martedì 5 ottobre 2010

Franklin Lobos, El Mortero Magico

I have a different way of kicking the ball
(Franklin El Mortero Magico Lobos)
 
 
Franklin Lobos con la maglia del Club Deportes Cobresal
 
Franklin Erasmo Lobos Ramirez nasce nel 1957 a Copiapò, deserto di Atacama. Miniere di rame e d'argento come paesaggio, fiori viola. E nulla più. Tanto tempo fa, negli anni Ottanta, Franklin giocava centrocampista nel suo Paese. Prima con la casacca biancorossa dei leones del Regional Atacama, poi con quella del Deportes Antofagasta allenato da Manuel Rodriguez e con quella arancio del Cobresal (rame e sale), la squadra più prestigiosa della regione, il cui stemma è un pallone con sopra un elmetto da minatore.

Segna tanto e in campo è un leader in grado di portare El Cuadro Mineiro fino alla promozione nella massima serie. I grandi club del Cile mettono gli occhi su di lui e nel 1993 arriva la chiamata che conta, quella dei Wanderers di Santiago. Lui accetta e, scarpini neri appesi alla spalla, capelli lunghi spettinati, vola nella capitale. Sono gli anni successivi al plebiscito che portò la fine della dittatura di Augusto Pinochet, delle prime elezioni democratiche e degli albori della Concertaciòn che doveva ricostruire la nazione. Lobos solo pensa a giocare, a tirare forte, a vincere più partite possibili. E si guadagna la Nazionale. Tornerà a casa presto, pero', dopo due anni e una breve esperienza a La Calera (l'Union La Calera è la fiabesca squadra locale) e concluderà la carriera dove l'aveva iniziata anni prima, nel Regional Atacama. Lobos si ritira nel 1995.

Lontano dal pallone però i conti non tornano. Per portare a casa qualche soldo, Franklin decide di andare a lavorare in miniera. L'impatto è duro, tremendo. Le condizioni di lavoro insopportabili, conta poco il fisico allenato. E, soprattutto, lavorare in miniera è pericoloso.

Nel suo primo anno da minatore, Franklin rimane intrappolato all'interno della miniera di Carola a causa dello scoppio di un incendio. Appena in grado di respirare. Il fumo ed i vapori tossici. Dopo un giorno intero, i soccorsi riescono a tirarlo fuori da quell'inferno. Lui sorride e spiega quello che ha provato: "Ora so cosa vuol dire riempire i polmoni di polvere e fumo per guadagnare i soldi e vedere il Cobresal giocare".
 
Uno dei tunnel dela mina di San Jose
Un minatore in Cile guadagna poco meno di 750 Euro al mese. Che in Cile, il primo dei Paesi sudamericani a dollarizzare la valuta, non sono tanti, anzi. Sono quasi una miseria. Lui, però, incidente o meno, deve continuare. Deve pagare l'università alle figlie e qualche tempo dopo cambia miniera.

Si sposta a quella di San Jose. Tra le peggiori della regione, si dice. Ma mette sul tavolo il 20% in più rispetto agli stipendi mediamente offerti dalle altre. Invece di 700 Euro, la San Esteban, la compagnia proprietaria della miniera, paga 850. Non poco, alla fine del mese. Tutto questo ha un motivo. Non immaginatevi la solita miniera che trave dopo trave perfora una montagna in orizzontale in cerca di pietre preziose. San Jose è diversa. E' un colosso profondo 700 metri e le sue gallerie scendono silenziose fino al centro della Terra.
Lobos decide di trasportare, come autista, ogni giorno, materiali per la San Esteban. Dall'occhio, in superficie, fino alla fine. Metro dopo metro, nel buio e nell'aria ferma.

Poco tempo fa, lo scorso 5 agosto, accade il peggio. Una scossa. Fortissima. E le pareti crollano. La maggior parte dei mineros si mette in salvo, risalendo le strade sotterranee. In 33, però, rimangono bloccati nel profondo.

Alla luce, inizia la corsa contro il tempo. Un'altra scossa di pari intensità porterebbe con sé una tragedia. Dalla superficie vengono subito fatte scendere delle sonde, per prendere contatto con i minatori e per passare loro cibo e aria. Per non abbandonarli. Lo stesso Presidente del Cile, Sebastian Pinera, è tra i primi a muoversi e a predicare speranza: il tema miniere in Cile è caldo, caldissimo. La questione miniera di San Jose ancor di più, perché già nel 2007 un minatore era morto in quelle viscere.

Dopo diversi giorni partono le operazioni di soccorso vere e proprie. Un'immensa trivella raggiungerà i minatori, scavando spazio sufficiente per tirarli fuori. In 4 mesi, però. Tempi più brevi, data la profondità, non sono ipotizzabili. I minatori, viene riferito ai familiari, saranno fuori a Natale.
Franklin è là sotto. A 700 metri da noi. Con poca aria, gioca a carte e raziona il cibo insieme ai suoi compagni. Ogni tanto scrive messaggi o sorride alla telecamera della sonda. Per ricordare che lui, qualche anno prima, giocava centrocampista e calciava la palla in una maniera che solo lui conosce. Pensa alle figlie, immaginiamo. Alla moglie.

O magari al pallone, che nella sua vita e' durato troppo poco. Un attimo a confronto dei chilometri in miniera, del rame e delle torce. Alla prima volta che ha indossato la camiseta della Nazionale cilena, della Roja. Oppure a quel gol al Cobresal, al debutto del Regional Atacama in Segunda Division. Lui ha una vita di ricordi magici. Di punizioni magiche come mortai.
Il giorno di Natale, però, è tremendamente lontano.
 
Franklin Lobos è il secondo da destra nella fila in basso
 

14 commenti:

  1. La sua foto con la maglia del Cobresal (che nome per una squadra!) è da incorniciare e mettere in salotto, accanto a quella del Màgico. Grazie Bostero per avercela mostrata.
    E' bellissima pure la sua frase sui minatori. Devono essere una responsabilità e un orgoglio tremendi essere il capitano del Cobresal, altro che la Champions League...

    Peraltro sapevo che giù nella trappola avevano mandato ai minatori anche un pallone, speriamo che Lobos non lo calci troppo forte. Comunque anche io non vedo l'ora che escano - se ce la fanno sono degli eroi.

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  2. Questa bellissima e terribile storia, vera peraltro, di calcio e miniera, mi fa pensare sempre più che il calcio che si nutre di se stesso, il calcio sganciato da un luogo, da una storia, da un’emozione, sia solo ciò che i puristi dell’anti-football giustamente considerano, se va bene, una specie di intrattenimento circense, o grande fratello sportivo (le pornografiche telecamere sui lettini da massaggio nel pre-partita).
    Per fortuna, Bostero, la tua è una vibrante smentita, tanto ai puristi, quanto ai guardoni.

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  3. storia tanto bella..... quanto assurda....

    poco d dire......fa riflettere che anche il più sfigato dei nostri ex nazionali...abbia il suo localino....o comunque il suo bel lavoro da dirigente...o comunicatore......in Cile si finisce in miniera.....in sudamerica il calcio è vita.....

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  4. Bellissimo racconto Bostero.. Dopo le comicopolemiche vanziniane tra Er Fettina ed Er Pupone (legittime e divertenti, ci mancherebbe: a proposito a me oramai fa ridere solo Er Fettina, quell’altro ripete sempre lo stesso tormentone..) riporta il calcio alla sua onesta dimensione di pozzanghera fangosa in cui si specchia il mondo..

    E’ giusto, come tu scrivi, che “L'impatto è duro, tremendo. Le condizioni di lavoro insopportabili, conta poco il fisico allenato.” Alla faccia dei cosiddetti allenamenti-massacranti-si-gioca-ogni-tre-giorni-e-così-via delle nostre latitudini.. Un eroe.. Come Brian Clough che partecipava ai picchetti dei minatori negli anni ’80, e ogni tanto ci portava i giocatori.. perché capissero..

    Sarebbe bello che i ragazzini sudamericani che sognano un futuro da professionista trovino ispirazione in lui piuttosto che nella coda d’anatra di Ronaldo o nel ciuffetto di Beckham..

    Non solo il nome delle sue squadre.. anche il suo è meraviglioso.. Franklin Erasmo Lobos Ramirez.. Da quel nome solo una vita così intensa e degna poteva emergerne.. Speriamo possa mostrare presto a tutti e 32 i compagni come si calciano le punizioni.. ed allora anche il natale, per una volta, avrebbe senso..

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  5. A propos di Americalatina.. Gli effetti deleteri sul paese della scelta socialdemocratica a quasi cent'anni dalla Terza Internazionale..

    http://www.youtube.com/watch?v=XL91zv9eC6E

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  6. E' stato un gesto simbolico, Zio.

    Quel difensore si vedeva chiaramente che non era un vero indio, ma un indio prezzolato al soldo degli yankees. Non voleva marcarlo, ma solo carpirgli il segreto della Cerveza Paceña, il vero orogoglio boliviano insieme alla mitica Susy Diab, grande amica di LB (e grandissima tifosa della Roma) nonché modella di La Paz tra le più affascinanti del globo (che peraltro ha posato anche per la birra della sua città: cercate sia lei che la birra su Internet, meritano!).

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  7. Ho voglia di farvi un regalo. Guardate che bellezza il campo del Cobresal (e ovviamente la parabola magica di una certa punizione).

    http://www.youtube.com/watch?v=XL91zv9eC6E

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  8. In realtà, è notizia di oggi che ci siamo quasi. Sembra che la trivella sia vicina ai 33. Dovrebbe infatti mancare solamente una cinquantina di metri.

    Nei prossimi giorni, quindi, la trivellazione dovrebbe concludersi e dovrebbero partire le operazioni di consolidamento del canale dal quale passeranno i minatori attraverso una capsula del diametro di circa 70cm.

    Alcuni ingenieri specializzati percorreranno il canale diverse volte al fine di verificare se vi siano smottamenti o pericoli.

    Poi tirano su i minatori.
    La cosa un pò angosciante è che ciascun viaggio della capsula sarà lungo un'eternità, fino a 60 minuti.

    In ogni caso, sembra che arrivino buone notizie.
    Forza Mortero! Ci siamo quasi.

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  9. La galleria di immagini di seguito -presa da Repubblica.it- aiuta a capire il mio precedente commento:

    http://www.repubblica.it/esteri/2010/10/12/foto/cile-7961925/1/?ref=HREC1-9

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  10. «È stata la partita più dura della mia vita»

    Frnklin è uscito questa notte. All'una circa ora italiana.
    Ma la cosa stupenda è che tutto ha funzionato alla perferzione e tutti e 33 i minatori sono in salvo.

    http://www.corriere.it/esteri/10_ottobre_14/cile-ultimo-minatore_2dcb77f4-d75a-11df-8fad-00144f02aabc.shtml

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  11. http://tv.repubblica.it/copertina/n27-franklin-lobos/54757?video=&ref=HREA-1

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  12. Un momento davvero emozionante. L'emersione (i minuti in quella capsula scassata che sferraglia lungo il tragitto, senza aria e senza luce, devono essere oltre la claustrofobia, l'uomo si fa talpa), l'abbraccio, quel mezzo sorriso alla vista del pallone, il palleggio, le parole col Presidente.
    Immagini da ricordare per sempre, tra tanta spazzatura. Onore al Mortero Magico!

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  13. Leggete questa notizia del 3 settembre scorso… Ora che i minatori sono fuori pericolo permettiamoci il lusso di scherzarci sopra.



    Minatori, scoppia bagarre fra mogli e amanti per i sussidi
    Le autorità sono imbarazzate, forse gli operai indicheranno i beneficiari
    sANTIAGO DEL CILE - Fanno gola i sussidi promessi dal governo cileno ai familiari dei 33 minatori rimasti chiusi dentro la miniera cilena di San Esteban. Aa Camp Hope, scrive oggi il giornale britannico Daily Telegraph, si sono presentate tantissime donne che sostengono di essere le legittime che compagne degli operai che devono essere tratti in salvo. E sono ovviamente molte più di 33.
    Almeno cinque mogli sono state costrette a un faccia a faccia con amanti delle quali i mariti, intrappolati in una cava a oltre 700 metri di profondità dallo scorso 5 agosto, avevano ovviamente nascosto l'esistenza.
    L'amore di uno dei minatori è stato rivendicato addirittura da quattro donne. L'uomo avrebbe una moglie 'ufficiale' con cui non vive ma da cui non ha mai divorziato, una convivente, la madre di un bambino nato da una relazione occasionale anni fa, e una donna che sostiene di essere la sua amante: tutte e quattro a Camp Hope per far valere i loro diritti.
    Secondo il giornale britannico, i responsabili del governo stanno pensando ora di chiedere ai 33 minatori intrappolati di indicare i nominativi delle donne alle quali vogliono sia versato il denaro, per risolvere la spinosa questione.
    «Ci sono state molte discussioni tra donne...», ha ammesso una delle operatrici della Croce rossa, Marta Flores, «la controversia ha purtroppo origine da questioni di denaro. Alcuni minatori hanno figli da donne diverse e tutte si sono presentate a rivendicare la loro parte. Ho incontrato cinque famiglie in questa situazione ma sono sicura che sono di più». Alcune donne sono arrivate a Camp Hope proprio per scoprire se i loro compagni avessero già moglie o figli dei quali non sapevano nulla. «Chi ama sinceramente il proprio uomo se ne va con calma, perchè non vuole creare alcun dolore aggiuntivo alla famiglie, ma altre hanno scatenato una battaglia», ha aggiunto l'operatrice.
    La squadra di psicologici incaricata di salvaguardare la salute mentale dei minatori intrappolati sta cercando di impedire che gli operai siano informati di simili sviluppi. Uno dei minatori intrappolati, Yonni Barrios Rojas, si è rivelato cruciale per aiutare i compagni, grazie al suo addestramento al fatto che aveva ricevuto una formazione per il primo soccorso: anche lui è tra quelli che dovranno spiegare qualcosa alla propria consorte quando sarà riportato in superficie. Sua moglie, la 56enne Marta Salinas, ha scoperto che il marito aveva un amante quando ha visto un'altra donna partecipare a una veglia per lui. La donna, Susana Valenzuela, ha detto di averlo incontrato al corso di addestramento cinque anni fa e che lui voleva separarsi dalla moglie per andare a vivere con lei...

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