venerdì 4 giugno 2010

Note a margine di una settimana soporifera

Parliamoci chiaro: in questo periodo non c'è niente di cui parlare. I campionati sono finiti, i Mondiali devono ancora iniziare, l'esaurimento nervoso del calciomercato all'Hotel Quark è solo un lontano miraggio. Mi domando come sopravvivono i bar di provincia, con i tavoli di plastica rossi, gli ombrelloni della Nestea e i vecchi con la camicia a quadri e le coppole. L'impresa della Schiavone non basta. Come una cedrata Tassoni che rinfresca la gola, c'è bisogno di qualche argomento di discussione. Proverò a gettarne qualcuno sul tavolo.
1. L'Italia. Per commentare l'obbrobbriosa prestazione che la nazionale azzurra ha offerto ieri contro il Messico (sconfitta per 2 a 1, quando i gol degli uomini di Aguirre avrebbero potuto essere almeno il doppio, giocasse ancora bomber Borgetti), bastano quattro parole: Miccoli Totti Cassano Balotelli. In realtà anche tre sono sufficienti: Pepe Quagliarella Cannavaro. Proviamo con due: Javier Aguirre. Infine una sola: rassegnazione.
I quattro esclusi sono infatti l'emblema dello schiaffo morale che, contento lui, il simpatico Marcello Lippi ha voluto infliggere all'intera nazione e ai milioni di compatrioti sparsi per le "pizzerie Salvatore" del mondo. Rimane un mistero questa auto-evirazione, questa trasformazione forzata da macho latino a eunuco, questo acuto farinelliano alla castrazione. Io sono d'accordo, l'ho sempre pensato, che un Mondiale non lo si vince con l'attacco (Schillaci '90, Baggio '94, Vieri '98, Totti '02) ma con la difesa (Cannavaro '06); però, santoddio, almeno un-buon-motivo-uno per accendere la televisione me lo dovete dare, altrimenti me ne vado all'arena Tiziano a vedere un bel film, piuttosto che le sgroppate (sic) di Iaquinta e Pepe sulle fasce..
I tre pipponi che ho indicato rappresentano il secondo mistero. Quale timore può incutere negli avversari ("oh no, stanno facendo entrare Quagliarella, siamo fritti!"), quale entusiasmo può generare nei compagni ("evvai, ora che entra Pepe non li facciamo più uscire dall'area di rigore!"), quale solleticazione della fantasia può indurre nel tifoso a casa ("Pina blocca i secondi, che sono troppo eccitato per mangiare e guardare Pepe e Quagliarella insieme!") l'entrata in campo di Pepe e Quagliarella? Non ho niente contro di loro, per carità, è una generazione venuta male questa, ci può stare ogni tanto, ma non posso che sentirmi male pensando che, solo pochi anni fa, per l'abbondanza di talento che c'era gente (fenomeni rispetto a questi!) come Chiesa, Signori, Zola, Mancini, Di Canio, Carbone (solo per citarne alcuni) vedevano più volte la tribuna che il campo.
Javier Aguirre è uno dei migliori dieci allenatori al mondo. Riuscì a portare l'Osasuna in Champions League con una coppia d'attaccanti scartata dalla bassa Padana (Savo Milosevic e John Aloisi). Farà grandi cose anche in patria, con il suo Messico. Quindi, al di là di tutto, ci può stare la sconfitta di ieri.
Infine, la rassegnazione è il sentimento con cui ci prepariamo a vivere le prossime partite della squadra azzurra, e ho detto tutto.
2. Il mercato della Roma
Mi fa piacere che la società mi ascolta. Sono mesi che vado ripetendo che tutto tranne i brasiliani, e cosa fa l'immaginifico Pradè? Ne prende due che più brasiliani non si può. Il primo, il tracagnotto Simplicio (peraltro simile ad Arnold, che, da grande amico del blog e soprattutto sfegatato tifoso giallorosso qual era, salutiamo e accompagnamo nel suo ultimo viaggio), che a Palermo si è comportato come Emerson a Roma tanti anni fa, mettendosi d'accordo con un'altra squadra a metà stagione e fingendo la depressione per il resto delle settimane. Già me lo vedo che segna e si bacia la maglia (extra-small). Il secondo, uno dei maggiori oggetti di derisione anti-interista della mia vita, quell'Adriano che per due anni non l'ha buttata dentro neanche a porta vuota. Il nuovo Renato Portaluppi, che passerà le sue vacanze romane in uno dei centinaia locali brasiliani che infestano la città, in compagnia dei suoi amici verdeoro che ridono sempre e la mattina si sfrangono con la macchina in zona Casalpalocco. Sarà una barzelletta continua che non mi farà ridere neanche un po'. Questi arrivi poi significheranno cessioni eccellenti di due dei miei beniamini, Brighi e Toni, ma tanto, se le cose possono andare male, con Pradè è probabile che vadano ancora peggio.
3. Trova le differenze
In Italia c'è una squadra che vince tutto e una che arriva sempre seconda. C'è una squadra i cui giocatori migliori vogliono andare tutti via, per la fama, la vanità e i soldi, magari seguendo il loro allenatore che per lo stesso motivo se n'è andato. Eppure questa squadra, come sarebbe logico pensare, non è quella che arriva sempre seconda. No, al contrario, i migliori giocatori di questa seconda squadra, spesso nati nella città in cui questa squadra ha la sede, nonostante non vincano mai nulla e siano corteggiati da squadre e stipendi migliori, non se ne vogliono mai andare, perchè l'attaccamento alla maglia, il rispetto verso i tifosi e la qualità della vita non si possono comprare. Addirittura, ci sono giocatori di proprietà della prima squadra che giocano in prestito nella seconda squadra e che vogliono rimanere a tutti i costi in quest'ultima, anche se sanno che non vinceranno nulla, piuttosto che tornare nella prima, dove sanno che vinceranno tuto. Ecco, non vi dico quali sono queste due squadre, ma vi dico che la cosa mi riempie d'orgoglio.

11 commenti:

  1. E’ che secondo me in Italia non c’è mai stata una fuga di cervelli.. bensì una soppressione di cervelli.. I talenti, in ogni campo, vengono estromessi per non disturbare il tranquillo tran tran quotidiano del libertè, egalitè, io rubo a te, tu rubi a me.. Come nel post sulla semiotica del telecomando.. Non sia mai che un discorso ‘altro’ come quello di geni sregolati quali Balotelli, Miccoli, Totti, Cassano disturbi le sorti magnifiche e progressive di un noioso gruppo di comprimari impiegati al catasto.. ne genererebbe una confusione in cui molti, a partire dal prode padre di Davide Lippi, non saprebbero districarsi..

    Una nazionale basata sul ventre molle (altro che zoccoli duri) delle rovinose squadre bianconere.. rispettivamente settima e quindicesima in campionato (e con un Pepe che le cronache danno in procinto di passare dall’una all’altra.. guarda il caso..) racconta di un ct prigioniero dell’anno domini 2006 in tutti i sensi.. E a proposito di Sensi.. per me Adriano è un fenomeno.. Prigioniero di quella coltre di polvere bianca che copre Milano più che dall’alcool.. con opportuni accorgimenti di una lungimirante dirigenza nei confronti dello spauracchio antidoping.. potrebbe allenarsi e giocare con continuità.. ed allora nella carioca urbe farebbe faville..

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  2. Contentissimo che il Messico sia tornato in buone mani...Eriksson lo aveva devastato.....questa generazione è in parte quella che ha vinto il mondiale under 17......spero faccia bene.....poi sapere che è stato convocato Blanco...mi fa scendere svariate lacrime...

    orrenda la nazionale...orrendi tutti...per questo ho capito che farà bene.....è sempre così...e pensa Pepe finirà in premier....
    oppure fallirà miseramente gia al girone e Pepe finirà in Turchia

    Mercato Roma.....contento per Adriano...meglio sperare nel miracolo...che accontentarsi di Zamblera....del ritorno di Okaka...o di Pellissier...
    Simplicio ha una testa enorme...sembra una caricatura di Piazza Navona....comunque anche Taddei era un mercenario(ricordi cosa combinò al Siena?)ed è brasiliano...eppure io e te Dionigi lo adoriamo....

    ah Dionigi...se Simplicio è Arnold....Adriano visto la sua turbolenta esistenza è da paragonare al buon Willis...speriamo nessuno prenda il posto della compianta Kimberly

    poetica...bella e vera la storiella
    della prima e della seconda squadra...fa riflettere..davvero...peccato che per una volta vorrei avere 22 mercenari e vincere uno scudetto..che continuare a gonfiarmi il petto davanti a mezza Italia...petto su cui poi non è cucito MAI nulla......

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  3. 1. Per me si tratta solo di salvare la faccia. Un altro Mondiale non lo vinciamo, quindi bisogna reggere almeno fino ai quarti. Con chi o come non mi interessa. Io tanto dopo il 2006 so già che posso morire sereno con la mia bella Coppa del Mondo già vinta.

    Che poi non è proibitivo andare un poco avanti: io scommetterò sull'Italia prima nell'F e sulla Danimarca seconda nell'E (l'aternativa sarebbe, se volete, il Camerun). Da nimarca, a quel punto, battibile. Ai quarti ci sarebbe poi la vincente tra Spagna e Portogallo (o un Brasile maldestro).. la Spagna non la vediamo neanche in cartolina ma, considerando che a me il Brasile lascia perplesso (Dunga poteva far scelte sicuramente più oculate), le altre due sono abbordabili.

    Quindi:

    (i) se arriviamo primi nel girone, ci fermiamo ai quarti o in semifinale (dove ci sarebbe l'Argentina);
    (ii) se arriviamo secondi, invece, nell'ordine andiamo ad affrontare Olanda, Brasile/Portogallo, Inghilterra e Argentina/Spagna.. detta altrimenti, c...zzi acidi.

    2. Forse Simplicio non è proprio esaltante come acquisto, posso capirlo..

    Ma di gente forte come Adriano a Roma (sponda Roma) ne avete vista veramente poca!!!

    3. Brutta roba. Se poi consideriamo che se ne vanno a Madrid.. Da tapparsi il naso!

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  4. magari i calciatori della prima squadra che vanno giocare nella seconsa vogliono rimanere a tutti i costi nella seconda perchè se giocassero nella prima al massimo passerebbero la stagione in tribuna.

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  5. Concordo con le vostre analisi sull'Italia, Dionigi Bostero e Zio: aggiungo solo che, a maggior ragione perché si è vinto la volta scorsa con la mitologia delle maniche rimboccate, del gruppo e della sofferenza (anche se il gol di Materazzi in una finale mondiale grida ancora vendetta), si poteva tentare stavolta qualcosa di diverso, invece della minestra riscaldata (e rancida).
    Il fine parrebbe giustificare i mezzi, anche se i mezzi non funzionano più.

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  6. ah, su Adriano, quando ho saputo la notizia non ci volevo credere: ma, per dirla con Venditti, italiani mai eh? Pazzini, Matri, Gilardino, tutta gente comprabile, specie se si dovesse cedere De Rossi.
    Non ci volevo credere come non ci crederei se fossi tifoso della Fiorentina e mi annunciassero Mihailovic come nuovo allenatore, per dire.

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  7. Paragonando il mondiale di calcio ad una rassegna culinaria potremmo dire che l'Italia, invece di farsi rappresentare dal tartufo d'alba e dalla mortadellina di campotosto, abbia deciso scientementa di presentare la selezione dei panini dell'autogrill (rustichella, camogli ecc.)
    La nazionale non ha nulla da salvare. L'infortunio di pirlo forse ci toglierà l'unico giocatore di classe e allora davvero dovremmo sudare fino a farci buttare fuori da qualche squadra vera.

    Vorrei porre all'ordine del giorno la questione Benitez. Non credete che prendere un grande allenatore, ma troppo sensibile a mourinho, sia un rischio?
    Un Hiddink o un Capello si sarebbero inseriti con pragmatismo continuando sulla falsa riga del porteghese e, sfruttando l'abbrivo, avrebbero continuato il ciclo per inerzia.
    Ho paura che Rafa voglia sovvertire la squadra creata dal rivale, impostandola nuovamente per tentatare di inseguire il suo eterno rivale, con la sete di chi non vince oramai da 5 anni.
    Non so, vedremo, ma temo una rottura del giocattolo.

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  8. In merito alla nazionale mi pare ci sia poco da aggiungere, contingenze astrali (generazione con poco talento) e poca voglia di “rischiare” e “svecchiare” hanno determinato questo coacervo di bucanieri sdentati che con serie difficoltà riusciranno ad addentare un Kiwi.
    Su Adriano, non lo so, vago nel limbo del “può essere un affare clamoroso perché era un giocatore notevolissimo” e “ma nella capitale quello chi lo ferma più..”.
    Non so ancora decidermi, certo Ranieri avrà delle belle gatte da pelare per tenerlo in riga, ma se succede…
    Simplicio è un brasiliano atipico ed a me è sempre piaciuto tanto, prenderlo a zero dindini, per una squadra che ha scarsa liquidità mi sembra ottimo. Se poi, il simpatico, Fábio Henrique ha deciso di venire a Roma a godersi la pensione è un altro discorso.. propendo per la bella operazione!
    In risposta a Gegenschlag, non credo che Benitez, anche sforzandosi e magari riuscendoci, possa impedire alla “beneamata” di rivincere in Italia.
    Il giocattolo potrebbe pure frantumarsi, ma la distanza è siderale. Se consideriamo che la Roma il prossimo anno dovrà dedicare ben più di un pochino delle sue forze alla Champions, che la Juve compra Pepe, che il Milan compra… sua nonna in carrozzella(!), insomma il quadro non mi pare dei più rosei…
    In merito al terzo punto del Señor Dionigi, concordo sulla circostanza che gran parte dei giocatori della prima squadra siano avidi mercenari, ma credo anche che la scelta del capitano della seconda di chiedere ed ottenere dalla società un rinnovo hasta il 2014 (38 anni!) a € 8,6 milioni a stagione non dimostri propriamente amore “disinteressato” di cui andar fiero.
    Anonimo sostiene che i giocatori della prima che vogliono giocare fortissimamente nella seconda perché altrimenti passerebbero la stagione in tribuna… bè lo stipendio lo prenderebbero lo stesso e lo stress di certo sarebbe minore, quindi rispetto!
    In conclusione, entrare nel cuore dei tifosi della seconda è un privilegio che se ottenuto non può o non dovrebbe chiederti di cercare altro, credo sia un sentimento che ti avvolge e ti prosciuga dall’interno lasciandoti come un Amantino qualsiasi quando ti abbandona.
    Purtroppo tale amore è forse il limite di tutto.. ma questa è un’altra vecchia storia…

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  9. Certo è che il Mondiale di pezzi ne sta perdendo parecchi.

    Già è un Mondiale con tante squadre di media fascia.. se poi ci togli Drogba, Ballack (che a me non è mai piaciuto particolarmente ma che questa stagione ho apprezzato varie volte -vedi contro l'Inter), Ferdinand, Mikel (non un fenomeno ma tra i meglio sicuro della Nigeria), Pirlo, Essien, Robben..

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  10. Mi è piaciuto molto il paragone di Gegen, stiamo esportando l'Italia da Autogrill..Dobbiamo prendere atto, con prospettiva storica (futura), che abbiamo di fronte la peggior nazionale della nostra vita, e che abbiamo molto poco da chiederle. Emozionarsi per un gol di Quagliarella, scusatemi, è davvero un brivido da casco del parrucchiere..

    Che poi sono davvero incredibili le scelte di Lippi, alla luce anche del fatto che lui se ne andrà dopo il Mondiale..per una volta, forse l'unica, che si può osare, che il risultato non conta (cavolo siamo campioni in carica!), che tanto poi te ne vai, portare Gattuso e Zambrotta significa proprio non avere un minimo di fantasia. Marchisio mezzapunta..mi sento male.

    Sugli infortuni, il conto le nazionali lo dovrebbero presentare alle televisioni. E' schifoso il numero di partite che si gioca ogni anno, sono schifosi gli orari e tendenzialmente sono schifosi (non sempre per colpa loro) anche i campi. E' schifosa poi la quantità di para-doping presente negli spogliatoi. I giocatori sono ben felici di essere carne da macello, poi non si lamentassero se si perdono l'ultimo Mondiale della propria vita..
    Ciò non toglie che, per lo spettacolo, sono un peccato tutte queste defezioni (soprattutto Drogba, Robben, Pirlo e Ferdinand, veri uomini in più delle rispettive nazionali). Ora all'appello manca solo Nesta, che riuscirà ad infortunarsi scendendo dalla macchina, in vacanza.

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  11. Abbiamo la peggior nazionale degli ultimi anni anche perché qualcuno ha scelto di dire no alla nazionale (nesta) o altri hanno scelto di dire no a giocatori da Nazionale (Cassano o Balotelli).

    Insomma, si lascia a casa Cassano per convocare Pepe.
    Si lascia a casa gente che dà del tu al pallone per chiamare chi, al massimo, riesce a dargli dell'"egli".

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