giovedì 6 maggio 2010

LIBERTADORES 2010 - Ottavi / Quarti

[Vagner Love]
Il sogno si è infranto. Il Timao è eliminato dalla Copa Libertadores 2010, principale obiettivo stagionale per la corrazzata di Ronaldo, Roberto Carlos &Co.
A scrivere la parola fine sul cammino del Corinthians è una vecchia conoscenza del calcio russo: Vagner Love. Un autogol aveva spianato la strada per la rimonta (all'andata era finita 1 a 0 per il Flamengo, con gol di Adriano su rigore), Ronaldo aveva poi raddoppiato, ma ad inizio ripresa ecco il gol dell'attaccante-amatore di Rio de Janeiro.
Il Flamengo ai Quarti attende ora la vincente tra Universidad de Chile e Alianza Lima. Possibile una rimonta dei peruviani in casa visto il magro vantaggio accumulato dai cileni all'andata (1 a 0, Rivarola).
L'altro Quarto della parte alta del tabellone è completo per metà. Il Guadalajara ha, infatti, eliminato il Velez Sarsfiled in virtù del 3 a 0 dell'andata. Gli argentini sfiorano un'impresa storica, ma la vittoria con due reti di scarto (prima Santiago Silva e poi Rolando Zarate) non è sufficiente.
Sfiderà la squadra messicana la vincente tra Libertad (PAR) e Once Caldas (COL). All'andata, ad Asuncion, reti inviolate.
Per quanto riguarda, invece, la parte bassa del tabellone, si affronteranno Cruzeiro ed Sao Paulo che hanno eliminato, rispettivamente, Nacional di Montevideo (aggregate di 6 a 1 imbarazzante per gli uruguayani e Thiago Ribeiro che scalza Kleber in vetta alla classifica marcatori) ed Universitario (PER).
Chiude l'Estudiantes -facile passaggio del turno contro i messicani del San Luis- che aspetta una tra Internacional di Porto Alegre e Banfield. Favoriti gli argentini in virtù del 3 a 1 di una settimana fa.
ps: pronostico mio personale per la vittoria finale: Flamengo / Cruzeiro / vincente Once Caldas-Libertad. Una finale Flamengo - Cruzeiro è, comunque, più che probabile.

16 commenti:

  1. Certo fa male non vedere il Deportivo Italia..
    Comunque, dopo il tuo ultimo racconto di viaggio (ma la segunda parte? Qui c'è gente che aspetta con la bava alla bocca), il mio tifo va tutto all'Alianza Lima..

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  2. dopo il tuo post.. que viva el alianza lima!!

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  3. la mia totale ignoranza........Bostero ma le squadre Messicane giocano da sempre la Libertadores??

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  4. Si, a partire dalla fine degli anni Novanta e nonostante il Messico appartenga alla COCACAF (e non all'organizzatrice CONMEBOL). Tuttavia, l'anno scorso vennero escluse per l'h1n1.

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  5. mi chiedo a quando l'ingresso delle squadre della Major League Soccer.....paura...

    vi ricordate anche voi che il Giappone partecipò alla coppa america??o anche questo è un parto della mia mente....

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  6. Sì io me lo ricordo, mi sa che una volta fu "invitato", ma mi sfugge il motivo. Forse chissà su richiesta dell'ex dittatore giapponese del Perù..

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  7. Ogni edizione c'è l'invitato.

    In genere, sono sempre le squadre del Centroamerica (Honduras e Costa Rica sono quasi sempre invitate).

    Nel '99 credo venne invitato il Giappone perchè organizzatore della Coppa del Mondo successiva.

    Potrebbe essere una delle poche occasioni nelle quali il "discutibile" Alberto non ci ha messo il becco.

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  8. Quando lavoravo a Madrid c'era un avvocato peruviano di mezza età, un ragazzone cicciottello molto, molto garbato, colto e piacevole conversatore, giuslavorista ma spesso conferenziere di qualcos'altro in centro e sud America. A volte, la sera, prima di uscire da studio, passava a salutare un'amica che avevo l'ufficio proprio dietro la mia scrivania; di solito l'amica se n'era già andata da un pezzo e, nella stanza, ero rimasto solo io alle prese con del lavoro arretrato. Con questo avvocato peruviano -di cui ora proprio non mi sovviene il nome- iniziavamo allora a fare due chiacchiere sul tempo e sul governo, sullo studio e sulla vita da emigranti, sulla cucina peruviana (di fronte allo studio c'era il miglior ristorante peruviano del mondo, lo scicchissimo Astrid y Gastòn) e sulla politica. Il peruviano era quello che qualche parallelo più a nord avrebbero definito un liberal, eppure non si sottraeva al suo ruolo di appartenente alla buona borghesia benestante del suo paese, alla èlite se così vogliamo dire, che come ogni èlite, in fondo, non può non essere (anche inconsciamente) reazionaria. Tra le tante cose che mi raccontava sul suo paese (il traffico impossibile di Lima, la scrittura di Bryce Echenique, il ceviche con una spruzzatina di lime), una sera che ero impantanato in una due diligence infinita, si finì a parlare anche di Alberto Fujimori, e della sua per l'appunto "discutibile" reggenza del paese. Un amico lì presente, il mitico Chus, pensando di dire cosa gradita al nostro ospite, si lamentò del cacique dagli occhi orientali, rimproverandogli con fare paternalistico un atteggiamento dittatoriale -era il periodo in cui la Suprema Corte Peruviana doveva decidere sulla "proposta" di Fujimori di estendere ad libitum il proprio mandato- impensabile per un paese civile, con una indiretta critica al popolo peruviano per non essersi ancora ribellato. Il peruviano -lo ripeto, un liberal, un progressista diremmo noi- lo gelò con lo sguardo, quello sguardo fiero degli ambasciatori (in senso metaforico) dei paesi del terzo mondo che si sentono accarezzati come poveri micetti dalle parole piene di verità (spesso mero precipitato di quanto letto sui giornali) della gente del continente europeo. Sì, senz'altro è discutibile la sua visione quasi proprietaria del paese, la sua tendenza -diffusa anche in altri Stati della zona- alla tirannia costituzionale e, infine, all'attenuazione dei diritti umani, soprattutto la libertà di pensiero, disse il peruviano, ma, aggiunse (non prima di aver fatto riferimento ai tanti caciques che dominano da trent'anni le comunità autonome spagnole, dall'Andalusia alla Cantabria, passando per Imperia aggiungerei io), tu non hai idea del lavoro che ha fatto in questi anni per contrastare la guerriglia delle Farc peruviane, ancora più terribili -perchè non pubblicizzate- delle sorelle colombiane, lavoro di sicurezza e bonifica del territorio per cui il popolo peruviano gli è riconoscente, così come i vicini colombiani lo sono verso Uribe. A quel punto si mise l'impermeabile beige e se ne andò, non prima di averci invitato a prendere una birra lì sotto, sulla Castellana.

    Ecco, questo solo per dire che gli oceani di distanza possono relativizzare anche i pensieri più assoluti, e che in quell'occasione imparai che quando uno non è padrone della materia allora è meglio non dire niente, tanto meno tentare di arruffianarsi l'interlocutore con una frase politicamente corretta e apparentemente a lui gradita. Ma sul Peru, va da sè, l'unico che qui può parlare è Bostero, e al riguardo direi che è quasi ora di addentrarci nella seconda parte del suo viaggio, no?

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  9. Facciamo che una sera a cena Vi racconto ciò che pensano i quechua e gli indios della Selva del suddetto Alberto.

    L'anticipazione è che con quell'"attenuazione dei diritti umani" forse gli si fa un regalo grande come una casa.

    Tuttavia, prima riprenderò l'argomento anche con un signore che lavora nel mio nuovo studio. A vedere se non ci sia una terza linea di pensiero a riguardo. Per ora, però, ci siamo soffermati solo sulla malinconia delle spiaggie a Trujillo e sul chiaro di luna tra le Ande.

    ps: stasera posto. Mi sembrava giusto dare spazio alla bella Novara tutta Campari e mods di Nesat.

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  10. Vabbè, "una sera a cena"..stiamo freschi..a parte la piacevole eccezione di due sabati fa, dall'ultima volta che ti sei fatto portare a una cena di mentalità (al Tufello, so pictoresquo!) sono passati quasi due anni..toccherà ripetere quella serata allora, pesce fresco (con intossicazione random), vino bianco vietato dal cod. pen. e, new entry, cuentos peruvianos, con brindisi finale al Sendero Luminoso..

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  11. Fujimori che passeggia tra i cadaveri dei Tupac Amaru, responsabili del sequestro di alcuni diplomatici, stesi su un campo di calcetto è l´ennesima immagine del legame pelvico tra calcio e politica!

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  12. Breve quadro generale.

    Iniziamo dagli Ottavi (ora chiusi).



    Tra Universidad de Chile ed Alianza Lima, passano i cileni, in virtù del bel pareggio strappato in casa (Vargas e Seymour rispondono alla doppietta di J. Fernandez).

    Tra Libertad e Once, invece, hanno la meglio i paraguaiani. Calcio champagne al Defensores del Chaco: a brindare è Roberto Gamarra.

    Infine, tra Porto Alegre e Banfield, a spuntarla sono i brasiliani. Dopo il 3 a 1 in terra argentina dell'andata, l'impresa porta la firma di Alecsandro e Walter.



    Proseguiamo con i Quarti, in parte già definiti.

    Due risultati a dir poco eclatanti.

    Il primo: l'Universidad de Chile sbanca il Maracana per 3 a 2. Le reti di Adriano e Juan non sono sufficienti a salvare il Flamengo dalla sua stessa difesa.

    Il secondo: Dagoberto ed Hernanes annientano a domicilio il Cruzeiro della supercoppia Thiago "nonlapassomai" Ribeiro/Kleber. Bellissimo il gol del gioiellino Hernanes e qualificazione alla Semifinale già in archivio per il Sao Paulo.

    Crolla il sogno della Libertad. Perde 3 a 0 in casa del Guadalajara e si fa sfuggire la rimonta in casa (solo 2 a 0).

    Infine, scivola l'Estudiantes (ultima argentina in corsa, fatto raro) a Porto Alegre. Il gol decisivo arriva allo scadere e porta una firma strana. Di un difensore. Si chiama Gonzalo Sorondo. Forse qualcuno dalle parti della Pinetina se lo ricorda ancora.

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  13. ps: tutto come da mio ultimo pronostico..

    Grazie al cielo ho smesso con le scommesse.

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  14. Definito il quadro delle (ECLATANTI) semifinali.

    Vanno a casa Estudiantes e Flamengo, che non riescono a ribaltare il risultato dell'andata contro, rispettivamente, Internacional di Porto Alegre e Universidad de Chile.

    L'Internacional se la vedrà con il Sao Paolo che grazie ai soliti Dagoberto ed Hernanes ha eliminato il Cruzeiro.

    L'Universidad, invece, affronterà il Guadalajara.

    A questo punto sarebbe geniale una vittoria delle (privilegiate) Capre di Omar Bravo.

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