giovedì 10 dicembre 2009

Quando le settimane iniziavano con Settimana Gol


(io voglio solo vedere i gol, maledetti)

Uno dei pochi punti fermi che mi accompagna nella vita è la consapevolezza che le cose che mi piacciono e/o che funzionano sono destinate a durare poco e a venir rimpiazzate da innovazioni che tradiscono completamente lo spirito iniziale. La spiegazione sono solito darla nel mio rapporto con il concetto di pubblico medio, un rapporto che sfocia nell'indifferenza quando non nell'incompatibilità completa. Essendo io un conservatore e un ragazzo alla mano sono solito apprezzare le cose semplici, curate, con una precisa identità. Alla gente piacciono invece le cazzate, le borate, i comici, i commentatori simpatici a tutti i costi, i frizzi e i lazzi. Un esempio di quanto dico può ritrovarsi nell'evoluzione del programma settimanale che Sky (già Tele+) dedica alla rassegna del fine settimana di calcio internazionale, un tempo ambito e atteso momento del lunedì sera, oggi spazzatura televisiva.
Non voglio diventare nostalgico a furia di fare sempre amarcord però quando eravamo piccoli c'era Settimana Gol condotto da Mino Taveri, in cui Josè Altafini faceva l'opinionista e, a partire da un certo momento, curava l'appendice tropicalista sul calcio sudamericano in cui ogni volta consigliava ("ammisci!") agli italiani di aprire una scuola di portieri in Brasile, oppure, tra un golasso e l'altro, ci insegnava cosa voleva dire fare un "gol del espiritu" (quando si segna dalla linea di fondo, che la palla per entrare ha bisogno dell'aiuto degli spiriti). Settimana Gol era un programma bellissimo, competente, serio ma non serioso come il suo conduttore brindisino, in cui potevamo riccamente appagare la nostra fame di calcio estero; all'epoca non davano tante partite straniere in pay tv il fine settimana, solo le più importanti, non fosse altro perchè c'era un solo canale dedicato allo sport, nè c'erano molti telegiornali sportivi, e youtube non esisteva, dunque Settimana Gol era l'ultimo, quando non l'unico treno per vedere cosa era successo in giro per l'Europa. In quest'atmosfera un po' oracolare ci attendevano le carrellate dei gol dei vari campionati, inframezzate dai servizi di grande mentalità ad esempio del grande Nicola Roggero, e poco altro. Insomma, per anni Settimana Gol è stata la nostra Bibbia di campionati stranieri, un modo per conoscere l'Europa calcistica seduti comodamente in salotto, un po' come lo fu il pionieristico "Football Please" di Michele Plastino per i romani negli anni ottanta.
Io lo stimavo Mino Taveri ed infatti, dopo il restyling che la rete fece nel 1997 (Tele+ 1 e 2 diventarono Tele+ bianco e nero mi pare, poi parte del contenuto iniziò a spostarsi sul neonato satellite), si inventò un'altra rubrica bellissima, questa volta soprattutto di approfondimento di calcio italiano, che si chiamava Zona. Per chi non ha vissuto e non si ricorda quei giorni, dico solo che il primo anno del programma ad accompagnare Mino Taveri in trasmissione c'era Carmelo Bene che parlava di calcio, e ho detto tutto.
Il testimone di Settimana Gol fu raccolto da Mondo Gol nel 2003, in seguito alla sparizione di Tele+ e alla nascita di Sky. Il programma condotto da Fabio Caressa appartiene alla cronaca più che alla memoria, eppure qualcosa merita di essere ricordato. In particolare, quando iniziò Mondo Gol non era affatto male perchè coniugava approfondimento e competenza (qualità necessarie a qualsiasi trasmissione di nicchia) con un'atmosfera sciolta e ironica, come testimoniava la Top Five Horror, divertente rubrica finale dedicata alle "cinque schifezze della settimana". All'epoca Caressa era ancora un bravo ragazzo e un bravo conduttore, simpatico e non troppo sfacciato, e con un discreto senso dell'umorismo romano. Ancora non aveva vinto il Mondiale, ancora non si era fatto risucchiare dal suo personaggio, ancora non aveva sbracato. Il programma mi sembrava quindi l'onesto erede di Settimana Gol, non fosse altro perchè si occupava di calcio internazionale, e anche perchè la sua formula non era particolarmente cambiata, visto che tra i gol di un campionato e l'altro i vari Roggero, Nucera, Trevisani introducevano con le loro schede qualche nuovo giocatore, analizzavano i momenti di qualche squadra, e i conduttori facevano la rassegna stampa coi giornali esteri. Insomma lo spirito originario del programma era più o meno conservato. Poi pian piano tutto è degradato a cabaret perchè, da un lato, l'esigenza di cronaca delle partite estere è venuta meno, visto la loro copertura integrale durante il fine settimana e la nascita di programmi alternativi come l'asettico Euro Calcio Show; dall'altro, perchè Caressa ha iniziato a considerare lo studio come un'appendice del salotto di casa sua, tanto che si è fatto affiancare in conduzione dal vecchio amico Stefano De Grandis, con il quale ha iniziato a sfoggiare un umorismo medio da cine-panettone. E così si è dato sempre meno spazio al calcio, per perdersi in tanti rivoli inutili, rubriche e sotto-rubriche alla Mai dire Gol dei poveri. Anche le trovate umoristiche dei due conduttori, all'inizio -a volte- simpatiche, si sono mestamente accomodate sul canone della ripetizione e dell'auto-referenzialità. Esperimento persino peggiore fu quello di invitare come ospite in trasmissione qualche giocatore italiano, non proprio dei personaggi brillanti. Confesso di non aver più seguito il programma per quasi due anni. Tuttavia, quest'anno ho ricominciato, per rendermi conto che il peggio non aveva ancora trovato fine. Il calcio è diventato un aspetto marginale, i servizi di approfondimento sono stati soppressi, le rassegne stampa pure, i due conduttori gigioneggiano senza freni e paiono perennemente scocciati. Addirittura, in pieno horror vacui, asse del programma sono diventati i collegamenti esterni con un sedicente comico calabrese con un parrucchino biondo e la valigetta, che non so chi sia e non riesco a vederlo perchè mi fa sentire male per la pena che provo per lui e la sua famiglia.
Qualcuno dirà che è quello che ci meritiamo, i comici dico. Sono dappertutto. Sky ormai ha quattro milioni di abbonati e tutti i programmi devono essere dei prodotti ben vendibili. Io capisco di non essere il pubblico medio, ma fa male vedere che fuori dalla nicchia c'è solo desolazione. Non chiedo un epigono di Carmelo Bene in trasmissione (anche perchè non ce ne sono in rerum natura) nè di essere aggiornato sullo stato dei portieri in Brasile, chiedo solo di sopprimere il comico, le rubriche sceme, l'ilarità dozzinale e l'atteggiamento supponente di Caressa e De Grandis, e di tornare ai fasti del minimalismo di Taveri e Altafini, di Roggero e di Nucera, quando il lunedì sera si parlava di calcio, e solo di calcio, e a divertirmi bastavano i "che gollasso ammisci..".

10 commenti:

  1. Caressa ha smesso di essere un telecronista per trasformarsi in un file su youtube o una suoneria per cellulari; Un ricordo amarcord corre anche alle letture di Davide Fonte, gran voce avvolta da morbidi spezzati e cravatte regimental...

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  2. Condivido dalla prima all'ultima riga. Anch'io ho sempre pensato che il problema di Caressa sia stato quello di credere di aver vinto il mondiale 2006. Immaginate ora che sa di dover affrontare Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia... cos'altro dobbiamo temere per il futuro?

    PS: un altro appunto che ho apprezzato è quello sulla tremenda inflazione di comici o pseudo-tali in televisione. Mi deprimono profondamente... ormai sembra che debbano farti ridere per forza in qualunque momento... tralasciando che il più delle volte falliscono miseramente nel loro intento, tutta questa comicità fatta di tormentoni idioti mi sembra cancelli la vera funzione liberatoria della risata per trasformarla in uno strumento meccanico, quasi di lobotomizzazione.

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  3. Temo che Caressa -che premetto, a me è sempre stato simpatico, non si deduca il contrario- sia un po' frustrato, il vestito di commentatore calcistico su Sky inizia a stargli stretto, prima o poi passerà a fare qualcos'altro sulle televisioni generaliste. La chiamo sindrome vj, perchè è la stessa che colpiva quelli che lavoravano da Mtv, che a un certo punto dovevano darsi un tono occupandosi di società e stronzate correlate su La7 o in qualche seconda serata Rai..
    La mia spiegazione è che, quando non è un legittimo desiderio di cambiare aria, l'ambizione umana è sempre inversamente proporzionale alla propria competenza. Se sei bravo a fare una cosa, se sei apprezzato a fare una cosa, se ti piace fare una cosa, non è sufficiente se la tua ambizione è più ampia "di quella cosa".
    Mi tirerete le pietre, ma io per questo sono un estimatore di Gianni "episodio-da-stigmatizzare" Cerqueti e Carlo Nesti, da trent'anni la stessa passione, la stessa telecronaca, la stessa competenza, la stessa posata educazione verso chi ascolta.

    ps Sui comici preferisco soprassedere. E' una delle patologie della recente esplosione della società dello spettacolo. Per questo soffro quando li vedo occupare anche il mondo del pallone. Perlomeno sono rimasti gli umoristi, alla Gene Gnocchi o alla Teo Teocoli, figura in estinzione che ci salverà dalla boraggine della risata imperante.

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  4. Non sono un grande appassionato di Caressa. In generale, non approvo questa nuova generazione di telecronisti entusiasti e giovialoni.

    Credo che un telecronista debba limitarsi a commentare senza appropriarsi di emozioni esclusive dello spettatore. Diciamo, quindi, che sono un "pizzuliano".

    Se non altro, il buon Caressa ha più volte dimostrato una buona preparazione. La cosa non è scontata. Ho seguito telecronisti di altre reti a tratti imbarazzanti.


    ps: riguardo il rifiuto di questa comicità imperante in televisione, bellissima l'intervista di ieri sera a Enrico Montesano su La7. Lui si, idolo vero. Indiscutibile. Personaggi che non ci sono più. Memorabili alcune sue imitazioni (Totò su tutti).

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  5. Mr.Dionigi,la redazione di Giocatori Che Somigliano a macchine ringrazia sentitamente per l'attestato di stima, e ricambia con la stessa moneta per il Vs. splendido, curatissimo, nostalgico, iperdivulgativo, Lacrime di Borghetti. La redazione altresì si rende disponibile per eventuali collaborazioni di varia natura.
    che cazzo, si. le chiamano affinità elettive queste.

    Cordiali Saluti,
    Doretto.

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  6. Magari, siete dei geni.
    Appena c'è l'occasione organizziamo qualcosa..una volta vi chiederemo di pubblicare qualche macchina..
    Intanto ci godiamo la vostra pazzia!
    Saluti!!

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  7. Da qualche parte ho letto che persino la meravigliosa moglie di Caressa dopo il Mondiale 2006 non sopportava il marito che pare per un periodo visse a mezzo metro da terra rendendosi irriconoscibile persino alla consorte.

    Bellissimo post comunque.
    Anche a me manca tanto Taveri e ho un conservo un bel ricordo delle serate passate a guardare Zona il lunedì dopo i compiti. All'epoca gli scrivevo anche delle email di complimenti ogni tanto a Mino e mi sentivo figo un tot a spiegare ai miei amici che Taveri aveva passato un po' di estati con mio padre a lavorare da cameriere in un villaggio turistico sulla costa Salentina quando erano adolescenti.

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  8. I love football6 luglio 2010 18:04

    Qualcuno si è chiesto perchè Marianella su Sky non compare mai? Mai una rubrica, mai un programma condotto, lo si sente solo nel weekend, da una decina di anni a questa parte, per una partita di Premier League del sabato, una della domenica e quella eventuale del lunedì sera. Ed è un piacere! Caressa lo si trova ovunque, è irritante la sua invadenza. Premetto che non ho mai retto Caressa, da quando ha abbandonato la Bundesliga. Dopo il Mondiale non sono più riuscito a sentirlo. Ho goduto addirittura quando durante questo Mondiale ha detto "Ce ne andiamo a casa". Ero ovviamente scontento, anzi angosciato da questa débacle sudafricana, ma per Caressa non mi dispiaceva affatto.
    Su Tele+ seguivo ogni lunedì Zona, era il mio appuntamento fisso. Anche perchè se non erro lo davano alle 20, e subito dopo c'era il monday night di Premier. Mondo gol l'ho seguito solo il primo anno, poi ho cercato di limitarmi ai soli gol dei campionati esteri. Vero quanto scritto, niente più prime pagine dei giornali, solo cazzate. E dopo 10 minuti di cazzate, come fosse una cosa di poco conto, i gol esteri. Sull'innovativo collegamento col biondo Giorgino (così lo chiamano quel poveraccio comparso nell'edizione di quest'anno) no comment. Addirittura negli ultimi 4 mesi lo stesso strepitoso showman si è improvvisato cuoco barese. Mal riuscito, chiunque, come me, della provincia di Bari si sarebbe offerto a Sky per riempirlo di botte e insegnargli il vero barese! Resta solo la simpatica top five horror, adesso i gol li vedo ad Euro Calcio Show. Non avrà esperti, nessun commento tecnico, ma almeno si vedono solo i gol.

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  9. Su Marianella, mi sento di dire che non compare quasi mai in video, che non ha insomma una sua trasmissione, perchè -credo- viva a Londra. Ed infatti fa quasi solo la Premier, oltre alla finale di Champions. Lui rimane il commentatore principe di Tele+, pardon, Sky, non c'è dubbio. Come pronuncia lui certi nomi non c'è nessuno (il "Mmelan").
    Poi l'altro motivo credo sia dovuto al fatto che è diventato anti-telegenico, è impresentabile in video, ogni tanto si fa vedere a Wimbledon, ha il caschetto da ragazzino di terza media coi brufoli, gli occhialoni da nerd ed è tutto paffutello..per non parlare di certe Lacoste abbottonate. E poi ho sempre pensato che è una sorta di erotomane represso, a occhio e croce non credo sia una buona idea lasciarlo in una stanza con Martina Maestri o Anna Billò.

    Su Zona, mi fa piacere i vostri ricordi convergano con i miei. E non solo i ricordi, viste anche le lamentele sul presente..

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  10. se non sbaglio il programma zona lo davano nella fascia oraria in cui telepiu era visibile anche ai non abbonati.
    Su caressa avete ragione, comunque ho sempre apprezzato bergomi sui suoi commenti tecnici. sempre pacato e mai sopra le righe.

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