lunedì 26 aprile 2010

Già lo sapevamo

[la fine annunciata di un film già visto]

Il problema è che già lo sapevamo. Io e Nesat non ci siamo detti niente, ma mentre bevevamo quelle birre a Piazza Mancini l'avevamo già intuito. Abbiamo prolungato l'attesa nella speranza di non dover mai entrare allo stadio; nella speranza di non dover cadere ancora una volta nella trappola ben nota. Lo sapevamo non solo perchè accanto ai baracchini dei panini con la salsiccia troneggiavano minacciose le magliette gialle con la scritta "non succede ma se succede..spacco tutto". Non solo perchè lo stadio era di nuovo tutto esaurito di gente che passava di là per caso. Non solo per la temuta comparsa a macchia di leopardo dei cappelli da giullare, vero parafulmine di sfiga. Non solo per la data storicamente senza gloria in cui si è disputata la partita. Non solo per scaramanzia. Non solo perchè le favole non esistono nella vita, figuriamoci nel calcio. Non solo perchè è un fatto più unico che raro quando il toro si ribella al suo destino. Lo sapevamo dalla partita dell'Inter che questa serata sarebbe arrivata, e quando abbiamo visto la Roma giocare il miglior primo tempo della stagione e chiuderlo con un solo gol di vantaggio ci è parso chiaro che la nemesi era dietro l'angolo, e per l'appunto ci siamo messi a parlare di cucina, tanto per provare a fare i vaghi. Non è servito a niente. Se sei della Roma, questo qui è l'unico cammino a disposizione. Prendere o lasciare.
Rimane parecchia bile da smaltire, perchè il risultato di stasera -per quanto annunciato- fa comunque male. Fa male perchè suggella l'ennesimo trionfo nazionale di una squadra capace di vincere senza saper giocare a pallone; una squadra che riesce nell'impresa di issarsi in testa guidata a centrocampo da due onesti venditori di calzini; una squadra creata ad immagine e somiglianza del suo allenatore spocchioso come le Verità universali che dispensa e non dispensa (effetto vedo-non-vedo) e di cattivo gusto come la sua Ferrari da boro di paese; una squadra il cui presidente, in un'impeto eccezionale radical-chic (modello frezza bianca della Bedi), fa scendere in campo i suoi giocatori mano nella mano con dei bambini rom, per la gioia di chi, come me, ha avuto la casa svaligiata (mentre portava il cane a pisciare) dai loro simpatici genitori; una squadra che comunque finirà la finale di Coppa Italia il 5 maggio sarà terribile, perchè è sempre meglio la sconfitta che l'elemosina.
Ma al posto dell'Inter potrebbe esserci qualsiasi altra squadra e non cambierebbe nulla. Così come stasera poteva esserci il Pizzighettone al posto della Samp, o Godeas al posto di Pazzini. Questi sono solo figuranti, comparse fungibili nella storia giallorossa, la solita storia di lesioni altrui e auto-lesionismo indefesso. La bile si annida nell'arbitraggio svergognato e pilatesco di Damato, un sicario più che un arbitro, capace di ignorare due rigori per falli di mano abnormi e di girarsi dall'altra parte ogni volta che poteva fischiare qualcosa a nostro favore. Si annida nell'ironia di veder giocare alla tua squadra la migliore partita dalla notte contro l'Inter, con trame raffinate quanto leziose, un dominio pressochè costante del pallone, fraseggi deliziosi e fughe solitarie, botte dalla distanza e colpi di testa ravvicinati, e di perdere per due miseri tiri in porta della squadra avversaria. Si annida nel pensiero della notte della "battuta di caccia", in cui la stessa squadra che stasera non ha avuto pietà di te non riuscì a tirare una sola volta nella porta avversaria, nonostante due uomini in più. Si annida nell'incompetenza di una dirigenza che con un minimo di programmazione in più oggi avrebbe una squadra in testa alla classifica con molti punti di distacco; gli stessi punti di distacco che ci avrebbe regalato un allenatore meno pauroso, un allenatore che non si sarebbe mai fatto rimontare per tre volte allo stesso modo in tre diverse città di mare. Si annida nell'immagine delle centinaia di tifosi occasionali che dopo il secondo gol di Pazzini si alzano e sciamano verso l'uscita, totalmente indifferenti verso il dramma che si sta vivendo in campo, pensando piuttosto da un lato al traffico in macchina che così si evitano e dall'altro a quel golfetto di cachemire misto lana che nel pomeriggio avevano trovato in offerta al centro commerciale Soratte ma che non avevano avuto il coraggio di prendere. Si annida nella grottesca rissa di altri tifosi da strapazzo sul ponte Duca d'Aosta di fronte ad un camioncino che dispensa gratuitamente dei rasoi o delle lamette, non so, in omaggio, e mi domando come puoi litigare per dei rasoi o delle lamette in omaggio dopo che la tua squadra ha perso da veri stronzi uno Scudetto?
Che poi, al di là delle statistiche e delle vittorie consecutive da realizzare, una piccola parte di me ci credeva, perchè immaginava che i giocatori si rendessero conto dell'opportunità irripetibile che avevano tra le mani, l'opportunità di dare un senso immortale alla propria vita, a questa città e a noi tutti, ma soprattutto a loro stessi. Evidentemente questo incentivo non è stato sufficiente. La gloria non abita a Roma; sicuramente non dall'altra parte del Tevere, visto che, nella sfida-negativo del pomeriggio, una squadra per salvarsi (sic) si è dovuta ridurre all'onta di comprare una partita dal re dei trafficoni (chissà se è bastata una valigetta da trecento mila euro, come quella che servì "per pagare Maldonado". Solo il prezzo e il destino estivo di Floccari ci svelerà il mistero); ma neanche da noi, destinati ad illuderci, illuderci ed ancora illuderci, fino a quando tutto svanisce, per un centimetro, come quello che si è allungato Vucinic in meravigliosa volata verso la porta, dopo aver resistito a due entrate criminali (non sanzionate, of course; entrate che in un certo stadio del nord avrebbero scatenato isterismi maiconiani in campo e gustose panoladas in tribuna), prima di essere fermato da eroe-per-una-notte-Storari (sorcio maledetto). Era meglio morire da piccoli, perdere a Bologna,  a Bari, in casa con l'Atalanta, al derby, piuttosto che stasera, dirà qualcuno. Ma non fare così, bisogna crederci fino alla fine, ribatterà qualcun altro. Ma andate tutti a farvi fottere, voi e le vostre lamette gratis. Io non ho voglia di rialzarmi. Piuttosto, sono d'accordo col buon vecchio e saggio Nesat, forse perchè da undici anni vediamo passare sotto il nostro naso quasi solo sventure e così tanti film già visti: nella prossima vita, se saremo fortunati, continueremo a passare le domeniche nella zona di Piazza Mancini, ma non allo stadio, quanto piuttosto sulle panchine della piazza, insieme ai nostri connazionali ecuadoregni, peruviani e colombiani, e le nostre arrabbiature saranno indifferenti dei boati che sentiremo dall'altra parte del ponte, perchè ci limiteremo a baccagliare per l'ultima Heineken in lattina (rigorosamente tiepida) rimasta o per quel tupper con la salsa guacamole che avevamo portato da casa e non si trova più.

31 commenti:

  1. il profeta del gol26 aprile 2010 09:01

    varie:

    a) il 25 aprile è una festa nazionale. Ci siamo liberati dal gioco nazi-fascista. Problemi?

    b) I Rom svaligiano la casa non più di quanto la classe politica attuale (che fa bandiera della lotta al rom) svaligia i conti dello Stato. Che siamo sempre noi. Ma vuoi mettere come sia più up to date prendersela con i delinquenti poveri? O magari c'è chi pensa che ai bambini non bisogna dar neanche da mangiare. Forse il paradigma è quello.

    c) La Roma è una squadra forte con giocatori talvolta eccezionali. Ma senza Champions, non c'era trippa. Ogni quattro righe di autocommiserazione di sè e denigrazione altrui, ripeterselo. Giova alla verità dei fatti.

    d) Il culo dà, il culo prende. Non giurerei che nel derby o contro la Fiorentina la Roma avesse meritato i 3 punti. Ieri magari sì e non ne ha presi. I conti vanno fatti completi.

    e) Ranieri mi pare abbia cavato il massimo dalla ciurma imabrcata. Che non era poi così scarsa, comunque, a scanso di. Poter tenere Mexes o Toni in panca vorrà pur dire che un po' di gente valida
    circola a Trigoria.

    f) No dai, l'arbitro no. Maddài. E il fuorigioco di Cassano solo a dieci metri dalla porta a palla già addomesticata, che invece era in gioco di un metro?

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  2. Ormai non è più pensabile uno scudetto giallorosso.

    Peccato. Ma per come la vedo io, era scritto.

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  3. Dionigi caro,

    penso che nessuno come noi eroico/patetici abbonati di lungo corso possa capire quello che hai sapientemente riassunto.

    Sul finire del primo tempo era troppo fin troppo chiaro.

    La Roma è sempre se stessa, senza soluzione di continuità. Affoga nel nulla di una squadra presentatasi all'olimpico con la grinta della vittima sacrificale.

    Giochicchia e perde tempo la roma, per poi abbandonarsi ai proverbiali isterismi di massa che ne sono l'unico vero filo conduttore da una vita.

    Prende un gol dal nulla e non trova più il bandolo della matassa.

    Si ostina a cercare soluzioni vezzose sul centro sinistra senza la cattiveria che serve per vincere le parite.

    Paradossalmente, questa era la partita più facile delle ultime 4, ed immancabilmente si sono persi nel nulla.

    Nulla di nuovo ed il nostro fegato è abituato, ma solo un appunto:

    giungerà mail il giorno i cui tifosi invece di abbandonarsi a sdolcinate sciarpate e melense canzoncine intoneranno fischi e bestemmie saporite?

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  4. il profeta del gol26 aprile 2010 12:13

    Io, sembrerà strano, lo spero. Preferisco sempre uno scudetto localistico rispetto alle vittorie delle squadre senza patria, Inter-Juve-Milan, che hanno tifosi dappertutto. Non amo certe lagne e la spaventosa e ormai noiosissima autoreferenzialità romana, ma se lo scudetto lo vince la Roma, mi fa piacere.

    Ricordiamo che i due punti sono uno e mezzo, per le storia degli scontri diretti.
    Metti metti che l'Inter ne pareggia una, magari con la Lazio (dopo il match a Camp Nou, che costerà il mondo ai nerazzurri, comunque vada), mentre la Roma vince, ecco che torna davanti.

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  5. È vero, non poteva succedere.. però dobbiamo interrogarci sul perché la Roma sia arrviata a 45 minuti dal mettere un altro mattoncino fondamentale per lo scudetto e sia crollata.
    Dionigi tu dici che la Roma ha fatto il miglior primo tempo della stagione, forse.. ma è stato quello che l´ha condannata. L´eccesso di velluto, il tutto troppo facile.. quando sono cominciate le sventagliate spalle alla porta nella propria trequarti, i tacchi i fraseggi da camp nou sembrava tutto troppo bello, troppo semplice.
    Da questo punto di vista la partita è stata l´opposto del derby.
    Il palo di totti è troppo simile a quello di milito per non pensare ad un intersigne, una coincidenza evidente...

    Io credo che ieri Ranieri abbia dimostrato i suoi limiti nuovamente, la sua incapacità di essere vincente. Non so cosa abbia detto negli spogliatoi, ma doveva attacarli al muro e costruire da quell´uno a zero la scala per il paradiso. Gestire, subire falli, ragionare.. non il vuoto pneumatico di un arrembaggio tentennante che ti fa prendere gol in contropiede quando sei in vantaggio.
    Nel derby aveva dimostrato di poter dinamitare il mito della romanità, di saper andare oltre i i simulacri della propria squadra, ieri invece non ha saputo tener fede alla suo spirito rivoluzionario, si è ritrovsto scarico, incapace di decidere.. La differenza con Mourinho, Capello è tutta lì...
    Il capolavoro finale è stato scoprire le fasce contro una squadra di del neri...

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  6. no...ieri non era momento di fischi e bestemmie.....la realtà è che questa squadra ha fatto tanti miracoli..e ieri ci stava tutta...e se non succedeva ieri...capitava a Parma...perchè non puoi vincere 10 partite di seguito...hai messo a segno 24 risultati utili consecutivi,doveva succedere.....sono con Dionigi quasi su tutto...in fondo questo post è stato praticamente scritto insieme....c'è dentro qualsiasi discorso affrontato ieri...una sola cosa...lasciamo stare l'arbitro....lasciamolo proprio perdere.....si è perso..amen..lo sapevamo...sento le radio che parlano di Turone.....Cristo siamo nel 2010..basta....

    per il resto non ho mai amato Ranieri e mai lo amerò.......però su ieri.....niente da dire...mi ha sorpreso....è stato un folle...ma ho capito la sua follia...forse lui lo sapeva più di noi.....e quindi sul pareggio ha giocato il tutto per tutto.......

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  7. Non sono d'accordo: il tuo discorso per me è valso nelle varie partite buttate per strada (napoli, cagliari e livorno).

    Arrivati a questo punto si gioca solo sui nervi.

    Se non reggi la pressione, perdi.

    Se i nervi non ti reggono neanche in casa e sull'onda dell'entusiasmo di un derby vinto, allora vuole dire che ancora una volta non sei riucito a crescere come gruppo per combinare qualcosa di buono.

    Sono stanco della sciarpata e dei "Che sarà, sarà"..

    Te lo dico io che "Sarà", sarà che come al solito ce la prendiamo nel culo..!

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  8. non ci siamo capiti....fischiare ieri era da ebeti....cantare che sarà è altretanto da ebeti...è successa una cosa che io avevo messo in conto...e credo anche tu....non sono mai stato tenero con la roma di questa stagione..che trovo noiosa...ma mi ha esaltato perchè mai come in questa stagione sei cresciuto mentalmente...parli di Livorno e Napoli...ma non di Firenze e Bari......le volevi vincere tutte???purtroppo non è possibile...abbiamo battuto l'Inter e vinto il derby più delicato di questi uttimi 10 anni...che vuoi di più a livello mentale?....te lo dico io che Sarà...sarà che sognamo troppo ad occhi aperti, sempre...anche se facciamo finta che non sia così...e quando come dici tu... ce la prendiamo in culo..fa più male....soprattutto a quelli come me te o Dionigi...che facendo i vaghi ci credono più del
    orrido individuo con il cappello da giullare.....

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  9. il profeta del gol26 aprile 2010 13:55

    Il calcio è un misto di metodo e di casualità. Ieri la casualità non ha girato a favore della Roma.
    Quando Floccari ha sbagliato un rigore contro la Roma ha girato a favore.

    Se Totti fa una conversione verso il centro, anzichè far sfilare la palla e tirare troppo da sinistra, su assist di Vucinic nel primo tempo, si trova di fronte alla porta e probabilmente segna. Se Riise tira la sassata del secondo tempo un po' più angolata, sicurament segna.

    Non inventiamoci vittime di errori tattici o psicologici, anche se è più nobile e ci sentiamo tutti sottili intenditori.

    Il calcio è approssimativo, si gioca coi piedi. E un errore di venti cm non è un errore, sta nella scala dell'approssimazione umana in questo tipo di attività.

    Se dopo 35 partite, che sono 3150 minuti di gioco, che sono 52 ore e mezzo di gioco, minuti di recupero esclusi (che a questo punto farebbero una partita intera solo loro), fra Inter e Roma c'è un tiro sbagliato di 20 cm, non ha sbagliato nessuno.

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  10. Io quando vedo le sciarpate, le macchinette fotografiche, le magliette personalizzate e tutto l'armamentario del tifoso da salotto mi sento male, perchè riconosco prossima la sciagura.

    Secondo me Tato non c'è da prendersela troppo per ieri, a me la squadra è piaciuta molto, certo ha peccato di leziosità, ma poi ha lottato, ha provato a ribaltare il destino avverso, non meritava certo di perdere. Forse Toni andava fatto entrare per Vucinic, in allucinante giornata-no. Ma ti dirò, io poco prima del cambio avevo profetizzato a Nesat che Toni sarebbe entrato per Perrotta, quindi sono d'accordo e ho condiviso anche questa scelta estrema. Ci ha detto male, ma almeno ce la siamo giocata. Peraltro pareggiare o perdere è assolutamente la stessa cosa.

    Gegen, ma se fino adesso -in queste ultime settimane- hai detto in lungo e in largo che questo scudetto era della Roma al 100%, come puoi adesso affermare che "non poteva succedere"? La tua era solo scaramanzia? Sono d'accordo sì e no sull'analisi di Ranieri, nel senso che probabilmente nell'intervallo avrebbe dovuto dire alla squadra, come scrivi tu, "basta moine, non avete fatto ancora un cazzo, ora cercate di essere concreti", ma il fatto è che secondo me gliel'ha pure detto, ma non è servito a nulla. La Roma ieri voleva stravincere, e siamo finiti umiliati come quando Sicignano stoppò il rigore a cucchiaio di Totti.

    Non me la prendo con l'arbitro più che con altre componenti, non si tratta di lamentarsi e basta, però il rigore di Zauri c'era ed era enorme ed era decisivo, quindi ho il diritto di rosicare quanto mi pare e piace. Tiè!

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  11. No no dionigi, il mio inizio era un modo retorico per agganciarmi a quanto scritto da Bostero. Resto convinto che la Roma ha buttato un´immensa opportunità nel cesso ieri. Vicendo con la samp le restanti partite potevano essere una passerella, ora saranno un calvario, ma non è ancora finita..
    Tutte le lacrime, i rimpianti di ieri hanno il sapore dell´iperemotività da realty show,
    questo quello che ieri mi è sembrato allucinante e isterico.. basta lacrime, si gioca fino alla fine.

    Su vucinic direi che ieri non ha avuto spazi, anche se nell´azione del gol il suo zampino non è mancato.
    Ma se il montenegrino giocasse peggio quando c´è totti? secondo me la presenza del capitano-boa lo limita tantissimo..
    io avrei tolto menez....
    La mourinhata di far entrare taddei per cassetti è triste come tutte le imitazioni..

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  12. Non entro nel merito dei cambi, d'altronde quando arrivò ranieri tentai il suicidio ed oggi mi trovo a rammaricarmi per un probabile scudetto buttato.

    La mia croce è sempre la stessa: la fragilità psicologica di una squadra che da buon tifoso - e dunque da scemo - spero sempre riesca a mettersi alle spalle.

    La samp del primo tempo di ieri era venuta roma molle molle e timida.

    I nostri incubi le hanno ridato vita tra l'ennisimo passaggio a vuoto di un de rossi irriconoscibile, il 23° tacco di totti, la terza conclusione sballata di menez e la quarta di vucinic.

    Sarebbe bastato un po' di cinismo, tutto qui.

    Noi abbonati di lungo corso a fine primo tempo ci riconoscevamo tra la folla, con la faccia di chi già sa tutto.

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  13. Non siete proprio capaci di perdere là sotto eh?! Mi piace il tuo blog e ti faccio i complimenti, peccato però per la tua scarsa obiettività. Come fai a giudicare l'Inter una squadra "capace di vincere senza saper giocare a pallone"? Va bene essere tifosi, ma in questo modo di dimostro profondo conoscitore di pin pong o freccette . .

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  14. Il dramma è che, purtroppo, da buon giallorosso, dovrei essere (eccome!) "capace di perdere", visto che è tutta la vita che mi alleno a questo scopo. Come cantava il mitico Tonino Carotone, "è un mondo difficile e vita intensa, felicità a momenti
    e futuro incerto".
    Con quella frase -che sottoscrivo- volevo solo dire, usando un'iperbole, che non amo il tipo di gioco sviluppato dalla gagliarda compagine nerazzurra, troppo pragmaticamente teso al risultato e non, invece, al gusto del bel gioco (l'esatto contrario della Roma, senza che sia questo un merito).
    Peraltro, da tifoso non ho mai ricercato l'obiettività (è un birignao che lascio volentieri ai pelosissimi editoriali di Sconcerti), e sono certo che non lo sarei (obiettivo) neanche se mi dessi al ping pong o alle freccette, consiglio che probabilmente accetterò pur di dimenticarmi dell'amarezza di ieri sera..Ciao anonimo e grazie per i complimenti, anche da "lassù"!

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  15. Dionigi, visto che l'hai evocato:

    http://www.corriere.it/sport/10_aprile_26/sconcerti-inter-vede-scudetto_8a5e345a-50f7-11df-884e-00144f02aabe.shtml

    Sono ancora indeciso se c'è un vago senso di ironia in quello che scrive. No, inutile prendersi in giro, non c'è.

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  16. Beware Macduff.. Le profezie che si autoavverano.. Ieri guardavo la partita in una casa “romana” dell’east end londinese.. Chiamatela scaramanzia, chiamatela superstizione.. prima della partita hanno puntato tutti sulla Samp data a 8,4.. si sono portati a casa centinaia di sterline.. e c’hanno rimesso il fegato.. Anche dal tuo post, caro Dionigi, e dai vostri commenti, cari ragazzi.. trasuda una sindrome di Tafazzi che è allucinante.. lo sapevo, me l’aspettavo, era tutto scritto..

    Sembrate il Severgnini i(s)nterista degli anni d’oro.. e so che non potrei recarvi ingiuria più grave.. Ma come cazzo fate, in una così bella città, essere così autocommiseranti? Perché tutte queste critiche? Applausi alla Roma, al suo tecnico ed alla sua dirigenza.. che stanno facendo un campionato meraviglioso.. tenendo testa ad una squadra che poteva permettersi di prestarle Burdisso..

    Perchè questo tremendismo sconfittista.. che sembra sbrodoliate giuggiole ogni qual volta possiate poi dire.. lo sapevo, me l’aspettavo, era tutto scritto.. Piuttosto vi preferisco incazzati contro il sicario Damato.. Giuro che non vi capisco.. Che l’influenza di millenni cristiani oltreteverini v’abbia inculcato dentro il penitenziagite? Che quelli ad inculcare cose dentro fin da quando sei bambino sono bravi assai..

    PS. E speriamo che il 25 aprile.. se davvero non vi ha liberato dal culto dell’obbedienza.. almeno vi liberi da quello del pianto..

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  17. Zio, se non mi fai piangere neanche in questi casi (che si ripetono suppergiù ogni dieci anni), mi trasformo in Robocop o in Sconcerti.
    Peraltro che non ti sorprenda questa inclinazione lamentosa, che non l'hai visto come si chiama (e qual è il sottotitolo) di questo blog? Mica l'abbiamo chiamato "tifosi machi che se ne fregano"..

    Per il resto, almeno io, calcisticamente parlando vivo sempre nel sospetto che qualcosa di terribile stia per accadere, e non per scaramanzia, ma perchè puntualmente questo qualcosa avviene. Provo a spiegarmi con un esempio, ma forse non capirai comunque: io ho esultato fino alle lacrime (di gioia) dopo il gol di Vucinic del 2 a 1 al Man Utd., mi sentivo in cima al mondo e sognavo la grande impresa; poi due settimane dopo, seduto sul divano con mio padre, dopo il gol di Carrick mi sarei tagliato la gola con un coltello, ma non per ammazzarmi, quanto per impedirmi di esultare un'altra volta in futuro. Ogni gioia attuale retroagisce a quella gioia post-gol di Vucinic, e mi ricorda che le nostre gioie giallorosse -apparentemente immense- se le porta via er ponentino..
    E' la sindrome da sorriso delle attrici porno se vuoi, la cosa più triste che ci sia.

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  18. Aggiungo solo che, per me, da quel poco che ho capito vivendo a Roma tre anni, vedendo caroselli e gioie per gol e scivoloni altrui, la fragilità sta sugli spalti e per le strade prima che in campo. Ci sta. Siete meravigliosi per questo. Ma non pensiate di vincer scudetti. Tutto è e sarà sempre scritto per questo.

    Ciò detto, solo riprendo (con affetto) un attimo il buon Profeta (reo, a mio avviso, di esser benpensante). Se l'Inter perderà mai dei punti contro la Lazio.. beh.. forse potrei abbandonare il blog per manifesta mia incompetenza. E' una cosa che per me non può essere discussa o immaginata. Quelli DEVONO essere tre punti per l'Inter.

    Più probabile una deblacle clamorosa alla penultima o all'ultima, questo si è ragionevole pensare possa accadere.

    Infine, scusate ma ora vi lascio alle vostre, come sempre bellissime, conversazioni. Vado in ritiro. Anche perchè da sei giorni penso ad una cosa sola:



    REMUNTADA

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  19. il profeta del gol26 aprile 2010 21:29

    Non credo, caro Sigosiendo, di essere benpensante, ma possibilista. O chissà. Forse, formulato da fuori, il giudizio può essere più libero e obiettivo: sono possibilista anche in questo.

    Non mi farebbe piacere scoprirmi benpensante, ma l'età tramuta gli incendiari in pompieri e perchè io dovrei esserne immune?

    Però, occhio che non cadiamo nella sindrome di Ferrara (il ciccione, non la città). Quella di fare i cattivi col copione, ovvero il protagonista della Versione di Barney. Farsi scoprire in posa plastica da malpensanti solo per l'affezionato pubblico è una delle peggiori figure che.

    Comunque, tornando al pallone: capisco il dolore retroattivo del senor Dionigi. E' stato molto efficace nel descriverlo.

    Ma credo che siamo alla vigilia di qualcosa di nuovo. Non penso che l'Inter dominerà i prossimi campionati. In fondo già in questo ha sfruttato l'una tantum data dalla cessione a carissimo prezzo, e benissimo capitalizzata, di quel simpaticone di Ibra. Ma se non spende, non domina, come per tutti. E non la vedo propensa a cacciare la grana, in futuro.

    Ah, e per mercoledì, faccio mie le parole, già non sue, del Borrelli.

    Resistere al cubo.

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  20. Ci mancherebbe.. Mi accodo a Bostero e dico che ci sta.. e che siete meravigliosi (anche) per questo.. E’ che anch’io ho vissuto dentro il raccordo per un paio d’anni e qui sono circondato da romani.. Ed ancora non vi ho capito.. E’ incredibile come.. per qualunque donna batta il vostro il cuore.. quando s’arriva al calcio siate tutti uguali.. vi struggete non tanto nel sospetto, ma nella assoluta certezza, che la tragedia sia dietro l’angolo.. E lei, commossa, puntuale risponde alle vostre invocazioni.. Altro che Stratford-upon-Avon.. mi sa che il buon Guglielmo veniva dal Pincio.. Un abbraccio a tutti..

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  21. Lo spunto è interessante per cercare di inquadrare il fenomeno del "pianto" calcistico romano.
    Per quello che ho potuto vedere in anni di voyerismo sociale, il romanista mi pare tranquillamente ascrivibile alla categoria del puer junghiano-hillmaniano che mischia continuamente i desideri con la logica e non sembra uscire da questa trappola. Molto spirito poca anima. Sicuramente in termini freudiani è fermo alla fase orale, la sua immaturità è costante e il suo pianto è spesso "stizza".
    L´invettiva di Dionigi, invece, non era fenomenologicamente romanista, era innazitutto un attacco al "suo" popolo, alla gente che ieri aveva gonfiato di gioia e poi di bile l´aorta dell´olimpico. Non era la geremiade autoassolutaria - da confessionale di via della conciliazione - che si ascolta nell´etere (cattolico) romano
    In questa ineluttabilità della tragedia, del cupio dissolvi come demiurgico traghettatore si muove spesso, al contrario, il laziale. Per sua natura meno gioso, è un attraversatore delle macerie della post storia. Nelle più alte espressioni riesce anche a farlo con una certa consapevolezza (ma è una rarità).

    Sintetizzando: il laziale è dopo la tragedia, il romanista prima..
    ma l´ineffabile certezza che ne avevano Dionigi e Nesat, credimi Ziodiholloway, è una rarità nei più.

    In tema di luoghi, la forma concava e uterina del circo massimo rispecchia in maniera inequivocabile lo spirito di festa del romanista, un grande nido come quello dei reparti di ostetricia.
    Il laziale è fuori luogo lì, si specchia meglio nel suo athanor di piazza della libertà, dove il rigore umbertino degli "invasori" è oggi slabrato dalle giunture e dalle gallerie dei sottopassaggi del lungotevere, o forse nei marmi freddi e tristemente ironici della zona farnesina foro italico. Il laziale ha un´aura fredda.

    Quello che predicavi tu nel tuo primo intervento, era certamente una forma di distacco analitico difficile da raggiungere, perlomeno nei fenomeni di massa.

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  22. il profeta del gol26 aprile 2010 22:35

    Però le puncicate nel culo ci parlano di una fase anale che non vuole saperne di passare.

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  23. Converrai che quella è una pratica riservata e praticata da pochi, che prevede una certa iniziazione!

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  24. il profeta del gol26 aprile 2010 22:53

    Convengo!

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  25. Hai preso sportivamente il mio commento di ieri e ne sono felice (ero Anonimo, ora ho capito come mettere un nome). Come avrai capito io sono interista e in fatto di sconfitte anche noi siamo decisamente ferrati in materia: a parte gli ultimi 4 anni, il resto della mia vita da tifoso è stato un disastro. Ricordo ancora quando, a cavallo del nuovo millennio, il lunedì avevo vergogna di andare a scuola temendo le puntuali prese x il culo di milanisti e juventini. Cmq hai ragione, nel nostro calcio l'obiettività è una pura chimera!!E direi anche, per fortuna!!!!

    Ps. Il pezzo su Francescoli era fantastico!

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  26. Mi inchino a te Gegen.. magister al kimia.. per la tua fantastica deriva psicogeografica sui luoghi del tifoso.. sulla ley lane che da piazza della libertà, attraverso lo stadio dei marmi, giunge alle cioccolaterie sabaude di piazza san carlo si potrebbe costruire il magick del tifo italico..

    Ti passo il compiacimento.. e la partecipazione emotiva.. nel separare il puer giallorosso dal post fanciullo laziale.. E penso di aver capito i gradi di separazione esistenti tra le due tifoserie a cui ti riferisci.. Ma al di là di questa netta differenza qualitativa (non in meglio o in peggio, ca va sans dire..) da fuori, il culto del pianto lo vedo come qualcosa che vi accomuna..

    Siccome anche da qui, mentre cucino, ascolto con piacevole snobbismo le tv private romane (e lombarde..) rammento di tifosi laziali che hanno passato il girone di ritorno ad evocare l’ineluttabilità della tragedia con la continua nenia.. quest’anno si va in serie b.. è già tutto scritto.. Non posso fare altro che accomunarli agli amici romani che scommettevano sulla samp e all’ineffabile certezza di Dionigi e Nesat..

    Ripeto.. il mio è sguardo essoterico.. Ma questo sguardo non può fare altro che abbracciarvi entrambi.. con le dovute sfumature.. in un unico rito penitente.. Vi vedo lì.. inginocchiati di fronte al muro del pianto mortificare le vostre carni mentre aspettate convinti il giorno del giudizio.. e mi chiedo.. perchè?

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  27. la realtà è che noi romanisti(almeno alcuni) quando lottiamo per lo scudetto... siamo come dei burini educati che partecipano ad un buffet di classe....non vogliamo strafare per non farci notare...è talmente raro che non sappiamo come comportarci...

    mangiamo poco e con imbarazzo

    siamo nascosti...quasi invisibili....per paura di una brutta figura..... anche se in realtà col tovagliolo al collo
    vorremmo fare secche tutte le tartine al caviale...perchè quando ci ricapita?

    no... siamo una tifoseria povera...e i poveri sono pessimisti....e il più delle volte ...con giusta causa......

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  28. Grazie Ziodih.! era una divagazione... quello che dice Nesat mi pare condivisibile. Il calcio romano ha i tratti del Lumpenproletariat calcistico...

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  29. il profeta del gol27 aprile 2010 16:08

    Nesat, mi sembri Sordi che gioca a scopone scientifico contro Bette Davis. O Fassbinder nel Diritto del più forte.

    La borghesia non perde mai.

    O anche boh.

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  30. non so cosa sia il diritto del più forte.....ma apprezzo lo Scopone Scientifico...e ti dirò....ci sta tutta......

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