giovedì 11 febbraio 2010

.. QUOQUE TU ...

Che il calcio italiano sia in qualche modo malato lo dicono i numeri. Stadi deserti, inconsistenza in campo europeo, campioni in fuga e tanto altro ancora. Ciò detto, mi hanno colpito le esternazioni dell'attuale tecnico inglese, dalle quali muovo per alcune brevi riflessioni. Trovo quanto meno fuori luogo ch Mr Fabio Capello pronunci frasi del tipo "In Italia si bada solo al risultato e non allo spettacolo". Quoque tu..? Se a dire ciò fosse stato Zeman o Sacchi avrei anche abbassato la testa e costatato la grama realtà. Ma da parte sua, scusate, non lo tollero in alcun modo. Un uomo che ha fatto del pragmatismo e del calcio "all'italiana" il suo credo ed il suo indiscutibile marchio di fabbrica non può dire cose del genere, salvo il poi sputarsi in faccia da solo, scimiottando il gesto tutto italiota del grande Oronzo Canà. Don Fabio ha poi rivolto le sue critiche a quello che, a ragione, rappresentano i veri mali dello spaghetti-football, ovvero gli stadi fatiscenti ed il mondo Ultras. Sulla questione stadi nulla quaestio, inappropriati ed indicenti per tutta la penisola con poche eccezioni. Sul mondo Ultras mi divido in due considerazioni. Sull'uomo Capello mi permetto di avere, ancora una volta, da ridire. é facile parlare da lontano, molto più ostico farlo quando in quel mondo ci lavori. Certe considerazioni avrei voluto sentirle quando allenava qui a Roma, ovvero in qualche altra piazza calda del nostro paese. Da lì è facile, vilmente facile. Di contro, mette il dito in un problema reale del calcio in questo paese: ovvero la mancanza di unità di intenti nel voler arginare le problematiche connesse al mondo ultras. La verità è che non c'è alcuna voglia di trovare una soluzione. Mi interrogo da anni del perchè, senza capirne il motivo. Fatto sta che chiunque frequenta gli stadi deve sottostare a regole assolutamente inefficaci a danno solo ed unicamente di chi allo stadio ci va serenamente a godersi la partita. Ciò detto, Mr Capello torni ad allenare in Italia (e perchè no, proprio l'Italia) dopodichè riprenda il discorso da dove lo ha lasciato. Così vedremo finalemente un pò di carattere (ed un CT mandato via alla velocità dell luce).

3 commenti:

  1. Capello è l'ultimo che può parlare di tattica dopo aver schierato nella più importante partita della storia recente della Roma Assunçao "ma come fao" sulla fascia destra ad Anfield..

    RispondiElimina
  2. Capello è odioso.

    L'intervento di oggi, troppo ovvio e da chi ha la coperta rimboccata dalla Regina.

    Però, ai Mondiali tocca temerlo. Per me arriva in fondo. Il suo 4 4 2 più che un modulo è una perla tattica del calcio moderno.


    (Detto ciò, potete tranquillamente correre al più vicino punto scommesse e giocarvi, nell'ordine, Brasile, Argentina, Italia, Francia, Germania, Olanda, Portogallo, Danimarca, Solvacchia, ecc ecc)

    (E pure Ghana e Algeria, visto il mio commento ad "Angola Amara")

    (Quando faccio un pronostico, sono soldi facili)

    RispondiElimina
  3. Discorso tecnico.
    Già a me fa ridere sentire le critiche che - ciclicamente - la stampa straniera fa al "calcio all'italiana". Mi fa ancora più ridere che adesso queste critiche vengano da Capello. Perchè il buon Fabio è (non dimentichiamocelo) il primo allenatore non inglese della Nazionale di sua maestà, evidentemente chiamato a ricoprire quel ruolo perchè vincente proprio grazie al "calcio all'italiana" tanto vituperato, tanto poco spettacolare ma anche tanto efficace. Se Capello vincerà i Mondiali, lo farà giocando "all'italiana" (e perchè ha tra le mani la Nazionale forse più forte al Mondo).

    Discorso ultrà/stadi ecc.
    Che il calcio italiano faccia schifo perchè gli ultrà sono violenti (mi permetto di specificare: gli ultrà di alcune squadre) e gli stadi indecenti (anche qui specifico: il 99%) è fatto risaputo. Forse le critiche di Capello derivano proprio dall'impatto con la Gran Bretagna, in cui questi problemi non esistono. Forse vedendo come vanno le cose oltremanica, è più evidente che qui sia tutto da rifare. Forse, per concludere, è solo una questione di prospettiva.

    RispondiElimina