lunedì 11 gennaio 2010

La virtù sta nel mezzo


(La testa non ci serve)

Alla luce della domenica calcistica appena conclusa, ho trovato molto interessante -e per questo la ripropongo come base per fondare una piccola riflessione- una considerazione dell'amico Valentino Tola -deus ex machina dell'ottimo Calcio Spagnolo- che, nell'ambito dei commenti a un post su Sergio Canales, stellina del Racing Santander, alla mia domanda "non pensi che quest'anno il livello della Liga -così polarizzato sul duello stellare Real-Barça- sia davvero basso, come non capitava da molti anni, e che ci sia il rischio di una deriva da campionato portoghese a medio termine?", ha così risposto:

"Centrato. E' una cosa però che riguarda gli ultimi tre anni più che questo solo, anzi direi che finora il livello di questa Liga è meno peggiore rispetto all'anno scorso. E, attenzione, lo ripeto, il demerito non è delle squadre piccole o medie, che in molti casi son dignitosissime, ma delle outsiders come Valencia, Sevilla e Atlético Madrid, che offrono molto ma molto di meno sul piano del gioco rispetto a quanto potrebbero offrire, e questo anche al di là dell'oggettivo divario nel potenziale rispetto a Madrid e Barça.
C'è poco da fare, il vero valore aggiunto della Liga nei primi anni duemila era dato dalla competitività di squadre come Valencia e Deportivo... sigh... nostalgia...".

Questa considerazione mi trova pienamente d'accordo, perchè spiega benissimo come sia possibile che campionati ad esempio come quello italiano e tedesco siano oggi più affascinanti di quello spagnolo, che pure raggruppa le maggiori stelle del calcio mondiale. Ed infatti, è vero che, a livello di prime della classe, Real Madrid e Barcellona offrono uno spettacolo irraggiungibile per tutti gli altri squadroni d'Europa (messi insieme), e basti pensare alla giornata di ieri, in cui da un lato Higuaìn e Messi (ispirato da un ottimo Bojan, finalmente titolare, musica per le mie orecchie e soprattutto per quelle di Bostero) hanno regalato le ennesime gemme, mentre dall'altro l'Inter è stata penosa nella suo solito mix di estemporaneità, culo e aiuti arbitrali, e Juventus e Milan hanno giocato una partita degna di essere etichettata come immondizia - in altre parole, di gioco (non dico bel gioco) in Italia non se n'è visto. Tuttavia, è altrettanto vero che in Spagna, oltre le magnifiche due, hic sunt leones, perchè il Siviglia è senza qualità in mediana, il Valencia non ingrana, il Villareal è partito male, l'Atletico Madrid è una barzelletta, e alternative serie non ce ne sono, mentre in Italia (e lo stesso vale con l'ammucchiata al vertice esistente in Bundesliga e, dopo la rinascita delle outsider Tottenham e Aston Villa, in Premier League), dopo le uniche tre squadre esistenti per i media, c'è tutto un campionato bellissimo, complesso, equilibrato, teso, di qualità.

Anni fa, quando la Serie A era all'apice del suo fascino, in estate si parlava sempre delle "sette sorelle". Poi quella definizione è caduta in disuso, perchè quattro sorelle sono state oggetto di infanticidio, visto che iniziavano ad essere scomode (Lazio e Fiorentina le hanno fatte fallire, la Roma quasi, e il re del Parma è rimasto nudo). Oggi, guardando la classifica, può dirsi che le sorelle sono tornate, e aumentate di due unità: in soli sette punti, si danno battaglia Napoli, Fiorentina, Roma, Palermo, Parma, Bari, Genoa, Cagliari e Sampdoria. Lasciamo perdere che qualcuna di queste, fisiologicamente, si perderà per strada. Conta invece il fatto che tutte queste squadre -la borghesia del campionato, potrebbe dirsi- finora hanno dimostrato di potersela giocare con tutti, facendo risultati su ogni campo, ognuna con le sue qualità. Come direbbe Tomba, chi mi conosce lo sa,  io sogno un campionato acefalo, in cui la ghigliottina ci privi delle tre squadre di testa targate Gazzetta dello Sport/Sky, magari dirottate nella kitschissima Superlega Europea, una sorta di Olgiata calcistica dove non contano i tifosi ma gli sponsor, e dove le partite non esistono, esistono solo gli high-lights (e dove il centrocampo -così noioso, mon dieu!- verrà abolito, per trasformare il calcio in un Subbuteo umano), in cui il campionato è maschio ed è corretto, in cui una dozzina di squadre sono in corsa per tutto, in cui si parla di pallone al bar e non nel salotto di Ilaria d'Amico. Ma in attesa che si realizzi questo Regno del Sogno [e così approfitto per ringraziare Gegenschlag per il graditissimo regalo di Natale], non mi rimane altro che constatare che quest'anno la serie A -prime tre squadre escluse-  è tornato ad essere uno dei, se non il campionato più bello, emozionante e intenso d'Europa, fatto di allentore seri e preparati, squadre toste e organizzate, giocatori tecnici e gagliardi. E  per riprendere la frase di Valentino, il merito è tutto delle outsider.

12 commenti:

  1. La partita di Krkic di ieri sera è l'emblema di quanto da me sostenuto da mesi. Credo che se avessi giocato punta nel Barca in quel di Tenerife, probabilmente Bojan avrebbe fatto segnare una doppietta pure a me.

    Ciò detto...

    Sul campionato spagnolo, poco da dire. Solo aggiungo che il pepe ce lo stanno mettendo squadre come il Bilbao o il Maiorca (buone squadre certo, e con ottimi giocatori qua e là, ma solamente mediocri meglio del nulla). In generale, noto una certa pochezza tattica dal Barca in giù. Valencia e Siviglia sono sempre più schiave della discontinuità. L'Atletico Madrid, vero, fa ridere. Ma la cosa non sorprende. Credo che nel ragionamento si debba partire dagli organici: poche squadre in Spagna (ma si potrebbe ampliare il raggio) hanno rose in grado di sostenere i calendari degli ultimi anni (Atletico Madrid escluso. Purtroppo, però, la compagine madrilena è più un'accozzaglia di persone con la maglia dello stesso colore. Non la definirei una rosa...).

    Analogamente e a contrario, in Italia il campionato dice qualcosa di più non solo per alti valori a livello di allenatori (Mazzarri, Ventura e Prandelli su tutti), ma anche e forse proprio perchè, evidentemente, si punta meno su TUTTE le competizioni. Lazio, Udinese, Genoa e Sampdoria in Europa prendono pallonate. Parma e Cagliari mettono fieno in cascina in vista di un girone di ritorno in cui raccoglieranno poco. In tutto ciò, il Napoli osserva e gode (dall'alto di un buon organico).

    In conclusione, sono d'accordo che il campionato italiano si è riscoperto interessante (anche sulla base del valore aggiunto-Serie B: vera serie di formazione. Un inferno che produce solo buone squadre), ma credo che ciò si dettato dal fatto che vi è un netto livellamento verso il basso. La borghesia di cui parli è schiava del mediocre. Credo che l'Inghilterra sia lontana. Non tatticamente (a Liverpool di Prandelli ne sanno qualcosa e a Londra hanno oramai capito che i giocatori di Ancelotti non sbaglieranno mai la posizione), ma a livello di competitività.

    Allora: va bene il mediocre-quasi nulla equilibrio?

    ps: il miglior campionato d'Europa, al momento è la Championship. Senza dubbio.

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  2. Un sì e un no: sì sul riferimento alla serie B italiana, davvero una competizione con tantissima qualità (basta vedere i gol che segnano ogni domenica, uno più bello dell'altro); no sul "netto livellamento verso il basso". Quello espresso dalla borghesia calcistica italiana è, appunto, un ottimo calcio all'italiana, con qualche aggiunta coraggiosa (vedi la Roma spallettiana, il gusto del gioco della Fiorentina, i pazzi movimenti genoani e, quest'anno, lo stupendo Bari dei fratelli Masiello). Non mi sembra insomma un equilibrio mediocre, al contrario, mi sembra divertente. Quella mediocare, semmai, è la corsa di testa.

    Sulla Championship, touchè.

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  3. No..scusate..ma Inter-Siena è stata una gran partita vinta tutta dall'allenatore....senza contare che se mi dite che un fallo da 25 metri(che secondo me era limpido)è un aiuto arbitrale..siamo messi male.
    Dispiaciuto per il Siena che meritava sicuramente minimo un punto.... ma la rimonta interista è stata effettivamente esaltante,sculata certo ma esaltante.

    Su Juve-Milan invece sono con Dionigi...partita inutile ma che mi regala un altra soddisfazione personale a me che dico da Luglio che Ferrara verrà esonerato a me che dico da fine agosto che Sneijder a Diego se lo magna....oddio è anche vero che sostengo dalla scorsa stagione che Melo è il centrocampista straniero più forte del campionato.

    Comunque si..se non ci fossero le tre superpotenze a strisce il campionato italiano sarebbe di gran lunga (almeno per il divertimento e la qualità tattica)il più bello di tutti.Per quanto riguarda la serie B,faccio notare la totale anarchia...ovvero....non esiste nessuna squadra che se la comanda..doveva essere un campionato dominato da Torino e Reggina....in realtà però l'unica compagine che sembra di poco superiore alle altre è il Lecce..per il resto è un massacr di squadre meravigliose guidate da bomber made in Italy...

    Chiudo con la Spagna....la Liga è un campionato che non mi cala....ci sono due squadre che guidano una lexus..un paio che inseguono con una Uno Rap e il resto in coda cerca di farsi strada con con un ciao e in certi casi con un garelli....
    come potete esaltarvi per Tenerife-Barcellona??? è come vedere un incontro di Boxe tra Tyson dei tempi buoni e Madre Teresa di Calcutta dei tempi cattivi....il siena tecnicamente è il tenerife d'italia.....ma guardate che partita ha fatto a San Siro....no le medio piccole in spagna sono una tragedia......come del resto anche le medie....La liga per me è buona sola per i servizi.. una partita intera non fa per me....

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  4. Ho sempre ritenuto che la classe media sia fondamentale per valutare il livello di un campionato. In questo senso l'unico termometro per effettuare la valutazione sono le coppe europee, in particolare la UEFA. Da filo-spagnolo ad esempio ho ritenuto estremamente significative le tre semifinaliste e la finale tutta spagnola dell'edizione 2007, l'ultimo vero exploit, più di qualunque vittoria di Champions di Real Madrid o Barça (e parla un culé...).

    PS: Grazie per la menzione, mi fa piacere avervi fornito uno spunto.

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  5. tutto talmente interessante che commentare è come stare immobile davanti ad un buffet (stile tiro a volo, Dionigi batti un colpo!) e non sapere da dove cominciare!

    Io penso che dopo la sentenza Bosman il calcio europeo è davvero destinato all'eterno ritorno dell'identico. Senza protezionismi, tutti i talenti sono destinati inesauribilmente a confluire negli stessi lidi e rinforzare le stesse squadre. Oleg Blokin che vince in pallone d'oro in CCCP e il Magdeburgo che vince una coppa europea sono veri miraggi. Con Bosmann l'elemento simbolico si è spostato dalla squadra al calciatore. Il paragone calzante è con lo sport professionistico americano dove, addirittura le squadre sono "nomadi" nel senso che sono vincolate da accordi contrattuali con le municipalità e libere di cambiare mercato una volta che quello locale è saturo. Solo che oltreoceano le regole sul salary cap sono applicate in maniera stringente consentendo un minimo di livellamento. In america (NFL o NBA che sia) se hai quaresma e mancini che guadagnano quelle cifre Pandev non lo puoi comprare, senza deroghe.
    Detto questo, in una prospettiva più ampia, non si può negare che comunque a vincere siano più o meno sempre le stesse squadre da sempre, più o meno ovunque (eterno ritorno, nuovamente).
    In italia viviamo una sorta di periodo simile al post rivoluzione francese. L'inter per vincere ha dovuto rovesciare l'ancien regime e ora si gode abbastanza crassamente i frutti del nuovo potere. Credo che la restaurazione presto o tardi tornerà.
    Sulle compagini di seconda fascia occorre dire che si vedono i frutti della nuova distribuzione dei diritti tv, il livellamento è dovuto anche alla nuova contrattazione non più sperequata com'era quella all'epoca pre-calciopoli.
    Sulla Spagna mi ha anticipato Valentino quando ha parlato della coppa uefa 2007 come il trionfo della middle class spagnola. Mi pare che sia stato anche l'ultimo anno prima della recessione dell'economia iberica. La grande corsa del PIL spagnolo ha fatto si che si pompasse denaro nelle casse dei club, oggi la musica è cambiata e si vede.
    L'inghilterra ha dato prova di straordinaria "sanità" con l'ascesa del Chelsea al quale, dopo l'arrivo di zio paperone, sono bastati solo DUE anni (di cui uno con ranieri) per vincere il titolo. In italia non so quanto lo avrebbero fatto penare.
    Il campionato più puro e "dionigi style" è la Bundes dove davvero allo stadio va la gente della Arbeitsklass (working class) e dove il Meisterschale ruota di anno in anno come il banco a sette e mezzo.
    Non so se ci salveremo mai, tutto si ricompone inesorabilmente (come Prajapati scomposto nel mito vedico) e secondo me siamo sempre nella stessa "era geologica" calcistica solo con qualche piccola differenza.

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  6. Io il vero calcio non lo vedo più direttamente dal campo, ma attraverso il riflesso degli occhi degli amici con il quale lo seguo. è un tifo empatico, un piacere settario della condivisione quasi peccaminosa dei piccoli riti, ricordi e leggende.
    Il calcio mi da emozioni attraverso la cassa di risonanza di altri tifosi come me. Potrei vivere di calcio davanti ad una birra, quasi senza bisogno di inseguire un risultato, dare forma all’informe attraverso il nostro sguardo. Parafrasando chi diceva che il mondo è l'impressione che ti lascia il racconto di una storia possiamo dire che il mio (nostro?) calcio è l'emozione del gesto di tifarlo, una pura e semplice emozione narrativa, narrante e narrata.
    Vorrei che il mio mondo del calcio diventasse un "mundillo", un piccolo mondo come si chiama in Spagna tutto quello che ruota intorno al mondo dei tori. Mi piace il sapore raccolto di questa parola.

    “Se il profano, cioè il profanatore, divora ciò che è sacro, sacro e profano si congiungono in una inaudita commistione che renderà per sempre impossibile, oramai di sceverarli”.

    Queste parole valgono anche per il nostro buon vecchio football, e questo potrebbe essere l’incipit di un manifesto per un “calcio iniziatico”

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  7. è un momento molto bello. mi accodo alle tue parole cariche di simboli e spero che troveranno un seguito che le raccolga. ad ogni modo, la storia le ricorderà come l'inizio del calcio iniziatico. io mi associo subito, e mi raccomando al più esoterico tra i calciatori, il màgico gonzàlez, perchè ci assista in questo manifesto.

    sull'altro punto, la sentenza bosman è vero è stata una svolta epocale. sommale la televisione, i muscoli e le plusvalenze, e la frittata è fatta. ma concordo, questo calcio è una mera bolla speculativa, che presto scoppierà modello crisi sub-prime. noi quel giorno saremo lì, a comprarci per due lire le case che nessuno può più permettersi. fuor di metafora, questo calcio deve darsi una regolata, altrimenti non lo segue più nessuno (i giapponesi, i tycoon americani e gli sceicchi non valgono). neanche noi, che ci accontenteremo, come meglio non potevi descrivere, del nostro mundillo. perchè come recita l'incipit di un racconto di gianni clerici ("il toro di hemingway", l'ultimo di zoo), "non può non esserci, nelle nostre giovanili avventure, nella nostra sporting life, la stagione delle corride".

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  8. Dionigi,Dionigi,Dionigi....
    Leggo con piacere i tuoi commenti sui campionati esteri su cui sono certamente meno informato di te.
    Ma un ironico sorriso si dipinge sul mio volto quando leggo le tue opinioni sul campionato nostrano: sempre le stesse accuse trite e ritrite figlie, mi dispiace dirlo, di tante frustrazioni accumulate negli anni e di fiumi di lacrime di Borghetti versate. O forse figlie di quella sub-cultura calcistica che affligge la nostra amata città.Che tu lo ammetta o no le tifoserie di Roma e Lazio (quest'ultima si è molto più ridimensionata nelle pretese e col tempo è saggiamente diventata più realista) sono da qualche anno a questa parte, diciamo da dopo gli scudetti del '99/'00 e '00/'01,convinte che Roma, in quanto capitale d'Italia, DEBBA AVERE le squadre più forti del campionato (e dopo gli scudetti: del mondo!senza ammissione di alcuna ipotesi contraria..) a discapito anche degli evidenti risultati del campo.
    Non mi dilungherò oltre per non essere troppo prolisso (un po' sì,concedimelo), ma di argomentazioni da sviscerare ne avrei parecchie: da interista romano ho un'intera esperienza di vita che ne dà testimonianza.
    Mi devi giusto spiegare come sia possibile che quando vincevano Roma e Lazio la serie A era all'apice del suo fascino - guarda caso! - e il coefficente tecnico era al top di sempre.Ora che vince l'Inter, il tasso tecnico e il fascino del nostro campionato subiscono una a dir poco contradditoria e stravagante inversione di tendenza, visto che il vero calcio, quello che appassiona e dall'ispiegabilmente (visti i risultati delle squadre da te citate, in Italia e in Europa)accresciuto valore tecnico lo continuano a giocare altre "sorelle" che, mi stupisco nuovamente, sono quelle che gravitano intorno alla posizione di classifica della Roma, escludendo in un sol colpo le formazioni che realmente sono in testa.Non dico che Juve,Milan e Inter stiano offrendo uno spettacolo particolarmente apprezzabile, ma come modello di calcio italiano da esportare all'estero non so se prenderei ad esempio le 9 squadre di cui parli (forse per alcuni versi giusto Genoa e Fiorentina).
    Sull'ultima giornata di campionato sono un'altra volta d'accordo con Nesat.
    Il punto è che l'Inter oggi vince perchè ha un presidente che dopo aver sperperato per anni, finalmente è diventato meno tifoso ed è riuscito ad organizzare la società ( e soprattutto il mercato ) in maniera proficua, a parte qualche eccezione che conferma la (nuova;alleluja!) regola, tipo "El Trivela".L'Inter oggi gioca un calcio non sempre spettacolare, ma efficace e riesce ad avere maggiore continuità di risulatati, in Italia. Poi le brutte figure in europa le facciamo purtroppo tutti.Se i valori di Inter e Chelsea a febbraio rimarrano gli stessi di dicembre, non mi illudo certo che la mia squadra passi il turno.E lo stesso "grande Milan" che sbatte le sue coppe in faccia a tutti non è riuscito a vincere nemmeno una volta su due contro il non implacabile Zurigo.
    Ma non mi sembra che, scorrendo la classifica italiana, la situazione cambi di molto (eccezion fatta per sporadici episodi e parzialmente per le già citate Genoa e Fiorentina) e i tuoi sono voli pindarici,eccessivi persino per una penna sagace, divertente e pungente come la tua.
    In quanto poi all'includere l'Inter tra la nobiltà (in tempi più recenti "potere del palazzo") del nostro calcio ci sarebbero da fare grandi distinzioni...
    Per concludere, caro Dionigi, simpaticamente ti dico che ti trovo in gran confusione, quasi quanto Josè de la Vega nel suo "Confusiòn de Confusiones", scritto di ritorno da Amsterdam a fine '600 (sono arcisicuro che te ne rammenterai).

    p.s.:non temere: come vedi la ruota gira per tutti e magari, chi lo sà, presto rivedremo il tuo "Treviso" fregiarsi di qualche consistente alloro che non siano le tanto vituperate coppe Italia e supercoppa (che personalmente ho sempre apprezzato).Bella!

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  9. 1) Non voglio svilire troppo il tono alto della discussione rinfocolando la polemica, ma qualche cosetta la voglio dire.
    Sulla vittoria dell'inter mi è parso stupendo l'atteggiamento di mourinho, un vero leone, un vero condottiero che ha saputo dare la carica alla squadra in maniera pazzesca. Quello che mi è piaciuto un po' meno è l'atteggiamento dei tifosi dell'inter rappresentato al meglio da Scarpini, lo Zampa neroazzurro, con il suo grido "non me ne vado più da qui" ecc. Mi pare che l'ambiente dell'Inter sia ancora un po' rancoroso, e troppo troppo su misura per sky. I tifosi juventini, con i loro piumini lucidi e il loro atteggiamento da operai figli di operai nipoti di contadini ha, quasi, un qualcosa di più simpatico rispetto all'atteggiamento da italiano medio impiegatizio dell'interista. Tutto quello che circonda l'inter ha un incrostazione piccolo borghese che non riesce ad accattivarmi più, come non mi fa ridere la prosopopea di comici e di Severgnini mungono la vacca neroazzurra. Sicuramente io sono un'esteta della sconfitta e non della vittoria, non me ne frega niente di vincere scudetti e non mi sono scordato i miei 11 anni in B.
    Sui rapporti Roma Inter una cosa andrebbe chiarita. La Roma DEVE ringraziare l'Inter per i suoi 3 ultimi mercati. Ogni anno il munifico moratti ha comprato un giocatore (Chivu_Mancini) che avrebbe potuto portare a scadenza e papparsi a costo zero, ha regalato gente di valore come pizarro e burdisso. Aspetto solo che compri Baptista, che non gli serve a NIENTE, così avrà consentito alla Roma di divertirsi con Toni.
    Pregherei Moratti di ricordarsi di noi poveri laziali, magari di comprarsi qualcuno dei nostri strapagandolo....

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  10. E' vero: l'ambiente dell' Inter è ancora troppo rancoroso. Mi ha spesso infastidito il continuo rimandare da parte di dirigenti,presidente e altri personaggi del mondo-inter alle ladronerie juventine di calciopoli, ma in maniera gratuita quando dall'altra parte non c'era stata nessuna polemica che giustificasse un ritorno sull'argomento. Lo ammetto: in quei casi c'è stata una caduta di stile.

    Ringrazio Geghenshlag che mi ricorda un ulteriore motivo per cui i tifosi romanisti non dovrebbero attaccare l'Inter, ma aggiungo che anche alla Lazio non abbiamo dato pochi soldi.
    Negli anni vi abbiamo ben pagato i vari Vieri (tutt'oggi uno dei miei personalissimi miti del calcio),Stankovic,Cesar,Sinisa,ecc...dandovi bei soldi cash e togliendovi spesso dalle scatole personaggi ingombranti.Per fortuna il periodo degli acquisti pazzi sembra finito o per lo meno ben ridimensionato.
    Ma mi sovviene con orrore uno scambio scandaloso tra Lazio e Inter: scambio di cartellini Peruzzi-Ballotta a costo zero! Ancora oggi voglio credere che fosse dovuto a qualche impiccio mai reso pubblico, legato ancora alla cessione di Vieri...

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  11. Inutile dire che non sono d'accordo neanche su una parola di quello che hai scritto caro inminoranza, anche perchè penso che hai travisato il senso del mio discorso (non capisco perchè parli di mie "frustrazioni", quando quello che ha avuto in squadra Adriano sei tu, e quando dire "interista romano" è una frustrazione -oltre che un ossimoro- ontologica) ma ça va sans dire ben venga qualsiasi opinione in disaccordo, anche quelle che mi fanno venire voglia di non scrivere mai più niente sul blog.

    Ciò detto, non mi sento affatto in confusione, avendo portato avanti da anni ormai lo stesso discorso calcistico, riflesso nell'ultimo articolo, con implacabile coerenza; mi sento piuttosto un "principe costante", per citare Arbasino.

    Faccio solo notare un dettaglio del tuo argomentare, che tuttavia rinsalda il mio, e cioè quando scrivi "a parte qualche eccezione che conferma la (nuova;alleluja!) regola, tipo "El Trivela"". Bene, quella che tu chiami "eccezione" (con lo stesso camuffamento linguistico con cui un Gianni Minà qualsiasi -brrr, prometto di non riscrivere mai più Gianni Minà, mi fa senso- chiamerebbe, nel salotto di Costanzo, "autogol" la fucilazione di un gruppo di dissidenti da parte dell'autorià cubana) è costata 30 milioni di euro, ovvero -da sola- più (del doppio) del budget annuo di ogni squadra di serie A, sempre e ovviamente Milan e Juve escluse. Solo questo dato dà l'idea della disparità delle forze in campo, che rende la vittoria del nostro campionato non un grande vanto, ma il solito assedio di Famagosta.

    Ma noi attendiamo a Lepanto la nostra rivincita, stai sicuro.

    Un saluto e grazie per l'interesse che dedichi a LB, questo sì che ti fa onore!

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  12. Dionigi non mi aspettavo certo che tu fossi d'accordo con me. Del resto il mio nickname parla da solo...
    Solo due precisazioni:
    - il mio essere romano interista non è nè ossimoro nè tantomeno frustrazione: è un mio personalissimo paradosso. Ma non è che sia l'unico a tifare una squadra che non gioca nella propria città e riprendendo uno slogan sicuramente caro ad alcuni lettori di questo blog "tanti nemici..."

    -Ad Adriano ti rispondo con Cassano.
    Solo che Adriano non è frustrazione (almeno non per me) ha dei problemi che, purtroppo per lui e per gli amanti delle mine di sinistro e dello strapotere fisico di quando era "Imperatore", travalicano lo sport.Umanamente e sportivamente (perchè ho gioito e tanto per i suoi gol) gli auguro di smentirmi presto, ma andando altrove non mi sembra si stia riabilitando.
    Mentre "Peter Pan" se ne andò via da Roma perchè ingestibile e dopo un po' di purgatorio a Madrid (beato lui, che fa purgatorio al Real!) è definitivamente esploso incantando la torcida doriana,anche se ora si sta un po' adagiando. E non andrà ai mondiali solo per una presa di posizione (o reale convizione?) di mister Lippi.

    Comunque onore a te, Dionigi, perchè anche se la mia voce esce dal coro mi viene data la stessa possibilità che hanno tutti di esprimersi.

    p.s.: devo aver colpito nel segno per indurti a darmi del Gianni Minà!..eheheheh...bella!

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