martedì 9 febbraio 2010

Delitto al San Carlo

Faccio seguito alle polemiche arbitrali scaturite nelle ultime giornate per fare il punto sulla squadra più scomoda e dunque più bersagliata del campionato.
Parlo ovviamente del Napoli targato Mazzari, squadra rocciosa e recentemente in grado si giocare a ritmi impressionanti.
Inutile tessere le lodi di Mister Mazzarri, già artefice in passato di stagioni di passione e continuità incredibili, da ultimo con i colori della Samp e prima ancora in maglia amaranto.
Obsoleto anche ogni considerazione circa i cavalli di razza della scuderia De Laurentiis, in primiis Campagnaro, Maggio, De Santctis, Hamksik ed allegra compagnia.
Chiunque abbia visto (come me) con continuità le partite della squadra partenopea non può che concordare sul fatto che gli azzurri siano stati falcidiati da sviste arbitrali inimmaginabili, che si protraggono ormai dall'inizio della stagione. Tra andata e ritorno è stata derubata di almeno tre punti nelle sfide con i grifoni ed altrettani nel derby del sud con il Palermo, mentre quanto accaduto domenica ad Udine desta più di un sospetto sulla presunta bona fides arbitrale.
Un arbitro incarognito ha fatto di tutto per affossare la compagine azzurra, riuscendo nel suo intento solo ad una manciata di minuti dalla fine. Rigori concessi quanto meno dubbi, rigori cristallini non dati, espulsioni date e non date senza logica alcuna. Non gridare al complotto, talvolta, è quanto meno difficile, se non addirittura fuori luogo.
Domenica si preannuncia al San Paolo una partita di cartello che spero non abbia strascichi polemici di alcun tipo. Si presenta al cospetto dell'indomito Ciuccio l'Inter di Mourinho, ovvero l'unica squadra in Italia che gode di provilegi arbitrali ed allo stesso tempo asserisce il contrario.

Vinca pure il migliore, cioè l'inter, ma per favore senza se e senza ma.

Se San Siro è la Scala del calcio, ovvero un teatro fantastico e frequentato dalla grigia Milano bene, il San Paolo altro non è che il San Carlo del Calcio: un patrimonio dell'umanità un po' delabrè, romantico ed indiscutibilmente grandioso in tutta la sua maestosità. Il popolo azzurro si scalda e si innamora, come da tradizione. Ma con occhio critico ho un timore che puzza tanto di ritrita realtà: finale di stagione, prime quattro in calssifica Inter, Milan, Roma e Juventus. tutti gli altri (Napoli compreso) a combattere al massimo per la Uefa League, con ben servito ai sogni (di gloria), a discapito della vecchia signora o meglio della vecchia abbattona.

5 commenti:

  1. Al di là del caso specifico (non seguo con continuità il Napoli, squdra cui -secondo me- manca solo un grande bomber per fare il salto di qualità, senza nulla togliere al generoso Denis), dove peraltro trovo condivisibile l'espulsione di Maggio per simulazione nell'ultima partita (dei rigori non ricordo), è importante secondo me far uscire dal post un tconflitto che Tato ha sapientemente nascosto tra le righe: Milan e Juventus devono andare in Champions, possibilmente senza preliminari (devono, perchè serve a loro, serve all'Uefa, serve a Sky, serve alla Gazzetta); ci sono però alcune squadre, molte di più rispetto al passato (almeno dai tempi delle sette sorelle), che non sono d'accordo, e legittimamente aspirano allo stesso traguardo; oltre che "legittimamente", anche con merito, perchè giocano bene se non meglio delle due grandi squadre. Mi riferisco, ovviamente, alla Roma, al Napoli, al Palermo, alla Fiorentina, al Genoa, e, in misura minore, alla Sampdoria.

    Qualcuno resterà col cerino corto in mano. E' importante, allora, che a distribuire i cerini non siano gli arbitri, ma i bomber e i portieri.

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  2. Bel pezzo, Tato. E, ovviamente, condivisibile virgola per virgola.
    Pensa che persino sul mio blog "Calciopassioni" - dove cerco sempre di ragionare sul pallone in maniera laica, seppur appassionata - mi sto lasciando andare a commenti da bar e ipotesi vetero-complottiste.
    Anche per me il problema è più generale e riguarda il declino tecnico ed economico-gestionale di Milan e Juventus, che vorrebbero mantenere le proprie posizioni di vertice anche a discapito della logica del campo e della evidente crescita, tecnica ed economico-gestionale, di almeno quattro-cinque società di fascia media.
    Speriamo bene per le prossime settimane, anche se secondo me ne vedremo ancora delle belle...

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  3. non meritava di perdere il Napoli.... credo anche che De Laurentis faccia molto la vittima...ma ultimamente è una moda.
    La realtà è che abbiamo un classe arbitrale RIDICOLA...ma comunque non nego che ci sia molto interesse nel far approdare tutte e tre le "Strisciate" in champions....Napoli e il Napoli(aldilà delle personali antipatie )meritano attualmente la champions....

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  4. Per me ha ragione Dionigi, occorre che LB si schieri sull'esistenza di un disegno.

    I pro che mi vengono in mente sono la Superlega "di fatto" e la nuova idea di Platini per i prossimi anni (-Spendi solo quello che fatturi-).

    Chi ci sarà deve esserci ora.

    I contro sono dati dal fatto che c'è ancora puzza di calciopoli.

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  5. E' così, non è (almeno non è solo) dietrologia. E' che un pò di calcio (almeno quello) l'abbiamo visto. Già oggi un articolo di Tuttosport titola "Juve, Champions per forza". Un'altra testata (la Gazzetta mi pare) sfoggia l'articolo "Juve, la Champions vale 70 milioni".
    Insomma, se questi non sono avvertimenti, poco ci manca. Occhio ai pizzini ora.

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