lunedì 21 dicembre 2009

Manca solo il fez


E' proprio vero che le cose si vedono e si capiscono meglio da lontano.
Bellissimo l'articolo con cui il Guardian introduce ai suoi lettori Roberto Mancini.

"Appropriately enough, his version of the Italian bella figura is strongly rooted in the look of the English gentleman. He may wear Armani suits, listen to Italian pop music, spend his holidays in Sardinia and nominate his mother's pasta al forno as his favourite dish, but he drives a Bentley and orders his bespoke shoes from Trickers of Jermyn Street".

Probabilmente è stata una cazzata, nel merito o comunque nel tempismo, cacciare (così) Mark Hughes. Probabilmente questo salto in corsa -modello autobus londinese- è stata una mossa un po' avventata. Probabilmente, il ragazzo di Jesi seguirà le orme fallimentari del suo maestro e predecessore Sven Goran Eriksson (residenza in hotel e liaison con Nancy Dell'Olio incluse).
Ma tant'è, quello che è certo è che il ciuffo di Mancini, che va infoltire la già nutrita colonia di tecnici italiani in Inghilterra (oltre ai noti Capello, Ancelotti e Zola, non ci si dimentichi di Di Matteo al West Bromwich Albion), è una notizia che ci rincuora. Le squadre inglesi ci battono senza soluzione di continuità in Europa, e i loro presidenti decidono bene di ingaggiare i nostri mister. Una chiara riedizione del motto latino Grecia capta ferum victorem cepit.  Diceva un mio amico inglese: noi vi diamo le sottoculture, voi il caffè. Ora anche gli allenatori.Vincenti, giovani, profondamente fashion. Ci credo che Bruce e gli altri suoi colleghi ruspanti si lamentano: vuoi vedere che, con sessant'anni di ritardo, abbiamo spezzato le reni alla perfida Albione?

11 commenti:

  1. Tra l'altro, sembra che Mancini stia già macchinando per portare al City Antonio Cassano.

    Da grande estimatore di Cassano, rabbrividisco: già una volta fece la scelta di andare in una squadra di stelle e primedonne e ancora la paga...

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  2. Per la cronoca la prima cena di Mancini a Manchester ha avuto come scenario il ristorante "Bella Italia"..

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  3. Che chi invece le reni se le spezza da anni nella perfida per mantenere la vecchia Betty (dio la salvi) sa benissimo che i ristoranti "Bella Italia" sono improponibili anche dopo un mese di digiuno..
    Primo grande errore tattico del Mancio, altro che gaffes in conferenza stampa.. Speriamo che la strategia di lungo corso sia meglio..
    Complimenti per il blog..

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  4. Già una volta avevo stigmatizzato Pradè per la sua carbonara londinese, tocca ripetermi col Mancio..la prossima cena la vogliamo a base di yorkshire pudding e rognone, come Harry Potter, o perlomeno qualcosa di etnico alla moda (nippo-sushi, libanese-chic, brasserie belga, fabada asturiana.) o fusion, che fa pure rima con fashion.

    Comunque va detto: in ogni città estera che si rispetti, c'è sempre UN ristorante italiano che si rispetti. Uno che merita. E gli altri sono comunque meglio della finta trattoria media del centro storico di Roma..

    Caro Zio di Holloway, complimenti a te per il tuo blog, con cui ho notato grande affinità. Peraltro a holloway road viveva la protagonista figa di una canzone degli amati Hefner, "Painting and Kissing" (http://www.hefnet.com/cityltd.htm). Una curiosità: per che squadra tifi a Londra?

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  5. Mi sentivo in dovere di lasciare un post sul momento city...da tifoso di vecchia data(Quando Goater faceva sognare..)......probabilmente lo farò,dico solo che Mancini ha il solito culo......i suoi avversari per il quarto posto si chiamano tottenham e aston villa(forti e divertenti ma decisamente inferiori).....con un Liverpool in crisi profonda che difficilmente risorgerà.....vedrete arriverà quarto e verrà osannato come quando vinse la coppa italia a firenze partendo dalla semifinale....peggio di Ezio Sella che portò il Palermo in Serie B giocando le ultime 2 giornate......

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  6. Un allenatore italiano in premier è una soave forma di conquista, come ci ha spiegato Dionigi attraverso la frase di Orazio, però anche un marchigiano come Mancini che porta scarpe inglesi è in parte un traditore.. Della Valle non gli parlerà più dopo aver letto che indossa Tricker's (peraltro stupende e molto meglio delle Tod's).

    http://www.trickers.com/Collections/1829/1829.html

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  7. Bellissimo il boot della collezione Country

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  8. Hai ragione, soprattutto il boot modello Burford è molto chic. Da indossare in giornate di Natale molto cosy (a proposito, buon Natale!) nella tenuta del Sussex o del Maceratese, di fronte al camino o passeggiando lungo il fiume, dividendosi tra setter irlandesi, principesse georgiane e degustazioni di porto con gli amici..

    In Italia non prenderebbe mai perchè sono scomodi per guidare il SUV.

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  9. E' che le Trickers le aveva conosciute passeggiando con Luca a Pall Mall.. Poi le aveva sfoggiate nella tenuta di Norfolk di quell'egiziano che compra supermercati e il cui figlio ingravidava princepesse.. Ma ora poverino, guardando dalla finestra del suo hotel le melmose sponde del fiume Irwell si starà chiedendo se potrà indossarle ancora.. anche solo per 6 mesi.. Dopodichè lui arriva quinto e torna ad Hammersmith, che a Carrington arriva il portoghese..

    Chi tifo? Tricky Trees in generale (per Robin Hood e per The Life Of Brian, it goes without saying..) e Orient a Londra.. un'infatuazione giovanile perchè facevano tanto paccottaglia dell'Armata Rossa.. Poi crescendo ho dovuto ammettere che Homerton è socialismo troppo reale anche per me.. Ma alla potenza costutuente del mito non si può resistere..
    Buone feste!

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  10. Tifare Leyton Orient, e per motivazioni così ricercate e massimaliste, è davvero una finezza..Alla fine anch'io, in un'estate trascorsa a Londra, mi ero appassionato al meno blasonato QPR, ma solo perchè i biglietti del Loftus Road erano i più economici della città..

    Sui Tricy Trees di Nottingham andrai d'accordo con Bostero allora.

    Non chiederò chi è il "Luca di Pall Mall" (anche perchè sono noto per essere sempre l'ultimo a capire le cose), ma posso dire che chi ieri notte sfoggiava un paio di sontuose Trickers, nel porcaio di una tombolata mamianesca in Prati, è il grande Paolo Savini, ormai più londinese dei londinesi.

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