mercoledì 20 gennaio 2010

Il fromboliere di Oltrisarco

Ho letto e riletto le gesta del grande Darione per la quale non posso che ringraziare Greezo, e colgo l'occasione per esortarlo a terminare la sua opera quanto prima. Il nostro calcio è pieno di giocatori meravigliosi con alle spalle storie meravigliose: questa è una di quelle. La tematica è quella a noi tanto cara, ovvero la realtà di giocatori che non hanno avuto dal calcio quanto il calcio ha avuto da loro. Il soggeto è anch'esso un bomber di razza purissima, seppur con caratteristiche diametralmente opposte a quelle di Hubner. Signori, questa è la storia del fromboliere di Oltrisarco, il bolzanino Stefan Schwoch, ovvero la storia di come un altotesino di Bolzano dal nome impronunciabile oltre il "confine" di Salorno, possa riuscire a far breccia nei cuori partenopei.
Stefan, nato dove di solito ci si cimenta nello skeleton o al massimo nello sci di fondo, muove i primi passi nel campionato interregionale più freddo di Italia, dove giocare tutte le domeniche è pura utopia, e dove dunque i campionati finiscono solitamente con un mese e mezzo di ritardo rispetto agli altri. Prima il Merano, poi il Benacense Riva, per arrivare alla fin fine al calcio professionistico, sponda Spal. Dura poco, torna a giocare nei campi ghiacciati, ma non si arrende; ed è così che dopo un paio di stagioni approda al Pavia, poi al Castel di Sangro, infine al Livorno ed al Ravenna, dove incontra il suo mentore: Walter Novellino. Sotto l'ala protettiva di quest'ultimo fa il grande salto, approndando nella serenissima allora al soldo di Re Supermarket Zamparini. Addirittura arriva la serie A, ma non si vuole credere a sufficienza in questo ragazzo, e pertanto prosegue la sua migrazione lasciado questa volta il nativo nord per trasferirsi all'ombra del Vesuvio. Tra Napoli e Schwoch nasce un insospettabile feeling che, per colpa delle folli gestioni che di lì a poco avrebbero portato il prestigioso calcio napoli a scomparire, si interromperà dopo due sole stagioni. Schwoch e Napoli: la strana coppia. Ovvero quando l'impensabile diviene arte. Prendete un omino delle seggiovie della val Pusteria e trasferitelo a Mergellina. Cosa dovrebbe succedere? Succede che scoppia un'alchimia perfetta, succede che l'uno si invaghisce dell'altro e, ma questo solo raramente, succede che l'uomo delle nevi faccia 22 goal in 34 partite, trascinando una squadra allo sbando in serie A. L'idiozia dell'uomo - in questo caso "l'uomo" era quella caricatura di Mario Bross chiamato Corbelli, capace di sperperare miliardi di lire per retrocedere alla velocità della luce - allontana Stefan dal suo pubblico ritenendolo inadeguato alla nuova categoria, svendendolo al Torino, per poi diventare un idolo della torcida vicentina. Ancora una volta; ancora una volta ritenuto indaguato per la serie A. La storia racconta però un dato incancellabile: Stefan Schwoch, 135 goal in serie B. Secondo marcatore di sempre dietro l'indimeticabile Giovanni Costanzo (sul quale vi prometto che scriverò non appena avrò studiato accuratamente), in quella entusiasmante vetrina che è la serie cadetta nostrana, dove sono certo che i 3/4 delle squadre della liga o della premier league giungerebbero mestamente a mezza classifica, risucchiate verso il basso dallo sporco lavoro di attaccanti "di serie B".

7 commenti:

  1. Io l'ho sempre stimato Schwoch perchè piuttosto che essere ombra in serie A ha sempre preferito essere luce in serie B. Allo stesso tempo sono convinto che dietro questa sua propensione alla timidezza, al non accettare la sfida della categoria superiore, ci sia stata anche un po' di codardia, ma questo non inficia la sua straordinaria vena realizzativa sottoporta.

    Comunque la combinazione Schwoch-Napoli è un buon pretesto per iniziare a pensare ad altri casi in cui personaggi molto lontani dall'ambiente sono tuttavia riusciti a sfondare in quell'ambiente.

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  2. Bomber di razza, se non fosse diventato un calciatore sarebbe entrato in una di quelle gang di motociclisti che insanguinano da anni l'Alto Adige, dando, però, anche dignità ad una terra che a forza di saune e terrazze infiorate rischia di diventare un luna park turistico.

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  3. a me con quella capigliatura fantastica è sempre sembrato un reduce del Vietnam. Tipo nato il 4 luglio o tenente Dan

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  4. Bè, Schwoch, che dire... nel mio immaginario lo associo ad altri cannonieri di provincia come lo stesso Hubner, Zampagna, Riganò, Margiotta. Un grandissimo di cui ho sempre seguito le gesta. Sì, purtroppo è riuscito a giocare in A solo pochi mesi, ma sappiamo bene che la gloria spesso ce la si guadagna su ben altri palcoscenici. Su wikipedia leggo 260 gol in 21 stagioni (con quel punto interrogativo a lato che fa molto statistica anni '30). Un mito.

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  5. " se non fosse diventato un calciatore sarebbe entrato in una di quelle gang di motociclisti che insanguinano da anni l'Alto Adige"
    UHUHUHUHUHUHUHUHUHUHUH!

    Schowoch...secondo me non ha sfondato per il nome....poco da dire...un ARTISTA.....

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  6. Eccolo lo Stefan di Napoli: http://www.youtube.com/watch?v=3RWPJE9ECAk

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  7. da Napoletano d'adozione posso dirvi che Schwoch faceva davvero paura!
    La gestione, se di gestione vogliamo veramente parlare, di Corbelli potrebbe essere definita (senza azzardare) ridicola!

    @sigosiendebostero: pensare a schwoch come reduce del vietnam è azzeccatissimo!

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