giovedì 25 marzo 2010

"Se solo avesse avuto la testa...."

"Se solo avesse avuto la testa".......una carriera consumata intorno a questa frase,un marchio di fabbrica, la sforbiciata,(girata,mezza rovesciata che dir si voglia) gesto tecnico che può permettersi solo chi sa giocare a pallone,solo chi non gioca per soldi o per la gloria ma per far divertire i propri tifosi.E' tutta in quella torsione spettacolare la mentalità di Francesco Flachi. 19 dicembre 2009,al Rigamonti di Brescia si sta giocando Brescia-Modena,le rondinelle allenate da Iachini sono a secco di vittorie da quasi un mese.Il freddo sembra farla da padrone,la neve intorno al rettangolo di gioco,i tifosi infreddoliti sugli spalti e una partita avvilente in campo. 34esimo minuto del secondo tempo,esce Possanzini entra Francesco Flachi,passano soltanto 8 minuti,Bega dalla destra lancia per Flachi,sforbiciata,goal,una rete di rara bellezza,capace di scaldare il glaciale Rigamonti.Questa è....e probabilmente sarà,l'ultima gemma di Francesco Flachi da Campi Bisenzio. Nascere alle porte di Firenze e giocare con la Fiorentina,un sogno diventato realtà per il giovane Francesco che in un intervista fatta a soli 13 anni dichiarava che gli sarebbe "Garbato" giocare con la Fiorentina(altrimenti in caso contrario sarebbe andato volentieri al Napoli). Alla fine arrivò in viola,esordio prima in serie B nel 93 e l'anno successivo in serie A.Passa per una stagione al Bari in prestito,una ventina di presenze e 3 goal,ottime prestazioni che convincono la dirigenza fiorentina a riportare il figliol prodigo nel capoluogo toscano,salvo poi girarlo nuovamente in prestito all'Ancona nel Gennaio 97.Con i dorici 10 goal in 17 match e ancora un ritorno in riva all'Arno,l'ultimo.nel 1998 la Sampdoria,dopo 16 anni consecutivi di serie A,uno scudetto,4 coppe italia,una coppa delle coppe,una supercoppa italiana e una finale di coppa dei campioni,retrocede malamente in serie B a seguito della sciagurata gestione Spalletti-Platt-Spalletti.I Liguri vanno rifondati,la scelta per l'attacco cade proprio sul fiorentino mai apprezzato dai dirigenti viola.Flachi accetta la doria e mai decisione fu più corretta. In 8 anni di Samp diventa l'idolo incontrastato della gradinata sud,specialmente quando salva i blucerchiati dal baratro della C1 grazie ad una stagione da incorniciare,senza contare che nel momento peggiore della storia dei genovesi,rinuncia alle lusinghe e ai soldi del Monaco,che regalava inoltre a Francesco la possibilità di giocare in Champions.come gia detto Flachi non gioca per la gloria o il denaro,gioca per l'amore della gente e in quel momento la felicità di una tifoseria che si salva è più stimolante degli onori della massima manifestazione calcistica europea.Finiscono i tempi bui,arriva Riccardo Garrone al timone dei liguri,con lui, Novellino e Beppe Marotta.Novellino è l'allenatore della svolta per la Samp e per Francesco.Arrivano anche 16 nuovi acquisti tra cui Bazzani che si rivelerà il partner d'attacco perfetto.La doria centra la promozione,Flachi non è titolare fisso ma riesce comunque a portare a casa un buon bottino di reti(12)2 delle quali messe a segno contro il Cagliari nella giornata che sancisce il ritorno della Samp in A.La prima "Vera" stagione nella massima serie,arriva quindi a ben 28 anni suonati,supera l'accanita concorrenza in attacco di Marazzina,Colombo e il Nipponico Yanagisawa(l'avevate rimosso??)va a segno 11 volte e trascina la Doria all'ottava posizione,meglio ancora l'anno seguente dove va a segno 14 volte e i liguri vedono sfumare la qualificazione in champions proprio all'ultimo a vantaggio dell'Udinese di Vincenzo Spalletti. Nel 2006 però cominciano i guai.Qualche giorno prima del derby di Roma del 2005 viene intercettata una sua telefonata a Fabio Bazzani(allora giocatore della Lazio),dove chiedeva informazioni relative al risultato.Verrà squalificato 2 mesi nel settembre 2006(nonostante la prestigiosa difesa dell'Avvocato Giulia Buongiorno) per violazione dell'articolo 1.Rientra in campo ma nel Gennaio 2007 al termine di Sampdoria Inter(0-2),viene trovato positivo alla cocaina,le controanalisi richieste dal giocatore confermano,Francesco assicura che a sua insaputa aveva fumato una sigaretta "Modificata".il 24 maggio del 2007 viene squalificato per 16 mesi.Termina così il grande idillio calcistico tra Francesco e la sua Sampdoria ma rimane nella storia come il terzo marcatore di sempre,dopo Mancini e Vialli con ben 85 goal in campionato,17 in coppa Italia e 2 in Uefa. Il 28 Febbraio del 2009 torna in campo con la maglietta dell'Empoli nel derby contro il Livorno,finirà 0 a 0.Il 18 Aprile del 2009 al 75esimo minuto di Empoli-Treviso Buscè entra in area e serve solo davanti alla porta Flachi è il goal del 2 a 0 è la fine di un incubo,non succedeva da ben 3 anni.Scade il contratto con l'Empoli si accasa al Brescia,dopo essere stato ad un passo dalla Reggina di Novellino.Il 18 Marzo 2010 la procura antidoping chiede la squalifica a vita di Francesco Flachi perchè recidivo.Finisce probabilmente così la carriera del folletto di Campi Bisenzio,del ragazzaccio che gli garbava Gullit e la Fiorentina,finisce a 35 anni come per molti altri calciatori,solo che per lui non ci saranno passerelle e tappeti rossi,uscirà in punta di piedi,così come è entrato,forse rodendosi un po' per quel che poteva essere e non è stato.......ma con la convinzione che "Se solo avesse avuto la testa"...... probabilmente non sarebbe stato Francesco Flachi,quello che per l'amore di una tifoseria ha rifiutato i soldi e la champions, un uomo capace di salutare il gioco del calcio regalando a chi ama questo sport un ultima spettacolare sforbiciata da 3 punti.E a noi ci "Garba" così.

6 commenti:

  1. I' Pasticca gl'era un gran bel giocatore. Ricordo ancora un'intervista, dopo che aveva segnato un paio di goal in rovesciata in poco tempo, in cui dichiarava che "E' uno schema che proviamo in allenamento".

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  2. il profeta del gol25 marzo 2010 17:43

    Vero, bello, umano poetico.

    Però, a volte, noi che ci si diverte con i maledetti, con i Gazza e i Flachi (e i mille che con un'altra testa avrebbero fatto di più di quello che hanno fatto, per quanto sia stato tanto, Maradona e Best compresi), mi domando se non ci divertiamo a vedere chi finisce in qualche abisso mentre noi stiamo tranquilli.

    Insomma, non è che ci facciamo il brodo con le ossa altrui?

    In generale, quali sono quelli che Con un'altra testa...? Chi è il Re dei senza testa, il campione incompiuto per deficit di contenuto cranico?

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  3. Fenomeno vero.

    Una nota di colore: una mia amica fiorentina (con parenti vicini allo spogliatoio viola) mi ha raccontato un giorno che lui è un gran appassionato, tra le tante cose, della salagiochi, quella vecchio stile, intendo, non gli slot-bar che ci sono adesso.

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  4. ps: bellissima l'intervista, ma sugli effetti speciali meglio non mi esprima..

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  5. Bella domanda Profeta. Non credo che in questa tendenza ci sia malizia o voyerismo è semplicemente che non c'è niente di più romantico ed elegante che sprecare il talento..
    è una forma inevitabile di fascinazione per l'abdicazione, perché non mettere a frutto le proprie capacità innate è la misura di un vero lusso, ancor più che nel realizzare a pieno i propri talenti..

    sono d'accordo con te quando in certi casi l'attenzione morbosa può essere una fonte sordida di istigazione - vedi certi angoli oscuri della vicenda gazza.

    Nella maggior parte dei casi per me è semplicemente un archetipico richiamo a quel sovrappiù di sostanza che esiste in tutte le cose e che nelle società tradizionali era espulsa col sacrificio.
    Chi dalipida il proprio talento, quell'eccesso che lo distingue dagli altri, si impone ai nostri occhi come un antico officiante, ed è questa la molla dell'attrazione, nonché una fonte straordinaria di letteratura, poiché in fondo la letteratura nasce col sacrifcio.


    Nesat.. un giorno potresti parlarci di Spadino Robbiati

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  6. "Il poeta affonda e non si ferma mai."
    Essere attratti dai "cattivi", da quelli che sprecano talento, da chi sprofonda nell'abisso (ma, personalmente, anche da chi il talento non l'ha mai avuto) mi sembra molto più poetico che esaltarsi per le vicende dei perfettini à-la-Kakà. Questi ultimi sono figure decisamente pallose perchè semidei intoccabili del calcio-show; i primi sono fonte d'ispirazione letteraria, perchè sono esseri umani, pieni di difetti, e fanno capire che il mondo del pallone, in fondo, è fatto di persone come tutti. In breve, un Del Piero o uno J. Zanetti non raggiungeranno mai la popolarità trasversale di un Gazza o di un Maradona. Detta così sembrerà magari un luogo comune, ma credo che lo spirito sia questo. E poi nessuno discute sulle meravigliose doti tecniche dei perfettini, o sul fatto che alcuni maledetti possano stare antipatici lo stesso: è solo un fatto di letteratura.

    Su Flachi: un grandissimo. L'avevo perso di vista dopo la vicenda della coca, sapere che era tornato a calcare i campi della Serie B mi avev fatto molto piacere, più che altro perchè - seppur in palcoscenici minori - il talento potesse in qualche modo continuare ad esprimersi.

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