martedì 12 gennaio 2010

Non capirci più niente

(una scena che con Felipe non si verificherà mai)

Oggi Dario Dainelli, stopper non dinamicissimo ma gagliardo, possente e perbene, capitano (capitano!) della leggendaria Fiorentina che ha sbeffeggiato Liverpool e Olympique Lione e si appresta a vivere la storica sfida di Coppa Campioni contro il Bayern Monaco, è diventato un giocatore del Genoa, compagine appena estromessa dalla Coppa Uefa e di tre posizioni in ritardo in classifica rispetto ai viola.  Mi viene in mente il capitolo di Jack Frusciante è uscito dal gruppo (omesso nell'adattamento cinematografico) in cui il protagonista del libro di Enrico Brizzi ci racconta di aver letto la notizia dell'abbandono dei Red Hot Chili Peppers da parte del chitarrista Frusciante, e di non capirne le ragioni, perchè avviene proprio nel momento in cui, dopo tanti anni di gavetta e concerti in locali di periferia, per il gruppo si stavano per aprire le porte del successo.

Ci dev'essere qualcosa in questo calcio che mi sfugge, perchè non riesco proprio a capire, da un punto di vista umano e tecnico, un trasferimento del genere. Un capitano di una squadra in salute, attesa dalla Storia, non può abbandonarla per lidi più tranquilli, come se fosse un professionista che vuol mettere su famiglia e allora abbandona la partita IVA per farsi coccolare dall'impiego fisso. Non è un giocatore a fine carriera; non viene da una società insolvente; non ci sono state contestazioni dei tifosi. Perchè allora? Qualcuno sa darmi una spiegazione convincente?

Da un'intervista a Gilardino ascolticchiata sull'onnipresente skysport24 mi pare di intuire che le ragioni siano prettamente economico-contrattuali. Sarà. Va bene non credere più nella favola dell'attaccamento alla maglia, al gusto di giocare per giocare, all'amore per il proprio lavoro. Va bene che sono professionisti. Ma non credo che il Genoa abbia fatto a Dainelli un'offerta del tipo di quelle dello Shaktar a Lucarelli o dello Zenit a Spalletti, o dell'Uzbekistan a Eto'o, insomma, "una di quelle che non si può dire di no" (frase amata dai mercenari di ogni campanile). Possibile che cento euro o un anno di contratto valgano più dell'ebbrezza di scendere in campo all'Allianz Arena, in una serata fredda e nevosa, con sessantamila persone che ti scrutano, la fascia da capitano da brandire come il vessillo della propria appartenenza e l'ogoglio di rappresentare un'intera città di fronte alla Storia?
Temo che in realtà sia tutta colpa di Felipe, neo-acquisto della Fiorentina, che nei piani della dirigenza (e del sempre più annebbiato Corvino) dovrebbe prendere il posto proprio di Dainelli. Mi piace pensare che le ragioni siano allora soprattutto tecnico-umane. Mi piace pensare che Dainelli se ne sia andato per questo motivo, per risentimento verso una società che ha preferito al proprio stoico capitano un pippone brasiliano con i baffetti da pianista da pianobar. Mi piace pensare che quando Genoa e Fiorentina si incontreranno, Dainelli segnerà il gol vittoria, il gol dell'orgoglio, staccando di testa su azione da calcio d'angolo prendendo il tempo proprio a Felipe.
Perchè pensare a tutto il resto non ha senso.

14 commenti:

  1. Meglio stendere un velo pietoso. Da tifoso viola, ammetto che Dainelli non è un fenomeno, ma la sua grinta Felipe non ce l'ha. Ciao e grazie, Capitan Dario.

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  2. Secondo me le ragioni sono tre, ovviamente, tra loro correlate. Innanzitutto, i troppi centrali a Firenze (Natali, Kroldrup, Felipe, Gamberini e, appunto, Dainelli). Poi, il fatto che con uno come Dainelli devi azzeccare bene il momento della cessione (quando è al top, quando ha mercato). Infine, la spada di Damocle del bilancio societario (in Italia gli sceicchi non arrivano e dietro le società non ci stanno sempre le banche).

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  3. Non posso astenermi dal mettere bocca su questa questione che mi ha colpito oltre modo.

    Qui stiamo parlando dell'unica bandiera della squadra toscana, sopravvissuto alle varie epurazioni riscontrate in casa gigliata nelle ulime annate.

    Se non erro, è già da quest'estate che si vocifera circa una sua imminenete cessione, senza peraltro alcuna sostituzione in tale ruolo di per sè tale da poter incidere su tale scelta.

    In estate arrivava Natali: mediocre centrale che si segnala per essere un destro naturale dotato però di due piedi sinistri, ottimo di testa e discretamente abile da un punto di vista tattico, inequivocabilmente più scarso di dainelli.

    Ora felipe, sul quale però devo ammettere che ho sempre pensato un gran bene, fosse altro per l'aria da artista di strada che lo contraddistingue.

    Credo piuttosto che il reale motivo sia da ricercare in qualche frizone con allenatore o società, altrimenti non saprei come spiegarmi una scelta così insensata.

    Ciò detto, io scambierei Burdisso per dainelli domani mattina. Se qualcuno non se ne è ancora accorto l'argentino sta avendo una parabola discendente che non riscontravo dai tempi di Gianni Guigou.

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  4. Ragazzi, Dainelli sarà pure una bandiera per la viola e un forse un buon giocatore, ma non mi sembra il gran fenomeno della difesa, tanto da scatenare in voi stupore e incredulità.Sono d'accordo con Bostero.

    Riguardo a Burdisso è un giocatore continuo..nella sua discontinuità: anche nell' Inter era capace di segnare 3 gol in 2 partite e poi fare cazzate madornali nelle successive 4-5. E' un giocatore che sente molto la fiducia dell'ambiente: sostenetelo,fomentatelo e "EL Padroncito" non vi deluderà. Del resto dovrebbe impegnarsi ancora molto per raggiungere gli imbarazzanti livelli dei vari Loria,Ferrari e comapgnia bella. Dopo Mexes e Juan (quando è in forma) il migliore è lui.Può ricoprire praticamente tutti i ruoli in difesa e non è da tutti.

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  5. La sintesi del male del calcio mercato di gennaio:
    Il folle quarto d'ora di Castillo l'altro giorno...
    Una cosa del genere non l'avevo mai vista, basta con questo campionato dei procuratori... Basta calciomercato.

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  6. Invece io sono d'accordo con Tato, mi spiace per gli altri ma qui non c'è spiegazione tecnica che regge, anzi, dirò di più, non bisognerebbe neanche cercarla una ragione tecnica. Neanche l'arrivo di Beckembauer giustificherebbe questa mossa di mercato, figuriamoci un pippone come Felipe.

    Qui -per me- il problema è uno solo: spiegare a un ragazzino di 8 anni e al suo piccolo universo viola, fatto di figurine Panini, partitelle con gli amici in cui s'impersonano i calciatori e domeniche allo stadio col padre, che (e perchè) il proprio capitano sia andato via.

    Sottoscrivo le parole di Gegenschlag: basta calciomercato invernale, o perlomeno andrebbe limitato nei giorni o nei giocatori acquistabili. Questo mercimonio di sentimenti deve finire, e all'infame stirpe dei procuratori -che ne attizza il fuoco- deve darsi una regolata, mediante terribile punizione biblica.

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  7. Non vedo tante differenze tra Dainelli e Felipe....e credo proprio che Dainelli sia diventato capitano per puro caso....ricordo che ad agosto doveva passare alla Samp...è da 2 stagioni che Corvino cerca di disfarsene come un divano vecchio, voleva regalarlo e ha trovato una squadra che è disposta pure a pagarlo....e neanche poco(2,5)...in questa storia sono tutti contenti....Dainelli che va a prendere quei due spicci(che proprio spicci non sono)in più,Corvino e la Fiorentina che con un giocatore apparentemente privo di mercato guadagna un paio di milioni di euro e il Genoa che deve colmare il vuoto lasciato da Ferrari. Io credo che il Bambino con la sciarpa viola non ha mai guardato Dainelli ma Mutu,Jovetic,Gila,Montolivo,Vargas forse anche Donadel ma credimi sicuramente non uno anonimo come Dainelli(i bambini di oggi non sono cresciuti come noi a pane e Silvano Benedetti),credo che nessuno a Firenze abbia la maglietta di Dainelli e credo sinceramente che una cessione del genere sia stata completamente indolore.....un po' come la morte del cugino di secondo grado di tuo nonno,si poverino ti dispiace ma comunque sticazzi non vai neanche al funerale.......

    il calcio è in mano ai procuratori....ne sappiamo qualcosa qua a Roma dove Pradè è il gonzo che ancora si fa fottere al gioco delle tre carte a portaportese...e quelli che fanno il gioco delle 3 carte ovviamente sono i procuratori...

    dire che Corvino è annebbiato è una bestemmia.......

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  8. Forse ho esagerato, Corvino non è proprio annebbiato, ma secondo me ha perso qualche colpo. Comunque magari venisse alla Roma.
    Peraltro ho letto da poco una sua bella lunga intervista (sul Corriere della Sera forse) in cui diceva che il suo sogno, semmai andasse via da Firenze, è quello di lavorare a Roma, e -Gegenschlag mi scuserà- non credo si riferisse alla Lazio, visto il suo presidente.

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  9. Ciao ragazzi.. Anche qui a Londinium è stato avvistato Dainelli quasi in lacrime dare l'addio alla Viola su skysport24.. ma non ha suscitato pena alcuna.. Sembrava fosse Smerdjakov che dopo avere inseguito i denari si uccide nel rimorso.. (forse colpito dall'innocenza del viso di Felipe.. che anch'io immagino come lo spilungone con stuzzicadenti in bocca e una sola mano in tasca in un gruppo di circensi bolivariani).. Non darei colpe al sistema (calciomercato) se l'individuo ci si conforma (addio bandiere) per acquiescenza (aumento dell'ingaggio) e poi ne accusa pentimento (mo' non gioco più a Bayern.. buhuu).. Così come le bandiere le si compra al mercato.. il mio idolo Trevor Francis era pur sempre mister uan milion paunds.. le bandieruole pentite possono garrire altrove..
    PS Di bollito a me pare che Corvino abbia solo quello che gli prepara la signora Pradè quando va a trovarlo in ossequioso pellegrinaggio..
    PS 2 Carissimo Dionigi, domani sarò per l'appunto a Belgravia a festeggiare l'entrata nella london society di una bionda milanese.. ma non conoscevo le degustazioni di Porto di cui hai accennato.. (ne ho bazzicate solo un paio di vini e formaggi a Mayfair.. decenti..) dellucidami e te sarò grato..

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  10. Caro zio, le tue parole sono sempre illuminanti.

    Ecco il contatto promesso dell'angloportuguese society:

    http://www.angloportuguesesociety.org.uk/index.cfm?sector=calendar&page=calendar

    I tasting sono le occasioni che meritano, saloni affrescati, vecchi parrucconi e porto a go-go.

    Peraltro mi puoi mandare un'email (la tua non c'è) che dobbiamo parlarti? Grazie.

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  11. Mi sa che sia un pò confusa stamane Firenze.

    Le vicende dell'ultima settimana non troverebbero una logica spiegazione.

    Prima le frasi di Della Valle nei confronti di Prandelli. Un pò di acqua sul fuoco gettata da Corvino dopo i quattro gol all'Udinese (bellissimo quello di Jovetic).

    Poi, i rumors che tra ieri e oggi spadroneggiano sulle prime pagine dei giornali.

    Della Valle sarebbe sul punto di mollare, assieme al fratello. Lancia il sasso il Corriere dello Sport, rincara la Gazzetta: "A supporto di queste clamorose rivelazioni c'è la trasformazione della riunione in società delle 14 di oggi pomeriggio da semplice incontro per il varo del bilancio (destinato poi a essere approvato ufficialmente a metà aprile) in vero e proprio consiglio di amministrazione straordinario, al termine del quale è atteso un comunicato che potrebbe annunciare la decisione della proprietà".

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  12. io una cosa non capisco...lascia Diego ma rimane Andrea...e quindi??che cambia??o forse ho capito male io?

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  13. forse si prepara ad entrare in politica a fianco di Montezemolo..

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