mercoledì 14 aprile 2010

Ali Dia.......the liar!


Il 10 Aprile del 1912,la città di Southampton vide salpare dal proprio porto il Titanic. I cittadini erano sicuramente incantati nel vedere scomparire all'orizzonte quella nave che per tutti loro era inaffondabile. Quattro giorni dopo però,il Titanic colò a picco tra lo stupore di tutti,specie degli abitanti di Southampton che lo videro prendere il largo, maestoso, senza minimamente immaginare tale triste evenienza. 84 anni dopo, la situazione nel suo piccolo la capirono tutti,la capì Matthew Le Tissier panciuta splendida bandiera dei Saints,lo capì tutta la squadra,la dirigenza,lo capirono anche i magazzinieri, l'unico a non capirla fu Graeme Souness,ma andiamo per gradi. Souness da l'idea del pescatore di salmoni , già te lo vedi con la sua mantellina gialla(alla Spinelli) e il suo baffetto ispido, con le calosce ai piedi mentre pesca salmoni in un gelido torrente scozzese,fisicamente tra l 'altro ricorda il testimonial del tonno Insuperabile(170 grammi di bontà in olio d'oliva). Non è un novellino Greame ha vinto tanto da giocatore e all'epoca dei fatti aveva vinto qualcosina anche da allenatore. Prima di firmare per i Saints,aveva diretto alla grande i Rangers(come coach player) e il Liverpool, salvo poi trasferirsi ad Istanbul sponda Galatasaray. Resterà un solo anno sul Bosforo,dove suo malgrado, non riuscirà a sfondare,arrivando addirittura quarto. Arrivare quarto in Turchia, per giunta con il Galatasaray è immorale è come arrivare terzo in Scozia con i Rangers o il Celtic.... a poco servì dunque vincere la coppa nazionale. Decide di rinascere,così fa le valige e approda in riva all'Atlantico. E' una fredda giornata autunnale nella ridente Southampton ,probabilmente piove,magari è nuvolo, insomma mi piace pensare che sia stata una giornata cupa e che Greame Souness fosse metereopatico,mi piace cercare di dare una spiegazione plausibile a ciò che sta per accadere. Souness è immerso nei suoi pensieri e si alliscia il baffo,lo squillo del telefono rompe il silenzio del suo ufficio,Greame risponde all'altro capo della cornetta c'è George Weah,Souness saluta e chiede sorpreso il motivo della chiamata,George comincia a spiegare,ha un cugino senegalese attaccante di nome Ali Dia,con un passato al Psg e con una decina di presenze in nazionale vuole solo che il Southampton lo prenda in prova. Come si può dire di no al pallone d'oro?magari poi questo fantomatico cugino è veramente forte,baffetto Souness accetta. Certo, come gia detto, non si può dire di no a un pallone d'Oro. Si può dire di no però ad un agente senegalese che si spaccia per un campione di calcio pur di prendere un buon ingaggio per il suo cliente,già perchè George Weah non ha cugini senegalesi e soprattutto non telefonò mai a Souness a chiamare fu l'agente di Dia. Souness non sospettò nulla,non fece nessuna domanda,si fece mandare il ragazzo senza chiedersi come mai un liberiano avesse un cugino senegalese,senza mai provare a richiamare Weah(quello vero)per accertarsi di quella storia,senza indagare con la federazione senegalese o con il Psg. Ali Dia e il suo manager truffaldino,venivano da una serie di provini andati male con Port Vale,Gillingham e Bournemouth,Prima di allora Alì aveva giocato nelle serie inferiori francesi,in Finlandia,in Germania a Lubecca e nei Blith Spartans nel Nord est dell'isola di sua maestà. A Parigi non conoscono ne il nome, ne tanto meno la sua faccia grottesca e lo stesso vale per quel che riguarda lo staff della nazionale del suo paese. Ali arriva in prova il venerdì,doveva disputare uno spezzone della partita amichevole delle riserve tra i Saints e l'Arsenal,un modo per il trainer scozzese di saggiare le qualità del calciatore africano dal parente illustre ,il campo però si allagò e la partita venne rinviata,Souness allora volle provarlo durante l'allenamento della prima squadra in un 5 contro 5. Matthew Le Tissier in un intervista qualche anno dopo,dichiarò che benchè non ci si possa fare al meglio un idea su un giocatore in una partitella,era palese che Dia non fosse un professionista,era impacciato nei movimenti ed aveva un controllo di palla ridicolo,Matthew e compagni si convinsero dopo quella prestazione imbarazzante di non doverlo vedere mai più,ma si sbagliavano e di grosso. Il giorno seguente Ali Dia,il falso cugino di Weah era sulla lista dei giocatori convocati da mister Souness per la partita interna contro il Leeds tra lo sgomento del resto della squadra. E' il 23 Novembre 1996 in un gremito "The Dell",in quel catino infernale dovrebbe esserci anche quel genio dell'agente di Dia,che probabilmente non riesce ancora a capire come abbia fatto a far portare il suo assistito in panchina in premier league. Passano 32 minuti, l'uomo simbolo dei Saints Le Tissier si stira un polpaccio,Souness deve sostituirlo, fa un cenno a Dia. Non sei nessuno,sai a malapena toccare il pallone,hai passato una carriera a cercare qualche squadra che ti desse la possibilità di guadagnarti il pane giocando,ora però,grazie ad una montagna di cazzate e grazie al frescone di turno ,hai la possibilità di giocare in premier,sostituendo peraltro il giocatore più importante della tua squadra. "Vai Ali che ce la puoi fare"avrà detto Souness,"Fammi vedere che sei come tuo cugino George" avrà pensato,intanto in tribuna un senegalese che di professione è agente, si sganascia dalle risate. Alì è spaesato,non sa bene dove piazzarsi,corre a vuoto,va al tiro una volta e per poco non segna,poi il nulla. "Sembrava di vedere Bambi sul ghiaccio!"dichiarerà in seguito Le Tissier(veramente geniale come paragone). Dopo 53 minuti di gioco a Greame Souness scatta l'interruttore,si accende una luce e sente la voce della sua coscienza che urla a squarciagola "Sei un coglione!", finalmente capisce la cazzata e mestamente ammette l'errore sostituendo Ali Dia con Ken Monkou. Finirà 0 a 2. Il giorno seguente Alì Dia passa dal fisioterapista è l'ultima volta che viene avvistato in sede,due settimane dopo il suo contratto verrà rescisso. Probabilmente,Ali e il suo agente sono stati fatti salpare dal porto di Southampton a bordo di un materassino sgonfio dai tifosi dei Saints. Nel 1997 Ali Dia,firma un contratto con il Gateshead,8 le presenze e 2 le reti mese a segno. Poi scompare dalla scena,non si avranno più sue notizie fino al 2001, anno in cui il senegalese si laurea in economia alla Northumbria university di Newcastle(probabilmente fingendosi nipote del rettore con la complicità del suo agente). Il Southampton finisce la sua tormentata stagione ad un solo punto dal baratro. Souness lascia e ovviamente a raccattarlo dal marciapiede ci pensano i lungimiranti dirigenti del Torino(penso che dal 75 siano orfani di dirigenti seri). Ovviamente Greame dura solo 4 mesi,prima di essere imbarcato sopra un materassino sgonfio e fatto salpare da ponte Vittorio Emanuele dai supporters granata. Oggi Greame Souness non allena più,probabilmente passa le sue giornate a dilapidare il proprio patrimonio personale al gioco delle 3 carte o rispondendo accuratamente a quelle losche mail che ti chiedono i codici del tuo bancomat. George Weah(quello vero) non sa nulla di questa storia,e continua a non avere cugini senegalesi. L'agente di Dia(il George Weah finto)è sparito dalla circolazione,ma si narra che nelle fredde e cupe giornate di Novembre in zona "The Dell"si sentano ancora riecheggiare le sue spettrali risa. 53 minuti tanto ha impiegato ad inabissarsi la carriera da professionista del senegalese ,decisamente meno del Titanic,molto di più dei noti 15 minuti di gloria,abbastanza per essere eletto dal "The Times"(non il corriere di Vetralla)peggior giocatore ad aver mai calcato un campo di Premier League e guadagnarsi l'immortalità con un coro dei tifosi Saints "Ali Dia he's a liar,he's a liar". Mica male per uno che non aveva alcun cugino importante e si muoveva in campo come Bambi sul ghiaccio.

4 commenti:

  1. Geniali alcune cose del video finale, a parte baffo Souness:
    - quando Ali Dia prova a convincere l'intervistatore che Weah quella telefonata l'ha fatta, per poi fare marcia indietro;
    - il coro dei tifosi del Southampton;
    - il suo modo di correre quando entra in campo;
    - lo stupore (e l'accento geordie) dell'allenatore dei Blith Spartans o come cacchio si chiamano..

    Sembra incredibile che possano verificarsi bufale del genere ma in realtà chissà quante ne succedono ogni anno, anche in Italia, e noi non sappiamo nulla.

    Infine va reso omaggio a Matthew Le Tissier, uno dei miti della mia infanzia, appartenente insieme ai vari Gazza, Beardsley, Merson all'ultima generazione di poetici fantasisti inglesi con la panza..

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  2. E' curioso e forse non casuale che tutto ciò sia avvenuto in quel di Southampton.

    Tempo fa ho letto un reportage (forse su National Geographic, o cmq su una rivista del genere. Non ricordo..) in cui il giornalista di turno dipingeva una realtà a dir poco inquietante. Da principale area portuale dell'Inghilterra a degrado. Disoccupazione e scioperi la fanno da padrone in città. L'industria non tira e la gente non vede il domani.

    I Saints, da par loro, non fanno eccezione. Anche per loro un declino inarrestabile. Logorio economico e retrocessioni. Sanzioni e dirigenze strane. Ultimamente, l'acquisto da parte di un magnate svizzero riaccende la luce, ma in League One Norwich City, Milwall e Leeds sono lontane.

    Che figata Southampton!

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  3. Fantastico.. mi permetto però di aggiungere una postilla la post.. Il Times non sarà il Corriere di Vetralla.. ma il 12 gennaio dell’anno scorso inserì al numero 30 nella top 50 dei migliori giovani in circolazione.. tale Masal Bugduv, dell’Olimpia Balti, definendolo.. “Il miglior giocatore moldavo.. a soli 16 anni la giovane punta ha già attirato l’interesse dell’Arsenal (semprechè gli venga accordato il permesso di lavoro) e di molti altri club europei” ..

    Peccato che il giovane Masal non sia mai esistito.. Si trattava di una geniale beffa organizzata non tanto, come nel caso del magnifico Ali Dia “The Liar”, per estorcere quattrini.. quanto per smerdare i sedicenti esperti di calciomercato e di giovani promesse.. La pagina del Times è stata rimossa.. (e al numero 30 appare ora Jay Simpson dell’Arsenal..) ma rimane comunque in rete quella in cui si cospargono il capo di cenere..

    Ad aggiungere valore qualitativo a questo detour ci pensano un paio di chicche svelate da John Burns sul Sunday Times.. Il nome Masal Bugduv si pronuncia M’asal beag dubh (My little black donkey).. ovvero il titolo di una storia breve dell’irlandese Pádraic Ó Conaire su un disonesto venditore che chiedeva un prezzo esagerato per il suo asino.. (il calciatore come merce..) Nella beffa compare inoltre la scheda del giocatore, pubblicata sull’immaginario quotidiano moldavo Diario Mo Thon.. la cui pronuncia.. troppo simile a Diario del mio culo.. avrebbe dovuto far sorgere qualche piccolo dubbio a chi.. troppo seriamente.. si sente così diverso dal Corriere di Vetralla..

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  4. Fare questo viaggio dentro Southampton mi ha fatto innamorare...deve essere una realtà allucinante.....in questa stagione è partito con 10 punti in meno...il prossimo anno puo essere quello buono,per tornare nel calcio che conta.Questa storia è veramente assurda,in Itlaia comunque qualcosa di simile è successo.....in italia poi avevamo un vero parente o amico di Weah che giocava a Monza...Zizi Roberts. Assurdo che il Torino dopo una simili cappellata vada ad assumere Greame Souness...(pretenderà un solo giocatori tale Tony Dorigo....che sbagliò il rigore nello spareggio contro il Perugia)

    Zio è bellissima la storia del giovane moldavo...per una volta il corriere di Vetralla(ammesso che esista)si sarà sentito superiore al The Times......se andate a guardare la classifica dei peggiori 50...è vero che al primo posto c'è Dia....però noterete anche la presenza di tanti italiani....(Silenzi,Grabbi se non sbaglio Materazzi)

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