domenica 17 gennaio 2010

Esquina Blaugrana

Dopo aver (con assoluto merito) eliminato il Barca dalla Coppa del Re, il Siviglia si presenta al Camp Nou in cerca di punti utili per la corsa alla zona Champions League. Pep Guardiola risponde schierando il tridente pesante Ibrahimovic-Henry-Messi e tenendo in panchina Pedro. A centrocampo ancora Sergio Busquets a rimpiazzare Keita e Tourè Yaya, impegnati in terra angolana.
Non potevano certo pensare, però, gli andalusi, di passare ancora una volta indenni dalla notte catalana: finisce che Iniesta e compagni li prendono a pallonate. Il Siviglia neanche tira in porta, tanta è la foga blaugrana. Il Barca preme tutto il primo tempo. Iniesta è inarrestabile ma Ibrahimovic prima ed Henry poi si mangiano più di un gol. Gli uomini di Pep passano solamente ad inizio ripresa - più che sfortunata, raccapricciante la deviazione di Escudè - e, subito, raddoppiano con l'appena entrato Pedro. Bellissimo l'assist di Xavi e la corsa nello spazio del canterano. Il resto è un monologo di Lionel Messi. 14 gol in stagione e vetta della classifica cannonieri, aspettando oggi David Villa. Prova, quindi, a cucire la prima ferita stagionale, il Barca di Guardiola. Lo fa giocando come sa, per dimostrare che la voglia di alzare trofei c'è ancora. I segnali sono buoni. Arriva, poi, pure un piccolo quanto prezioso regalo dalle terre basche. Lo manda Llorente ed è uno schiaffo violentissimo al Real Madrid. L'impianto difensivo delle merengues lascia più di qualche dubbio - emblematica la tripla occasione sottoporta per i baschi al primo minuto - mentre quello offensivo è sempre più caratterizzato da una confusione di individualità. Kakà prova mettere ordine, ma i tiri di C. Ronaldo da trenta metri sono un brutto segnale e niente altro. Si conferma ottima squadra l'Athletic Bilbao. Spavalda, ben organizzata e con grandi condottieri, Toquero su tutti. Un capolavoro l'urlo "Atleti-Atleti" dopo il gol di Llorente.

2 commenti:

  1. Messi è imbarazzante. E' il risarcimento che le divinità del calcio stanno dando alla nostra generazione, la prima a perdersi Maradona (almeno io, a sei anni giocavo a biglie).
    E' impressionante comunque come gli italiani, per esplodere nel calcio, siano dovuti diventare tutti argentini.
    Nel merito, lo strappo di ieri non sarà decisivo in termini di classifica ma è simbolico per essersi verificato proprio al giro di boa, e poi era importante dare una risposta immediata dopo la debacle di Copa del Rey. Insomma, se non ci fosse Ibra là davanti (un vero disastro), vedrei un cielo più che terso per i blaugrana (che comunque soffriranno e non poco l'incertezza societaria, finchè non si sarà insediato il prossimo presidente -anche perchè nella Ciudad Condal calcio e politica s'intrecciano che è un piacere-, e il mancato rinnovo di Guardiola che si trascina è un discreto campanello d'allarme).

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  2. Ultim'ora: Guardiola ha rinnovato per un anno.
    Sicuramente non potrà restare per sempre al Barça, ha vinto tutto troppo presto, se ne parla infatti come successore di Ferguson (sempre che il manchester non faccia er botto come si dice a Roma). Voi lo vedete al posto di Sir Alex?
    La successione all'Old Trafford potrebbe essere interessante...

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