mercoledì 2 dicembre 2009

Quei venerdì sera di Bundesliga

            (Il fascino discreto della Bundesliga)

Lo dirò senza girarci intorno: il campionato europeo di riferimento della mia infanzia è stato senz'altro la Bundesliga. Il muro era appena caduto ed i primi anni novanta hanno per me il marchio indelebile degli anticipi del venerdì sera su Tele+2 (quella con il logo verde). Quella del venerdì, a cavallo tra le elementari e la scuola media, era per me la serata più attesa: approfittando della solitudine domestica, potevo abbandonare le cene in cucina (dove c'era solo una vecchia televisione in bianco e nero, con tre o quattro canali generalisti, buona solo per gustarsi il Karaoke di Fiorello, oltre alla filippina che parlava sempre al telefono) e mangiare in salotto, in santa pace, mentre a Bochum, a Dusseldorf o a Leverkusen nevicava, e un giovane Fabio Caressa mi conduceva per mano nel campionato teutonico. Qualcuno perdonerà la scarsa accuratezza filologica (ricordare il passato è come immergersi in un sogno, le coordinate spazio-temporali si sfumano), ma voglio ricordare -in ordine sparso e senza pretese di esaustività- alcuni dei protagonisti della mia infanzia di Bundesliga, secondo Gulunoglu tutt'ora il più bel campionato europeo, "perchè non si vede mai una partita brutta".


La mia squadra favorita, quella per cui tifavo, per motivi a me ignoti -come sono d'altronde sempre ignote le ragioni del tifo- era il Borussia Mönchengladbach. Nessuno sano di mente tiferebbe mai per una squadra di cui non sa nè scrivere nè pronunciare correttamente il nome, eppure a me quell'insolita e très chic casacca a righe nere e verdi mi aveva conquistato. Nella Roma erano gli anni del Principe Giannini e ritrovavo nel numero otto della squadra renana, l'elegantissimo Karlheinz Pflipsen, un altro regista di cui innamorarmi. Non ho mai capito perchè Plipsen non abbia fatto una grande carriera, condannato all'incomprensione come tanti altri illustri geometri del centrocampo, che avrebbero meritato molto di più (penso, in Italia, a Peppiniello Scienza e Sergio Volpi). Terzino destro -e qui la mia memoria deve fare un vero scatto di reni- era Thomas Kastenmaier, vero carneade del pallone, che però mi è rimasto impresso per via della sua faccia quadrata  (vero topos estetico tedesco) e della sua attitudine stentorea. Davanti il M'gladbach aveva due perle: Michael Sternkopf, un boro col codino che faceva la seconda punta, e l'enorme svedese Martin Dahlin, che a Roma si segnalò solo per lanciare Balbo in contropiede in trasferta a Vicenza, ma in Germania lasciò il segno. Quando Dahlin andò alla Roma il suo posto fu preso dall'ottimo Heiko Hellrich, che mi pare fu addirittura capocannoniere, tanto che poi finì al Dortmund (peraltro al povero Heiko, quando giocava in Westfalia, fu diagnosticato anche un tumore). Inutile dire che il Borussia M'gladbach non vinceva mai niente, e probabilmente fu questa sua propensione alla sofferenza che mi avvicinò alla squadra nero-verde.


Il Borussia che vinceva era un altro ed era quello di Dortmund. La maglietta giallo fosforescente è per me quella indossata da Ibrahim Tanko, un sellerone africano che faceva l'esterno d'attacco e non segnava mai, e nonostante ciò con il mio amico Giovanni lo compravamo sempre a Championship Manager (perchè era uno dei pochi sempre keen on the move anche nelle nostre squadre sfigate). Devo aprire una parentesi. In anni pre-Bosman, almeno per me gran parte del fascino della Bundesliga consisteva nell'albergare tutta una serie di stranieri squallidi che, al contrario, non erano ospiti graditi negli anni d'oro della serie A. In particolare giocavano in Germania tutta una serie di buffi africani -merce esotica in Italia, dove ancora ne arrivavano pochi, scavalcati in gran numero dai sudamericani- e di strambi calciatori dell'est e del nord europa, che magari erano tedeschi dell'ex DDR però a me sembravano così diversi dal glamour della serie A, sembravano personaggi legnosissimi usciti dall'Ispettore Derrick. Ibrahim Tanko era uno di questi, perchè mai uno come Tanko avrebbe trovato posto in Italia. A fargli compagnia in attacco c'erano lo svizzero Chapuisat (che Caressa ribattezzò Chappi Chapuisat, manco fosse un cane) e l'eterna promessa Lars Ricken, in teoria un fenomeno, in pratica no.


C'era un altro tridente d'attacco di cui ero un gran sostenitore ed era quello dello Stoccarda composto dal brasiliano Giovane Elber, dal tedesco Fredi Bobic e dal bulgaro Krassimir Balakov. I tre erano davvero ben assortiti: Elber -che poi farà carriera al Bayern di Monaco- possedeva un tocco raffinato ed un innato senso del gol; Bobic le prendeva tutte di testa ed era un eccellente rapinatore dell'area piccola; Balakov -che con i capelli lunghi assomigliava a Riccardo Cocciante- era piccolino e talentuosissimo, come dimostrò anche nell'indimenticabile mondiale di USA '94. Concorrente di Bobic per il titolo di bomber tedesco era il geniale Martin Max, prima punta del Monaco 1860, i cui baffetti mi sono rimasti impressi più dei suoi gol.


Altra squadra che seguivo con passione era il Bayer Leverkusen capitanato da Ulf Kirsten. Ecco, uno  come Kirsten è per me il prototipo del centravanti figo, il vero capitano che ci metteva sempre testa, gambe e cuore, vero marpione dell'aria di rigore, ultimo della gloriosa stirpe di bomber teutonici fatti come si deve (penso a Rumenigge, Muller, Voeller, Riedle..). Non so come ma Kirsten vinceva sempre la classifica cannonieri. Ma il vero protagonista della squadra era il leggendario Paulo Sergio, reso leggenda dal solito Caressa con la sua arci-nota telecronaca del magnifico gol del brasiliano, che si portò la palla avanti col tacco e poi segnò di sinistro (ancora rimbomba nella mia testa quel caressiano "Paaaauuuuloooo Seeeeergio". Mi piace pensare che da lì iniziò l'ascesa dello speaker romano). Infatti quando poi arrivò alla Roma ero molto contento, e nonostante odiassi le sue interviste in cui terminava sempre dicendo "no so' au siento po siento", ho di lui un bellissimo ricordo anche in maglia giallorossa.


Un altro mito di quei venerdì sera era Anthony Yeboah, stella dell'Eintracht di Francoforte. All'epoca mi sembrava un super-uomo, effettivamente era di un altro pianeta; ormai invece, nell'inflazione attuale di calciatori africani, si è persa questa visione nietzschana del fuoriclasse dalla pelle d'ebano (l'ultimo probabilmente fu George Weah). Quando Yeboah prendeva palla non c'era difensore capace di fermarlo, li trascinava fino all'aria di rigore e poi faceva esplodere un siluro che il classico portiere con i capelli a spazzola non poteva fare altro che guardare conficcarsi sotto il sette. Peraltro per un certo periodo di tempo Yeboah ha fatto coppia con un altro funambolo africano quale Jay Jay Okocha, in un Eintracht mica da ridere. Un altro giocatore che mi faceva impazzire era Darius Wosz, una sorta di Vannucchi della Germania dell'Est, capace di verticalizzazioni incredibili, eclettico numero dieci del Bochum (la classica squadra yo-yo con la serie B). Infine, tra i grandi -ma i grandi mi hanno sempre interessato poco- ricorderei solo Super Mario Basler, perchè si è trattato di un personaggio più unico che raro, e Andreas Herzog, elegantissimo trequartista austriaco del Werder Brema.

La Bundesliga però non era solo calciatori bizzarri ma anche un'atmosfera profondamente diversa da quella cui ero abituato in Italia. Un'atmosfera anni ottanta nei tagli di capelli, nelle cravatte e nelle divise dei dirigenti, tutto così post-muro di Berlino. C'erano poi delle magliette pazzesche. Ero affascinato dalla matricola Sankt-Pauli perchè aveva quella più orrenda che avessi mai visto, a righe orizzontali bianche e marroni. Poi c'erano questi strani sponsor di birra, queste strane città tipo Kaiserslautern (guidata dall'altro bomber coi baffi, Olad Marschall) o Dusseldorf, questi stadi sempre pieni anche quando nevicava. Già, la neve. Che peccato che la Bundesliga dovesse chiudere i battenti durante i tre mesi invernali! Ma quel letargo non era mai troppo duro perchè sapevo che presto, a farmi compagnia durante i venerdì sera di cotolette e purè, sarebbero tornati Tanko, Kastenmaier, Paulo Sergio, Yeboah, Fabio Caressa, e tutto l'allegro carrozzone della Bundesliga.

20 commenti:

  1. LACRIME....talmente perfetto che non riesco ad aggiungerti praticamente nulla.fantastico Lars Ricken una vita da presunto fenomeno.Kirsten invece merita un post tutto suo.

    Il mio tifo era in quel periodo tutto per il Dortmund(colori sociali e atmosfera dello stadio)... mi sono invaghito dopo il suo ritono in bunde del fantastico Herta(Daei su tutti)...Ultimamente amo lo schalke(una squadra perseguitata dalla sfortuna) non male anche il Mainz..e ovviamente sono rimasto estasiato dallo scudetto eroico del Wolfsburg.
    Lo 0 a 0 in germania praticamente non esiste..stadi stupendi,tifoserie caldissime...e una marea di giocatori interessanti sapientemente mescolati ad una serie infinita di divertenti pippe...Non vi dico di seguirlo..ma almeno i servizi guardateveli ne vale sinceramente la pena.

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  2. La Bundesliga è bella perchè è l'unico campionato dove può essere preso sul serio e addirittura affermarsi uno che si chiama Zidan, gioca in attacco ed è egiziano.
    A me il Dortmund stava antipatico non tanto per la squadra o i giocatori, quanto perchè ci faceva il tifo Josè Altafini (la stessa cosa mi succedeva in Inghilterra col Newcastle). Però la maglietta ha fatto epoca, c'è poco da dire.

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  3. Per capire la bellezza della Bundes basta scorrere l'albo d'oro e vedere l'alternanza di squadre che hanno portato a casa il Meisterschale negli ultimi anni. In tutta Europa il binomio diritti tv-champions ha sancito un vero e proprio immobilismo, mentre in germania è davvero sufficiente fare la squadra e crederci perchè può succedere di tutto (vedi lo stoccarda dei giovani). Da questo punto di vista è certamente il miglior campionato d'Europa, altra merce rispetto alla senile serie A. Io ho avuto la fortuna di vedere sia la Bundes che la Zweite Liga allo stadio e devo dire che il divertimento non manca. Soprattutto perché per i tedeschi lo stadio è uno scusa per mangiare e bere in allegria. Allo stadio di friburgo, un catino da 20000 posti, ci saranno stati perlomeno 200 punti di ristoro. Sui giocatori nulla da dire. Sono comparsi dei veri e propri geni, come Stig Tofting (il figlio di Schwarzenegger e Rita Pavone), ma mi piace anche ripcordare un super panzer come Castern Jancker la cui rovesciata che si stampò sulla traversa del Camp Nou grida ancora vendetta. La verità è che il calcio è lo specchio di una nazione e oggi il dinamico calcio d'oltralpe ben si sposa con una società aperta, colta e capace di ricompattarsi in una sorta di luna di miele dopo il 1989. Lo stesso mondiale del 2006 resterà uno dei più belli, perlomeno per la sensazione di profonda empatia trasmessa dalla Germania intera.
    Io da marzo sarò nella terra di Goethe per qualche mese. Sarà mia premura tenervi aggiornati sul girone di ritorno della Bundesliga.
    (p.s. come fanno a vivere con una pausa invernale lunga 2 mesi???)

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  4. carina la provocazione di Dionigi...non raccolgo e passo avanti....ne riparleremo quando Zidan passerà al real madrid.....Insieme a Kricio a Berlino nel 2005 ho visto Herta-Eintracht.....aldilà dei 64 panini che mi sono calato...il ricordo più bello è il litro di Warsteiner alla spina pagata soltanto 6 euro...a roma una bavaria in plastica mi pare costi 4 euro e 50......

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  5. http://www.youtube.com/watch?v=l4XGeH2al_s

    Sto con te Nesat;
    fagli vedere questo a Dionigi; Lahm ancora sta cercando il pallone che Mohamed gli ha fatto sparire con un elastico pazzesco...

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  6. Ok, è un fenomeno. Ma il nome non è vero. Per me è la nuova frontiera delle truffaldinate del calcio africano. Dopo l'età truccata, ora i nomi.

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  7. Per le birre dell'Olimpico bisogna chiedere a Ruoppolo, è lui l'esperto.
    Ma la mia su Zidan non era una provocazione! Volevo dire che se fosse arrivato in Italia, che so, al Piacenza, tutti l'avrebbero preso per il culo, tipo Morimoto; e invece in Germania sono meno snob, hanno una storia, come ha ben detto Nesat, di " giocatori interessanti sapientemente mescolati ad una serie infinita di divertenti pippe", e se uno sul campo dimostra di essere forte è forte e punto, pure se è egiziano e si chiama Zidan (che sembra uno di quei nomi di marche false del mercato..).
    Vabbè lo aspettiamo con ansia in serie A..

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  8. il profeta del gol20 febbraio 2010 20:44

    Io da ragazzino avrei voluto tenere i capelli come Gunter Netzer, leggendario centrocampista del Borussia scoperto al tempo del 7 a 1 all'Inter della lattina. Di Netzer (dal cambio di gioco sorprendente per potenza e precisione) infatti sospettavo, nel nebbioso bianco e nero del tivì, una certa predisposizone, ricambiata, per le fraulein). Ma mia mamma non era d'accordo, e poi non ero biondo.

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  9. Grande articolo retrò sul campionato più bello d'Europa, sicuramente quello che seguo con più attenzione insieme alla Premiership...

    Certo, se trovassi il verso di vedere le partite della League Of Ireland sarebbe un... un sogno, appunto, ma tant'è =)

    Ci sarà mai una retrospettiva sulla Oberliga dell'Est?

    Per motivi anagrafici non ne conosco molti dettagli, eppure è un campionato che mi affascina, anche tutti per gli intrecci storico-politici...che ne decretarono lo scadimento e poi la scomparsa

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  10. Lokomotiv Lipsia e Dinamo Dresda assolutamente di un'altra categoria....oh ragà aiutatemi,per il 27 novembre ho preso due biglietti aerei uno Dusseldorf e l'altro per Berlino che partono più o meno alla stessa ora.Voi direte perchè due?..perchè voglio andare a vedere una partita di bundesliga e quel giorno giocano Borussia Dortmund-Fortuna Dusseldorf (Dusseldorf) e Dinamo Dresda-VfR Aalen (Berlino)....porca zozza dove vado?..leggermente in vantaggio é il Borussia ma dubito che riuscirei a trovare il biglietto...certo però la Dinamo Dresda in Zweite Liga!?...comunque oltre questo il vero problema è che non so proprio come fare a comprare i biglietti,qualcuno potrebbe aiutarmi?..oppure dal sito bundesliga riesco a farlo da me?conto su di voi...a dimenticavo...torno in italia in treno e visto che é di strada vorrei fermarmi a Friburgo dove arriva il Bayern...si ma qua mi sembra proprio impossibile trovare un biglietto..vabbè io ci provo

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  11. Lokomotiv Lipsia e Dinamo Dresda assolutamente di un'altra categoria era riferito a 'tubo nero'

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  12. Ciao Mostovoi, sei un pazzo e quindi hai tutta la nostra stima. Sinceramente non so come aiutarti. A occhio e croce direi che è più facile entrare allo stadio della Dinamo Dresda. Noi peraltro, con Gegen, ci siamo andati qualche estate fa, non c'era il campionato ma un gruppo di ultras locali (che per inciso aveva un ufficio in un edificio dello stadio) che si trovavano lì per caso sono stati molto simpatici, ci hanno fatto da guide e dato una sciarpa; lo stadio poi in curva aveva i gradoni, si sta in piedi insomma, non so se è ancora così. Peraltro Dresda è una figata. Ciò detto farei di tutto per provare ad andare a vedere il Borussia, ma non saprei dirti come fare; sul sito non li vendono i biglietti?

    ps Anche Friburgo è da paura, Gegen docet...

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  13. Qualche anno fa andai a vedere il Borussia Dortmund, due volte: una in champions contro la juve (attacco di vaio-miccoli, si cagarono alcuni gol pazzeschi), un'altra in campionato, vittoria rotonda per 6-1. Ero contentissimo perchè vidi giocare dal vivo uno dei miei idoli, Jan Koller (che segnò anche). Andammo in "curva" (espressione impropria per uno stadio rettangolare!), e comprammo i biglietti direttamente allo stadio: però in quegli anni il Borussia stentava un po' (era il 2004), magari adesso c'è più gente.
    Esperienza comunque da provare. birra ottima e abbondante.
    Ciao,
    Albis

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  14. Apprezzo anche la vostra di pazzia sui gradoni di DResda e seguire Koller che fa da sponda...si sul sito mi sembra di aver capito che i biglietti sono a disposizione da circa un mese prima ma proprio perchè il Borussia va così forte ho paura di non trovarli,lo stesso vale direttamente ai botteghini...comunque diciamo così io ci provo per Dortmund non dovessi farcela male non mi andrà andando a DResda....

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  15. bello andare all'aeroporto non sapendo ancora quale aereo prendere...facci sapere!!

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  16. ...gli aeroporti..parto da Taranto per Bergamo..su quello non ho dubbi

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  17. così dubbioso perchè mi sa che sotto sotto vorrei andare proprio a DResda...da notare che gl'ultimi commenti prima di questi finiscono tutti per 1

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  18. hai ragione, bella intuizione, chissà cosa vorrà dirci questa misteriosa cabala dell'1, peraltro progressiva (31, 41, 51...).

    sarà mica un consiglio per le scommesse in bundesliga di domenica? saranno mica i risultati esatti delle partite che vuoi andarti a vedere?

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  19. 5-1 del friburgo sul bayern? magari

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