mercoledì 12 maggio 2010

La finale che aspettavo

(Il fascino indiscreto della Coppa Uefa)

Di fronte alla noia della battaglia tattica, nervosa e muscolare, interrotta ripetutamente dagli spot della birra più insipida del continente, che ci attende tra dieci giorni in occasione della finalissima di Madrid tra Inter e Bayern Monaco, è una vera e propria ventata d'aria fresca quella che ci investirà direttamente dalla affascinantissima Amburgo (guardare uno qualsiasi dei film di Fatih Akin per credere) quando questa sera accenderemo la televisione per gustarci, insieme ad una birra rigorosamente di produzione artigianale, l'ultimo atto della Coppa Uefa (o Europa League, secondo la nuova vulgata degli esperti di marketing di Nyon), dove si sfidano la favorita Atletico Madrid e l'outsider Fulham. In realtà l'esito dell'incontro è più incerto di quanto potrebbe dire la sola lettura delle formazioni; quello che è assicurato è lo spettacolo, il gusto del gioco, una bella partita insomma, senza troppi calcoli o pretese, genuinamente football europeo in cui si sfidano due diverse scuole pallonare, come dovrebbe essere sempre.
L'Atletico Madrid è forse la squadra europea che più, nelle sue disgrazie, assomiglia alla Roma. Sempre sfortunata, sempre lacrimosa, la città della capitale spagnola è quella che più seguito raccoglie in città (i tifosi del Real sono più diffusi per il territorio e, soprattutto, in Giappone), soprattutto nel popolino. Quartieri storici e popolari come La Latina, Lavapies, Menendez Pelayo, Piramide e via giù fino al Matadero sono rojiblancos, come Testaccio, San Lorenzo o il Pigneto possono essere giallorossi. Non c'è tassista, barista, piccolo commerciante o impiegato di Madrid che non sia colchonero, come d'altronde è Torrente, il personaggio dei film di Santiago Segura di cui già si è molto parlato in questo blog. C'è da dire che, come a Roma, si è dell'Atleti soprattutto quando la squadra vince; quando le cose vanno male, invece, al Santiago Calderòn abbondano fischi e posti vuoti. Ricordo una sconfitta interna contro l'Osasuna, che passeggiò sulle macerie della squadra di un catatonico Abel Rèsino, in cui, come sulle montagne russe, il pubblico alternava lacrime di gioia e di rabbia ogni dieci minuti. Costantemente vittime di un saliscendi di picchi di esaltazione napoleonica e abissi di pessimismo leopardiano, i tifosi dell'Atletico sono i più teneri che ci siano, e allo stesso tempo anche i meno nobili. La squadra testimonia la stessa caotica inconcludenza: un attacco che poche altre compagini possono vantare, con l'immaginifico Aguero e il formidabile Forlàn supportati da due validissime ali, il gitano Reyes (quello che, secondo la madre, a Londra non si è mai ambientato perchè rispetto a Cadice faceva troppo freddo) e il portoghese Simao, e il resto della squadra da prendere e buttare, salvando giusto gli "italiani" Tiago e Ujfalusi. Una squadra mitologica come la sua tifoseria, fragile e passionale, isterica ma in realtà indifferente. Se stasera si può festeggiare alla fuente di Neptuno bene, altrimenti qualche bella tapa in zona calle Segovia può lenire il dolore. Tanto è un mondo, come quello giallorosso, abituato alla sofferenza, alla disillusione, alla delusione, che pertanto può divertirsi a giocare a fare gli spacconi. Per questo oggi l'editoriale di AS titola "diario di un doblete colchonero", come se avessero già vinto sia stasera sia la prossima finale di Copa del Rey. Al bando la scaramanzia, l'Atletico ha già vinto la sua stagione, partita disastrosamente in campionato ed invece in procinto di diventare la più ricca di successi da quando Gil, l'ex presidente, quello che pagava Vieri & co. con i soldi di Marbella, città di cui era sindaco, non c'è più. Soprattutto, ha già vinto il duello impari contro il FlorenTeam, quei vicini ingombranti del Real che quest'estate hanno speso l'iradiddio per trovarsi a questo punto della stagione senza un solo titolo non dico in bacheca, ma solo in ballo (perchè nonostante l'aritmetica anche la Liga è già andata, mi dispiace doppiamente per il povero Clemente ma l'impresa del Valladolid di espugnare il Camp Nou domenica prossima è ben rubricata a miracolo dai bookmaker che quotano il 2 a 23..). Sarebbe una goduria doppia, tripla per i nostri colchoneros festeggiare in barba alle merengues, e io, almeno come tifoso in generale, non posso che augurarglielo. Anche perchè Quique Sanchez Flores è un signore oltre che un ottimo allenatore, capace di rispondere così durante la conferenza stampa di ieri:
¿Es el partido más importante de su carrera?
Sí, porque es el siguiente que tenemos que jugar.
Tutto bene, se non fosse che in tempi non sospetti ho puntato pesantemente sulla vittoria finale del Fulham, e che quindi cercherò in ogni modo possibile di sospingere Bobby Zamora e compagni verso l'impresa (che, anche per loro, sarebbe titanica). Il trionfo del Fulham sarebbe il trionfo di quella Londra chic, arbasiniana, alla moda che popola la King's Road. Il trionfo delle Sloane Rangers e dei bistrot cool di Fulham Road. Sarebbe anche il trionfo di un grande personaggio come Roy Hodgson, di un pubblico eccezionale, di uno stadio bellissimo che quest'anno ha subito anche lo smacco di concedere un fortunoso pareggio all'ultimo minuto all'insipido Andreolli. Sarebbe il piccolo contentino per il calcio inglese che, attraverso la sua faccia più vera, fatta di centravanti allampanati che non sanno stoppare un pallone, ali irlandesi indiavolate e terzini che non disdegnano la palla in tribuna, potrebbe trovare proprio in zona Cesarini la soddisfazione di un'annata sfortunata, magari buon presagio del Mondiale alle porte.
Ma, lo ripeto, ciò che più conta è che sarà, ne sono certo, una partita entusiasmante, da godersi con gli amici, sulla scia di quelle belle finali delle Coppe minori tipo Liverpool-Alaves o Parma-Anversa, di cui non ce ne importa nulla del risultato, dell'episodio, della polemica, ma solo di vedere ventidue uomini che, in caso, non avranno neanche paura di tirare un calcio di rigore. Magia della Coppa Uefa, ultimo baluardo di un calcio d'essai.

19 commenti:

  1. Due appunti a margine:
    1) Aguero è una pippa;
    2) È tornato in Bundesliga il Sankt Pauli.
    Per stasera, sono indeciso tra la tenerezza verso i materassai e il rispetto dovuto al vecchio grande Roy Hodgson. Chiunque vinca, ad ogni modo, non mi dispiacerà.

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  2. Io simpatizzerò per i colchoneros di Forlan.

    Ma all'orizzonte vedo colpacci inglesi.

    (e dopo questa sapete cosa puntare alla SNAI)

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  3. Mi andrò a vedere la partita alla PLAYA ristornate spagnolo proprio di fronte allo stadio del Friburgo. Mi aspettano gambas al ajillo e una manzanilla speciale che il mio amico Francisco, sevillano di Triana come il mitico Torero Gitanillo, tira fuori per le grandi occasioni. Comunque vada sarà divertente e ci riconcilierà col triste mondo del calcio.
    Su Reyes la madre diceva anche che era la mancanza del Colacao ad aver reso farraginoso l´ambientamento della perla di Utrera.

    Sul Sankt Pauli bisogna dire che è una notizia FANTASTICA. la tifoseria più calda di germania, cuore della Arbeitsklasse. Ne vedremo delle belle l´anno prossimo.

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  4. la tifoseria più calda...e i colori sociali più belli del mondo...

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  5. E così mi è toccato bere un'altra volta l'amaro calice del picchetto perduto..però mi ha fatto piacere sapere del trionfo colchonero, grazie alle perle di uno dei miei giocatori preferiti, quel Diego Forlàn la cui clausola rescissoria fissata a 36 milioni di euro l'estate scorsa aveva intrigato la dirigenza blaugrana, che però poi ha avuto la brillante idea di spenderne il doppio per prendere un giocatore che ne valeva la metà.

    Bella la provocazione di Tamas, anche ieri sera il Kun -che, innanzitutto, è ancora un ragazzino- ha dimostrato di essere una delle più belle promesse del futbol europeo. A parte tutto, anche lui a me piace molto.

    Sul Sankt Pauli, poco da dire, come già confidai in altri post, quei colori sono un vero e proprio must della mia infanzia..

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  6. Il gol sporco di Forlan è stato una chicca.

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  7. In realtà non è stato proprio un partitone ragazzi . . . però Roy se lo meritava questo trofeo!! E' proprio vero che i più simpatici, purtroppo, sono dei perdenti alla fine. .

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  8. E' vero che Roy se lo meritava, però anche la Madrid castiza..qualche post fa il caro Arturo si domandava "cosa sia più importante, se tutta la gioia di un popolo racchiusa in un solo istante, o l’assicurazione di una gioia ciclica, che si perpetui nel tempo, superando le generazioni", e la risposta me l'ha data un messaggio ricevuto stamattina direttamente da calle del humilladero:

    "Querido Federico, los 2 goles de Forlan de ayer no tienen precio. Madrid es una fiesta! Esto es solo el comienzo. Un fuerte abrazo".

    Perchè per certe squadre, a differenza di altre, è proprio vero, momenti come questo non hanno prezzo.

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  9. http://www.youtube.com/watch?v=xsvP6o3x97k&

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  10. Allucinante. Non capisco cos'hanno da farsi tanto gli sbruffoni nel giorno in cui Bambi Zapatero ha decretato il regime di Austerity, tagliando gli stipendi. Anche perchè, economicamente parlando, la Spagna è sempre stata un paese di mendicanti, e ora che le multinazionali e il turismo si sono voltati da un'altra parte, si scoprono con la cassetta delle offerte vuota. Una scena davvero di cattivo gusto. Onore al barbone, spirito libero anseatico.

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  11. Molto bello l'articolo, come tutti gli altri.
    Ho solo un appunto da rivolgere, di natura squisitamente tecnica: dire che oltre Forlán, Agüero, Reyes, Simão, Ujfalusi e Tiago gli altri siano "da buttare" mi pare come minimo eccessivo. Per tre motivi:
    1 non si dovrebbe a mio avviso sopravvalutare "el kun", che ha ancora molti limiti (tra cui la scarsa vena realizzativa)
    2 Tiago a mio parere non è al livello che si crede
    3 per citare solo alcuni degli altri componenti della rosa che ritengo assolutamente validi, dico De Gea (classe '90, portiere di ottima prospettiva che è già nel giro della nazionale maggiore), Antonio López e Perea.

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  12. Ciao Alessandro, intanto grazie. Sulla questione "tecnica" dell'Atletico Madrid, come ogni questione tecnica, se ne può parlare per ore, ognuno ha i suoi pallini. A me ad esempio el Kun piace molto, è tra le prime cinque seconde punte d'Europa; e anche Tiago, sarò onesto, non mi è mai dispiaciuto (anche se sì mi è dispiaciuto che ha rubato il posto a Raul Garcìa, lui sì forse promessa un po' sopravvalutata).
    De Gea in effetti non è male, così come non è male neanche Asenjo, nonostante la stagione sfortunata. Ma anche lì io ero un grande fan dei portieri argentini dell'Atleti, da Burgos (indimenticabile!!!) a Leo Franco (fortissimo!!!). Antonio Lòpez per me è un vecchietto, un onesto terzino sinistro senza arte nè parte, incapace di vincere la concorrenza del nulla per l'unico posto sguarnito nella Selecciòn (dove voto per Nacho Monreal). Su Perea non mi pronuncio, è veloce e abile in marcatura, ma la difesa rojiblanca delle ultime stagioni è una delle più brutte e perforate difese della storia della Liga, e qualche colpa ce la dovrà avere pure il buon colombiano..Ciao!

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  13. Sui portieri sono d'accordo con Alessandro.

    Sul senso della posizione di Perea, invece, non transigo. Forse sarebbe meglio che Quique lo schierasse punta.

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  14. in ordine sparso;
    Dominguez è molto promettente: nonostante l'età e l'ambiente certo non facile ha fatto una grande stagione al centro della difesa (e con accanto Perea!)
    Ujfalusi non tradisce mai;
    Simao mi sembra in declino;
    Reyes resta un giocatore di talento ma da lampi improvvisi e pause (troppo lunghe)

    markovic

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  15. D'accordo su Domìnguez, con quel sinistro capace anche di impostare il gioco..Più che altro, salvando Piquè, la Spagna non produce grandi centrali difensivi dai tempi di Hierro, Abelardo, Karanka..Di Domìnguez se ne parlava bene già dall'anno scorso, peccato che Resino gli preferisse Pablo Ibanez prima e Juanito poi, due prosciuttoni che per il loro dinamismo andrebbero bene appesi in uno dei Musei del Jamòn dietro Plaza del Sol!
    Simao probabilmente è agli sgoccioli, anche se questi brevilinei modello Joao "Nino D'Angelo" Pinto potrebbero sempre inventarsi un'ultima vita da qualche altra parte, in qualche altro ruolo.
    Su Reyes, è un gitano andaluso, e così è detto tutto - come fai a chiedergli di allenarsi, concentrarsi, sacrificarsi? Altrimenti, il Màgico Gonzàlez mica ci finiva al Cadice..Ciao!

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  16. Simao è pronto per il campionato greco;
    guarda, Reyes in questa stagione ha anche dimostrato di saper trascinare l'Atletico con continuità (è calato nel ritorno col Liverpool e col Fulham);
    per il prossimo anno mi aspetto un Jurado più decisivo, ha la qualità per fare il titolare lì in mezzo

    markovic

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  17. La casa è vostra e la utilizzate come vi pare. Però un dubbio universale in lingua internazionale mi sorge.
    Why no one mentioned about Coppa Italia Final Match and Serie A Championship 2009/2010?!

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  18. Caro Fede, il tuo dubbio è lecito. La risposta è che ci stiamo tenendo tutto dentro per un grande post celebrativo del leggendario triplete che l'Inter di Mourinho, squadra eccellente in campo e simpatica fuori, si appresta a conquistare nella magica notte di Madrid..

    Però una segnalazione la vorrei già fare ora, perchè gran merito di questi successi neroazzurri è secondo me da riconoscere ad un giocatore spesso sottovalutato, tenuto quasi nell'ombra dai media, ed invece molto significativo per comprendere la magnitudo del trionfo. Mi riferisco -l'avrete già capito- a Ricardo "30 milioni di Euro" Quaresma, detto anche "Il panchinaro costato quanto l'intero budget della squadra arrivata seconda in classifica per due punti".

    Per soddisfare la tua sete interista ti consiglio comunque di leggere il bellissimo "Mourinho immaginario", dell'amico di LB Mastrolilli, da ieri in tutte le librerie..

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  19. Ehi, anche le fiche megagalattiche si saranno spezzate un'unghia in vita loro. Quando si usa l'argomento Quaresma mi inorgoglisco, gonfio il petto e alzo il mento. Citarlo non fa che aumentare i meriti della società che in due, facciamo quattro, anni, si è concessa come unica cappellata quella dell'acquisto del bluff portoghese, per di più voluto dal nuovo allenatore subentrante, perciò non vera responsabile. La scelta di puntare sul Trivela, questa è l'unica prova che Mourinho non è Dio ma solo un suo prolungamento sulla terra.

    Se poi vuoi metterla sull'equazione soldi=scudetto allora ti contraddici in partenza visto che mi fai notare come una squadra "povera" sia arrivata a due punti dal vincerlo.

    Pensavo l'avessi scritto tu quel libro, sai? Non scherzo.

    Attendo post di celebrazione, me l'hai promesso.

    cheers,
    fede.

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