venerdì 13 novembre 2009

La punizione del secolo

Non importa che tu l'abbia vissuta o meno, quando si parla di mondiali la prima immagine che ti viene in mente è quella che vede Diego Armando Maradona davanti ai 115 mila dello stadio Atzeca  che dribbla mezza Inghilterra, Regina compresa, e schiaffa la palla alle spalle di un incredulo Shilton. Era il 22 Giugno del 1986. Il 22 Giugno di dodici anni prima la storia dei mondiali aveva aggiunto un altra perla non esteticamente affascinante e perfetta come quella di Città del Messico ma altrettanto stupefacente.

A Gelsenkirchen si giocava Brasile-Zaire, campionati del mondo del 1974, quelli del calcio totale dell'Olanda di Cruyff, organizzati e vinti dalla Germania-Ovest. Il Brasile aveva ottenuto nelle prime due gare due punti, pareggiando 0 a 0 contro Jugoslavia e Scozia, lo Zaire aveva chiuso le prime due sfide con un onorevole sconfitta per 2 a 0 contro la Scozia ed una tremenda disfatta per 9 a 0 contro la crudele Jugoslavia, che provocò addirittura la richiesta (in lacrime) di sostituzione (dopo 21 minuti e tre goal incassati) da parte del portiere Zairese Kazadi (eletto nel 2000 estremo difensore del secolo per quello che riguarda la Repubblica Democratica del Congo-ex Zaire).

Brasile-Zaire terminerà con un secco e non eccessivo 3 a 0 a favore, neanche a dirlo, dei campioni del mondo in carica. Non riesco a trovare l'esatto minuto in cui Ilunga Mwepu entrerà a vita  nella storia dei mondiali e del calcio in generale. Siamo nel secondo tempo e il Brasile è in vantaggio, un calciatore carioca viene falciato da due giocatori africani ad una ventina di metri dalla porta difesa dal suscettibile Kazadi. L'arbitro rumeno Renea prova in qualunque maniera a tenere a debita e giusta distanza la difesa dei leopardi di Kinshasa, opponendosi anche fisicamente all'avanzare della disordinata barriera colored. Appena riuscita la titanica impresa, il direttore di gara fischia, Roberto Rivelino (per molti uno dei giocatori brasiliani più forti di sempre) prende una lunga rincorsa, in quello stesso momento Ilunga Mwepu ha un black-out, corre verso la palla e la calcia con una puntata terrificante verso la porta difesa dal brasiliano Leao; Rivelino è incredulo, i calciatori della Selecao sono increduli, lo stadio di Gelsenkirchen è incredulo, Renea (che ha la faccia di uno che vorrebbe chiedere "cosa cazzo ti è passato per la mente?") ammonisce il numero due africano ed è particolarmente imbarazzato nel farlo, forse anche dispiaciuto.

Ilunga chiede spiegazioni, non si da pace, poi china la testa e allarga le braccia tornando mestamente in barriera, Rivelino comincia a ridere, i calciatori brasiliani cominciano a ridere e con loro tutta Gelsenkirchen, addirittura Jairzinho sghignazzando fa un eloquente gesto con la mano come a dire "questo è pazzo". Questa è la scena più divertente della storia della coppa del mondo. Finchè non scopri lo strato neanche troppo sottile di tristezza che la circonda. In seguito alla pesante debacle contro Jugoslavia, il dittatore Zairese Mobutu (non esattamente Winnie Pooh) aveva inviato le sue poco socievoli guardie personali all'albergo che ospitava Ilunga e compagni, con la minaccia che se avessero perso con più di tre goal di scarto contro i campioni del mondo in carica (non esattamente la Pistoiese) difficilmente sarebbero riusciti a tornare a casa (Mobutu era dedito alle fucilazioni pubbliche).

In un intervista Ilunga Mwepu giustificò così il suo folle gesto, aggiungendo anche che mentre vedeva Jairzinho e tutti i brasiliani ridere di lui cominciò a dare a voce alta del "bastardo" a tutti i suoi avversari, perchè non si rendevano conto di quello che poteva accadere a lui e alla sua squadra in caso di 4 a 0. Ilunga calciando quel pallone ha cercato di allontanare l'angoscia e la paura per la sua incolumità personale e per quella dei suoi compagni. Rese anche noto che lui e i suoi colleghi partirono per la Germania con la speranza di tornare ricchi e famosi in patria ma che in realtà giocarono quel mondiale gratis. Concluse la sua intervista dicendo che potendo tornare indietro avrebbe dedicato la sua vita all'agricoltura. Era un giocatore sfortunato Mwepu, in quella stessa stagione lo Zaire vinse la Coppa d'Africa, Ilunga però in semifinale con l'Egitto causò con un autogol il momentaneo 1 a 0 a favore dei padroni di casa.

Una volta a dirla tutta ebbe fortuna: nel 9 a 0 della Jugoslavia Mwepu scalciò un avversario, l'arbitro però si confuse e cacciò dal campo un suo compagno. Fu solo per uno scambio di persona che Ilunga non evitò la più grossa figura di merda della storia del calcio, se il cartellino fosse stato sventolato in faccia a lui, Rivelino, Jairzinho e il mondo intero non avrebbero riso del suo gesto tragicomico. Non si ride mai delle sfortune altrui e fu così che la Jugoslavia spaccona nel secondo girone realizzò zero punti, il Brasile campione in carica arrivò quarto, sconfitto nella finalina da una grande Polonia e Jairzinho che quello stesso anno tentò l'avventura europea con il Marsiglia fallì miseramente e concluse la sua carriera tra Bolivia e Venezuela.

Ilunga Mwepu oggi è allenatore in seconda in quel di Malta. Nei momenti liberi torna nella Repubblica Democratica del Congo, con sua moglie Jeanne. Probabilmente lavora la terra e mentre lo fa ripensa a quel 22 giugno... Grazie a quel gesto scellerato dettato dal panico Ilunga Mwepu sarà ricordato per sempre nella storia del calcio proprio come Maradona.. alla faccia della Jugoslavia.. del Brasile.. ma soprattutto di Jairzinho.

15 commenti:

  1. Grazie Nesat per la bella storia, non lo sapevo. Comunque questi sono come quegli stronzi che ridevano per il nuotatore africano dell'altra olimpiade, quello lentissimo. Onore a Mwepu!

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  2. http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=pcb3YeZDmp0

    in realtà per erik moussabani ancora rido..due storie diverse....

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  3. Ho sempre desiderato il berretto di Mobutu, lo confesso.

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  4. Inpietose le righe su Erik che trovo su Wikipedia:

    "Eric, soprannominato "l'anguilla" dai media, ha partecipato alle olimpiadi di Sidney del 2000 come unico nuotatore della sua nazione nella gara dei 100 metri uomini stile libero. [...] Moussambani passò alla storia perché riuscì a concludere la gara con un tempo di 1'52.72, cioè più del doppio del tempo medio degli altri nuotatori olimpionici.

    Dopo una enorme "spanciata" nel tuffo nuotò alla meno peggio i primi 50 metri, con uno stile incredibilmente dilettantesco: gambe larghe e basse, testa sempre fuori dall'acqua e sbracciando a più non posso. Nella vasca di ritorno rischiò seriamente di affogare ed alcuni giudici si stavano tuffando per salvarlo, ma nonostante tutto arrivò alla fine della gara, tra le ovazioni di tutto il pubblico presente.

    Eric imparò a nuotare solamente sei mesi prima della gara, allenandosi nella piscina di 22 metri dell'albergo del suo paese, in quanto la Guinea Equatoriale dispone di scarsissime strutture sportive; non aveva inoltre mai visto una piscina olimpionica (da 50 metri) prima di quella in cui gareggiò. Questa prova disastrosa lo rese comunque celebre, venne intervistato dalle televisioni di tutto il mondo e firmò contratti pubblicitari con le maggiori aziende produttrici di attrezzature sportive per centinaia di migliaia di dollari."


    Io dico che dovremmo scrivere a Erik che, nonostante tutti sti stronzi, il nostro rispetto ce l'ha.

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  5. Grande rispetto per Mobutu Sese Seko, vecchio leone della politica africana

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  6. Quando vedo il video di Erik ripenso ad un pomeriggio di tante estati fa, nell'acqua-park di Lloret de Mar (che mentalità), quando rimasi bloccato a metà di uno scivolo a quattro corsie, perchè non avevo capito che nello scendere dovevo stendermi ed invece rimasi con la schiena eretta e quindi mi fermai. Ci misi un quarto d'ora ad arrivare in fondo, perchè una volta bloccato e senza spinta l'attrito non mi consentiva di scivolare giù; ricordo Andrea e gli altri che ridevano nella piscinetta in basso; ricordo i tedeschi che mi schernivano mentre risalivano lo scivolo; ricordo gli inservienti alla partenza che mi urlavano di sbrigarmi. Ricordo tutto ciò e mi sento un po' Erik.

    Ecco io questo non l'avevo mai raccontato a nessuno e mi pare bello raccontarlo su LB.

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  7. Lo hai annegato nel Borghetti Dionigi, hai fatto bene... Io sono l'Erik dello sci per esempio

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  8. gegen molto meglio di Mobutu

    http://it.wikipedia.org/wiki/Idi_Amin

    un carico di Banna per sfamare l'inghilterra...


    per il cappello però, concordo con bostero

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  9. Queste cose le hai scritte tu, vero Gulunoglu?:

    "Il 4 agosto del 1972 Amin diede ai 50.000 asiatici ugandesi (la maggior parte indiani di origine gujarati) novanta giorni per lasciare l'Uganda: disse questo perché aveva fatto un sogno nel quale, dichiarò, Dio gli diceva di cacciarli."

    "Idi Amin si presentò a Londra, al cospetto della Regina Elisabetta con un grande carico di banane, riferendole che servivano a "Sfamare il popolo inglese" e vantandosi che aveva il potere di controllare i coccodrilli col pensiero".

    Sentite, ma non era su di lui un film di un paio d'anni fa che non ho visto che si chiamava "l'ultimo re di Scozia", con Forrest Whitaker? Ah sì l'ho letto ora.

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  10. Gran bel film...non a caso Forrest Whitaker vinse un oscar......

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  11. Come no Nesat, io ho il culto di questi satrapi africani. Educati a Oxford, spietati, alfieri di un tribalismo ideologizzato nato sulle macerie della decolonizzazione. Che meraviglia l'Africa...
    Il mio sono? Bere Cognac in un bar di Kinshasa indossando una sariana

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  12. Mi è venuto in mente un altro giocatore nero che ha dimostrato di avere scarsa dimestichezza con le regole del gioco del calcio: il gahnese PING PONG.
    Già il nome è da sogno, ma mi ricordo che ai mondiali del 2006 si trovò a tu per tu col portiere e invece di segnare ebbe la geniale idea di passarla ad un compagno che si trovava qualche metro avanti in palese (ma non per ping) fuorigioco.
    La parte migliore furono le proteste dell'ala gahnese...

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  13. http://it.wikipedia.org/wiki/Razak_Pimpong

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  14. Ma dove si è fatto la foto, da Cisalfa??

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  15. Il grande Ilunga Mwepu tra l'altro, molto tempo dopo, decise di abbandonare per un istante l'Iperuranio delle Idee cui si era innalzato col suo gesto folle e rivoluzionario, abbassandosi per un attimo a tornare nel volgare regno delle Cose, e soprattutto prestandosi
    agli scopi di audience di una televisione americana, per recitare in prima persona una sorta di revival dell'episodio che lo ha reso immortale, ed esponendosi, ancora una volta, al pubblico ludibrio.
    Stavolta però, come si può evincere dal filmato del revival sul Tubo:

    http://www.youtube.com/watch?v=7lHkgeBk82c

    col sorriso sulle labbra e senza il timore di ritorsioni in qualche lurido scantinato di Kinshasa.

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