sabato 19 dicembre 2009

Domani segna Balbo su assist di Fonseca


(La metà della coppia dei nostri sogni. Grazie per la foto)

Domenica si gioca Roma-Parma, e allo stadio (sempre se il treno di Gulunoglu arriva in tempo) ci aspettano i nostri vicini con il panettone, lo spumante e le pastarelle. Le pastarelle della domenica, appunto, per festeggiare a modo nostro un altro anno passato insieme, versando lacrime di Borghetti ad ogni gol (sbagliato), e soprattutto per festeggiare il fatto in sè stesso di essere lì allo stadio, tutti insieme, un Natale in più. Perchè (anche) il Natale, allo stadio, è più bello.

Domenica si gioca Roma-Parma e la mia memoria, da sola, fa brutti scherzi. E' che la memoria, da un lato, rimpiazza la storia con il mito, facendoci passare per visione permanente quelli che sono stati solo brevi momenti di felicità; dall'altro, confonde gli anni, i personaggi, sfalsa il tempo, come in un sogno o in un collage, inventando delle partite che non sono mai esistite, facendo segnare nello stesso incontro calciatori che hanno segnato ad anni di distanza, oppure non hanno mai segnato proprio.

Domenica si gioca Roma-Parma e potrei giurare che una delle prime volte che andai allo stadio, con mio padre, fu un pareggio per 1-1, con i gol di Balbo nel primo tempo e il pareggio di Minotti -su punizione- nella ripresa. Potrei giurarlo, e invece mi faccio un giro dove c'è chi (che Dio lo benedica!) raccoglie la nostra memoria storica, e mi accorgo che solo metà della storia è vera, la metà giallorossa, la metà che mi piace. Il gol di Minotti, addirittura così ben scolpito nella mia memoria (una gran botta su punizione, di sinistro, di seconda), me lo sono completamente inventato, come in un sogno. Per fortuna.

Domenica si gioca Roma-Parma ed è vero che al tempo di quella partita -stagione 94-95- ero ancora agli albori della mia frequentazione dello stadio. Andavamo con mio padre in tribuna Tevere laterale e salire le scale e affacciarsi e vedere il manto verde significava -come continua a significare tutt'ora, peraltro- una grande emozione. Era l'ultimo spettacolare Parma di Nevio Scala, ma soprattutto era la Roma di Mazzone, della maglietta acetata asics con lo sponsor Nuova Tirrena e i laccetti sul collo (per inciso, l'ultima casacca della Roma che mi sia mai comprato), del primo gol in Serie A di Francesco Totti, dello 0-3 nel derby Balbo-Fonseca-Cappioli dato in diretta televisiva e visto per terra in camera mia sdraiato sulla moquette. Ma più di ogni altra cosa, era l'epoca d'oro di Balbo e Fonseca, la coppia mitologica (un unico animale fantastico: Balbofonseca) della mia infanzia giallorossa.

Quella Roma, che pure raggiungeva sempre dei dignitosi piazzamenti di quasi-vertice in campionato, tecnicamente non era niente di che. L'indimenticato Cervone tra i pali ci regalava interventi prodigiosi e barriere mal disposte; Aldair, Lanna e Petruzzi, trio di grande cuore, non facevano filtrare un pallone e, quando serviva, lo sparavano in tribuna; Carboni e Moriero correvano su e giù per la fascia, e soprattutto il secondo non capiva mai quando doveva sovrapporsi e quando invece doveva tagliare in area; Cappioli e Statuto (che gran giocatore Statuto, che peccato non abbia avuto la carriera che si meritava!) guardavano le spalle al Principe Giannini, che ancorchè in fase calante con il suo carisma guidava con grande eleganza l'intero centrocampo; e davanti, mentre il Pupone cresceva nei ritagli di partita, Abel Eduardo Balbo e Daniel Fonseca formavano la coppia d'attacco meglio assortita dell'intero campionato, che dico, di tutta l'Europa.

Balbo e Fonseca davano senso a tante estati di calciomercato e pronostici vissute sui giornali sportivi sotto l'ombrellone. Anche se si parlava solo di Milan, Juve e Inter, in ogni classifica delle coppie più pericolose comparivano sempre loro, il vero orgoglio di una squadra semplice e gagliarda. La spilla da appuntarmi sul petto in tante discussioni sul bagnasciuga, il vessillo da brandire in tante partitelle con gli amici, con gli asciugamani a fare da pali, le telecronache in tempo reale e ognuno che si sceglieva un giocatore. Io ero sempre Balbo, e accanto a me un Fonseca si trovava sempre. Uno uruguaiano, l'altro argentino; uno funambolo, l'altro predatore; uno fantasioso, l'altro concreto; uno allegro, l'altro serio; uno inventava, l'altro segnava. I gemelli del gol erano il riscatto per noialtri aficionados di squadre sfortunate, che vincevano poco e ancora meno spazio trovavano in televisione. Balbo e Fonseca, ora lo so, non erano un sogno, ma pomeriggi di vita vera; e non erano solo dei brevi momenti di felicità, ma un mito che non sbiadirà mai nella mia memoria.

Domenica si gioca Roma-Parma e spero finisca come in quell'assolato sabato di aprile di quindici anni fa (sic!). La Roma regge bene il campo, la difesa è solida, il centrocampo senza sbavature, gli schemi semplici e immediati, le ali si sovrappongono, quando serve ripiegano a fare la diagonale, il regista detta i tempi, gli attaccanti vengono a prendersi la palla oppure scattano in profondità. Un calcio schietto, una squadra decisa, fatta di corsa, coraggio e determinazione. Dopo una fase iniziale di studio, la compagine giallorossa prende in mano la partita, inizia a premere sulle fasce, i ducali soffrono. Poi, al minuto 23 -i miei occhi incollati al campo- Fonseca rivece palla sulla destra, la stoppa a seguire, avanza qualche metro, punta il suo diretto avversario, lo salta con un paio di bei dribbling, scatta e raggiunge il fondo, da dove fa partire un bel cross a mezz'altezza verso il primo palo, dove Balbo si era appostato con un movimento felino a spiazzare il marcatore, si mette davanti, anticipa tutti con il destro -un tocco furbo e felpato- fa gonfiare la rete, fa esplodere lo stadio, mi fa abbracciare mio padre. E' il gol che decide la partita (uno a zero, nel calcio non serve altro), perchè Minotti pareggerà solo nella mia memoria.

Domani Balbo e Fonseca non ci saranno, ma ci saremo noi con tutti i nostri ricordi, e tra un brindisi e una fetta di panettone celebreremo anche le loro gesta, perchè se domani saremo lì lo dobbiamo anche a quel gol che Balbo e Fonseca confezionarono quindici anni fa, quando andavamo allo stadio per vederli giocare, e poterne parlare il giorno dopo a scuola, durante l'ora di educazione tecnica.

4 commenti:

  1. Ricordo questa partita...non ricordo il goal di Minotti...forse non mi ricordo nessun goal di Minotti...la coppia Balbo-Fonseca era un orgoglio per tutti noi......sinceramente però erao innamorato di Cappioli...ho seguito la sua carriera ammirandolo in ogni dove....comunque non credo sia esistito un Roma-Parma brutto...me ne ricordo uno con Liedholm e Sella in panchina perso 0 a 1 se non sbaglio con goal di Crespo ma forse è stato solo un brutto sogno...

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  2. bellissimo articolo davvero..anche se della foto pubblicata, di romantica e dei miei sogni ce ne è solo una di metà, quella con l'indimenticato tino asprilla, altro che balbo e fonseca..Bogdani e pellissier..
    sempre in amicizia..

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  3. parla uno che ancora crede in Meghni..sempre in amicizia..

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