giovedì 7 gennaio 2010

Una vittoria con più ombre che luci

Dopo la pausa natalizia la Lazio era chiamata ad una prova delicata e dal sapore di spareggio, misura di una stagione davvero deludente sia per risultati che per gioco espresso in campo. Il tabellino parla di una vittoria larga, caratterizzata da un considervole score, soprattutto se si pensa che i 4 goal segnati sono quasi la metà di quelli (10) realizzate nel resto del torneo. Eppure, chiunque abbia visto la partita sa che c'è poco da stare tranquilli. Tra le buone notizie occorre ricordare la doppietta di Floccari al debutto e, speriamo, l'abbandono della difesa a tre dopo la sostituzione di Diakite dopo neanche un tempo.

Speriamo che la scelta di Ballardini sia stata dovuta ad un ripensamento tattico e non, invece come sembra plausibile, dettata dal buon gusto di non poter tollerare la presenza in campo contemporanea del giovane difensore biancazzurro e "tyson" Rivas dall'altra parte, praticamente due professionisti dello svarione difensivo indigesti a qualunque cultore della fase difensiva, ma anche a chi ritiene che la semplice concentrazione sia una abitudine minima del vivere civile.

Non mancano le note negative, in particolare il gioco. Sostanzialmente la Lazio un'identità quest'anno non l'ha mai avuta, ed è difficile capire dove finiscano i meriti della Lazio e comincino i demeriti dei ragazzi di Serse Cosmi nel copioso ribaltamento del risultato avvenuto nella ripresa. Quello che ci consegna questa partita è l'immagine di una squadra oramai ai ferri corti, senza gruppo e con una serie di patate bollenti da gestire. In particolare, ci sono i casi di Zarate (sempre lontano dalla porta e, ancora un corpo estraneo alla squadra), Rocchi (oramai ai margini dell'undici titolare, nonostante il goal e l'assist di ieri) e Kolarov (che pare stia gestendo il braccio di ferro contrattuale per ritagliarsi una sacca di impunità che gli consenta di comportarsi come gli pare).

A condire tutto questo, a fine partita, sono giunte le dichiarazioni di Ballardini. Il tecnico romagnolo quest'anno aveva parlato meno dell'Avv. Covelli, il capofamiglia di Vacanze di Natale 1983 interpreatato da Riccardo Garrone, ma proprio come il protagonista del film pare abbia aspettato Natale per sparare le battute più roboanti.
Dalla conferenza stampa del dopopartita è uscito un quadro davvero poco edificante. Il tecnico ha sfruttato la vittoria per sparare a zero praticamente su tutti - dimostrando nuovamente che lo spogliatoio della Lazio è un disastro vedi l'episodio del rigore - e ha, soprattutto, presentato il conto alla società dicendo che è ora di rimediare agli errori del mercato estivo, tanto in entrata quanto in uscita. L'ambiente Lazio negli ultimi anni è diventato una specie di convento dove si è fatto voto di silenzio, pertanto, fughe di notizie a parte, poche volte abbiamo avuto possibilità di capire le dinamiche interne al mondo biancoceleste. Dalla conferenza stampa di ieri abbiamo capito che Ballardini non ha avuto voce in capitolo nel mercato finora, e che anche Floccari è stata una scelta da lui solamente avallata a cose, praticamente, fatte. Sappiamo che Rocchi deve prepararsi a lasciare Roma (e questo mi pare irrispettoso e sbagliato) e che Zarate è partito quattro giorni prima di tutti senza permesso.

L'alzata di testa del Mister, oltre a violare qualsiasi consiglio a lavare i panni sporchi in famiglia, dimostra la situazione interna è pesante, che per smuoverla serve solo il pubblico ludibrio e che la guida tecnica è stanca di mettere la faccia di fronte ad una dirigenza immobile e che prescinde da lui per le decisioni. Finita la vicenda Pandev, probabilmente, Ballardini ha potuto venire meno all'invito alla compatezza, anche per avallare le strategie processuali, che Lotito deve avergli certamente imposto. Io francamente auspico un rinnovamento e mi dispiace che anche quest'anno ci tocca ballare il triste valzer dei prestiti onerosi al mercato di gennaio. Dal primo anno di questa presidenza latita qualunque tipo di programmazione tecnica. Mi piacerebbe tenere Rocchi per rispetto, come detto, e perché temo di vedere ancora Makinwa e Inzaghi pronti per entrare in casi di necessità (ieri senza Rocchi non so come sarebbe cambiata la partita). Speriamo che il nigeriano possa partire, pare che il Saragozza sia interessato alla sterile punta, da anni attaccante "di peso" solo per il bilancio della società e la pazienza dei tifosi. Io finchè non lo vedo al check-in di Fiumicino non riesco a credere che qualcuno possa comprarlo, ma il fatto che lo voglia il Saragozza mi da qualche speranza, in fondo hanno già comprato Carrizo e Elizeu... insomma hanno dimostrato di volerci bene. Forse, ed è la mia speranza, cercano un nuovo Melchiorre da far sfilare l'anno prossimo alla cabalgada de los Reyes Magos. Spesso, infatti, nelle città spagnole il ruolo del Re magio di colore è affidato ad atelti delle varie compagini locali e per quello il portamento e la lentezza del passo di Stephen sono perfetti. Insomma, staremo a vedere cosa si cela dietro la rupture di Ballardini, il quale comunque, lungi dal fare alcuna autocritica che sarebbe stata auspicabile, ci ha mostrato nuovamente il cumulo di macerie che sta lasciando intorno a se il despota mascellone, sempre più solo nella sua presidenza nichilista.

9 commenti:

  1. tu la fai -giustamente- sempre nera ma insomma, le ultime prestazioni pre-natalizie (risultato a parte) erano state incoraggianti, e ieri il secondo tempo, nella pesante situazione in cui è stato affrontato, è stato un bel segnale di riscossa. insomma io vedo un girone di ritorno tutto in discesa per la lazio.

    makinwa-melchiorre è un'immagine meravigliosa (speriamo che i nostri amici di giocatori che somigliano a macchine la leggano. Peraltro per loro avrei anche un altro suggerimento: Lady Gago) e una fantastica creazione letteraria. comunque è terribile il gusto futbolistico della città di Bunbury, ricordiamo che il saragozza è stato capace di andare in serie b con milito capocannoniere.

    devo dire poi che mi aspettavo un esordio col botto di floccari. la lazio doveva pur sbloccarsi ed ecco il nuovo centravanti, giocatore elegante, tecnico e con buon calcio. lui è tipo un forlan dei poveri secondo me, però ha ampi margini di miglioramento. mi domando perchè abbia fallito al genoa (forse è poco mobile?). e soprattutto mi domando che cosa cacchio passi per la mente della dirigenza rossoblu, che può scegliere -accanto a crespo- tra figueroa, floccari e acquafresca, e si ritrova con quel pippone di suazo. roba da far pensare che dietro ci sia il saragozza..

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  2. si è vero, ma già considerare l'obiettivo della Lazio la salvezza è farla nera. Insomma, bastava poco per ambire a qualcosa di più, fare un campionato gagliardo e entusiasta e soprattutto non uscire da un giorne di Europa League francamente scandaloso. Comunque credo che anche l'anno prossimo dovremo ricominciare da capo, senza Kolarov e Zarate.
    Bello il tuo paragone Floccari-Forlan, calzante. L'attacante di Vibo, però, varrà i 9 milioni a cui è fissato il riscatto?

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  3. Sarò sincero, per come stavano le cose ad agosto, io dalla Lazio mi aspettavo di meno:

    - Kolarov è l'unico difensore decente in rosa (e manco difende);
    - Ballardini traballa da mesi (più o meno dal primo giorno di allenamento);
    - i tifosi contestano (da anni);
    - alcuni stanno fuori rosa...


    ... è grasso che cola per la Lazio essere uscita dalla melma del fondo classifica.

    Più di ogni cosa sono allibito dai casi Pandev e Ledesma. Voce del verbo "quello che una società non deve fare accadere"

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  4. tutto vero Bostero tranne il fatto che Ballardini traballi da mesi. Anzi, ha sempre avuto la piena fiducia di Lotito, alemeno fino a quando ha assecondato le scelte tecniche, di gestione e anche processuali. Ballardini è stato inamovibile fino al processo Pandev perché serviva come testimone chiave per la tesi difensiva di Lotito, ovvero il macedone non si allena ed è fuori per scelta tecnica. Ora il tecnico Ravennate ha alzato la testa e ha messo in mora la società, vedremo come la prenderà lotito, uno che di solito non ama questo tipo di uscite. Se Ballardini fosse coerente dovrebbe dimettersi nel caso che il mercato di gennaio non fosse all'altezza delle necessità (vedi 2 centrocampisti).
    Sulla pochezza della difesa della Lazio basta dire che è bastato il rientro di Stendardo per fare la differenza rispetto ad inizio stagione.

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  5. Un altro suggerimento per gli amici di giocatori che somigliano a macchine potrebbe essere "Parlour con Lei" modificando la locandina del film di almodovar col riccioluto ex centrocampista dell'arsenal

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  6. intanto mi scuso per la lunga assenza......con il Livorno è stata una buona Lazio...oggi a Udine si è ripetuta...La conferenza stampa del dopo Livorno è secondo me un tentativo da parte di Ballardini di tutelarsi....lo spogliatoio è frantumato dai casi pandev e ledesma...da ormai 4 anni i calciatori biancocelesti sono divisi tra filosocietari e non...(ricordate le dichiarazioni di Di Canio?)..molti potrebbero cominciare a giocare contro il mister(forse gia lo stanno facendo).....Ballardini tenta goffamente di mettere le mani avanti(della serie oggi è andata bene ma qua è un casino).chiudoi su Zarate....sembra la classica frase da romanista...ma se non si da una regolata rischia seriamente di veder sfumare quanto di buona ha fatto fino ad adesso...ha dei seri limiti il ragazzo e forse è coccolato troppo dall ambiente....

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  7. Gegenschlag, tiè qua!

    http://giocatorichesomiglianoamacchine.blogspot.com/2010/01/giocatori-che-somigliano-cineforum-pt-2.html


    siamo come le aperture di fabian o'neill: lente ma efficaci.

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  8. è una locandina meravigliosa, solo l'incontro di menti sensibili come la vostra e quella di Gegen potevano partorire un tale omaggio al regista manchego.
    e comunque, ça va sans dire, la lettura è reciproca.

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