martedì 24 agosto 2010

Bundesliga

Ricomincia il campionato più genuino d’europa e LB non può esimersi da un primo commento a caldo. Non possiamo non parlare del Bayern Monaco. I bavaresi cominciano con una vittoria in casa contro il Wolfsburg nel segno di Thomas Mueller. Proprio il capocannoniere e miglior giovane dei mondiali apre le danze con una perla. Uno due con Toni Kroos, controllo volante e sinistro incrociato che fulmina Benaglio. Diceva Bacone che la caratteristica che distingue il genio è la disinvoltura con la quale si è capaci di realizzare le cose. Non credo che si possa trovare una definizione migliore per descrivere questo autentico fenomeno. La naturalezza fatta persona. Un giocatore capace di far sembrare il calcio la cosa più semplice del mondo grazie all'abilità di mettere la palla in rete neanche fosse una lettera da imbucare nella sua Weilheim, cittadina dell’Oberbayern che oltre a lui ha dato i natali ai Notwist. Il rinnovo del suo contratto è certamente il colpo di mercato della squadra di Van Gaal, il percorso di questo giocatore, blindato fino al 2015, è destinato a culminare tra le leggende del club bavarese, enfant du pays pronto ad alzare tanti e tanti trofei e chi sa, e ci sbilanciamo, anche il pallone d’oro dopo il trionfo della sua Germania ai prossimi europei. Al Bayern manca sicuramente un grande centrale difensivo per essere davvero all’altezza dei top team europei, ma per il resto non ha nulla da invidiare a nessuno e in patria dovrebbe facilmente portare a casa il Meisterschale (Felix Magath perentoriamente ha detto che la squadra di Van Gaal è la più forte della storia della Bundes). Come al solito, comunque, il fascino del campionato tedesco va al di là della vittoria finale ed è dato da un mix stupendo tra atmosfera, giocatori affamati e grande equilibrio. Il duello tra le dirette inseguitrici dei bavaresi si annuncia succulento e molto lungo. Attenzione al Leverkusen, squadra a giovane e bella che l’anno scorso ha pagato molto la mancanza di esperienza, proprio per questo però, come autentico totem, è tornato dopo 9 anni Ballack. L’innesto è molto interessante e per questo crediamo che la squadra di Heykness possa confermarsi ad alti livelli, ancora sulle ali dei gol di Kissling imbeccato dai cross di Barnetta e Renato Augusto. Il calcio del Leverkusen ci piace, un 442 essenziale, senza fronzoli, fatto di inserimenti e passaggi in verticale. Il debutto di domenica contro il Borussia Dortmund è uno straordinario biglietto di presentazione: 2-0, squadra di Klopp annichilita e primo scontro diretto portato a casa. Vedremo se la squadra saprà tenere fino in fondo e non soffrirà cali come l’anno scorso. Limati questi problemi di tenuta fisica e di esperienza col Bayer ci sarà da divertirsi. Il Wolfsburg non c’è dispiaciuto contro il Bayern Monaco, del resto Dzeko è una punta universale capace di fare la differenza come pochi. Il bosniaco è maturo, forte, elegante. C’è davvero da chiedersi perché nessuno abbia voluto (potuto) soddisfare le richieste dei verdi per fare di questo giocatore il terminale offensivo di qualsiasi grande d’europa. Peccato. Il Wolfsburg non è solo Dzeko però, occhio a Misimovic e al piccolo Ziani (un “idolo” di questo blog). A questo perfetto ritratto di borghesia calcistica senza ambizioni di titolo bisogna, però, aggiungere la magagna: Steve McClaren. Il primo allenatore inglese in germania, l’ex ct inglese è per noi una garanzia di insuccesso. Va bene che ha vinto col Twente in Olanda, ma cosa dobbiamo aspettarci nel lungo inverno tedesco? Se a Wembley sfoggiò un ombrello alle prime nevicate ci aspettiamo perlomeno un paraorecchi. Proprio l’ex allenatore del Wolfsbug, Armin Veh, è quest’anno alla guida dell’Amburgo. L’HSV è una squadra interessante dove tutto potrebbe girare intorno ad un vero e proprio matador delle aree di rigore europee: Ruud Van Nistelrooy autore subito di una doppietta decisiva contro lo Schalke 04. A proposito di Amburgo, già alla prima giornata ci sono stati scontri tra i tifosi dell’HSV e quelli del St. Pauli, il buongiorno dunque pare vedersi davvero dal mattino e possiamo stare certi che i tifosi della squadra del quartiere operaio della grande città portuale sapranno calcare degnamente i campi di tutta la Germania. La vittoria della squadra anseatica è arrivata contro lo Schalke 04 che, al netto del fattore Magath e dei gol in champions di Raul, sembra davvero ridimensionata. Il colpo di grazia sarebbe l'acquisto di Julio Baptista, vero e proprio simbolo della perversione tecnico-economica del calcio contemporaneo. Tra i giocatori che hanno cambiato casacca nelle squadre minori segnaliamo il passaggio di Idrissou dal Freiburg al Moenchenglabach.

20 commenti:

  1. Nel giorno in cui ricomincia la caccia al Bayern Monaco, la Bundesliga ritrova anche quelli anarchici incalliti del St Pauli.

    Dal quartiere più malfamato di Amburgo alla Bundenslinga, meraviglioso. In pratica come il Chievo, ma senza pandori, buonismo e simpatia.

    Se non erro, l'ultima apparizione fu un disastro: nel 2002 solo 4 vittorie e, ovviamente, una retrocessione.

    Poi ha vivacchiato, per lo più in II Divisione.

    La bandiera della squadra è spesso affinacata dal Jolly Roger, il vessillo dei pirati, adottato dal club da quando un gruppo di squatter lo portò per scherzo ai giocatori vent'anni fa.

    Eccezionale, ci sarebbe da scrivere per ore sul Sankt Pauli.

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  2. è sicuramente la "storia" dell'anno.. li staremo a vedere e li terremo d'occhio...
    Intanto pare che il Wolfsburg abbia preso Diego.
    La cosa bella è che in italia diranno che la juve cedendolo per Di natale, ossia il giocatore più impalbalile e ignorante degli ultimi anni, si è rinforzata..
    Intanto vediamo se stasera i tedeschi ci tolgono il quarto posto in champions.

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  3. Il Sankt Pauli è una storia di calcio magnifica e questa stagione (quella del centenario) è iniziata alla grande. Vittoria a Friburgo con tre gol in 10 minuti (roba degna di Zemanlandia). Rimonta trascinata da Fabian Boll, un altro con una grande storia di calcio e di vita (lui è un commissario di polizia e milita nel Sankt Pauli dai tempi della Dritte Bundesliga, dalla Serie C tedesca). P.S. Complimenti per il blog, lo leggo sempre volentieri

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  4. La Bundesliga sta bene. Benissimo in confronto a noi, che per sfiorare bilanci decenti contiamo i centesimi dei diritti tv (solo 7 squadre in Serie A si avvicinano con coscienza al fair play economico, mentre questa verrà ricordata come l'estate delle piccole realtà calcistiche collassate nel giro di pochi mesi).

    Dicevo, in Germania i conti tornano. Ci sono i giovani. E una media di 43.000 spettatori a partita. Mentre noi cerchiamo di capire come e a cosa serva la tessera del tifoso, la Bundes 2010-2011 manda a referto 10mila abbonamenti in più dello scorso anno.

    Il Bayern (una vera e propria macchina generatrice di attivi), il Werder Brema ed il Dortmund guidano la fila dell'ottima gestione. Seguono Wolfsburg e Schalke 04. In buone condizioni pure lo Stoccarda.

    Per non parlare delle sponsorizzazioni.
    Mentre in Germania tutto genera soldi, da noi, almeno a sentire il Sole 24ore, "lo sponsor non gioca più a calcio" (cartaceo del 19 agosto scorso), eccezion fatta per la nuova scritta sulle maglie del Milan.

    * * *

    Tornando al calcio giocato, mi chiedo: ma quanto è forte Muller. Che genio Van Gaal a pescarlo dal nulla e a gettarlo nella mischia come se niente fosse.

    Non vedo, comunque, organici in grado di mettere il muso davanti al Bayern. Le mie simpatie vanno allo Schalke 04 (nonostante / perchè c'è Raul) e al Borussia Moenchenglabach di Bobadilla.

    Sullo Schalke, in difesa ci gioca un peruviano. Viene da Callao. Idolo.

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  5. magnifico post degno del magnifico blog as usual.
    Occhio a Mario Goetze un '92 del Borussia Dortmund.
    off topic: giovedì 12 agosto 2010 scompartimento di un InterCity preso a Vicenza alla volta di Milano per un corso sulla PSD, io immerso nella pattuglia dell'alba e un mio amico/collega (un abbonato decennale del Bayern Monaco giusto per collegarsi al post, davvero !) con il Mourinho immaginario tra le mani ... poco prima di Brescia un tizio, che per tutto il tempo è stato seduto in fronte a noi, alzandosi per scendere apostrofa il mio amico/collega: - Forte il Salinger dei Parioli, eh ? -
    - Come ? - la risposta e quello ripete più o meno le stesse parole, al che il mio amico/collega si salva con
    un: - Non è mio, me l'ha prestato lui - indicandomi. Io faccio per dire qualcosa ma quello è già uscito dallo scompartimento.
    ILSALINGERDEIPARIOLI ?????

    Cruyff

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  6. Si la vittoria sul Friburgo è stata travolgente, è uno scontro fra due germanie più lontane possibili. Da una parte il freddo nord Arbeits Klass dall'altra la morbida germania del sud ovest, ricca, metafisica (heiddeger docet) e che può permettersi il lusso di avere il sindaco dei verdi.

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  7. Bundesligastart:

    http://www.youtube.com/watch?v=yN7sSbOeZy4

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  8. Perso tra il vinho fino del Douro e i deserti dell’Alentejo ho mancato l’overture della Bundes.. ma dopo avere letto il post ed i commenti è come se invece avessi passato il weekend ad ascoltare la radio su un’autobahn di Kraftwerkiana memoria (grandi Notwist!) Vorrei però una disamina tecnica sul mio adorato (ca va san dire.. scusate l’ovvietà..) St Pauli.. Oltre al peruviano e a Boll, chi ci gioca? E come?

    Anche quest’anno la Bundes sarà il campionato d’elite calcisticamente più bello d’Europa.. ma al di là dell'aspetto tecnico-tattico e della lotta aperta (Bayern permettendo) che altrove non c'è.. la Premier (ed anche Liga e Serie A) paiono offrire una sovrastruttura di storie e di miti (non necessariamente prodotti del calcio moderno) che la giovane Germania non mi sembra ancora pronta a rinverdire / capace di riproporre.. O no? (E infatti il mitico St Pauli è roba da synth e drum-machines anni 80.. intramontabile e sempre attuale come i Cccp o Donatella Rettore.. ma già raccontato..) Basterà Thomas "Muntzer" Muller? Mi piacerebbe sentirvi al proposito..

    Ps. E il Rooney del popolo Jong Tae-se in 2.Bundes? Wilkipedia mi dà 1 partita giocata e 2 gol segnati.. Le bandiere rosse che hanno già conquistato la Ruhr.. Sogno o son desto?

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  9. "Le prossime lacrime in pubblico saranno per la prima partita nella massima serie", ha dichiarato qualche giorno fa. Sempre più tra gli idoli del blog.


    Ciò detto, a mio avviso, forse potrebbe essere leggermente sfocato il tema che tu proponi. Certo, quanto a Bundes, non siamo ai livelli di attrattiva (mediatica) di Premier e varie, però i due aspetti, livello tecnico/tattico e attrattiva/sovrastruttura, necessariamente, credo, si tengono per mano.

    Nel senso, la Bundes non propone storie e miti affascinanti quanto le storie inglesi/italiane/spagnole (quest'ultime, però, limitate a tre-quattro squadre), ma forse fa un passo ulteriore, soprattutto rispetto all'Italia e alla Liga, magari solo un pò meno rispetto a Premier.

    Cioè, costruisce.

    La Bundes sta costruendo, rigenerandosi, la sovrastruttura e, quindi, l'attrattiva, del futuro.

    Guarda la Premier. Ha storie e le ripropone. Costantemente. Ma sono miti che nascono da avanguardie tecnico-tattiche e da strenue lotte tutti contro tutti. Realtà provenienti da Nottingham, Leeds, Birmingham, oltre che dalla solita Londra o Manchester o Liverpool (both sides). Ora rimane solo il cantiere Championship e 4 colossi finanziari a spartirsi la torta che conta (quella dei titoli che contano e degli introiti). Fino a che il meccanismo regge, tutti contenti. Poi però, se qualcosa si inceppa, arrivano tempi bui. Tipo quelli dell'Italia.

    E allora guardiamo la Serie A. Dove troviamo una superpotenza che anche quest'anno ha praticamente vinto prima che il campionato cominci (giustamente, per carità, visto l'organico) e una serie infinita di outsiders. Che però sono un rimpasto infinito di un livello tecnico-tattico sempre più basso. Il tutto condito da pochi soldi e da gestioni finanziarie in certi casi addirittura scellerate. Un tempo si parlava di sette (7!) squadre che partivano alla pari, ora si narra di banche che si pappano attivi, società in dissesto, parametri zero e magiche frasi del tipo "prima si vende e poi si compra". La frase che tanto piace "in Italia c'è il campionato più tattico e difficile del mondo" è fuori dalla realtà. Le difese sono un colabrodo, gli schemi dipinti delle caverne e i giovani emigranti.

    Infine la Liga. Poco da dire. La Liga sono due partite. Ringrazio solo che la scorsa stagione il Barca le ha fatte sue entrambe, altrimenti avrei buttato via un intero anno. Ultimi baluardi, i cantieri di Bilbao, La Coruna, Pamplona e Villareal.

    Insomma, per concludere, è vero che magari la Bundes può risultare piatto raffinato solo a livello tecnico-tattico, ma è anche vero che la Bundes è il futuro. O almeno, come si dovrebbe creare anzichè sopravvivere. Come dire, bello vestirsi vintage, con indumenti anni '70.. si ma se ci mettiamo tutti vestiti anni Settanta.. nel 2040, uno che si voglia vestire anni Dieci che si mette? Come negli anni Settanta? La Bundes, in altre parole, mi convince di più degli altri campionati. Non lascia un buco.

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  10. Sono d´accordissimo con lo Zio.
    Le chiacchere stanno a zero, La bundes è l´unico campionato europeo degno di nota. Questa sera il tanto decantato Bayern ha preso due pappine dal neopromosso Kaiseslautern.
    Alla faccia del campionato dei 6-0, della diarchia spagnola e del campionato degli amici e delle partite combinate del belpaese.

    Sul fatto che la Budes abbia meno storie da raccontare non sono d´accordo, gode solo di minore esposizione mediatica in italia anche a causa della lingua.
    Su Mario Basler si potrebbero scrivere tomi interi, senza contare di Deisler che ora gestisce un negozio di cineserie a Friburgo.

    Partita da tenere d´occhio questo weekend è il derby Leverkusen Möncheglabach.

    Sul St. Pauli rimedieremo....

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  11. Ancora due o tre cose sulle kraut mitologie..
    Rimetto a fuoco la domanda, dove ho colpevolmente dato per scontato la solidità della struttura (ovvero, in termini ortodossi, dell’apparato economico) della Bundes.. Strutturalmente non c’è paragone con nessun campionato, nemmeno con la Premier che pure riceve vagonate di dollari dall’oriente e continua ad indebitarsi.. e va bene.. Per quanto riguarda la sovrastruttura noto invece: da una parte una capacità innovativa tecnico-tattica che altrove manca (fuori dall’elite.. metà della Premier gioca ancora palla lunga e pedalare.. nella Liga fanno un contropiede stile Uruguay anni ’50.. in Italia non ne parliamo..) Le squadre tedesche mi sembrano le uniche a giocare all’asiatica.. mentre altrove il postmodernismo calcistico è ancora Fordista, loro sembrano avere abbracciato il modello Toyota: la multispecializzazione di tipo zemaniano..

    Quello che manca, sempre a livello di sovrastruttura, è la capacità di creare nuove storie e nuovi miti e, ancora di più, la capacità di ri-utilizzare vecchie storie per crearne di nuove.. Mi spiego: se pensiamo a Ozil e Muller, sembrano poter esistere solo nel post Berlin.. sono marziani di una Germania nuova (vera o fittizia che sia) completamente slegata dal passato se non quello prossimo.. se rimaniamo a Basler e Deisler possiamo solo fare amarcord herzogiano.. meraviglioso per carità, ma è sempre un remake.. In Inghilterra (che sia Premier, Championship o Division) bastano una vittoria di una piccola in una coppa nazionale per rinverdire i fasti storici di quella provinciale e creare nuovi idoli.. una notte brava di un giocatore qualsiasi per rigenerare i peggio inglourious footballers e creare nuove spettacolari agiografie.. l’uscita di un’autobiografia scritta da cani e mai letta da nessuno per creare schermaglie dialettiche che vanno avanti anni.. eccetera..

    Accetto il discorso fonetico.. Per chi non bazzica le lingue germaniche (come me) è impossibile conoscere quello di cui il paese discute all’interno e le storie che si raccontano.. Ma è solo questo? Le storie ci sono e noi non possiamo ascoltarle? Oppure c’è in Germania un’impasse mitopoietica? Propenderei per quest’ultima, visto anche lo stato penoso di quello che dovrebbe essere il suo nuovo cinema (Tyker, Von Donnersmarck per l’appunto..) Quanto è lontano il Manifesto di Oberhausen e quanto mancano i nuovi Straub, Huillet (acquisiti) Herzog, Kluge, Fassbinder.. Per non parlare dell’UFA.. Aspetto vostri dotti (as usual) ragguagli in proposito..

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  12. LA questione è interessante. Per quel poco che ho visto in germania il calcio è solo ed esclusivamente seguito dalla Working class. Non c'è via di mezzo.
    Chi ha un minimo di paradigmi culturali per fare del calcio un racconto, per tracciare i confini del rito e del mito, puoi stare certo che il calcio non lo vede neanche da lontano. Al massimo ogni 4 anni quando giocano i panzer con la maglia bianca. La germania ha storie, ma non c'è nessuno che possa raccontarle e nessuno disposto a leggersele.

    Sul cinema sono d'accordo, anche se le vite degli altri era un bel film. Naturalmente anni luce lontano dai nomi da te citati (peraltro ho appena letto ich brauche liebe, la biografia di Kinski, che consiglio caldamente). Ma del resto il cloroformio culturale che si ammantato sull'europa come la nube islandese della primavera scorsa riguarda un po' tutti i paesi. Basti pensare che ieri i tg parlvano della Arcuri come la nuova Magnani.
    La cultura tedesca è ossessionata dal superamento post-storico del suo complesso successivo al nazismo, vuole ricostruirsi quella verginità persa, quegli anni scivolati via nel senso di colpa.
    Per questo Berlino è uguale alla Perla descritta da Alfred Kubin...

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  13. In pratica, servirebbe un Lacrimen der Borghetten, se esiste. Gegen, se lo trovi facci un fischio.

    Comunque penso anch'io che sia più una questione di esposizione, di lingua, di interesse. Storie e storielle ce ne saranno, ma sono pochi quelli che possono immergersi a scoprirle. Per fortuna esistono i blog e i lettori dei blog che lasciano i commenti e tutti insieme il mito lo creiamo noi. Per esempio da domani seguirò questo talentino Goetze che non conoscevo e ci segnala Cruyff (a proposito, grazie per l'aneddoto ferroviario, ho già pronto l'incipit per il comunicato stampa di un nuovo libro, oltre che la fascetta pubblicitaria).

    Il St. Pauli è e resta un mito dell'infanzia e sì molto retrò, con la sua mitica maglietta marrone di cui già tanto si è discettato su queste pagine, anche a partire da un mio outing di qualche mese fa sulla Bundesliga. Effettivamente sull'aspetto tecnico-mitico toccherà rimediare perchè anche di quello io non ne so niente!

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  14. non so come ho fatto a trovarvi maa...vabbè...vorrei tanto andar a vedere una partita di bundesliga in germania in qualsiasi stadio,se qualcuno c'è stato può dirmi se il biglietto posso prenderlo direttamente fuori nei botteghini?certo il sogno sarebbe quello di assistere a Lokomotiv Lipsia-Dinamo Dresda con entrambe la maglia gialla..

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  15. Benvenuto Mostovoi, nome evocativo a dir poco, dedicare un pensiero ad Alexander e ai tempi in cui impazzava sulle coste gallege fa sempre piacere.

    Io sono andato più volte allo stadio in Germania ed è sempre stato relativamente semplice. Insomma, niente tornelli, codici fiscali e cose varie. Magari ti consiglierei di prendere il biglietto un giorno prima, come avrai visto gli stadi sono sempre strapieni. Inoltre non mangiare prima perché in Germania la partita è solo un pretesto per bere e abbuffarsi fino a scoppiare. Birra oppure, se fa freddo, Vin Brulée con una correzione di Jaegermeister o Montenegro.
    Lo stadio della Dinamo Dresda io e Dionigi lo conosciamo bene ed è una meravigliosa terra di nessuno, un lembo di autentica passione ad anni luce dall'allianz e dalle nuove cattedrali del calcio tedesco

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  16. ragà finalmente si parte!!!..domani doppio volo brindisi-bergamo-berlino treno per dresda e alle 17.30 Dinamo Dresda-xxxxx...serata a mercatini di natale e il giorno dopo via Lipsia al borussia park Borussia Mönchengladbach- Wolfsburg...non ditemi che state rosicà che non vi credo...

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  17. Dinamo Dresda-xxxxx ovviamente è Dinamo Dresda-Vfr Aalen

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  18. mostovoi vogliamo foto, resoconto e un paio di numeri di telefono...grande bevi anche per noi fino a collassare alla stazione di lipsia

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  19. bhè allora io vado...fra un paio d'ore parte il mio primo volo..alla stazione di Lipsia starò giusto un'oretta e mezza proprio perchè come cazzo fai a non fermarti alla stazione di Lipsia?..grande dionigi che l'hai colta...

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