lunedì 16 novembre 2009

Tropico del cancro

A caldo, dopo una piccola rassegna stampa, voglio esprimere il mio apprezzamento per la scelta di Bobo Vieri di andare a giocare in Brasile. Ho sempre ritenuto Vieri, più che un mercenario, un nomade del calcio, un apolide sradicato e vagamente naif. La scelta di andare in Brasile è , poi, davvero inconsueta e controcorrente soprattutto in un paese che cerca il Brasile in Via Gradoli. Vai Bobo, seguiremo le tue gesta anche in quel campionato dall'erba altissima e dai difensori improbabili!

5 commenti:

  1. Sì, anche a me ha colpito la notizia quando l'ho sentita stamattina, e avrebbe colpito anche Thomas Mann, è bello pensare che potrebbe nascere una moda così decadente, quella dei vecchi calciatori europei che vanno a giocare l'appendice della proprio carriera in Brasile (nelle serie minori!), una sorte di Morte a Rio de Janeiro.
    L'unica cosa che non ho capito è perchè si è portato dietro la ragazza.

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  2. Perchè non si lascia incustodita un ragazza del genere.

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  3. "Soprattutto in un paese che cerca il Brasile in via Gradoli"

    che poesia.....

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  4. E' anche per queste cose che non riesco ancora a staccare il poster di Bobo da sopra il letto...
    che giocatore!

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  5. il profeta del gol19 febbraio 2010 19:33

    L'erede più credibile, anche per la sfiga, di sua maestà Gigi Riva.
    Però, simpatico come un gatto attaccato ai maroni, eh.

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