giovedì 29 aprile 2010

Esquina Dionigi

[Barcelona ja no és bona]

Bostero, ti capisco. Capisco la tua delusione, il tuo ermetismo, la tua voglia di far passare la nottata. Ti capisco e ti chiedo scusa se mi prendo io la briga di parlare di questa serata di pallone (anche) blaugrana, ma ci sono così tanti temi interessanti da toccare che relegarli in un commento mi sembra un peccato. Allora parlerò della partita, e di tutto il resto.
Prima di iniziare (dalla fine), voglio mettere le cose in chiaro, essendo ormai conclamata su questo blog la mia faziosità: il passaggio del turno dell'Inter è STRAmeritato e, a freddo, mi riempie di soddisfazione. Questa doveva essere la partita in cui vendere cara la pelle? Questa era la sfida epica preparata in settimana con tanto peperoncino? Questa era la magica notte della remuntada? Mai mi sono irritato così tanto come vedendo il Barcellona giocare a pallone questa sera. Neanche quando guardo la Roma mi lascio andare ad una serie così lunga di "che palle", "ma che coglioni", e imprecazioni sbuffanti varie. Novanta minuti di sterile possesso palla sulla trequarti, una melina più insulsa di un film della Comencini, una noia mortale. Dovevano aggredirli, attaccarli, sbranarli, e si sono messi a bere il tè nella casa della bambole. "Xavi, la passo a te", "ma no caro Sergio, giocala tu", "ma si figuri dolce Xavi, la riprenda lei", "allora la passo dietro all'amico Pique, di grazia", "che amabile ragazzo, te la ridò", e così la tiritera all'infinito. Zero verticalizzazioni, zero cross, zero tiri. Cioè due o tre in tutta la partita, che è come dire niente. Un atteggiamento allucinante quello dei blaugrana, che mi ha ricordato il povero Jerry Calà di Fratelli d'Italia, quando finalmente potrebbe concludere con Sabrina Salerno ed invece -causa l'arrivo del marito/capo- è costretto a prendere tempo e a lasciare la stanza. Il Barcellona la stessa cosa: centomila passaggetti per arrivare nei pressi dell'area, e poi ancora indietro per farne altre centomila, e poi di nuovo si ricomincia, e insomma alla fine non viene mai.
 
Se la merita questa debàcle il Barcellona, perchè il suo calcio non è solo ormai terribilmente lezioso, ma, di più, è proprio effemminato. Futbol metrosexual. Come la città che rappresenta. Da quando è morto Jaime Gil de Biedma, come poetava lui, Barcelona ja no és bona. Non è un caso se nei sei mesi che ho trascorso lì, pur partendo con le migliori intenzioni (all'inizio non mancavo mai al Camp Nou), subito mi sono disinteressato alle felici sorti dei blaugrana (era l'anno del doblete), per appassionarmi ai più poveri cugini dell'Espanyol. Un calcio umile, semplice, buono giusto per salvarsi piangendo all'ultimo minuto dell'ultima giornata (segna il Coro Corominas e Nesat è lì accanto a me, con gli occhi lucidi), e però un calcio virile, che sa quando è il momento di lasciare la toeletta per andare a rimorchiare.
 
Che poi, contro chi pensava di giocare stasera Messi, che provava a fare tutto da solo, con improbabili serpentine? Contro lo Jerez? Il Getafe? L'Almerìa? Ridicolo e un po' penoso nel suo funambolismo spezzato, come tutti i fuoriclasse che si dimenticano l'umiltà nello spogliatoio.
A proposito di fuoriclasse, c'è un mito da sfatare. Oggi, da qualche parte, ho scritto che Figo è uno dei giocatori più sopravvalutati della storia. C'è n'è un altro a fargli compagnia, uno che non ho mai amato, uno così freddo da farmi paura: Zlatan Ibrahimovic. I centoventi minuti raccattati tra stasera e l'andata sono stati la diapositiva perfetta di un giocatore letale sì, ma per la propria squadra. Indolente, abulico, lento, l'uomo sbagliato al posto sbagliato. Che disastro questi giocatori del nord senza emozioni, senza passione, senza argentinità. Roba da dargli settanta milioni di calci in culo fino a farlo tornare a Milano e inginocchiarsi tutti insieme alla Pinetina, sulla neve, per chiedere scusa ad Eto'o.
 
Ma i culè non lo faranno mai. Io è questo che non sopporto di loro. Dei catalani in generale: la loro incredibile freddezza, diffidenza, indifferenza. Bravi, ora che vi siete conquistati il diritto ad esprimervi nella vostra orribile lingua non correrete più il rischio di farvi capire. La solitudine del catalano non la digerirò mai. Stasera, per esempio: ma che "chiamata alle armi" è quella di presentarsi allo stadio alle 8? Quando il nostro amico Marino, sessant'anni e un passato di storie stupende da raccontare, domenica sera per Roma-Samp era allo stadio già alle sei e mezza, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Dev'essere stato uno sforzo terribile abbandonare così presto i salotti di Calle Muntaner, le caffetterie di Rambla Catalunya, le terrazas del Born. Si è detto tante volte che il calcio, in Spagna, almeno nelle grandi città, è vissuto alla stregua di un teatro. Si arriva comodamente a partita appena iniziata, si applaude la giocata del campione, si sta in silenzio, a fine primo tempo si mangia qualcosa, magari si beve una Estrella Damm, se ci scappa pure un fischio verso l'arbitro, e poi tutti a casa. E allora lo si dica: il calcio non è teatro, semmai il calcio è corrida. E bisogna partecipare, cristo.
 
Incazzarsi, mai. Anche tu Bostero, diamine, un po' di patetismo: prenditela con l'arbitro! Ero incazzato io per quel gol buonissimo e bellissimo annullato a Bojan (altro mistero della fede. Spendere settanta milioni per un carciofo quando hai un piacevolissimo campioncino in casa che finisce sempre con -ic) senza motivo, possibile che nessuno abbia detto nulla! L'Inter, arbitralmente parlando, ha rubato questa semifinale. Prima la rapina dell'andata, e poi lo scippo di stasera - o come me lo volete chiamare un gol decisivo all'ultimo secondo vanificato da un abbaglio arbitrale? Qualcuno dirà: eh, ma l'espulsione di Thiago Motta non c'era..Può darsi: Busquets ha fatto una sceneggiata vergognosa (ma sempre meno vergognosa del commento e dell'intera telecronaca di Caressa, ormai semplicemente i.n.a.s.c.o.l.t.a.b.i.l.e), con quell'occhio da sarago al banco del pesce che se lo tocchi con il polpastrello fa su e giù, ma forse l'ammonizione poteva pur starci; ma il punto non è quello, perchè, come dirò a breve, l'espulsione dell'ex scarto blaugrana ha aiutato l'Inter. Pura eterogenesi dei fini.
 
L'Inter è stata meravigliosa nell'assenza di distanza tra i quattro di difesa e i quattro di centrocampo. In quel corridoio strettissimo non c'era spazio per nessuno, nè per Xavi (la peggiore partita che gli abbia mai visto giocare) nè per Messi, figuriamoci per gli altri. E' stata stupenda la linea sempre alta della difesa nerazzurra, che non ha mai concesso il gusto di una discesa in area di rigore agli avversari. La difesa più intelligente che ci sia. "Giocate pure sulla trequarti, noi vi aspettiamo qui". In questo senso, l'espulsione di Thiago Motta è stata una mano santa per l'Inter. Gli ha tolto infatti qualsiasi pretesa, velleità e alibi di fare gioco. Già inizialmente, con quei due gol di vantaggio, non avrebbe avuto senso scoprirsi troppo; giocando in dieci, l'attesa è diventata l'unica strada percorribile. L'unica, e comunque la migliore. Tanto di cappello per la tranquillità e la lucidità con cui la squadra ha interpretato questo ruolo inedito.
 
Tutto il contrario degli avversari, che nel recupero del secondo tempo ancora facevano girare la palla in orizzontale. Ma mettila dentro e vediamo che succede, per dio! Eppure gli spagnoli sono così. Sono i più forti a giocare a pallone e sono, allo stesso tempo, quelli che meno, di pallone, ci capiscono. Il loro giocatore ideale è Robinho. E sono loro che si sono comprati Denilson. A proposito di Robinho: Real Madrid-Roma 1-2. Novantesimo minuto, siamo pari, il Real può ancora pareggiare i conti con l'andata. Robinho è sulla fascia sinistra, salta un uomo, potrebbe crossare -essendo tutta la sua squadra dentro l'area giallorossa- ed invece decide di fare quei suoi inutili giochetti di finte (la bicicletta?) sulla linea dell'out, e finisce per perderla. Io tiro un sospiro di sollievo (e anche uno sghignazzamento per la sua idiozia), ed invece i tifosi madridisti presenti nel pub di Ginevra battono le mai e sono contenti per la giocata. Joga bonito. Come il Barça stasera. Si sono visti i risultati.
 
Ed allora ecco che sui giornali catalani di stasera (ma anche sui nazionali As e Marca) è un trionfo di sottolineature sul fatto che l'Inter si è soltanto difesa. Ma che cosa avrebbe dovuto fare? Mettersi a novanta gradi come fanno i vari Valencia, Atletico Madrid, Maiorca eccetera eccetera quando si presentano al Camp Nou? Regalare venti metri a Messi e Xavi così fanno divertire i giapponesi che, indossando le magliette di riserva, quelle rosa (suppongo le facciano solo per loro), guardano la sfida via satellite? E' che gli spagnoli sono dei rosiconi, degli invidiosi, ci amano tanto che non possono non parlare male di noi. Il calcio poi è (ancora, nonostante i rigori degli Europei) il tasto dolente. Sono rimasti alla gomitata di Tassotti a Luis Enrique, l'equivalente iberico della stampella di Enrico Toti. L'Italia vince il mondiale ed io apro El Paìs sulla spiaggia di Sitges e ci trovo il titolo a caratteri cubitali: "La vittoria del niente". Certo, perchè loro invece hanno fatto sfracelli, regalando il pareggio a Ribery in contropiede all'ultimo minuto del primo tempo..
 
Finirò quest'improbabile post, ammesso che qualche lettore avventuroso sia rimasto, parlando di qualcuno ancor più triste: i tifosi del Madrid. Non ci potevo credere quando l'ho letto. Al fischio finale, si sono riversati alla Cibeles, la fontana che orna la piazza dove la Gran Vìa e il Paseo de Recoletos s'incontrano, dove normalmente si celebrano le (sempre più rare) vittorie delle merengues e bandiere alla mano si sono messi a festeggiare l'esclusione dei rivali catalani. Difficile pensare ad un modo più triste di passare la serata. Dovrebbero vergognarsi, con tutto quello che hanno speso, con tutti i proclami che hanno fatto, con tutto il culo di poter giocare la finale in casa, di non essere loro in campo stasera. Per punizione, dovrebbero guardarsi ininterrottamente, in loop, la partita del Lione di ieri sera, per rendersi conto contro che pippe sono usciti, e che pippe sono loro stessi. Ma non lo faranno, perchè hanno un botellòn con sangrìa Don Simòn che li aspetta.
Beckembauer!

25 commenti:

  1. Si, l’Inter merita la finale. No, il Barca di queste semifinali no es el verdadero Barcelona e non meritava certo di andare a Madrid.
    Ci sono annate dove gira tutto in un verso: infortuni, pali, errori degli arbitri. Ci sono, al contrario, anni in cui tutto sembra già scritto: rigore netto non dato al Chelsea, goal in fuorigioco di Milito, rigore netto non dato al Barca e dulcis in fundo goal regolare annullato a Bojan… (su T. Motta dico solo che l’espulsione è eccessiva, ma l’ammonizione sacrosanta ed essendo già stato ammonito….)… è la vita, è il calcio ed è bello che sia così!
    Onore all’Inter, perché ha saputo reagire in casa e resistere in 10 ieri, onore a Mourinho che ha lasciato in campo il tridente e non so quanti allenatori lo avrebbero fatto…

    Eddie

    P.S. Ma introdurre la moviola in campo non aiuterebbe?

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  2. Posso fare notare che si parla a sproposito di gol annullato? Il gol e stato segnato a gioco fermo ed il fallo di mano non sono mica così sicuro che non ci fosse...

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  3. il profeta del gol29 aprile 2010 09:36

    Forse, e semplicemente, a questi livelli, si equivalgono tutte. Inter, Barcelona, Chelsea, Bayern e tutte le altre (poche) del noto catalogo.

    Poi, arrivati a questo livello, contano le cose che non sono più all'interno del perimetro delle scelte, ma del caso.

    Anche il Barca dell'anno scorso ebbe momenti fortunati e decisivamente fortunati. Lasciamo anche perdere Ovrebo che, insomma, pure contò parecchio. Ma ci voleva un ManUtd agli sgoccioli psicofisici per perdere così squallidamente la finale di Roma. E quante volte nella vita Messi può far gol di testa su Rio Ferdinand con una parabola che scavalca Van der Sar, due che impilati uno sopra l'altro sono il quintuplo della Pulga?

    Molti episodi hanno premiato l'Inter. Per dirla tutta, anzi per ri-dirla, visto che l'ho scritto già ieri notte, Ibra ha fatto un fallo su Sneijder che chiedeva il giallo. E persino Messi, il timido flebile controllato Messi ha spinto smaccatamente Maicon contro i cartelloni a bordo campo (dopo l'intervento di chirurgia estetica dell'andata).

    Niente da recriminare, e anche fossero passati loro con il secondo gol (azione al limite, come decidi, sbagli), non ci sarebbe da lamentarsi.

    Però questo vale, spesso, anche quando si è (era) eliminati. Bastava poco, e un poco che dipende dal cielo e non da noi, per avere un altro risultato.

    Poi, causa Alzheimer galoppante, mi ri-ripeto. Il limite del Barcellona è pensare di giocare nel calcio moderno con la nazionale dei puffi. Unitamente al puffo mascherato Ibra, che sembra uno di quei cagnoni che anzichè sbranare i malcapitati, gli vuol saltare in grembo sebbene pesi cento kg.

    Se oggi, e non lo dico necessariamente compiaciuto, le squadre di calcio sono composte da tronchi d'uomo che negli anni '70 avrebbero potuto giocare nella nazionale di rugby, un motivo ci sarà. Se Lippi medita di portare un pennellone tristo e non reattivo come Toni, un motivo ci sarà. Se a Madrid, il 22, ci sono due squadre che a occhio stanno sull'1 e 85 per 80 kg di stazza media, chi li ha voluti deve aver avuto i suoi buoni motivi.
    Un nano può essere magico, ma tanti rischiano di far tanto Lilliput, che Gulliver si alza in piedi e li spazza via.

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  4. Tutto giusto, Dionigi. Le parole che non volevo trovare a caldo ieri sera.

    La fotografia della partita è la circolazione della palla sul perimetro dopo il gol di Piquè. Oramai ero dentro la televisione. Se avessi potuto, l'avrei scodellata nel mezzo io. Cazzo una deviazione, un tiro sporco. Ma fai qualcosa!

    E' come se segnare non fosse stato sufficiente. Bisognava segnare un bel gol. Ma sai che cazzo me ne frega a me del BEL gol?!?!?

    Del Barca ne salvo pochi. Tourè (per due volte ha tirato. Una volta la palla è finita in fallo laterale. MA ALMENO HA TIRATO!), Piquè e Pedro (gran lavoro su Maicon). Il resto deve guardarsi dentro. Capire che non si gioca così. Capire che ancora un pò rendono impotente pure me.

    Capitolo Motta: le mani in faccia non le può mettere. Sia che faccia effettivamente male o meno. Al di là dell'intenzione, se l'arbitro vede la mano in faccia prende il cartellino. Giallo o rosso nel caso di specie è assolutamente ininfluente. Il rosso è cmq fiscale ma al limite ci sta pure.

    Capitolo Ibra: è dalla prima Esquina Blaugrana che ho il mal di pancia. IO NON LO POSSO VEDERE. In una sola azione in tutta la partita ha portato Samuel sul laterale. Cazzo ma si credeva di stare lì nel mezzo a vincere gare di sportellate o a fare colpi di karate di tacco volanti??? Una cosa doveva fare, aprire le distanze tra i due centrali. (per la cronaca, l'unica volta che l'ha fatto, Pedro si è buttato nello spazio, ha tirato al volo e la palla è uscita di un soffio).

    Capitolo Krkic: vedi Capitolo Ibra. In più immaginatevi come mi son sentito quando il ragazzetto l'ha calciata dietro JC.. Io che lo amo. Che rimango il solo a considerarlo fenomeno vero. In dieci minuti ha dato la scossa che il Barca cercava da una vita! (Una chicca: potrebbe entrare nella trattativa per Clichy.. Nel caso, prenotate una clinica per il sottoscritto).

    @Profeta: è vero che può non convincere il collettivo dei nanetti del Barca. E' vero che il calcio è fisico oramai. Quello che sostengo è che se decidi di avere un attacco leggero, devi giocare da attacco leggero. Triangoli unodue triangoli unodue. Magari non attuale, ma un modo di attaccare che può essere efficace. Ieri il Barca più debole fisicamente non ha giocato sulla velocità e con triangoli unodue ecc ecc. Complice un Ibra che nessuno sa che ci faccia là davanti. Le vie di mezzo a me fanno schifo. (ad es: col Real ha giocato con solo piccoli)

    @Anonimo: quel gol era regolare. Punto. Ma non sono tipo da recriminare su errori arbitrali o robe del genere. Non mi incazzo per quelli. Mi incazzo se uno trotterella ed effettua 500 passaggi senza arrivare ad uno straccio di tiro!

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  5. Innanzitutto il gol non era gol perché l'arbitro ha fischiato prima sul fallo di mano del GENIO Yaya. Cmq, se era rigore quello di Zauri domenica, questo perchè non era fallo!? Forse perché uno era a favore della Roma e l'altro a sfavore dell'Inter?

    Cmq condivido assolutamente in pieno quanto scritto nel post a proposito del titic e titoc del Barcellona. io personalmente sono prevenuto è vero: non amo il calcio spagnolo (a parte l'Athletic Club di Bilbao) e detesto lo Joga Bonito di spagnoli, brasiliani ecc. Il Barcellona poi è davvero irritante, forse Guardiola dovrebbe anche spiegar loro che per segnare bisogna tirare in porta, no?!
    Splendido post!!!!

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  6. Ascolto e leggo tutto con piacere, però, Bostero, Tourè no per favore.

    Ha sbagliato più appoggi lui ieri che il resto del barca in tutta la stagione.

    Altra nota dolente: ma chi cavolo era quel tizio che Guardiola ha messo sulla fascia sinistra a non far nulla? Non un cross, non un tiro, non un dribbling.

    Caro Teto, capisco che quando si chiama in causa - ed io sono il primo! - la propria squadra si perde immancabilmente in lucidità ed oggettività.

    Ma ormai la partita è finite e (giustamente) è passata l'Inter.

    Quello fiachiato ieri era un fallo di mano inesistente, ergo era gol, ed ammetterlo non costa nullo visto quello che vale.!

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  7. Grazie Dionigi per aver messo in forma buona parte dei miei pensieri.
    Sul discorso arbitrale non sono d´accordo.
    Per me l´espulsione di Motta è uno scandalo, hanno rotto il cazzo di venderci il prodotto calcio e poi amputano una partita per un NULLA. Un non fallo, un gesto neanche pericoloso, il pericolo di un pericolo. Un po´di buon senso lì avrebbe regalato una partita molto più bella.
    Lo stesso dicasi per il gol di Krkic.. Come fate a dire che non è di mano l´assist di Tourè? Io, confesso, che il fallo di mano è troppo discrezionale, il gol di Piqué era in fuorigioco... Comunque poco importa ora.

    Non sono d´accordo sul fatto che l´inter abbia beneficiato dell´espulsione, io credo che con le ripartenze avrebbe potuto fare male, molto male.
    Onore a Mourinho, Maestro di calcio capace di essere lui l´inter.. capace di non toccare nulla dopo l´espulsione e lasciare la squadra trovare un nuovo karma nel sacrificio estremo.
    Il barcellona si è attirato negli ultimi tempi tutte le mie antipatie, per il senso di voyerismo calcistico che ha scatenato, io sono per il calcio brutto che allontani le masse, adesso poi nella sua fase narcisistica e masturbatoria il barca è ODIOSO, si specchia nei suoi vizi alimentati da un campionato senza squadre, che ha il senso estetico di un concorso di bellezza alla valtur.
    Dionigi, la tua descrizione dei catalani è perfetta, l´antipatia che suscita questa brianza baciata dal sole (scusate se mi ripeto) è quasi infinita, un paese di mercanti e commercianti, una landa di partite iva, schiene curve sul lavoro che andrebbero raddrizzate a colpi di corrida e tradizione.

    Su krikic vs Ibra (scandalo vero, coatto di periferia strapagato e stranulato) tutto vero, ma il buon bojan si è mangiato un gol clamoroso sull´unico buco di samuel..
    e poi, se devi fare un gol sporco e metti tutti nani davanti contro i colossi interisti ma quando segni? pedro, messi, jeffers e bojan potrebbero essere inseriti senza traumi in una foto delle elementari vista la loro altezza..

    A proposito, ma l´ingresso di JEFFERS???? stiamo scherzando? andate a fare i video della nike, le iniziative benefiche dell´unicef.. andate a quel paese.

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  8. bravo Dionigi....condivido ogni singola parola.......

    io dopo lo scorso anno comincio a notare... una quantomeno inquietante metamorfosi dei catalani.....somigliano sempre più ai madridisti(i madridisti di un tempo...non quelli che si gettano nelle fontane oggi)........vincere qualunque tipo di trofeo la scorsa stagione(credo abbiano vinto anche la coppa Davis).....ha portato in dote troppa arroganza......e credo che sia inusuale questo atteggiamento per i blaugrana....meglio così.... forse ritroveranno l'umiltà che avevano prima del goal al 93esimo di Andres Iniesta a Londra......

    ieri l'inter ha fatto un solo tiro in porta.....vorrei sapere però..quale squadra con un 3 a 1 a favore(meritato) in casa..andava al camp nou(non proprio il Tupparello di Acireale)...per fare la partita....

    che problemi ha Victor Valdes???

    ora per far abbassare definitivamente la cresta ai cugini iberici...servirebbe una vittoria contro di loro al mondiale...in contropiede al 90esimo con goal di Pepe....poi posso anche perdere 5 a 0 contro l honduras....




    Dionigi....quella serata al Montjuic a vedere L'Espanyol che si salva al 93esimo minuto...è stata una delle serate calcisticamente più emozionanti della mia vita...e credo meriti un post.....

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  9. Il Barca di ieri ricorda Chloe, che nella Schiuma dei Giorni, muore per troppa bellezza.. circondata dai fiori e con una ninfea che le cresce nei polmoni.. Che è un modo per attaccare la “fase narcisistica e masturbatoria” ovvero “che non viene mai” dell’esistenzialismo da partita iva delle Ramblas postolimpiche.. solo.. ironia della sorte.. utilizzando il loro stesso fine, la bellezza, con un altro scopo.. il vandalismo estetico..

    E ancora una volta.. a proposito di vandalismo estico (sarà il mio lato femminile, il mio complesso di Elettra, la mia devozione a Koba...) non posso che rendere onore a Mou.. l’ultimo lettrista.. colui che, attraversando il Camp Nou prima della partita, si è attirato contro la rabbia repressa di un popolo che.. dietro il velo di una stucchevole ed apollinea melodia da ascensore alla Keith Jarrett.. mortifica l’osceno, il brutto e il dionisiaco..

    E quando il satiro, invocato dalla sacerdotessa Mou, è stato liberato.. come una furia devastatrice si è rivoltato contro l’arte plastica dei blaugrana.. contro lo spettacolo contemporaneo.. il coitus interruptus della pornografia.. il pagare per assistere al godimento di qualcun altro.. il calcio come teatro.. “con la terza maglia, quella rosa”..

    Vedere ieri tic e toc.. e cip e ciop.. girare al largo terrorizzati dalla bava che scendeva dalla bocca di Samuel e Lucio.. mi ricordava che da piccoli.. quelli che il contatto fisico lo temevano.. giocavano a tennis o facevano il nuoto.. Il calcio era per noi altri.. piedi buoni o quadrati che fossero.. che a casa si tornava insanguinati..

    E la svolta della partita è stata quando gli dei, morti dal ridere tanto tempo fa quando uno di loro disse.. solo io sono.. si sono svegliati per giocare un ultimo scherzetto ad Onan ed alla sua rilucente cravatta di seta nera.. Hanno fatto espellere Motta così che lo squarcio sulla tela potesse finalmente compiersi.. (chè altrimenti, in 11 contro 11, sarebbe bastata una discesa di Maicon.. un mancato ripiegamento di Eto’o o di Milito.. e il Barca dell’inter ne avrebbe fatto polpette..)

    E alla fine.. in quello squarcio sono entrato.. e dentro.. come un satiro ho goduto..

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  10. @Tato: d'accordissimo che Toure ha i piedi quadrati. Quello che dico io è che almeno lui aveva capito che non potevano giocare così.

    @Gegen/Nesat: l'autocompiacimento è la peggior bestia da combattere. Il Barca si piace troppo per vincere. Sembra di rivedere l'ultima stagione di Rijkaard. Una squadra strasicura che il gol arriverà in un modo o nell'altro perchè tanto sei il più forte. Solo che poi non arriva.

    Infine, al posto di Jeffren (bravo, molto, ma troppo acerbo) un Henry ci stava eccome.

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  11. Tra un Coribante e Mishima si colloca lo ziodiholloway.
    Fantastico commento...

    Il barca è imploso in stesso, prigioniero del suo stile, schiavo di se stesso, annegato nella mitopoiesi...
    Mourinho è superiore per la consapevolezza della metamorfosi, il mito e il rito del calcio di mou si fondono nel suo vedanta cangiante, forse inesistente e per questo ineluttabile.
    Il nascondimento è la veste di potenza della realtà.

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  12. Gegen, visto che hai apprezzato il commento dello Zio (bello il riferimento a Boris Vian! Parte del resto del vostro scambio di commenti ammetto invece di non averlo capito tanto, mi sa che mi mancano degli Adelphi in libreria), ti segnalo anche che pure lui è d'accordo con me sul fatto che l'espulsione di Motta è stato il regalo perfetto per la gestione, tattica ed emotiva, della partita dell'Inter. Non aveva senso attaccare ieri sera, e così si sono evitati qualsiasi rischio di scoprirsi. Capisco quello che dici, che forse avrebbero potuto pure segnare (concordo), ma per loro è andata meglio così. Credimi.

    Miscellanea:
    - Nesat, mi auguro la stessa doccia fredda per gli spagnoli ai Mondiali. Il catenaccio perfetto e tutti a casa.
    - Profeta, te lo chiedo per favore, smettila con questo nichilismo calcistico, per cui in fondo è tutto uguale, è tutto un azzardo. Come diceva il poeta, un tiro di dadi non abolirà mai il caso.
    - Teto, mi sa che ti è andato in cortocircuito il cervello: per il principio di non-contraddizione, proprio perchè domenica non ci ha dato il rigore di Zauri, ieri sera non avrebbe dovuto fischiare il fallo di Keita.
    - Jeffren chi?

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  13. Mah.. aldilà di tutto, per me Zauri e Tourè sono proprio due pianeti diversi.

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  14. si è vero. ma io resto dell´idea che per una questione di politica criminale quell´espulsione non ci doveva essere.. per me l´inter passava comunque e ci faceva vedere una partita meno scarnificata.

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  15. non saprei. Detesto l'Inter e pur riconoscendogli mille meriti detesto ancor di più Mourinho e la sua spocchia da dirigente d'azienda che si sente arrivato.

    Ciò non toglie che da amante del calcio uscire indenne da una partita giocata in dieci per 60 minuti al cam Nou vale molto di più di un secco due a zero.

    C'è dentro tutta l soffrenza, lil patos e l'agonismo del calcio vero, sporco e sanamente cattivo.

    O, almeno, a me piace così.

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  16. post lungo ma avvincente, giusto nei contenuti e divertentissimo.
    ancora rido per certe cose che hai detto.
    ho solo da farti una domanda. che ci facevi sulla spiaggia di Sitges? C'è qualcosa che ci devi dire?

    A presto

    Il Fornaretto

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  17. l'atteggiamento sborono dei catalani è storia vecchia, ricordo che nel '94 già pensavano a come festeggiare...

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  18. In questi giorni neri per il sottoscritto, almeno da un punto di vista calcistico (il mio Goteborg attraversa una crisi nerissima, tanto da aver compromesso la stagione quasi prima di cominciarla), c'è una cosa che mi fa sorridere. Me l'ha regalata un vecchio collega torinese, incorciato agli albori della mia non-carriera giornalisica, per lui invece quantomeno fulminante. E non dico ciò perché sto a rosicà (come direste voi a Roma). O meglio, forse un po' sì, ma non è questo il punto. Va be', il collega in questione, sulla homepage di Gazzetta.it, firma un pezzo così intitolato: "Inter, cavalcata Champions. Ecco l'alfabeto europeo". E giù di "A come..." sciorina tutta una serie di chicche celebrative dell'impresa dell'Inter. Ecco bravo, l'idea è anche simpatica, peccato che di solito questi articoli si facciano per celebrare un trofeo, mentre ora come ora l'Inter non ha vinto un bel niente. Mai come in questi giorni ho visto giornali, tv, blog (compreso il sempre più gustoso LB) discutere di Inter-Barça come della partita definitiva. Ma definitiva, nel senso di finale. E invece no, sarà stata epica finché volete, ma è stata e resta una SEMIFINALE. Alla finestra c'è un certo signor Van Gaal che non sono così sicuro ne sappia meno di Mourinho. Alla finestra ci sono Robben e Olic, Schweinsteiger e Muller. Gente che in una partita secca ti può far male. Alla finestra, c'è il BAYERN MONACO, una squadra che ha vinto 2 Intercontinentali, 4 Coppe Campioni, 1 Uefa, 1 Coppa Coppe, 21 scudetti e così via. Boh, vediamo, magari finsce 4-0 per l'Inter e non c'è storia, ma io aspetterei un attimo a fare tutto sto casino...

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  19. il profeta del gol30 aprile 2010 10:33

    Senor Dionigi: forse hai ragione, dovrei smettere di credere alla tyke. Ma non ce la faccio.

    Per esempio, leggiamo questo cronaca della partita di due giorni fa.

    Alla fine, l'ora in cui il toro viene matato scocca, prima o poi. Che venga matato poi invece che prima rende più amara la derrota, ma non ne altera il senso. E' il 91^. Un rimpallo al limite dell'area (Samuel, Zanetti e tutti i nerazzurri protesteranno a lungo, ma sinceramente non c'è materia), la palla finisce fra i piedini ancora teneri di Bojan, uno che ha sette giorni in meno di Balotelli ma parecchi venerdì in più. E quei piedini, a differenza della cabeza senza mira di pochi minuti prima, hanno il mirino, e lo usano per fulminare l'eroico Julione. Due a zero, che aggregano un tre a tre pari nei numeri ma non nel significato. Onore all'Inter, che si è difesa con forza, ordine e intelligenza, nè altro avrebbe potuto, con un uomo in meno, povera di tecnica rispetto alla sfolgorante galleria di talenti catalani. Ma orami lo sappiamo tutti, anche se a noi Italiani figli spurii di GiuanBrra fu Carlo non ci vuole entrare in testa: se giochi solo per difenderti, alla fine un gol lo prendi. E se giochi con chi ha piedi e cervello, ne prendi due.

    Poteva andare così o ne, onestamente? E credimi, resto del parere che l'Inter avrebbe potuto giocare la finale anche l'anno scorso, con un po' di forma giusta al momento che serviva e un pizzico di culo (due pali all'Old Trafford) in più.

    Guarda, vorrei dire che c'è giustizia, ma io nel calcio la vedo sì e no in un sei a zero. Allora sì. Ma dove la forza è anche solo vagamente paragonabile, decide il caso, travestito da arbitro, da palo, da infortunio, da boh.

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  20. A proposito del "buon" Caressa che dai Mondiali del 2006 è diventato una sorta di tracotante mongolfiera...
    http://www.corriere.it/spettacoli/10_aprile_30/caressa_messi_3383bc3e-541e-11df-a5b5-00144f02aabe.shtml

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  21. Questo pezzo da culè e da appassionato di calcio spagnolo (che lo ama proprio per quell'ingenua visione estetica che denunciate) mi ha fatto male come una coltellata. Quindi, complimenti a Dionigi.

    Però secondo me non bisogna farla troppo lunga parlando di narcisismo e di voler entrare in porta col pallone (io in tutta la stagione non ho visto tanti cross di Pedro come in questa partita)... la partita dell'altra sera è stata una schifezza e se ne sono resi conto anche molti culè e molti spagnoli, anche al netto della loro inguaribile visione del difensivismo come crimine contro l'umanità.

    Saluti

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  22. A riscattare l´onore del calcio iberico ci penserà l´atleti.. speriamo che la fontana giusta quest´anno sia quella qualche centinaio di metri più giù su Paseo del Prado

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  23. Grande partita quella di ieri. E il solito Forlan (inesistente fino al gol) a purgare.

    Il Liverpool è stato commovente. Non aveva gambe, non stava bene, ma ha dominato con la passione. Su tutti, Alberto Aquilani. Per il resto Benayoun e Kuyt, se potessi, li mettrei a giocare in salotto!

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  24. Sono davvero contento per l'Atleti, squadra forse ancora più sfigata della Roma. La squadra, come Gegen sa bene, dei tassisti, dei baristi, dei proprietari dei negozi di fotocopie, dei perdigiorno alla barra, insomma, della Madrid nazionalpopolare. Un bagno nella fontana di Nettuno sarebbe il giusto coronamento di un decennio sfortunato (iniziato con la Liga vinta per caso). Peraltro sarebbe assurdo che l'Atleti vincesse uno o due trofei prestigiosi (è anche in finale di Copa del Rey) e il Real neanche uno..sarebbe assurdo e meraviglioso.
    Peraltro sono contento anche per Aquilani, io l'avevo detto mesi fa che sarebbe andato ai Mondiali, ed ha trovato la forma giusto in tempo.

    Brevissime:
    - Fornaretto, è pieno di cose che devo dirvi, a partire da Sitges..Però Sitges ha un valore simbolico oggi: esattamente quattro anni fa, il primo maggio del 2006, con Gegen, Albis e molti altri valorosi amici (e amiche!!), in quella spiaggia ci facemmo il primo meraviglioso bagno della stagione, dopo una sontuosa grigliata di chipirones e una tedesca d'altri tempi..
    - Giuliano, mi spiace per il Goteborg (non ne sapevo nulla. Ora m'informo). E' vero quello che dici, la finale deve ancora giocarsi, l'Inter potrebbe restare col cerino in mano, ma in fondo non ci vedo nulla di male in tanta celebrazione, alla fine, se ci pensi, pure Italia-Germania 4-3 era una semifinale..e poi si è visto com'è finito il Mondiale!
    - Eddie, pienamente d'accordo con l'articolo: ci manca solo ormai che Caressa si presenti in postazione con pantaloncini, scarpine e fiatone.
    - Profeta, ti capisco ma lo dico per te: ho paura che l'esperienza non serve a farsi piacere il calcio; meglio fingere di continuare a stupirsi.
    - grazie Valentino!

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  25. Oddio quella tedesca!!!
    Pazzesca!
    Gegen e Dionigi sfoderarono dei colpi di alto livello sulla sabbia bollente!

    Albis

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