domenica 6 dicembre 2009

Due atti della stessa tragedia

Sarò brevissimo. Mi piacerebbe parlare -come al solito il sabato- della giornata calcistica europea appena vissuta, e invece preferisco porre l'attenzione sui discutibili comportamenti in campo di due giovani star del pallone, testimonianza della vacuità in cui sta sprofondando il nostro amato mondo del futbol.

Il primo episodio riguarda Cristiano Ronaldo detto CR9, dove 9 sta per gli anni che dimostra. In serata, il Real Madrid ha vinto 4 a 2 contro l'Almerìa. Partita stramba: nel primo tempo dominio dei blancos, che vanno in vantaggio con Sergio Ramos; nella ripresa però gli andalusi ribaltano a sorpresa il risultato (1-2), finchè, nel finale, le merengues ristabiliscono la gerarchia con tre gol in dieci minuti. Cosa fa Ronaldo in tutto questo? Sul 2-2, a dieci minuti dalla fine, nel momento più concitato e drammatico dell'incontro, simula un fallo da rigore franando sul povero Diego Alves -il portiere dell'Almerìa- in coraggiosa e tempestiva uscita. Rigore che, ovviamente, viene concesso. CR9 va sul dischetto con le sue sopracciglia ritoccate ma si fa parare il rigore da Diego Alves; tuttavia, sulla respinta del portiere Benzema è il più lesto di tutti e mette dentro il tap-in vincente. A quel punto Ronaldo non va ad esultare con il compagno, non si unisce al resto della squadra che festeggia il gol-liberazione, ma il suo narcisismo lo inchioda in aria di rigore, con la faccia sconsolata, intento a rimpiangere di non aver segnato lui quel gol così ben ritrasmesso in mondovisione. Ma il bello (meglio, il brutto) deve ancora arrivare. A cinque minuti dalla fine, prima sigla il 4-2 per il Real, facendosi ammonire per essersi inutilmente tolto la maglietta nell'esultanza, giusto per mostrare al mondo i suoi addominali scolpiti (ma anche il pubblico femminile paga..); poi, con l'Almerìa annichilito, Ronaldo prende palla sulla fascia e -dopo aver simulato il rigore decisivo- non trova niente di meglio che mettersi a fare lo sbruffone con gli avversari (tra cui il mitico Santi Acasiete, orgoglio indio), in un trionfo di inutili elastici, doppi passi, tacchetti, fintuzze e minchiate varie, finchè un padre di famiglia dell'Almerìa non si stufa e glielo fa capire con un buffetto. CR9 -9 come gli anni che dimostra- si vendica con un bel calcione a palla lontana, che gli costa l'espulsione e la squalifica nel big-match della prossima giornata a Valencia (una delle sole tre partite serie della Liga). Fossi stato Florentino Pèrez, sarei sceso negli spogliatoi, l'avrei preso a calci nel culo con i miei pregiati mocassini con le nappette e l'avrei multato con un mese di stipendio non pagato (somma peraltro equivalente al prodotto interno lordo di un qualsiasi stato dell'Africa equatoriale).

Il secondo episodio riguarda Mario Balotelli. So che nel blog si annidano suoi ammiratori, ma qui non si discutono le sue qualità tecniche. Qui si discute la sua immaturità. Ok, concediamogli tutte le attenuanti del caso: una vigilia nervosa, un ambiente ostile, un'accoglienza con una bordata di fischi ad ogni palla toccata. Il ragazzo -elementare Watson- non sarà tranquillissimo. Ma allora -dico io- perchè andarsi a cercare sempre rogna con quegli atteggiamenti così irritanti, simulando un fallo ad ogni caduta, rimbrottando l'avversario ad ogni contatto, legittimando così anche la naturale antipatia dello stadio nemico? Perchè Balotelli non si limita a giocare a pallone, visto che lo sa fare e anche bene, e invece perde tempo ad attaccare briga con chiunque gli passi a tiro? La scenata della sua simulazione dopo la gomitata di Felipe Melo -gomitata che c'è stata, ma non sul volto- è riuscita a far perdere le staffe anche a Gigi Buffon, il personaggio più tranquillo del calcio italiano. Non ci sorprendiamo poi se a perdere le staffe sono le maestranze del tifo.

In conclusione, gli episodi di Cristiano Ronaldo e Mario Balotelli mi paiono due atti della stessa tragedia perchè rappresentano la deriva volgare, narcisistica e auto-lesionista del calcio attuale. Un calcio sempre più simile a Hollywood, dove contano le star, dove contano i quattrini, dove conta vendere il prodotto. Un calcio-gossip forgiato sulle sembianze di giovani e fragili eroi dati morbosamente in pasto al tritacarne mediatico, come se fosse l'equivalente calcistico dei processi di Garlasco o di Perugia. Un calcio privo ormai di passione, fango e dignità, ma con molti palchi riservati agli sponsor. Un calcio che per vivere -per vendere- ha stretto un patto con il diavolo delle televisioni commerciali, degli sponsor, del merchandising, entità le quali, a loro volta, per vivere -per vendere- hanno bisogno che in cambio il calcio gli fornisca dei miti pronti all'uso, dei personaggi da mettere in vetrina, nomi (meglio ancora se sigle..) alla moda sulle magliette, facce patinate sui cartelloni, idoli da consumare modello fast-food. Voglio essere assolutorio: Ronaldo e Balotelli sono vittime di questo sistema: non è colpa loro se a 18 anni -quando i nostri problemi "normali" erano uscire con quella figa-ma-non-troppo dell'altra sezione ed essere ammessi alla Maturità- gli hanno messo in mano, per aver venduto l'anima al diavolo (attraverso l'interessata interposizione della società), una marea di soldi, la fama, le auto di grossa cilindrata, le mignotte, i giapponesi che quando scendi dall'aereo ti saltano addosso. Non possono essere ragazzi equilibrati, non lo si può pretendere. Ma se non possiamo pretendere che CR9 non prenda per il culo e poi a calci gli avversari, e che Balotelli non trasformi ogni contatto di gioco in una provocazione, possiamo sì ribellarci di fronte ad uno spettacolo del genere, e spegnere la televisione ogni volta che questo scempio del calcio ci viene ripetuto in mille replay, ogni volta che ci viene mostrata la pubblicità dello shampoo anti-forfora di CR9, ogni volta che il politico di turno ci ricorda che Balotelli dovrebbe essere portato al Mondiale "per principio" (scambiando così la nazionale con il Ministero per le Pari Opportunità..), ogni volta che Juve e Inter giocano la partita più brutta e noiosa e spezzettata dell'anno. Non solo possiamo ribellarci, ma dobbiamo kantianamente farlo, come imperativo morale, perchè questo non è il calcio che ci piace, non è il calcio per cui versare le nostre lacrime, e di tanto in tanto è sano mandare tutti a quel paese e riprenderci il nostro tempo, magari per fare una lunga passeggiata al parco con il cane, per andare al cinema a vedere  "Il mio amico Eric" con la figa-ma-non-troppo dell'altra sezione, o semplicemente per andarci a bere un Negroni al Doney Bar di Via Veneto e così farci raccontare "di quello di Canale5", che se di gossip dobbiamo morire, che almeno sia divertente.

9 commenti:

  1. Tutto giusto, tutto condivisibile. La faccia di Ronaldo dopo il tap-in di Benzema mi ha lasciato davvero senza parole. è la fine del gioco del calcio come gioco di squadra.
    Per fortuna la mia serata è stata riscattata dalla corsa di Iker Munian dopo il gol del momentaneo 1-1 col Valencia.

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  2. stiamo parlando di un giocatore che è stato pagato ad una cifra che equivale a 7 volte il costo della rosa dello sfortunato Almeria.......mi sembra ovvio che finisca così..con doppi passi e finte.......il problema del calcio di oggi oltre a queste cifre folli...è anche che esistono sempre meno Pasquale Bruno......

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  3. Caro Senor Dionigi, sono un assiduo lettore del vostro blog e un vostro grande fan. Leggendo il tuo ultimo post, ho però notato, con grande dispiacere, che hai nuovamente criticato il povero Balotelli. Trovo assolutamente ingiusti i rimproveri che gli hai rivolto, perchè se smettesse di assumere quell'atteggiamento "rissoso" non avrebbe più senso produrre i Balotelli Picchiatelli e lui, quindi, di cosa vivrebbe?
    Siamo anche sotto Natale!

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  4. Hai ragione, avremmo dovuto spegnere il televisore... però subito dopo c'era Deportivo-Barça... giocano così con la nostra pazienza perchè tanto sanno che siamo dei tossici (e ha ragione Gegenschlag... quando la sera dopo vedi Muniain comunque ti viene voglia di andare avanti)

    Comunque condivido tutto, anch'io quando ho visto l'espressione di CRquellolà son rimasto basito.

    PS: Ottimo "Il mio amico Eric". Visto proprio stasera ;-)

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  5. Non vedo l'ora di andare al cinema a vederlo. Chissà se succede anche col poster di Guardiola giallorosso che ho nell'armadio..

    A proposito di televisione, dall'alto della tua esperienza di Liga su Sky, non trovi che Riccardo Trevisani sia un signor telecronista (e che, insieme al bundesligo Riccardo Gentile, è il migliore in circolazione, e i due meriterebbero -da tempo- di soppiantare i re dei posticipi Caressa e Compagnoni)? Senza nulla togliere anche ad Antonio Nucera, un vero signore, soprattutto quando fa il Siviglia.

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  6. Anche se non chiamato in causa volevo dire che sposo anche io la linea del ricambio generazionale. Forse trevisani a volte è un po' caressizzato.. Gentile bravissimo.

    La coppia Cantona Ken Loach è assolutamente imperdibile.

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  7. Sì, Trevisani non è male, di quelli che commentano la Liga è il migliore, anche se ha l'iperbole un po' troppo facile. Nucera è più sobrio, però a volte sbaglia i nomi dei giocatori in una maniera francamente sorprendente per uno che commenta la Liga da anni (una volta ad esempio nel Valencia entra Manuel Fernandes e lui lo chiama "Edu"!).
    Gentile per me è il più preparato di tutti, poi mi piace anche Marianella. Caressa non lo sopporto proprio sinceramente.

    Comunque, le partite di Liga tendo a seguirle prevalentemente col commento originale (schiacci il tasto "info" del telecomando e da lì puoi selezionare la lingua fra "italiano" e "originale"), anche se purtroppo da un paio d'anni su Sky non fanno sentire le telecronache nè di La Sexta nè di Canal+.

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  8. Aggiungo solo che, a mio avviso, anche un paio di telecronisti di Sportitalia sono bravissimi. Mi riferisco a quelli che commentano il campionato argentino, il Brasileirao e l'Eredivisie.

    Dalla conoscenza di ogni minima vicenda di ogni giocatore (per lo più gente sconosciuta) si capisce che ci provano proprio gusto a parlare di calcio.

    Io dico, voto 8.


    Inoltre, Sportitalia si può vedere anche online: http://www.sportitalia.com/SI2live.aspx

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  9. Purtroppo, questi giovanottoni sono semplicemente simili ai loro coetanei "normali": cioè, sono stati irrimediabilmente mutati "nella testa" da tutti gli "esperimenti" mediatici che sono stati fatti su di loro a partire dall'inizio degli anni Ottanta. Non capiscono più la differenza tra finzione e realtà: e questa mi sembra la cosa davvero più grave di tutte.
    A proposito dei telecronisti, per me il migliore è Stefano Borghi di Sportitalia (fa prevalentemente la Championship inglese e il campionato argentino).
    Ciao a tutti.

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