vantaggio in partenza.

    @Arturo, sai che pensavo.. Frankie Rijkaard con la rosa della Fiorentina ci andrebbe a nozze. Inizia a far girare il nome, fidati.
    Comunque Sinisa per me è un grande. Nel weekend ho sentito una sua intervista. I concetti sono grossomodo riassumibili come segue: "Quando attacchi, attachi. Cacchio pensi a difendere quando attacchi.. atttacca!".
    Per come la vedo io sta facendo bene. E' sul treno per l'Europa con mezza squadra rotta. E Jovetic non è assenza da poco.. 'tacci!

    ps: un minuto di contemplazione per il gol di Marco Di Vaio.

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  6. che ti avevo detto Bostero sul Bologna? se viene un raffreddore a Di Vaio accendete un cero! a prop. che mi dici di G.Ramirez?

    la Fiorentina -con Comotto Natali Pasqual in difesa- a 5 punti dalla Champions è un miracolo

    markovic

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  7. Adoro questa formazione "celeste" Ramirez-Gimenez-Britos-Perez!

    Su Ramirez, come fa un classe '90 che viene dal Penarol a non piacere? E' pure nato in un posto che si chiama Fray Bentos.. che non so cosa sia, nè se "sia"!

    Mi piace molto anche Perez. Certo.. non è Marocchi.. non è Ingesson.. ma i tempi li sa dare. Poi, sai.. venendo da Volpi, pure se ci andiamo io o Dionigi o Gegen facciamo bella figura.

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  8. solo per segnalare "creare situazioni importanti" come tormentone aggiunto di spalletti.

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  9. Questa mi pare un'eresia caro Bostero. Reputo Sergio Volpi il regista italiano più sottovalutato degli anni novanta. Fosse esploso adesso, sarebbe stato il degno erede di Pirlo. Volpi è un regista artigiano, un bottegaio del centrocampo, ma sapeva combinare l'eleganza di un Giannini (senza il suo incedere principesco, ovviamente) con il pragmatismo di un Albertini (senza forse la sua innata visione geometrica). Trovo che solo Aquilani, oggigiorno, gli possa essere superiore.

    Io del Bologna non ho mai visto una partita quest'anno quindi non mi posso esprimere.

    A proposito di "celeste", mi veniva un dubbio sullo Zenit: secondo voi (almeno secondo quelli che gioca(va)no a Subbuteo) posso far rientrare lo Zenit nella squadra con la maglietta appunto celeste, anche se sulla scatola c'è scritto solo "Napoli, Lazio, Manchester City, Uruguay, Cipro"?

    PS Caro Arturo, la prossima volta ti aiuto io a fare breccia nei discorsi del mercatino gastronomico di Piazza della Repubblica. Dopo tutto quello che ho comprato sabato scorso, è probabile che accettino come plausibile anche la mia candidatura come successore di Mihajlovic (uno che non sarà mai l'erede di Boskov).

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  10. Mettiamola così: sarebbe stato preso in considerazione da qualcuno.. se solo, a un certo punto della carriera, avesse iniziato a correre.

    Non puoi. Se una squadra non è menzionata sulla scatola, non esiste. Eccheccacchio!
    Comunque l'ultima parola spetta a Tato, che da anni si professa grande giocatore ed esperto di Subbuteo..

    "Sfidare me a Subbuteo è come sfidare Ghedina sugli sci!", disse un giorno.

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  11. grande e inarrivabile zio Vuja, uno che "io non dire che Perdomo peggio di mio cane, dire che lui potere giocare a calcio solo in parco di mia villa con mio cane";

    a Boskov rimprovero solo la marcatura su Overmars affidata proprio a Sinisa nei quarti degli Europei 2000 (finale 6-1 orange), per il resto idolo assoluto

    markovic

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  12. Grazie Kalle, hai ragione.
    Peraltro guarda come viene bene in cirillico: Важно создавать ситуации.

    Comunque Kalle, perdona la confidenza, visto che non ci conosciamo, però devo dirti che non ho potuto fare a meno di notare che quest'anno stai andando davvero male al Fantacalcio. Cos'è successo? Cos'è andato storto? Se vuoi confidarti con noi fai pure, a tua disposizione hai un paio di junghiani doc.

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  13. Pur non essendo un suo grande estimatore, vorrei spezzare una lancia in favore di Ranieri. Al di là di un gioco certamente non esaltante, non capisco i motivi per cui abbia tanti detrattori. Analizziamo le cose ad oggi: l’anno scorso ha preso una squadra allo sfascio ed ha sfiorato lo scudetto. Quest’anno è da vedere, ma nonostante le difficoltà iniziali al momento è lì tra le prime. Anch’io concordo che probabilmente non vincerà mai uno scudetto, ma da qui a non perdere occasione per dileggiarlo ce ne corre. Su Spalletti, pur essendogli grato per quello che ha fatto, sono un po' scettico. E’ vero che i primi anni di Roma sono stati esaltanti (nessuna altra squadra europea aveva un gioco più bello), tuttavia non mi sembra questo genio che taluni dipingono. Innanzitutto non potevo tollerare come dopo prestazioni OSCENE o dopo rimonte subite da squadre nettamente inferiori (mi viene in mente un Roma-Reggina 2-2, per dirne una, ma l’elenco è ben lungo) lui si presentasse ai microfoni e palesasse un’ingiustificabile soddisfazione per la prestazione della squadra. Poi, non mi è mai piaciuto il suo atteggiamento remissivo e certe meste dichiarazioni volte a togliere la Roma tra le candidate allo scudetto (quando Ranieri, con lo stesso organico e un Aquilani in meno, poi l’ha sfiorato davvero, lo scudetto). Voglio dire, va bene togliere pressione alla squadra, ma l’organico a mio avviso c’era, e continuare a dire che la Roma doveva solo lottare per un posto in Champions mi sembrava di una morigerazione esagerata. E poi, ve lo ricordate l’ultimo anno con Spalletti? Certe partite e certi gol subiti erano imbarazzanti, a livello oratoriale. Ma lui sembrava comunque soddisfatto, o quantomeno si accontentava... Infine, il 7-1 contro il Manchester non mi va ancora giù. Va bene uscire, ma farsi umiliare a tal punto…
    Complimenti comunque a lui per il campionato russo, anche se io simpatizzo per lo Spartak.
    Un saluto.
    Oliver

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  14. @bostero: proverò con rijkaard, anche se il tecnico olandese (non lui in particolare, ma la figura in generale) nel campionato italiano mette brividi di calcio e disfatta totale. Ma in fondo siamo qui per questo.
    Su mihailovic, proprio alla luce di quella dichiarazione colorita, penso che magari è anche bravo a urlare di attaccare, ma gli resta insoluto il problema del come attaccare. Sulla classifica, è che la stiamo leggendo prima di Milan-Fiorentina e Juve-Fiorentina, al termine delle quali probabilmente la viola sarà appena sopra la linea di galleggiamento.

    @dionigi: con i potenti mezzi messi a disposizione da trenitalia potresti arrivare puntualissimo alle dieci e mezza per la seduta di allenamento!

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  15. @Oliver:il discorso è semplice...per perdere perdiamo sempre...almeno fammi perdere vedendo una squadra divertente in campo.....
    Anche Spalletti ha sfiorato uno scudetto...ha vinto 2 coppe italia(che si.. saranno portaombrelli ma che comunque non vincevamo da anni e anni)una supercoppa è arrivato per 2 volte ai quarti di champions(eliminando Lione e Real)e una volta è stato eliminato agli ottavi dall arsenal con Riise e diamoutene centrali... ai rigori dall arsenal.Il 7 a 1 è l'unica vera macchia......pesante ...orrida..che come giustamente dici tu non cala....ma è l'unica macchia.
    Per adesso Ranieri ha perso un campionato con un + 1 a poche giornate dalla fine...ha perso la coppa italia e la supercoppa...inoltre la Roma è la squadra più noiosa d'Italia. Dire che Ranieri ha un Aquilani in meno è ingiusto...Spalletti quante volte avrà potuto schierare Aquilani?un giocatore regolarmente indisponibile......quando non faceva tacchi al 90 esimo davanti a Storari a Cagliari....

    Credo che solo la sabbia nelle mutande in pieno agosto sia più irritante delle sostituzioni(quando le fa)di Ranieri......

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  16. dimenticavo....."hmh hmh Un pohettino" e le "Pehuliarità"

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  17. Direi che Nesat ha detto tutto, da romanista (prima ancora che da compagno di abbonamento) sono d'accordo al 100% con lui.
    Mi pare infatti assurdo, e inutile come prendersela per la pioggia che ci bagna, giudicare un allenatore della Roma in base alle vittorie. A Roma, e in particolare la Roma, non si vince niente. Noi non siamo qui per vincere qualcosa, al massimo per perderla (Roma-Samp è l'emblema, tanto che noi già lo sapevamo, e l'abbiamo scritto). Rimane allora il gusto di avere Spalletti per fare sette gol al Catania o comunque di vedere una squadra che gioca a pallone e attacca per tutta la partita e che ti esalta, contro il patema d'animo di soffrire ogni santa partita con un allenatore come Raneri che non è che mi sta antipatico ma semplicemente appartiene ad un calcio retrogrado diverso dal mio, quello per cui se togli una mezzapunta e metti un mediano automaticamente salvi la tua porta - peccato che poi non è così, o anche se è così devi pregare Dio che Totti gli ultimi tre minuti nasconde la palla sulla bandierina.

    PS Solo un appunto, per cui si può dire che sono d'accordo con Nesat al 99%: io non ce l'ho con Spalletti neanche per Manchester. E sì che mi sarei sgozzato da solo per la vergogna, lì sul divano accanto a mio padre. Non ce l'ho con lui per due ragioni:
    - la prima è l'andata, una delle più grandi soddisfazioni da tifoso della mia vita, una gioia che anche la disfatta del ritorno non può cancellare.
    - La seconda è che a Manchester è successo tutto per insperienza, per ingenuità, e non per paura o pusillanimità. Spalletti ha sbagliato, tutti i giocatori hanno sbagliato (Mancini e Vucininc semplicemente decisero di non giocare), ma "la prima volta" può capitare. Non è stato braccino, Bostero, è stato voler fare il salto della quaglia, è ogni rischio ha i suoi pericoli...

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  18. PS Per capirci su Manchester, ce l'ho molto di più con Capello per il 2 a 0 codardo con cui perdemmo a Liverpool e uscimmo dalla Coppa (e quell'anno eravamo davvero uno squadrone!), perchè il tecnico di Pieris decise di "cautelarsi" mettendo Marcos "ma come fao" Assunçao sulla fascia destra, e Riise (sì, proprio lui) se lo magnò.

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  19. A proposito di squadre che giocano a pallone e che attaccano..ma avete visto domenica il Foggia che sul 2-0 e in dieci contro undici ne ha fatti altri due alla Ternana??...e vogliamo parlare del quarto gol?

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  20. Roba da mettersi a piangere?

    Zeman resta tuttavia l'eccesso, la soluzione radicale, e ho sempre paura che il calcio non si presti a soluzioni troppo radicali.

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  21. @Dionigi, il quarto gol del Foggia domenica è una poesia. E' la rivincita di tutti noi orfani zemaniani (pagherei per riavere a Salerno). Vogliamo anche dire che è quarto in classifica con una squadra costruita in corsa con 10mila Euro! E la primavera zemaniana è ancora lontana.
    Ah, grazie per l'elogio di Volpi. Quante volte ho mangiato nella trattoria dei genitori, due persone splendide che non hanno mai ostentato la notorietà del figlio.

    Spalletti è un enigma, almeno per me. Non saprei come giudicarlo. Una cosa è certa: negli anni ha imparato da quel campionato disastroso di Genova (quello dell'ultima retrocessione della Doria). Aveva bisogno di cambiare aria e la Russia è stata l'occasione perfetta perché non è certo un campionato facile (non dimentichiamoci del Rubin Kazan, incubo dei frequentatori della fermata Collblanc della Metro di Barcellona) e l'ha vinto con ampi meriti. E' possibile che riesca, in Europa, a fare 31 finalmente dopo diversi tentativi a Roma con quel 30 crollato clamorosamente in quel di Manchester. Tornerà in Italia? Ho i miei dubbi, io ce lo vedrei bene in Spagna, magari con una squadra basca

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  22. Avete ragione, l'ho appena visto. Una giocata commovente di sponde, triangolazioni e tocchi di prima. Il terzino destro che fa partire l'azione e poi la conclude con il colpo di testa è l'apostrofo rosa tra Zdenek e Zeman.

    Vasilijianovic, per favore, parlaci ancora della trattoria dei coniugi Volpi (dov'è, cosa si mangia, perchè).
    Peraltro, non afferro l'associazione Spalletti-squadra basca, però sono certo che in Euskadi saprà insegnare eskuineko jokabideak (i giusti comportamenti).

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  23. L'associazione Euskadi-Spalletti è figlia del mio amore per il mondo basco e quindi per le sue squadre, qualcosa di sotterraneo venuto ufficialmente fuori prima con l'Osasuna di Javier Aguirre e poi con l'aver visto giocare Nando Llorente (a proposito, a quanto pare lo vuole Mou e sabato c'è Real-Athletic). Vorrei vederle tornare a vincere qualcosa d'importante (magari la Copa del Rey) perché se lo meriterebbero loro ed indirettamente i due cannibali.

    I Volpi? Allora, io li ho conosciuti un po' per caso (per poco non m'investiva il fratello di Sergio, c'è da dire che sbagliai e mi andò bene). All'epoca mio zio viveva nel paese originario di Volpi (Cossirano, frazione di Trenzano. 5mila anime nella Bassa Bresciana). Lui i Volpi li conosceva da tempo, erano in ottimi rapporti. Così per mettere apposto la cosa c'invitarono a mangiare da loro, mi sembra fosse gennaio. C'era questa tavolata con un sacco di gente, una cosa informale. Mangiammo nel pieno della tradizione della zona: spiedo bresciano con gli uccellini appena presi a caccia, polenta fatta alla vecchia maniera, immancabili vino e grappa. Comunque le altre volte che sono andato ho sempre mangiato tutte cose bresciane e son sempre stato bene. Questo è quanto

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  24. Se non fosse ch'era domenica avrei pensato ad una partita di ritorno di coppa con un 3-0 da recuperare tanta è stata la veemenza!!Da notare poi l'autore del cross che tanto era largo non appare nemmeno sullo schermo...di Volpi mi viene in mente un dodici-tredici anni fà quando comprando delle gomme da masticare superspaccadenti c'era la possibilità,completando un mini album calciatori,di avere in regalo una maglietta di serieA...ooh niente da fare c'erano tutti tranne lui e un altro che ora non ricordo(forse Paolo Poggi forse)..tantè che con i miei amici andammo talmente in fissa(giocavamo al fantacalcio,vuoi mettere tutto il calcio alla radio con la maglia di un tuo giocatore..)che le gomme non le compravavamo singolarmente,mi sa che costavano 100 lire ma prendevamo la confezione intera da 100 pezzi!!ma niente Volpi non c'era!!..qualcuno lo ha mai trovato??

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  25. Mostovoi dice il vero. Neanche io ho mai trovato la figurina di Volpi, l'ultima per completare il piccolo album.

    Propongo di andare a Trenzano a chiedere spiegazioni alla famiglia. Il menú non sembra male.

    Il Fornaretto

    p.s Spalletti ha lasciato una ferita aperta nel mio cuore giallorosso. Lo riprenderei domani

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  26. Da laziale posso dire che vorrei altri 50 derby con spalletti sulla panchina della Roma e Delio Rossi sulla nostra... Ben altre soddisfazioni...

    Bellissima anche l'intervista di commiato dopo Roma Juve dove luciano stigmatizzava i "tacchi"..

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    1. te piacerebbero i tacchi di Morrison e di Mauricio, eh?..Peccato, non li sanno fare...

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  27. A proposito dell'ultima cosa che hai detto, Gegen, guarda che ha detto Spalletti oggi:

    "Totti mi ha fatto gli auguri sul suo sito? Poteva dire qualcosa in più quando sono andato via - continua Spalletti - comunque vanno bene anche i complimenti".

    Non dev'essere stato un rapporto immacolato. E io continuo a pensare che l'abbiano mandato via i giocatori, anche se non saprei dire bene perchè (non credo a quella storia puerile che Luciano per primo, con la mini-fuga di Parigi, avesse perso credibilità in quanto ai "giusti comportamenti").

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  28. me li ricordo i ventisette colpi di tacco di Totti nell'1-3 con la Juve..

    markovic

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  29. @vasilijivanovic
    con ignobile pedanteria ma con l'amore per i piccoli particolari che ci fanno scrittori o lettori di questo blog, ti segnalo da genovese che è "il doria" e non "la doria" nonostante il nome derivi dalla squadra dell(a) Andrea Doria.
    lo dico perchè "tieni per il genova" e "tieni per la doria" sono imperfezioni che magari possono costarti una facile limonata in spiaggia davanti a un falò (a quanti sarà successo...)

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  31. ..e se avesse una nuova possibilità di diventare il Ferguson della Roma???

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  32. E' già una vergogna che un calciatore come Francesco Totti, tra l'altro semianalfabeta, guadagni cifre stratosferiche per prendere a calci un pallone durante gli allenamenti ma che venga considerato un semiDio da fanatici ritardati e, ancorpiu' che riesca a far cacciare uno dei migliori allenatori in circolazione!

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