martedì 30 marzo 2010

Gimnasia y Esgrima La Plata, el Decano de America Latina

Da piccolo simpatizzavo per il Boca Junior. Nato romanista in una famiglia di laziali, non poteva essere altrimenti. I miei cugini argentini tifavano per il River di Hernan Diaz e del Principe Francescoli. A me, che è sempre piaciuto contraddistinguermi, non poteva toccare sorte differente. Non era ancora il Boca vincente di Mauricio Macri, anzi tutte le coppe andavano dalle parti di Nuñez, perciò non consideratela come una scelta dettata dalla voglia di veder finalmente vincere la propria squadra e di riscattare in qualche modo le delusioni giallorosse. Poi però le persone crescono ed i cugini cominciano a disinteressarsi di calcio. Nel mio caso un incontro ha cambiato radicalmente la mia considerazione nei confronti del calcio argentino. Un calcio bello soprattutto perché gli aneddoti oltrepassano le giocate calcistiche, dove la tradizione popolare tramandata di padre in figlio ha mille volte più importanza di una squallida moviola, dove il club è appartenenza al 100 per cento. Non si spreca il tempo a dare retta ai vari Tosatti e Biscardi, quello che conta è la squadra, e la squadra – la institución – è della gente. Ed è proprio questo che rende affascinante un calcio che, tecnicamente, specie negli ultimi anni, lascia alquanto a desiderare. Dicevo comunque che per me tutto è cambiato dopo aver conosciuto Alex, grande tifoso del Gimnasia y Esgrima La Plata, la squadra più antica dell’America Latina, fondata nel 1887. Acerrima rivale dell’Estudiantes, il Gimnasia è l’orgoglio della metà della popolazione di questa importante città universitaria, situata una cinquantina di chilometri a sud della capitale Buenos Aires. A differenza dei cugini, los triperos (soprannome dovuto storicamente all’origine umile dei suoi tifosi, in buona parte operai nel settore della macellazione, ed in contrapposizione con la classe media con cui si identifica l’Estudiantes) non hanno mai vinto niente. Qualche secondo posto, ma nessun titolo. E considerando l’invidiabile palmares dei pincharratas (i tifosi dell’Estudiantes vengono definiti così – pungitopi – perché alcuni tra i suoi fondatori lavoravano nei laboratori di ricerca dell’Università di Medicina della città), la situazione risulta ancor più avvilente. Pensate solo al fatto che tre giorni prima della finale che il luglio scorso ha assegnato la Copa Libertadores a Veron e soci, il Gimnasia ha avuto la meglio, con i due gol decisivi nei minuti di recupero, dell’Atletico Rafaela nello spareggio per rimanere in prima divisione. Di fatto è un eterno confronto con i cugini dell’Estudiantes. Si narra che il 5 aprile 1992 durante il clasico platense, nel momento in cui i tifosi del Gimnasia esultarono per il gol decisivo su punizione dell’uruguayo Jose Perdomo il sismografo dell’Osservatorio Astronomico di La Plata registrò un sisma di bassa intensità. Per me, amante di storie, aneddoti e personaggi romanzeschi, ho ascoltato per pomeriggi e notti intere i racconti del mio amico. Sono stato una notte intera a Mendoza, a casa di un nostro amico, ad ascoltare di scene epiche, di capitifosi gentiluomini, di presidenti che di giorno vendevano frutta e verdura e di sera merca e marijuana. Si perchè il vecchio presidente faceva i soldi con il narcotraffico e spendeva poco per la squadra. I tifosi non erano felicissimi ma non vedevano grandi alternative all’orizzonte. Ma un giorno si è spinto troppo oltre, e la gente si è ribellata. Il furbacchione, d’accordo con tre-quattro senatori della squadra, aveva accettato un sostanzioso premio a vincere offerto dal River per battere il Boca, in lotta per lo scudetto proprio con l’Estudiantes. Una cosa inaccettabile. Aiutare i rivali di sempre a vincere il titolo. Non sia mai. Il venerdì prima della partita tre rappresentanti della tifoseria si presentano al campo di allenamento. Con pistole e fucili. Avvisando che se avessero fatto risultato con il Boca, sarebbero stati costretti ad usarle contro di loro. Dopo venti minuti la compagine Xeneixe aveva marcato 4 volte. Dopo tre giorni la metà dei giocatori rescindeva il contratto. Il Presidente a fine stagione rassegnava le dimissioni. Un esempio, forse poco ortodosso, di come i tifosi possono incidere sulle sorti del proprio club. Quattro anni fa, ho incontrato Leandro Cufre ad un concerto a Roma. Quando gli dissi che avevo preso la sua maglia dopo Udinese-Roma di Coppa Italia si mostrò sorpreso, ma quando gli rivelai la mia passione per il Gimnasia impazzì letteralmente. Mi presentò la sua compagna nonché Rodrigo Taddei. Mi disse che essere triperos è una cosa unica al mondo. La grande sofferenza per le vittorie che non arrivano mai e l’eterna attesa per un risultato che possa far gioire il popolo, il senso di appartenenza che c’è tra i suoi sostenitori, la gioia e la festa che ogni domenica si respira al Bosque, il legame con la città e con i suoi simboli. Io mi entusiasmai. Poi a casa, passate l’euforia per l’incontro inaspettato e la folle sbronza di quella sera, ripensando a quelle parole, ho considerato che sicuramente tutto questo è il Gimnasia, ma non è solo del Gimnasia. Nel senso che tutto questo è il calcio che piace a me, un po’ vecchio stile, sicuramente perdente (Lacrime di Borghetti docet), lontano dalle scintillanti luci televisive e dai superingaggi che attraggono ormai verso questo mondo più veline che vecchi allo stadio con i panini. Quando ci penso, arrivo sempre alla conclusione che a livello calcistico – non ho intenzione di allargare la mia analisi ad altri ambiti - lì sono rimasti ai nostri anni ‘70/primi ’80. Personaggi come Mostaza Merlo, el Coco Basile ed Americo Gallego purtroppo in Italia non possono più esistere. Con la verve di Carletto Mazzone, lo stile di Romeo Anconetani e la passione di Costantino Rozzi, stiamo parlando di tre allenatori che, più che per le loro filosofie calcistiche, sono diventati famosi per la loro simpatia e stravaganza. Tipi più da bar che da panchina. Sono anche riusciti a vincere, ma secondo me la cosa che li rende favolosi è che possono essere appena usciti dalle pagine di un qualsiasi libro di Soriano. Dicevamo calcio anni 70/80. Ritorniamo al Gimnasia. Succede che dopo la morte del Negro Jose Luis uno dei due capi storici della tifoseria del Gimnasia – l’altro, El Loco Fierro, a cui è dedicato il nome della tifoseria, la 22, dal nome della strada dove lui abitava, è stato ucciso a Rosario in un imboscata organizzata dalla polizia – la più grande e famosa rockband argentina, Los Redonditos de Ricota (il rock argentino ha una tradizione molto importante ed è seguitissimo nel resto del continente nonché in Spagna), gli dedicano un album con la sua foto in copertina. La Gran Bestia Pop, neanche a dirlo, il più venduto tra i loro dischi. Oggi il Gimnasia sta lottando drammaticamente per rimanere in prima divisione, condannato dall’assurdo sistema argentino del Promedio (la media dei punti degli ultimi quattro campionati). Ma la gente non lo lascia mai solo. Il mitico stadio, El Bosque, è sempre pieno e pronto ad incitare gli 11 in campo. E lo sarà sempre, con qualunque presidente ed in qualunque categoria. Del resto siamo in Argentina. Il paese dove molti hanno poco, ma dove gli stadi sono sempre pieni. In terza divisone squadre come Nueva Chicago e Defensores de Belgrano hanno quasi lo stesso numero di abbonati di Roma o Lazio. Le ambizioni invece sono senza dubbio diverse. Il risultato è importante ma non è tutto. Dalle sconfitte ci si rialza, tutti insieme, uniti dalla stessa passione, dallo stesso stemma e dai quei colori che ti hanno insegnato ad amare sin da piccolo. Non importa chi gioca o come si sta messi in classifica. Non esistono i dieci minuti di sciopero. Oggi scende in campo el equipo, e stai sicuro che vedrai migliaia di persone che saltano attaccate ai tirantes, che tirano carta in campo, venute lì per gridare, sostenere e cantare…yo te siguo a todas partes….

12 commenti:

  1. Grazie Fornaretto e benvenuto.. ogni commento a questa perla sarebbe superfluo....
    Una cosa:
    ESTUDIANTES VIGILANTES!

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  2. Una storia meravigliosa Fornaretto. Presentare articoli così belli è un lusso che solo LB può permettersi.

    Sul Gimnasia ed il suo mito sapevo già qualcosa, ma ora è tutto più chiaro.

    Ho capito che doveva esserci della insana e imperitura passione da quando, ormai due anni orsono, il mio amatissimo Pampa Sosa abbandonò Napoli (ovviamente in lacrime, ma questa è la storia di napoli e della sua follia collettiva) per tornare a vestire la maglia del Gimnasia.

    Diceva che lì la passione era come quella dei partenopei: cieca e sfrenata.

    Esistono al mondo luoghi fantastici in cui anche nelle serie cadette gli stadi sono sempre pieni e la gente si spella le mani.

    che dio li preservi a lungo.

    Sono i miei preferiti.

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  3. Grazie Fornaretto!
    Il Futbol in Sudamerica è magico!

    Poco tempo fa ho avuto la fortuna di seguire in diretta il clasico platense del Clausura 2010. E' finita 3 a 1 per il Gimnasia.

    Una cornice di pubblico meravigliosa:

    http://www.youtube.com/watch?v=PqbgkDJ2ubI

    ps: Cufrè dopo Roma e Siena è tornato al Gimnasia (passando prima per Montecarlo e Berlino). Poi gli è tornata nostalgia d'Europa e nel 2009 è volato a Zagabria. Da poco, però, ha chiuso la sua esperienza (si narra non brillante) con la Dinamo.

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  4. Sì una storia fantastica dal sapore "antico". D'altronde a noi che non abbiamo potuto vivere la bellezza, la semplicità e il frugale ottimismo degli anni sessanta romani -e italiani- non rimane altro da fare che cercarli oltreoceano. Io sono un fiero sostenitore della fratellanza Italia-Argentina e mi arrabbio quando qui non si fa niente per rubarne un po' alla Spagna, dove sono attratti dalla lingua, quando in realtà hanno molte più cose in comune con noi.

    Parlando di calcio, il campionato argentino è per me una scoperta recente e racconti come questi -che di calcistico hanno tutto e niente, com'è giusto che sia. Una partita di calcio non è una parentesi come una fila alla posta- non fanno che incuriosirmi sempre più.
    Grazie Fornaretto, soprattutto per ricordarci -come ha detto Tato- che un altro mondo è possibile, un mondo in cui gli stadi delle serie minori sono pieni, gli allenatori sono mosche da bar e intorno allo stadio è pieno di vecchi coi panini..

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  5. SPLENDIDO.......

    l'argentina ha un fascino particolare...ne vorrei sapere molto di più......

    piccolo appunto su Cufrè...pare sia stato addirittura cacciato dalla Dinamo per scarso rendimento.....
    Io amavo Cufrè...è stata una brutta botta vederlo andare via....

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  6. Cufre sputava sangue in campo.

    Venderlo per due spicci fu un colpo basso.

    Certo che un paio di argentini in più alla Roma farebbero proprio comodo, qualunque essi siano.

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  7. dopo aver letto questa bella storia, mi è venuto in mente un video visto qualche tempo fa a questo punto decisamente attuale www.youtube.com/watch?v=9MF6kVGRF_w&feature=related

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  8. purtroppo non ho ancora visto il film fatto da un regista argentino tifoso del Gimnasia ed interamente dedicato al club e alla sua gente. E' uscito qualche mese fa, il titolo è "La Pasion". Su youtube, si trova qualcosa.
    Quando lo riuscirò a vedere, ve ne parlerò volentieri.

    Un abbraccio a tutti

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  9. Bellissimo post e bellissimo blog. La rete veramente nasconde delle chicche inaspettate. Aggiunti al mio umile (e poco aggiornato blog). Alla prossima.

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  10. Grazie Giuliano. Si fa quel che si può per non morire stritolati dalla noia dei casi Balotelli e dei metafisici sondaggi di skysport24 ("Chi deve far entrare secondo voi Leonardo nel secondo tempo?" lo Spirito Santo risponderei io).

    Io culturalmente sono attratto da qualsiasi nicchia (doppi sensi non sono ammessi, questo non è il Bagaglino) e dunque seguo e seguirò con piacere il tuo curatissimo Calcio Svedese. Da un lato lo trovo interessante perchè tra le righe si possono trovare consigli utili per le scommesse; dall'altro perchè è mirabile la conoscenza che hai del campionato e del paese, e la capacità di rendere affascinante anche qualcosa che di affascinante ha solo le tifose. Ma la bellezza è nelle piccole cose e nei piccoli campionati. Poi rimane sempre l'alone di un viaggio junghiano di qualche anno fa, vitelloni arbasiniani con borse piene di libri e un'ingombrante chitarra a bordo, una twingo gialla parcheggiata nel porticciolo di Smogen, reddewine a fiumi, sobborghi di capitali nordiche in cui perdere numeri di telefono di Afrodite locali, la festa di Goteborg con l'isola delle ragazzine e quel tal -svedesissmo, pourquoi pas?- Sinisa che ci privò all'improvviso di un sogno biondo di mezza estate..
    Alla prossima Giuliano.

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  11. Gol con doppia rovesciata per il Gimnasia (posizione 2 della classifica settimanale).. spaziale!

    http://www.corrieredellosport.it/video/calcio/calcio_estero/sudamerica/argentina/top_5_goals/2010/04/22-22285/Argentina%2C+Top+5+Gol

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  12. muy buen articulo, un gran abrazo desde argentina, HINCHA DE GIMNASIA, y la pasion tripera se extiende a todo el mundo.

    VAMOS LOBO CARAJO!!!

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