lunedì 1 marzo 2010

Il calcio è campo

Prendo spunto dalla riflessione di Tato (ultimo post pubblicato) per proporre un mio personale seguito. Sarò sincero, il mio interesse per il calcio italiano (discussioni con Voi tutti escluse) è oramai pari a zero. Molte cose mi allontanano:
  • il fattore Inter. Sempre vincente, sempre discussa, sempre martoriata. Una squadra sulla carta invincibile che riesce comunque ad avere problemi e vivere nelle polemiche. Che nella partita della vita vince ma avrebbe tranquillamente potuto perdere in casa contro un avversario sottotono (è vero, Eto'o ha ciccato la mazzata, ma la traversa colpita da Drogba ancora trema e il rigore su Kalou era netto. Infine, il gol di Cambiasso è più una -piacevole- casualità che altro);
  • i saltelli e Balotelli e le (irrispettose) manette;
  • la Juventus che è in affanno. La Vecchia Signora non solo fa fatica, ma riesce pure ad offrire uno spettacolo imbarazzante. Orrida la prestazione con l'Ajax in coppa (dipinta dai media come simbolo di gara ben gestita), meritata la sconfitta con il Palermo (nessuno in maglia bianconera ha corso. Nessuno sembrava capire cosa fosse un pallone, non sapendo cosa farsene). Non parlo, per decenza delle vittorie con Bologna e Genoa (in quest'occasione solo ringraziamo per il gentile repaly del rigore concesso a Boniek all'Heysel. Per chi se lo fosse perso / dimenticato);
  • il Milan dello spettacolo tristemente aiutato e tatticamente fragilissimo (bene in provincia, male con le grandi);
  • la Roma che alla prima occasione stecca malamente;
  • la classe arbitrale che vive una crisi epocale. E che, a scanso di equivoci, viene attaccata ad ogni minuto. Solo in Italia è cresciuto un atteggiamento tanto giudiziale nei confronti dei direttori di gara. Solo in Italia c'è la cultura della moviola e del senno di poi;
  • in generale, un livellamento verso il bassissimo della qualità. Non a caso la retrocessione coinvolge mezza Serie A. Non a caso, a giocarsi l'Europa ci sono squadre molto più che mediocri. Non a caso, la Roma perde da una squadra che non combinava niente dai tempi di Warzycha e dalla vittoria ad Amsterdam. Non a caso, le italiane fanno più che fatica in ogni competizione europea (la Lazio presa a pallate a Villareal, il Genoa impotente, la Samp e le altre mai scese in campo);
  • le rose inadeguate ed i campi di patate;
  • il Palazzo. Questione eterea ed essenziale;
  • le lamentele fuori luogo. Il protestare fuori dal campo per ottenere e le perenni (giuste o sbagliate che siano) contestazioni.
Il calcio è campo. E' tirare calci ad un pallone. Chiedo solo si torni a questo. Sono lontani i tempi del "più bel campionato del mondo". Se seguo un TG sportivo aspetto con ansia i servizi sul calcio estero. Premier (laddove il gossip rimane più "sano" del complottismo), Championship, Liga, Libertadores, Apertura-Clausura. Per questo è giusto chiedersi dove dobbiamo andare se vogliano andare dove vogliamo andare.

19 commenti:

  1. Penso di potermi dire in sintonia con tutto.
    Ieri sera sono andato a vedere Invictus, e mi sono chiesto se sarebbe mai concepibile un racconto sportivo così vibrante ambientato nel calcio, specialmente italiano.
    Dove regna, insieme con l'Inter e il c.d. palazzo, soprattutto una noia mortale.

    Arturo

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  2. Sono totalmente d'accordo con te.
    Anche io mi sono veramente rotto le palle. A mio parere, non si tratta di contestare lo status quo, ma di constatare la noia che regna imperante nel calcio italiano.
    E' ormai da quasi un anno che seguo assiduamente il calcio gaelico, sport senza dubbio più nobile ed autentico. A tal proposito, ho aperto un blog per far conoscere a tutti questa attività per veri uomini: "Lacrime di Whiskey".

    Saluti a tutti

    Il Fornaretto

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  3. il profeta del gol1 marzo 2010 17:44

    TV, molti giornalisti e opinionisti, allenatori, giocatori, presidenti, commissati tecnici (in modo particolare): tutti congiurano per guastare il tutto. Sull'Inter, non sono certissimo che abbia poi la rosa tanto più forte di quella milanista, ma vince ininterrottamente e questo rompe, è vero e giusto. Anche se dal '92 al 2006, esclusi rovinosi scudetti di Roma e Lazio, vincevano sempre e solo Juve e Milan.
    Il calcio estero è certamente più bello, arioso (e giocato su dei tavoli da biliardo e non sul greto del fiume come da noi).
    però noi abbiamo Lacrime di Borghetti. O lacrime di Whiskey. Mi freno a stento dal far presente che è da poco tempo in commercio una bevanda stimolante dolciastra che si chiama fi.GA, nel caso volessimo pianegere stillando qualcosa di meno rude.

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  4. Scusatemi, ma un appunto lo devo necessariamente fare: la rosa dell'Inter non è un po' più forte di quella del Milan, bensì è mostruosamente più forte di quella del Milan.

    Il Milan (come peraltro la Roma) ha un undici titolare rispettabile. L'Inter, di undici titolari, ne ha almeno un paio.

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  5. Balotelli e Pandev "attaccanti di riserva" sono uno sfregio alla fame nel mondo, al terremoto di Haiti e alla penuria economica del Gallipoli. Non scherziamo, e lo dico con invidia, la rosa dell'Inter è di un'altra categoria.

    E' condivisibile quello che dici (che dite), anche se io in realtà poi non mi annoio così tanto col calcio italiano, anzi. Ci sono varie squadre che guardo con piacere, allenatori che stimo, giocatori che ammiro e una fascia centrale della classifica che è un vulcano di emozioni.

    Già che ci sto, vi esplicito un presentimento e mi gioco tutta la mia credibilità: secondo me alla fine ed incredibilmente il Siena si salva, e lo dico per tre motivi:
    - in B ci va il Livorno;
    - un trascinatore come Big Mac non esiste nella parte destra della classifica;
    - Malesani è in credito con il dio delle retrocessioni.

    Se poi mi sarò sbagliato, a maggio potrete tornare su questo post e sbeffeggiarmi come Maurizio Mosca.

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  6. il profeta del gol1 marzo 2010 20:24

    uomini validi da serie A, no ragazzini della Primavera, no over 37 eccetto i portieri, no gente che non tocca mai il campo

    MILAN
    2 portieri:
    Dida
    Abbiati

    8 difensori
    Nesta
    Thiago Silva
    Jankulovski
    Oddo
    Zambrotta
    Bonera
    Antonini
    Kaladze

    6 centrocampisti
    Pirlo
    Gattuso
    Seedorf
    Beckham
    Ambrosini
    Flamini
    Abate

    5 attaccanti
    Pato
    Ronaldinho
    Borriello
    Huntelaar
    Inzaghi

    INTER
    2 portieri
    Julio Cesar
    Toldo

    7 difensori
    Lucio
    Chivu
    Materazzi
    Santon
    Maicon
    Samuel
    Cordoba

    7 centrocampisti
    Stankovic
    Cambiasso
    Muntari
    Zanetti
    Mariga
    Thiago Motta
    Sneijder

    4 attaccanti
    Eto'o
    Balotelli
    Milito
    Pandev

    Quindi

    il Milan ha 21 giocatori da serie A, con dei plus:

    Ronaldinho
    Pato
    Nesta
    Seedorf
    Pirlo
    Ambrosini

    e dei minus
    Inzaghi (età)
    Dida (età, poco affidabile)

    L'Inter ha 20 giocatori da serie A,
    con dei plus:
    Milito
    Lucio
    Maicon
    Cambiasso
    J. Cesar
    Pandev
    Balotelli

    e dei minus
    Materazzi (età)
    Muntari (non granchè)
    Toldo (età)

    Concludendo

    Numericamente, le due milanesi pescano in un gruppo di giocatori affidabili e collaudati più o meno uguale per numero e leggermente superiore per qualità per l'Inter.

    La mia analisi, curiosamente, rispecchia più o meno la differenza in classifica: l'Inter è prima, ma non di molto.

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  7. il profeta del gol1 marzo 2010 21:15

    mi correggo: i centrocampisti del Milan sono 7 e non 6, e la rosa ha 22 effettivi, contro 20 interisti

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  8. @Profeta, scusa ma tu Oddo, Zambrotta, Kaladze, Bonera, Flamini e Gattuso li consideri ancora giocatori da top-team? Dai, non schrziamo... Se Dinho non si inventa qualcosa ogni domenica non c'è carne al fuoco.

    @Dionigi, l'immagine di te dentro un calderone che oscilli un pendolino mi fa paura. Stanotte non dormo.

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  9. il profeta del gol1 marzo 2010 23:32

    @sigosiendo: non posso negare che la rosa interista sia più qualitativa, ma anche Pato, Seedorf e Borriello incidono inavanti.
    E mi domando se si facesse male Milito, con tutto il rispetto per Balotelli e Pandev (Eto'o è un ex grande, come quelli del Milan che hai indicato tu), come reggerebbe l'Inter alla lunga.
    Capitemi, amici lacrimosi, non dico che siano due squadre alla pari, le milanesi, ma non vedo nemmeno due organici abissalmente lontani.
    E, ripeto, se dopo 26 giornate, che ai miei tempi (l'ho detta!) era praticamente tutto un campionato la distanza è di 4 punti (ovvero una vittoria e un pareggio contro due sconfitte), insomma, forse significa che sono suqadre di valore non diversissimo.

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  10. Cari miei, la differenza tra Inter da una parte e Milan, Juve e Roma dall'altra la fanno i soldi, non le rose. Come del resto la differenza tra Emilia e Romagna la fanno le tagliatelle al ragù.

    Il simpaticissimo Moratti si trastulla col suo giochino di famiglia comprando tutte le figurine dei calciatori più sputtanati in Europa e nel mondo, guidato da un'unica stella polare: il capriccio. Per carità, poi ha avuto un gran culo nello scambiare quel bidone di Ibra con un giocatore serio come Etoo più un bel po' di baiocchi, ma per la legge dei grandi numeri prima o poi uno scambio doveva azzeccarlo (ancora ringrazio per quello Coco Seedorf di qualche annetto fa).

    Quanto alle altre tre, beh, la Rometta il prossimo soldo lo caccerà quando finalmente troverà il semidegno acquirente che sta cercando da anni.

    La Juve sembra una cooperativa agricola più che una squadra di calcio.

    In ultimo il Milan, che per la legge del contrappasso non può più contare su quei soldi su cui ha fatto affidamento in tutti questi anni. Con un tasso di disoccupazione al 5% Silvione non si può certo mettere a dispensare denari in giro per occupazioni frivole come il calcio.

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  11. La serie A quest'anno (e anche gli ultimi scorsi anni) è un po' scadente, va ammesso. Però a me, tutto sommato, piace. Forse perchè mi troverei più a mio agio in un campaccio di terza categoria che in un calderone di Champions. Poi è ovvio che il carrozzone di polemiche, mourinhate, movioloni rovina tutto, ma questo avviene da diversi anni, non lo scopriamo certo adesso. Dobbiamo rassegnarci - nel raffronto con gli altri campionati e le altre squadre d'Europa - alla nostra mediocrità (tanto che ancora non capisco come sia possibile che ancora la serie A qualifichi 4 squadre per la Champions tra preliminari e non), in attesa di tempi migliori. Per il resto, nulla da dire: la Premier è sicuramente il miglior campionato d'Europa. Forse anche la Bundesliga si è un po' ripigliata, ma non ne parlano mai. Campionato per me del tutto sputtanato è invece la Liga: sempre solo quelle due squadre a giocarsela, le altre a fare da comprimarie. Sempre. Inoltre, ho avuto occasione di seguire un paio di partite della Liga: le ho trovate uno spettacolo imbarazzante.

    Sul raffronto Inter-Milan, devo solo dire che a mio parere il Milan non sarebbe a -4 se avesse la squadra di cessi che dipingete. Roma un gradino sotto (ma con Totti e, insisto, Toni disponibili non potrebbe mettere davvero paura alla capolista?). Juve squadraccia, l'ha dimostrato per l'ennesima volta col Palermo, anno di transizione: arriverà comunque quarta. Tutte le altre (Napoli, Palermo, Samp, Cagliari, Genoa, la Fiorentina se si ritrova un po') a giocarsi l'Europa League.

    Zona salvezza: per me vanno giù sicuramente sia Livorno che Siena, sono senza dubbio le due squadre peggio attrezzate per la A. L'Atalanta invece credo che abbia margini di miglioramento. La terza candidata, sinceramente, non so chi possa essere: se la giocheranno agli scontri diretti.

    Un solo appunto sul Bologna: qua, dopo il 4-3 a Genova, si parla ormai di salvezza. Io ci vado coi piedi di piombo, memore di quel disgraziato 2004-05 in cui a gennaio il buon Mazzone e i suoi espugnarono San Siro per poi fare credo 2 punti in 8 giornate e andare a giocarsi lo spareggio col Parma (anche se lì c'era lo zampino del famoso sistema-moggi). Dico solo che ci vuole prudenza, anche se è indubbio che vincere a Marassi è stato meraviglioso.

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  12. il profeta del gol2 marzo 2010 12:44

    @George Weah

    Quando si dice essere obiettivi.

    Se l'Inter sbaglia gli acquisti, è perchè si basa sul capriccio di Moratti come solo criterio. Poi se vende a carissimo prezzo Ibra, quello invece è culo.

    Insomma, bravi mai.

    Fra l'altro, se fra gli acquisti di quest'anno, se ce n'è uno sbagliato è proprio quello di Eto'o, giocatore che associa l'essere sopravalutato da anni a un cattivo stato di forma contingente. E non capisco perchè lui sia serio: come se gli altri invece ridessero sotto i baffi.

    Gli acquisti di quest'anno sono stati Milito, Lucio, Sneijder, Pandev e appunto Eto'o: facile indicare chi sia il più deludente.

    Per la precisone, il tasso di disoccupazione viaggia oltre l'8% e non al 5, che è un valore che non si raggiunge ormai più nemmeno negli anni di espansione economica.

    Per greezo: sì, bisogna stare sempre attenti, perchè con tre punti per la vittoria i vantaggi in classifica possono evaporare. Però il vecchio Bologna sembra meglio attrezzato di quasi tutte le dirette concorrenti. Poi, come insegna la salvezza ai danni del Toro l'anno scorso, contano anche dettagli casuali e insignificanti, tipo la differenza reti negli scontri diretti: che dopo 38 giornate di campionato è davvero una quisquilia. O una pinzillacchera.

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  13. Io non credo che Eto'o stia deludendo. Il rendimento a mio avviso è fortemente condizionato da logiche tattiche.

    La premessa (e qui devo dare parzialmente ragione a George) è che non si è trattato di uno scambio fra il camerunense e Ibra, bensì di un "regalo" viziato da un'esigenza di scegliere la via via meno peggio del Barca. Di fatto, Laporta ha scelto anni in meno e 20 mln di Euro piuttosto che una perdita a parametro zero. Bravo, senz'altro Moratti a entrare in trattativa, ma anche fortunato e capriccioso. Molti non erano in grado di pagare i vizi di Eto'o. Molti altri avevano detto di no per questioni tattiche (ManUtd, ad esempio).
    Una volta rifiutate le piste uzbeche e inglesi (ManCity), poco c'era da fare.

    E qua vengo al punto.
    Più volte in Esquina Blaugrana ho criticato l'atteggiamento di Ibra nel Barca. Quello di Eto'o all'Inter altro non è che il rovescio della medaglia. Impianti di gioco fondati su tipologie di attaccanti sui generis non si cambiano in mezza seduta di allenamento.

    Una cosa è certa: sopravvalutato no. Due gol decisivi in due finali di Champions valgono da soli una carriera.

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  14. Epidermicamente non si può non essere d'accordo con te, ma ad a seguito di una riflessione occorre fare delle considerazioni aggiuntive.
    Siamo proprio sicuri che l'erba del vicino sia davvero così più verde?

    Se fossi un ragazzo inglese bostero, cresciuto a pane e duncan ferguson, coi giocatori con basette e panza, stadi pieni di mentalità non pensi che ti farebbe un po' schifo questa premier piena di sponsor, wags e tonici incontristi africani?
    In spagna non saresti stanco del duopolio indistruttibile di barça e real? forse no perché sei del barça e perché in generale gli spagnoli non si ribellano mai allo status quo.
    saluti a tutti dalla germania

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  15. il profeta del gol2 marzo 2010 14:04

    Sigosiendo, è un piacere discutere con te di calcio.Davvero.

    Però. Intanto Ibra e Eto'o hanno la stessissima età, sono dell'81 entrambi e quindi Laporta non ha ringiovanito l'attacco.

    Poi, vale sempre il vecchio Kippli. La vittoria e la sconfitta, questi impostori. Eto'o ha segnato in due finali di Champions, ok, ma si è sempre magnato una messe di gol. Ricordo che lo guardavo con sgomento nello scontro di qualche anno fa, tra Chelsea e Barcelona, quella volta che Ronaldinho segnò dal limite con balletto. Una incapacità di capitalizzare le palle gol sconcertante.
    Sui gol in finale, ti rovescio la logica con un esempio: fino all'anno scorso veniva imputato a Ronney (per il quale DELIRO da almeno 6 anni, in altro blog lo preconizzai futuro Pallone d'oro ed era il 2004) di segnare poco.
    Preso così, sembra un dato di fatto che non dà scampo argomentativo. Poi se n'è andato CR e Rooney non deve fare più il gregario (ma pensa te) a nessuno e ora segna a raffica.
    Voglio dire, se ci basiamo sui dati separati da come maturano, casualità comprese, e prendiamo gol, vittorie, sconfitte come segni di verità assoluta, credo commettiamo un errore.
    Del resto fra i giocatori italiani più vincenti di sempre troviamo Furino e Costacurta, eppure nessuno credo possa inserirli, con tutto il rispetto, fra i grandi della storia del nostro calcio.
    Eto'o è un discreto giocatore, un po' meglio della media, a mio parere e non di più, che ha giocato per anni in una formazione molto forte, molto brillante, e anche fortunata (se non c'era Ovrebo a Londra, l'anno scorso, col piffero che Eto'o aveva la chance di segnare in finale a Roma).
    Ma, ripeto, grazie per le argomentazioni, parlare di calcio su Lacrime è una boccata di aria pura.

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  16. Capisco cosa dici e mi scuso per l'errore anagrafico (in verità, credevo Ibra fosse più giovane, non so perchè...).

    Semplicemente, sostenevo che Eto'o, aldilà dei gol mancati, è una pura punta moderna. Figlio perfetto dell'evoluzione del ruolo. Un tuttofare (ai tempi del Barca) anche prolifico (si, tipo Rooney, per il quale anche io strastravedo).

    Facciamo così, almeno concedimi che (anche storicamente) di attaccanti con un buon impatto (d'accordo, non ottimo) come il suo al primo anno in Serie A ce ne sono stati pochi. Dai, 7 gol in un attacco del genere non sono neanche pochi in 21 presenze. Valuta anche l'inserimento e gli equilibri di squadra, che non sono stati oggetto di terremoto come in Catalogna.

    @Gegen, si, forse la Liga riesce ad essere più noiosa. Quello che intendevo è che bene o male, però, le spagnole stanno andando un pò meeglio in Europa (Barca, Real, Valencia e Siviglia). Specchio forse di un livello un pelo più alto.

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  17. ma io non ne facevo una questione di "livello", a me di avere grandi campioni in serie a non me ne frega niente. Anzi..
    Dicevo solo che ogni calcio ha tradito se stesso e il tuo ammirare il calcio estero è giusto ma va contestualizzato.
    Per me la premier è stupenda ma non è calcio inglese da quando vi giocano tanti sudamericani, africani. Non è più un calcio rappresentativo dell´idea calcio propria della nazione inglese. Il nostro calcio sarà di "livello" inferiore, ma non è stato stravolto

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  18. il profeta del gol2 marzo 2010 20:11

    sigosiendo, sono d'accordo che 7 gol mettendoci che è il primo anno in Italia e che ha giocato la coppa d'Africa non è male. Non eccezionale, ma non male. Al prossimo campionato l'ardua sentenza sul valore definitivo di Eto'o.

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  19. Dai, Tato! Non sonnecchiare! Sappiamo tutti che hai letto quel piccolo trafiletto sulla destra che diceva Adriano alla Roma...

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