mercoledì 10 febbraio 2010

Il fattore Alemanno

Gianni Alemanno e Rosella Sensi
Per chi segue da vicino la realtà calcistica romana non può essere sfuggito il c.d. "fattore alemanno". Il sindaco in carica sta diventando un vero e proprio deus ex machina per le squadre capitoline, una sorta di presidente ombra che tira le file dietro le quinte, neanche Lazio e Roma fossero diventate delle aziende municpalizzate. I momenti importanti in questa stagione sono due: per la Roma, l'intervento dell'ex "colonnello di AN" è stato decisivo per dare tranquillità alla società nel complicato momento successivo alla cacciata di Spalletti. La Sensi sembrava sotto scacco delle banche e col fiato di Angelini sul collo, la squadra non girava e Ranieri, oggi vate, era visto con diffidenza. Proprio in quel momento il buon Gianni, con piglio decisionista, ha messo al tavolo Rosella e l'Unicredit, ha mediato tra le parti e ha lavorato negli interessi della società. Da quel momento le voci di passaggio di consegne si sono diradate e la Roma ha ripreso a volare in campionato, il mercato si è sbloccato (vedi Toni) e tutti i giocatori sono sembrati "miracolosamente" rianimati dal sacro fuoco dell'amore per la maglia. Per la Lazio il "fattore Alemanno" è intervenuto in questi ultimi giorni, la discesa in campo del Sindaco non poteva essere più esplicita:"Ognuno ha il suo ruolo ma io cercherò di fare di tutto per fare in modo che i vertici della Lazio si responsabilizzino per evitare lo spettro della retrocessione".
 

Sarà anche qui una coincidenza, ma proprio pochi giorni dopo queste parole è saltato Davide Ballardini, tecnico scelto da Lotito ad inizio stagione e mai criticato dalla società con la quale il tecnico romagnolo era stato in sintonia anche nelle scelte più discusse, avallando anche il mercato invernale, facendo scendere in campo tutti i nuovi acquisti domenica contro il Catania. Avevamo già scritto che Ballardini era blindato fino alla concluisione delle vicende processuali di Pandev e Ledesma, in quanto teste chiave per sostenere la linea difensiva scelta dai legali della Lazio, ma la velocità dell'esonero dopo l'intervento di Alemanno non può non far rflettere sul peso che il sindaco si ritagliato nella vita calcistica romana, nonstante Ballardini potesse vantare un oneroso - per gli standard di Lotito - contratto triennale. L'interpretazione più semplice potrebbe essere quella di ricondurre il comportamento del Sindaco ad una più ampia strategia elettorale e di gestione del consenso, dato che il calcio, come sappiamo, è politica allo stato puro. Forse, però, quello che si sta affermando è un modello dirigista e accentrato che è molto caro all'ex uomo forte della destra sociale da molto tempo. Una gestione della cosa pubblica che influenzi necessariamente la realtà imprenditoriale attraverso un lungo lavoro di relazioni che Alemanno ha cominciato a svolgere dai tempi dell'attività di governo, tessendo una serie di relazioni privilegiate con banchieri e imprenditori. Dietro tutto questo rimane aperto il walzer degli stadi e, soprattutto, della candidatura olimpica: un banchetto di appalti al quale nessuno vuole mancare, e a fare gli inviti sarà proprio Alemanno.

19 commenti:

  1. Io adoro i tuoi retroscena analitici, Gegen.

    Stesso argomento ma diverso protagonista (giusto per fornire informazioni): domenica mattina leggevo sul Corriere dello Sport un'intervista a Lotito. In breve, egli dichiarava che, attualmente, ha in mano il 67% della società, che era ben lungi dal pensare di mollare, che lo si deve ringraziare perchè ai tempi dei suoi predecessori la Lazio era terra di scempio, una specie di supermarket dove arrivavi e prendevi quello che ti serviva in dispensa (l'avvocato citava i casi Nesta e Crespo).

    Insomma, solo per dire che io in questo momento proprio non vorrei essere laziale. Butta male.

    La retrocessione è uno spettro inquietante. Non scendi e poi risali a piacimento dalla Serie B. I conti economici in B non tornano. Ecc ecc...

    Ora si parla di Reja. Bene. E' un ottimo allenatore. Speriamo possa lavorare in serenità, penso. Poi vedo le immagini di Formello ieri (scontri ed allenamento rinviato) e qualche dubbio mi viene.

    I primi tempi, non lo nascondo, Lotito mi convinceva. Professava una gestione sana ed oculata, senza troppe pretese a fronte di una Seie A sprecona ed infarcita di plusvalenza finte. Ora, sinceramente, mi ricredo. L'impressione è che stia remando scoordinato. E che nessuno lo segua.

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  2. Alemanno non è scemo, la Lazio in serie B, prima ancora che un disastro sportivo, è un problema di ordine pubblico. Si potrebbe allora pensare: non avverrà mai (considerando anche i precedenti di Calciopoli della Lazio, una mano amica si trova). Però poi pensi anche che Genoa e soprattutto Napoli in B ci hanno passato una vita, e allora tutto può essere.
    In generale, con due società così deboli, fa bene Alemanno a far sentire la sua mano, ho sempre pensato che Roma e Lazio sono due beni troppo importanti e troppo mal sfruttati per la città, dovrebbero essere delle super-potenze europee, e magari una certa spinta arrivasse dalla cosa pubblica; anche se appare uno scenario ancor più improbabile della realizzazione della metro C..

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  3. Ah, (io non l'ho mai comprato perchè mi vergognerei all'edicola, però magari in biblioteca si può leggere) oggi in prima pagina sul Riformista c'è un pezzo proprio su quest'argomento, la Lazio inguaia la Polverini mi pare si chiami. Comunque quanto siamo avanti...

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  4. io credo che alemanno sia tra i principali artefici della rinascita giallorossa, spero che anche la Lazio possa riprendersi.

    Su lotito c'è poco da dire, oramai è solo Hitler nel bunker di Berlino, ha il tratto tragico di un Riccardo III, i fantasmi delle sue vittime gli appariranno in sogno la notte prima della battaglia decisiva.

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  5. Personalmente temo che le iniziative "corporativistiche" di Alemanno si ritorceranno sulla Roma prima o poi.

    Giungere al fallimento di Italpetroli avendo ancora la Roma tra gli asset strategici da gestire/smistare rischia di essere un peccato mortale.

    Attendiamo sviulppi. Nel frattempo godiamoci Juan, tecnicamente un gradino sopra tutto il panorama calcistico di roma e dintorni, con la lungimiranza di chi cerca di scoprire il futuro nel fondo di una tazzina di caffè.

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  6. Caspita ragazzi,alla faccia della dietrologia!
    Certo, ora che mi mettete la pulce nell'orecchio... Se fosse vero sarebbe a tratti inquietante.
    Dionigi, nella mia "beata ignoranza" non credo alla tesi dello sfruttamento economico di eventuali vittorie di Roma e Lazio, perchè non vedo materialmente come potrebbe guadagnarci il comune di Roma. Ma forse sono solo ingenuo.
    Senza voler minimamente rinfocolare alcuna polemica stavolta - giuro! - tutta questa storia però mi ricorda tanto una mia invettiva proprio su questo blog, quando parlavo della "sub cultura calcistica romana" che vorrebbe (quasi pretenderebbe) che Roma e Lazio fossero tra le grandi d'Italia e d'Europa, come aggiungi tu.Ripensamenti? Smentite? Non so, però la motivazione economica (stupido io, che non ci ho pensato!) potrebbe essere la risposta che avvalora la mia invettiva.

    Bostero anche io credevo che Lotito alla fine potesse proporre seriamente un'alternativa valida di gestione di una società calcistica, salvo dovermi ricredere come tutti.
    Come dice Gegen, Lotito è oggi sempre più un uomo solo... Peccato, perchè l'idea rimane valida, bisogna "solo" essere capaci di concretizzarla.

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  7. Esatto! Dietrologia, interpretazione, diciamo, molto estensiva e un po' capziosa. Certo è che tornando a casa le famose "radio romane" non parlavano che di Alemanno e del suo contributo a favore della Lazio.
    Io la vedo così: Alemanno parla con Unicredit e contestualmente spariscono potenziali acquirenti della Roma, molti comparsi solo per finalità di destabilizzazione o autopublicitaria, e i giocatori cominciano a correre forse (molto forse) perché con una tregua da parte delle banche gli stipendi sono tornati ad arrivare puntuali. Tutto questo, magari, per preparare un dolce addio dei Sensi passando il testimone al sempiterno Caltagirone (convitato di pietra in tutte le vicende romane). Sulla Lazio, quello che fa riflettere è la tempistica dell'evoluzione degli eventi: In un giro d'orologio Ballardini è passato da intoccabile a licenziato.
    Ci dobbiamo stupire? Forse no, visto che dall'epoca dei cesari i Lvdi erano interesse politico.
    Chissà, spingendo la fantasia oltre ogni limite, se Alemanno, novello Hugo Chavez, non provveda direttamente a "municipalizzare" (equivalente su scala locale della nazionalizzazione) le due società.
    Non ti stupire inminoranza, a Milano il potere imprenditoriale (Slvio b. e tronchetti provera) a Roma, invece, ci lasciamo accarezzare dai tentacoli della politica.

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  8. Un paio di domande:

    1. Siamo proprio sicuri, Edy, che vogliamo passare alla difesa a tre pura? Non è un azzardo?

    2. Ledesma? Reintegrato??? Gegen, io non ci capisco nulla. Cosa devo pensare? Che avete perso Pandev per l'anima del cavolo, allora?

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  9. La Lazio fino ad'oggi ha giocato buona parte della stagione con la difesa a tre.
    Edy secondo me ha più carsima, avrà più presa sui giocatori sicuramente.
    Su Ledesma, siamo alle comiche... Ma credo che il tecnico giuliano abbia presteso il reintegro prima di firmare.

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  10. Ipotesi estrema: Alemanno ha rotto le uova nel paniere di Lotito.
    Il Presidente moralizzatore (i motivi anocra non mi vengono in mente) aveva stipulato un patto di ferro con il tecnico Ballardini per mandare la lazio in serie B.
    Il cambio di allenatore, caldeggiato dal sindaco, stravolge tutti i piani. Reja, navigato uomo di calcio, seppur a fatica, salverà la lazio.
    Sono consapevole di esporre una tesi estrema, ma pensate a tutte le scelte, tecniche e societarie in primis, della premiata ditta Lotito-Ballardini. Secondo l'obiettivo era uno solo: LA SERIE CADETTA

    Il Fornaretto

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  11. Hai perfettamente colto quello che volevo dire Fornaretto...
    La prima mossa di Reja sarà far accomodare in panchina Zarate. ne vedremo delle belle!
    Salvaci soldato Reja (come recitava uno striscione dei tifosi vicentini)

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  12. Vabbè ma spiegatemi quale sarebbe il senso e il ritorno dell'operazione "serie B" di Lotito, un ricatto verso l'amministrazione comunale per la concessione dello stadio?
    E Ballardini che ne avrebbe tratto da tutto questo se non l'infamia della retrocessione e gli sputi sulla macchina fuori da Formello?
    Per carità l'ipotesi è suggestiva ma forse un pò estrema.
    L'egoismo e l'ambizione di Zarate sono un lusso per una squadra terz'ultima in classifica, in fondo anche la Samp scese in B con el burrito Ortega trequartista..

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  13. Con quella tesi un po' azzardata volevo solo dire che tutte le scelte fatte da quei due durante la stagione hanno fatto il bene dei romanisti piuttosto che dei laziali. Tutto sbagliato. E non si può neanche dire che gli ha detto male. Poi chiaramente ho specificato di non immaginare quali potessero essere le cause.
    Una provocazione per i lettori di Lacrime di Borghetti. Nulla di più.
    Intanto a Roma nevica. Segnali che arrivano dall'alto?

    Il Fornaretto

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  14. Ah, quello è poco ma sicuro. Lotito è il primo giallorosso della città. Ancora un piccolo sforzo quest'anno, e finirà nel nostro pantheon romanista..

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  15. Lo scopo di una eventuale retrocessione programmata mi pare abbastanza comprensibile.

    Vendi i pezzi pregiati e fai cassa (Kolarov, Zarate, Ledesma, Rocchi, Foggia e Linchstainer).

    Se in B la squadra riesce poi ad imporsi il titolo in borsa schizza in alto.

    é fantacalcio: ma la ogica c'è.

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  16. Siccome adoro la dietrologia e, più in generale, prendere le cose da dietro.. mi tuffo con piacere in questo post.. Tempo fa in Albione.. all’indomani del mancato passaggio di Gerrard al Chelsea.. uscì un ottimo libro di un giornalista del Mirror “Football And Gangsterism – How Organised Crime controls The Beautiful Game” in cui si sostiene come “anche” nel calcio inglese cosa nostra avesse da tempo fiutato il business del pallone che rotola.. riciclaggio e lavanderia ma non solo.. scommesse (più o meno legali).. e showbusiness (that is to say droga, prostituzione, ricatti etc..).. In Italia ha accennato a cose del genere un pamphlet di Carlo Petrini (gli altri due erano ridicoli).. il quale però non ha potuto/voluto approfondire..

    Accennavate che a Milano esiste uno stretto rapporto tra imprenditoria e pallone e a Roma tra politica e pallone.. sostituite l’addendo pallone con crimine organizzato e il risultato non cambia.. Saltando a piè pari le vicende licenziose del Signor B. e del Tronchetto della Felicità.. che non li inguaieranno mai perchè senza di loro non potrebbe esserci un “paese normale”, come diceva baffetto (arridateci baffone!!).. Due cose su Lotito.. Genero, e quindi generato da Mezzaroma (con il quale condivide una condanna in primo grado per aggiottaggio).. Figlioccio, fedele e non Bruto, di Caltagirone (con il quale condivide la gestione di società immobiliari in giro per l’Italia, Veneto e Liguria comprese).. Compagno di merende dei vari Ricucci e Fiorani nei film postvanziniani della capitale.. A ottobre finisce nelle intercettazioni riguardanti la discarica di Pomezia.. Era al telefono con Flavio Carboni.. uno che a ritroso: ha venduto Villa Certosa al Signor B., è stato assolto dall’avere impiccato Calvi a Londra (il ritorno della famiglia Garofalo), ha avuto rapporti con Gelli, Pazienza (Uscito immacolato da ogni situazione uando due anni fa cercarono di implicarlo nel caso Orlandi il suo geniale avvocato disse “Mo’ ci manca che me lo accusano per le torri gemelle”..) e con la Banda della Magliana..

    E qui il romanzo criminale si sposta sull’estrema destra capitolina che ha sempre intrattenuto rapporti con il malaffare imprenditoriale e “mediato” tra di essi ed il calcio.. In questa ottica l’intervento di Alemanno più che una strategia di lungo respiro sembra una mossa tattica di aggiustamento tra le varie correnti.. così come le sue precedenti manovre su sponda giallorossa (una pax romana di stampo Augusteo volta però a sedare le guerre interne piuttosto che le ingerenze esterne.. a propos, non credo proprio che sia stato capace di “influenzare” Unicredit.. al massimo li avrà tranquillizzati che le iene erano state temporaneamente sedate).. In questa ottica le dimostrazioni di piazza degli Ultras destri.. gialli, rossi, bianchi o celesti non fa differenza.. che, chiudendo comme d'habitude il cerchio, anche a Londra sono riemersi da sotto il ponte di Blackfriars per intrattenere rapporti con l’edilizia (Easy London) e i vari Garofalo..

    Detto ciò.. Edy Reja con la difesa a tre salverà la Lazio.. con Lotito volente o nolente.. Perchè se è vero che se scendi di categoria vendi e ti disintossichi.. o ti disintossichi e poi rivendi (vedi Fiorentina e Napoli).. però poi non fai lo stadio al Parco Leonardo (o a Pomezia, sulle tonnellate di amianto illegalmente scaricateci) in vista di ste cazzo di Olimpiadi-Mondiali-Europei-Tornei di quartiere di tennistavolo che servono come l’aria ai palazzinari romani in affanno.. Finita l’effimera dolce vita Veltroniana e con il rischio di una bolla asiatica il buon Alemanno sta cercando di ripartire dalle fondamenta.. cemento e speculazione.. per risollevare l’Urbe e sedare le lotte intestine degli squali in affanno.. Il mondo e paese.. due popoli per due stati.. e due squadre per due stadi sono fondamentali per riportare la pace..

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  17. Belle letture, zio..(a parte quella premessa iniziale sul "prendere le cose da dietro", che interpreteremo in senso meramente metaforico). Effettivamente è curiosa l'ostinazione con cui, da quando siamo piccoli, a Roma tentano di accaparrarsi, con la scusa "che ce stà er Colosseo ahò", qualsiasi manifestazione sportiva internazionale (e il nuoto, e le macchine, e le olimpiadi). Diventa meno curiosa se uno si ferma a pensare alla bava stile Montgomery Burns ("eccellente..") dei palazzinari in attesa.

    Grazie anche della colorita ricostruzione della malavita (pallonara).

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  18. Addenda perfetta Ziodiholloway (o Ziodiellroy per l'occasione), anche io ho una predilezione per la dietrolgia che spesso mi rinfacciano, comunque questi tuoi commenti meriterebbero la vetrina di un post autonomo! Sulla Lazio non dimentichiamo le grinfie della camorra...
    Una piccola aggiunta: parlando dei fatti romani si richiama costantemente la banda della maglia, epitome della holding criminale metropolitana e camaleontica, ma a volte ho come l'impressione che si tenda (non da parte tua naturalmente) a trasformarla in una categoria omnicomprensiva dove far rientrare tutto, una sorta di colata di cemento che unifica tutto. Un paragone calzante potrebbe essere fatto con il ruolo che la categoria dell'"impressionismo" ha assunto nella storia dell'arte. Qualunque pittore operasse in francia nell'ottocento viene genericamente definito "impressionista", in barba alle peculiarità tecniche, artistiche e sociali. Così a Roma, chiunque si sia mosso nell'ambito criminale (anche chi lo millanta col gusto dell'aneddoto per épater la bourgeoisie, e ce ne sono) viene inserito nelle file della magliana.

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  19. dimenticavo che dopo la neve di oggi Roma è pronta a candidarsi, oltre che ai mondiali-europei-giochi olimpici-gara di rutti, anche alle olimpiadi invernali

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