domenica 7 febbraio 2010

Il tocco di Santon

(Molti tituli)
L'intervallo dopo il primo tempo è più appropriato per attività amene come bersi un bel caffè Borghetti, scartare un panino con la frittata dalla carta stagnola o parlare con gli amici; senonché, a volte, può essere anche lo scenario per un bel j'accuse. La mia solita polemica anti-Inter, qualcuno dirà. Può essere, prometto di pensarci su.
I fatti sono noti a chiunque abbia seguito i primi 45 minuti di questa assolata domenica di Carnevale. L'Inter è in vantaggio 2 a 0 contro il Cagliari dopo neanche venti minuti, domina l'incontro con i suoi omoni stranieri sparsi per il campo, Moratti gongola tra i suoi pretoriani, l'arbitro si compiace per non dover intervenire molto, il simpatico Mourinho tra sè e sè pensa con soddisfazione alla lezione che sta dando al suo dirimpettaio Allegri, che gli è stato preferito come miglior tecnico della stagione passata, il Cagliari prova a reagire ma contro tanti campioni non è facile per nessuno, neanche per un Jeda ispirato e per un Nenè caparbio, e insomma la partita pare incanalarsi verso una passeggiata di salute per i nerazzurri.
Poi, succede un avvenimento, una nota a piè di pagina del campionato, che però con queste mie poche righe voglio riscattare ad maiora dal sicuro oblio. Dopo alcuni minuti di pressione, di sano coraggio, finalmente il Cagliari ordisce una bella trama offensiva, con la palla che viene contesa al limite dell'area tra Santon e un giocatore rossoblu; Santon, chiaramente in vantaggio, con la punta del piede in scivolata tocca il pallone verso la propria porta; il più lesto di tutti è il bomber Matri, che stoppa e trafigge Julio Cesar con un destro preciso. Gol e palla a centrocampo? Neanche per sogno: spazio al teatrino di arbitro e guardialinee, che annullano tutto per fuorigioco di Matri, effettivamente più avanti di tutti al momento del tocco di Santon. Ehi, un attimo: ho detto il tocco di Santon, uno della squadra avversaria. Un tocco evidente, di quelli che si vedono pure in diretta, di cui tutti si sono accorti subito, giocatori rossoblu, omoni interisti, il simpatico Mou, l'arguto guardialinee, il bravo Santon, l'attento referee, il vispo Moratti, i sessantamila arrivati dall'allegro hinterland milanese. Basterebbe che uno di questi lo dicesse -uno che non sia del Cagliari, ovvio, che infatti lo fanno notare a più riprese: guardi signor arbitro, il gol è valido, l'ha toccata Santon. Lo chiamano fair-play, io preferisco correttezza, buona fede o anche solo sincerità. Tanto, che può valere un gol del genere, in una vittoria che arriverà comunque? Ma l'arroganza è più forte del beau geste, e allora tutti zitti, vince la farsa, vince la prepotenza, vince l'inganno, e si riparte dal rilancio di Julio Cesar, come se niente fosse.
Mi vengono quindi in mente tre pensieri conclusivi: ciò che da più disgusto dei comportamenti dell'Inter da qualche anno a questa parte, così come avveniva con la Juve, di cui semplicemente hanno preso il testimone, è "l'oscena gratuità", per dirla con una vecchia canzone dei Marlene Kuntz ("L'odio migliore"): non ci sarebbe bisogno di vincere così, eppure lo fanno. Secondo, vedo quei personaggi nerazzurri e penso alle vignette satiriche e grottesche di George Grosz, immagine del potere spartito e goduto con avidità. Terzo, ho finalmente capito che i famosi scudetti finti rinfacciati alla squadra di Moratti non sono quelli tolti alla Juve, quelli "di cartone", ma questi degli ultimi anni, tutti quanti.
Buon secondo tempo!

8 commenti:

  1. Non potevo che essere io il primo a commentare il post...
    Oggi decido di metterci la faccia; l'ho messa in annate e situazioni ben peggiori, non mi costa nulla farlo oggi.
    Non ho visto la partita, ma ho appena finito di vedere le immagini degli highlights: il gol di Matri era valido.
    Non sto qui a commentare sulla posizione della terna nella specifica situazione, non mi interessa sapere chi e se aveva la visuale coperta o meno.Voglio solo sottolineare una cosa: le squadre di vertice sono sempre le più osservate nel bene e soprattutto nel male. L'Inter negli ultimi anni è sempre al vertice.La conclusione di questo facile sillogismo la lascio a voi...
    Gli episodi a favore possono incidere sulle singole partite e, con i dovuti distinguo e le cautele del caso, forse anche sui campionati, ma se oggi, come altre volte, si sottlinea un episodio a favore dell'Inter si vorrebbe far "cadere nell'oblio", come altre volte, un episodio a sfavore: poco dopo l'azione di Matri viene fermato Milito su un fuori gioco che non c'era.
    Adesso Matri aveva già segnato e Milito no (lo avrebbe fatto? probabile, ma irrilevante). Il punto è che a chi sta in testa i crtici non concedono mai nulla e gli episodi a favore sono e saranno sempre in malafede; sugli episodi a sfavore ci si passa sopra, perchè se no che fai: già sei il più forte e se subisci un danno osi pure lamentarti? Non sia mai!
    Ci vorrebbe più equilibrio nei giudizi...
    Sulle antipatie calcistiche invece non si può sindacare: de gustibus...
    Perciò concludo dicendo che se l'Inter ti è antipatica, caro Dionigi, mi dispiace per te: perchè non godrai del bel calcio che sa offrire (vedi per esempio l'azione del 3-0) e perchè di bocconi amari ne dovrai ingoiare ancora un bel po', tra partite vinte con merito e con gli "episodi sospetti" che, insieme al calciomercato dei procuratori, segnano le domeniche calcistiche in Italia.
    Prendendo ad esempio la tua Roma: vuoi davvero farci credere che lo scudetto '00/'01 sia completamente libero da espisodi dubbi?! Forse ci si è passati sopra perchè è stato uno scudetto isolato. L'Inter invece vince da un po' di tempo e allora "un solo grido,un solo allrme"....

    RispondiElimina
  2. Inappuntabile la tua analisi dell'azione che doveva portare sull'2-1 il Cagliari ma scandalizzarsi per il fair-play non avvenuto è come incazzarsi perché non c'è la pace nel mondo.
    E' ridicolo dunque indignarsi perché la squadra che giova dell'errore (non favore) arbitrale non faccia il mea culpa. Nel calcio questo non esiste: quando ciò succede infatti i protagonisti gentiluomini si prendono gli onori delle cronache. Quante volte succede? Una volta ogni lustro circa...
    Sono dispiaciuto e molto della svista arbitrale che sporca l'immensa prestazione dell'Inter, Siamo di un'altra categoria in Italia, dovremmo giocare in Premier League. Siamo la nuova Juve? Sì certo, ma allora questo post potrebbe averlo scritto un "vecchio interista".

    RispondiElimina
  3. "Mi parve di capire dove voleva arrivare, e cercai di seppellirlo sotto l'autorità di un testo famoso. Il Consigliere ne pretendeva la conoscenza a menadito da parte di ogni sottoposto.
    - Machiavelli ha scritto che bisogna guardare il fine, non i mezzi.
    - Sì, anche Yossef me lo ha ripetuto spesso-. Chiuse gli occhi e si sistemò sul fianco. - Con gli anni, ho invece imparato che i mezzi cambiano il fine".

    Wu Ming, "Altai", p. 228.

    Potrei finirla qui, ma per senso d'ospitalità, farò alcune precisazioni.

    Caro inminoranza, perchè in tema di "errori arbitrali" continui a fissare il mio dito, mentre io indico la luna? Mi importa assai poco del singolo errore; è il contesto che mi repelle. Perchè poi ti limiti a proteggerti dietro la mia antipatia verso l'Inter (deduzione, peraltro, errata: mi è antipatica solo "questa" Inter, non quella che perdeva con Pistone e Ferrante)? Guarda che io "godo molto del bel calcio che offre la tua squadra", ma più che dell'azione del 3-0 di oggi, sono un fan degli eleganti schemi "à la flipper" che spesso finalizza Pandev, come oggi o a Bari, o del frizzante finale contro il Siena o a Kiev. Lì si vede che meritate i soldi che valete. E infine, "non voglio assolutamente farti credere che lo scudetto 00/01 della Roma sia completamente libero di episodi dubbi", anzi, a me quel gol di Dalmat alla Lazio sul neutro di Bari ancora mi puzza di pastetta, secondo me in quell'occasione l'Inter -già fuori dai giochi a metà ottobre- ci diede una mano un pò prezzolata..Ops.

    Caro Fede, sono convinto che una delle poche libertà che ci resta sia quella di fissare la nostra asticella del ridicolo dove ci pare (in una sorta di gioco del limbo esistenziale), quindi no, non trovo affatto "ridicola" la mia indignazione. Detto questo, non dovrai attendere tanto per capire se l'Inter è davvero una squadra "da Premier League", tra poco farete l'esame a Stamford Bridge, e guarda, sono convinto che almeno per una volta riuscirete a superare le colonne d'Ercole degli ottavi di finale ed eguagliare così l'unica squadra italiana che negli ultimi anni si è issata fino ai quarti (una a caso).

    RispondiElimina
  4. Un tempo ero juventino. Di sviste arbitrali credo di essere, quindi, una specie di intenditore.

    Le si può giustificare come sudditanza. Le si può giustificare con tanti fari puntati. O con invidia.

    Quello che ho imparato è che tanto queste rimangono e rovinano i sogni.

    Da un pò di anni osservo e mi chiedo se e in quanti faranno la fine che ho fatto io. Da tifoso sfegatato a blaugrana in esilio. Una svista, due sviste, tante giustificazioni e l'arrampicarsi sugli specchi. E ti ritrovi a capire che quello che hai tifato era artefatto. Una macchinetta indegna ed incolore.

    Un tempo addirittura (allucinato dalla fede bianconera) pensavo che il fallo di Iuliano fosse sfondamento di Ronaldo. Che quel pallone calciato da Bierhoff non era entrato del tutto. Che se a Bologna succedeva sempre qualcosa era puro caso. Ora tifo un'altra squadra e penso che per anni ho esultato e tifato invano.

    Percui, inminoranza, ti dico: non pensiamo (sono vicino a te in questo) che dietro a tutto ciò ci sia quella piovra che ha rovinato gli juventini, semplicemente, non accettiamo nessuno di questi episodi. Che sennò poi perdiamo tutto. E tocca rinnegare.

    Cambiando argomento, aggiungo, poi, che se Mourinho ed i suoi ragazzi non alzano la Coppa quest'anno... beh... non la alzano più. In Europa non vedo una squadra con una rosa pari a quella dei nerazzurri.

    RispondiElimina
  5. sono della Lazio, ero a Bari nel 2001 in quell'Inter-Lazio 1-1 che diede lo scudetto alla Roma: "pastetta" con un gol da 30 metri al 91' e dodici occasioni fallite da Crespo, Salas & co.?

    markovic

    RispondiElimina
  6. Sei proprio sicuro Bostero? Hai visto il Chelsea ieri? Ha lo stesso approccio qualitativo che aveva il milan di ancelotti con una fisicità impressionante. Sono davvero combattuto.. Da antitaliano quale sono spererei in un tracollo nerazzurro, ma da mourinhista della prima ora mi dispiacerebbe vedere il tecnico portoghese ancora una volta fuori dal banchetto finale della champions.
    Quando José lascerà l'inter potrò finalmente trovare pace..

    RispondiElimina
  7. Io solo dico che non possono essere eliminati in eterno. Ogni calcolo delle probabilità è contro il Chelsea.

    RispondiElimina
  8. Devo dire che l’assist non visto di Santon aveva colpito anche me e mi piace costatare che non sia passato così inosservato. Detto questo, più che il favore arbitrale (ormai consueta pertinenza italiana del primo della classe), più che la mancata occasione per usare fari-play (ma nel calcio tale “sentimento” esiste??), mi colpisce e mi lascia bastito l’arroganza del continuare a sostenersi “contro il sistema” o addirittura vittime di esso…
    Eddie

    RispondiElimina