giovedì 4 marzo 2010

"Criticatemi, ma l'Argentina vincerà il mondiale"

Eccolo l'ultimo grido di battaglia di Maradona.

Criticatissimo, come sempre, el Diego. Sregolatezza senza fine e scelte francamente discutibili una dopo l'altra i suoi biglietti da visita.
Ciò detto, qualcuno ha mai immaginato l'ipotesi che l'Argentina vinca veramente il Mondiale?
Non fraintendetemi, mi schiero anche io, nonostante l'amore spasmodico che nutro nei confronti del Diego, tra coloro che non condividono le sue scelte e la sua conduzione naif di un gruppo potenzialmente fortissimo.
Ma in fondo in fondo con Diego - da sempre - si sogna ad occhi aperti. Ed allora nasce un pensiero sublime nella sua scorrettezza e mancanza di buon gusto:
Maradona che riceve la coppa del mondo dalle mani di Blatter o di Platini - ancora una volta Diego!! Ancora una volta!!! Mi sembra l'immagine più bella che il calcio possa regalare in questi tristissimi anni del mondo pallonaro.
Diego ancora una volta sul tetto del mondo, con i suoi sigari, i suoi tatuaggi, le sua assurde scelte e e le sue folli esternazioni.
Già lo vedo in conferenze stampa rivolgersi al mondo intero: "Chupame la poya!!"
Traquillo Diego... sono trent'anni che lo fanno !!!!!!!!!

13 commenti:

  1. In poche parole, diventerebbe religione di Stato in Argentina.

    Credo sarebbe l'immagine più bella e sovversiva. La vittoria del calcio che piace, quello senza schemi che si gioca ai giardinetti.

    Quanto ne avremmo bisogno!

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  2. il profeta del gol4 marzo 2010 16:37

    Da ieri sera sto pensando che chi battè la Germania in amichevole prima del Mondiale poi lo vinse, il Mondiale. Magari va così. Ma la geomanzia dice Inghilterra, per le troppe sfighe accumulate in precedenti competizioni e per la forza della squadra attuale. E per quella del suo ct, che dopo averla battuta con suoi gol due volte quadi 40 anni fa, adesso la risolleva.
    Ecco, credo nvece che sia ora che il Brasile non vinca un Mondiale fuori dall'Europa.

    A margine, notevoli le dichiarazioni di Tevez (giocatore straordinario, secondo me), su Terry e le corna. Dice che in Argentina, se capita una cosa del genere, che un giocatore tromba la moglie di un altro giocatore, lo uccidono o gli rompono le gambe.

    Magari è da queste cose che si capisce qual è la differenza tra Primo Mondo e il resto.

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  3. Chiaramente, io tiferò per l'Argentina.
    Non solo per onorare il passaporto che ho ricevuto un anno fa.
    Le ragioni sono varie. In primis, non ho mai amato la nazionale italiana, espressione di un calcio, e più in generale di un paese, di Palazzo, di inciuci politici e di mezze fighette. La probabile assenza di Totti (si perdoni il mio bieco campanilismo, lo so sono uno stronzo)fa si che il mio interesse per gli azzurri rasenti lo zero.
    Ahime, devo poi ammettere con tristezza che secondo me i mondiali sono ormai una competizione falsa, talvolta falsata, ormai privata di qualsiasi forma di romanticismo e distrutta dagli interessi e dalle malefatte di Don Blatter.
    E questo è uno dei motivi che mi spingerà a tifare per la Albiceleste di Diego Armando Maradona.
    Uomo un tempo profeta in patria. Si, un tempo. Perchè a Buenos Aires ormai le cose sono cambiate. Sono finiti i giorni dell'euforia per i due gol più belli della storia del calcio riflilati nella stessa partita al povero Shilton.
    Appesi gli scarpini al chiodo, una buona parte del popolo argentino ha dimenticato le gesta del Pibe de Oro, per troppo tempo intento a far parlare di sè in sezioni de La Nacion diverse da quella sportiva.
    Oggi Maradona si gioca il culo. Nonostante le sue convocazioni strampalate, può riuscire nell'impossibile impresa di far dimenticare ai suoi compatrioti l'unico personaggio storico che regge ancora botta al suo confronto: Juan Domingo Peron.
    A livello internazionale, invece, ritengo che la vittoria argentina potrebbe significare la vittoria dei poveri contro i ricchi (non vuole essere questo un luogo comune terzomondista). La vittoria della Mano de Dios, del dopato di Usa94, dell'amico di Carmine Giuliano e di Guillermo Coppola da una parte, e Hugo Chavez ed Evo Morales dall'altra.
    Può fallire. Anche facilmente.
    Ma se vince, mi ubriacherò di Borghetti pensando alla faccia ed alle lacrime (finalmente le loro)di Blatter e Platini. E vabbè, anche alla faccia di Pelè che ancora rompe le palle dicendo di essere stato lui il miglior giocatore di tutti i tempi.

    Scusate per la lunghezza del post,

    Il Fornaretto

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  4. il profeta del gol4 marzo 2010 17:51

    Fornaretto, il tuo commento è molto bello, davvero. Ma non so se sia giusto liquidare così Pelè.
    Con tutti i limiti, le avvertenze, le precauzioni del caso. Conosco le obiezioni contrarie a Pelè numero uno. Ma ce ne sono molte anche a lui favorevoli.
    E se (d'accordo, la storia non si fa con i se e con i ma) Baggio e Ronaldo avessero avuto altre ginocchia, sarebbero da considerare anche loro.

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  5. Perfettamente d´accordo riga per riga col Fornaretto.
    La scelta di Diego CT l´ho apprezzata dal primo momento, anche perché era proprio quello che mancava all´albiceleste. Dal ritiro di Maradona ad oggi, tutti i giocatori argentini sono stati prigionieri della sua eredità, offuscati dalla sua aura demiurgica. Ogni fantasista da ortega in poi è stato definito il nuovo Maradona, bè per emendare la squadra da tutto questo non serviva niente altro che lui in persona. Adesso nessuno, neanche Messi può essere "il nuovo Maradona" perché l´originale è lí a bordocampo.
    A proposito: perché la pulce ha inciso così poco in nazionale finora? la possibile vittoria finale dipende molto dal suo risveglio quando non indossa la divisa blaugrana.

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  6. Sì, Maradona è capace pure che lo lasci a casa... Messi, dico.
    Su Maradona non mi esprimo, diventerei probabilmente troppo impopolare.

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  7. Caro Profeta del Gol,

    su Pele esagero perchè non mi sta particolarmente simpatico. Va detto però che stiamo parlando di uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi, forse però una spanna sotto Maradona.
    Su Baggio e Ronaldo, scusami ma non sono d'accordo. Due fuoriclasse, talenti unici nel panoramana calcistico mondiale. Però, a mio parere, incomparabili con Maradona. Il Divin Codino ed il Fenomeno hanno vinto con squadre fortissime (a dire la verità il 5 maggio ha negato a Ronaldo la felicità dello scudetto), mentre Maradona ha vinto quasi da solo. Il Napoli, a parte Careca, Alemao e un giovane Danone Ferrara, era una squadra di buoni gregari. L'Argentina 86 era costruita totalmente attorno a Diego.
    Chiaramente è un'opinione personale, ma secondo me c'è una differenza sostanziale tra il più forte e due splendidi fuoriclasse.

    Buona giornata,

    Il Fornaretto

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  8. D´accordo nuovamente col fornaretto. Anzi, rimanendo fra i giocatori anni 90 per me Zidane è stato superiore a Baggio e a Ronaldo.

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  9. Nettamente. In più, sempre decisivo (finale col Brasile, finale col Bayer). Per noi vederlo giocare è stata una fortuna.

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  10. Anche per me Zidane è stato il più forte giocatore degli anni 90/2000, o almeno il più forte che ho visto allo stadio. Subito dopo Ronaldo (un fenomeno). Poi, sempre nella metà campo avanzata, Cantona. Infine Totti, Baggio e Francescoli.
    Dietro, per me, uno forte ed elegante come Nesta in forma non esiste.

    Su Pelè, sarà una banalità dirlo ma è così, "era tutto un altro calcio"..è come comparare Rod Laver e Roger Federer, non si può. Saluti.

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  11. è vero Dionigi, hai ragione. Però mentre per Laver, rispetto ai giocatori recenti (Sampras Federer), la differenza che rende difficile il paragone è essenzialmente fisica, e riguarda soprattutto di potenza; per Pelè é l´inverso. Lui è stato un fenomeno per l´epoca e si distinto perchè era una belva dal punto di vista fisico (v. il gol di testa in cui svetta su Burnich), tecnicamente però il paragone si può fare, soprattutto con il pibe de oro

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  12. il profeta del gol5 marzo 2010 17:26

    secondo me, per dire chi sia il miglior giocatore di un dato periodo (o anche di sempre), bisogna prima fissare il seguente criterio:

    per "più forte" si intende l'esito medio di tutta la carriera o la punta massima di rendimento per qualche anno?

    Secondo me, rispondere in un modo o in un altro a questa domanda cambia la risposta.

    Per esempio, sui giocatori degli anni '90: se assumiamo la media della carriera, allora il migliore è probabilmente Zidane. Ma se prendiamo le punte di rendimento raggiunte per qualche anno, Ronaldo (il Ronaldo del Barcelona e del primo anno interista) fu inarrivabile (superiore anche a Maradona, per capacità di sovvertire un match da solo). Dopo di lui, di pochissimo, Baggio. E non dimenticherei, di quel periodo, Romario, che tutti snobbano e invece a me è sempre apparso come un vero asso.

    Fra Maradona e Pelè, la cosa che Maradona può spendere a suo favore è che Pelè non si è misurato se non episodicamente col calcio europeo. Ma, anche senza calcolare i tre Mondiali di Pelè (non mi piace valutare un singolo per il risultato di una suqadra), non si può negare che i filmati su Pelè sno impressionanti. Sembra un adulto che scherza contro dei bambini. Ha una corsa di una potenza e una leggerezza mai viste. Salta, tira, dribbla a forza doppia o tripla dei suoi avversari. Visto da qui, per quel che vale, un essere disumano.
    E, mi ripeto, il miglior Ronaldo, nella sua breve stagione sana, incideva sul risultato quanto Diego. E quelli che li hanno affrontati entrambi, per esempio Costacurta, considerano quel Ronaldo il giocatore più difficile da limitare. Però durò poco, rimase un campione, ma non così forte da poter competere con Maradona o Pelè.

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  13. Io direi che.. quando si parla di giocatori di quel livello, ognuno può avere le sue valide argomentazioni per sostenere chi è stato il più grande.. è chiaro che il valore assoluto di un giocatore non esiste, vanno valutati molti aspetti contingenti, periodo in cui ha giocato, problemi fisici che ne hanno condizionato la carriera, ecc. e poi capire se veramente il fatto che abbia vinto tanto e/o sia stato decisivo nelle partite che contano sia un fattore determinante sul giudizio tecnico.
    Io penso che il modo in cui Zidane accarezzava il pallone difficilmente può trovare paragoni nella storia del calcio, si non andava a mille all'ora come il Ronaldo dei tempi d'oro, ma per me rimane il più grande degli ultimi vent'anni... e lo sarebbe anche se le capocciate in finale col Brasile le avesse buttate dentro un Desailly qualunque e la girata col Leverkusen fosse andata sul palo.
    E nei 3 più grandi della storia ci starebbe tranquillamente anche Zico, anche se ha sbagliato il rigore della vita e lontano dalla patria non è mai ruscito ad essere un trascinatore.

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