giovedì 19 novembre 2009

Carbonara giallorossa


Uscendo per andare alla posta e a pranzo il portiere dal palazzo mi ha omaggiato con una copia del Messaggero che mi ha fatto compagnia mentre aspettavo che la vecchia con il pollo in un sacchetto in fila davanti a me alla posta finisse di spedire tutte le raccomandate che si era dimenticata di compilare a casa e mentre la professionista con l'accento pesante in fila davanti a me al bar finisse di ordinare "er panino co'a sarsiccia". Ne approfitto allora per fare una modesta glossa al boxino "Qui Trigoria" che quotidianamente ci tiene aggiornati sulle elettrizzanti vicende giallorosse:

 
- Ieri sera l'ineffabile Pradè era a Londra per una "piccola missione, di studio, di mercato", per vedere Serbia-Sudcorea (peraltro, secondo me Pradè è il classico paleto che va a Londra e va a cenare in un ristorante italiano, ordina la carbonara e poi, dopo averla assaggiata, fa l'occhiolino al commensale e gli dice "e questa la chiamano Carbonara? Dovrebbero provare quella de mi nonna", e ride) . Oltre al funambolico Jovanovic (in scadenza con lo Standard Liegi) e al ginnasiale Krasic (Cska Mosca), l'osservato speciale era Zigic, punta del Valencia. Parliamone allora.  Zigic -centravanti vecchia scuola, spilungone con poca tecnica (ma neanche troppo poca, vista la sua stazza) e molto fisico- è un giocatore strano perchè negli ultimi due anni ha fatto -per due volte- il viaggio andata/ritorno Valencia - Santander, con risultati modesti sul Mediterraneo ed invece ottimi sul Cantabrico. Potrebbe allora dedursi che è il classico buon giocatore che fa fare il salto di qualità ad una piccola squadra (come è il Racing, che con lui vola), ma che in una realtà più ambiziosa scolora nell'anonimato. D'altronde, anche quest'anno, per la terza volta, non sta riuscendo ad imporsi nella squadra di Unai Emery, se non come onesto rincalzo al guaje Villa. Ciò detto, ben venga alla Roma, e per due motivi: innanzitutto, perchè la Roma attualmente è una piccola squadra; e poi, perchè così torneremmo finalmente a vedere un gol di testa di un centravanti, ovvero il modo più immediato per far gol, che però i lupacchiotti più giovani ormai pensano sia stato vietato dalla FIGC, non avendone mai visto uno (dopo Batistuta, forse solo Carew segnò per sbaglio un volta di testa, prendendo poi a calci tutti i bidoni dello stadio).
 
- "A Trigoria, però, restano ammaliati da Van Nistelrooy". Tralasciando la leggenda che vuole il riufiuto della dirigenza romanista rispetto al trasferimento del bomber olandese quando era ancora in patria, perchè non integro fisicamente, può obiettarsi a questa notizia che si tratta del solito fumo lanciato negli occhi di noi tifosi creduloni. Intanto perchè Ruud non è -come spesso si legge- in esubero nell'attacco del Real Madrid, ma è semplicemente la prima riserva, altrimenti l'avrebbero già ceduto quest'estate,  e quindi bisognerebbe convincere Valdano a privarsi del giocatore; inoltre, bisognerebbe convincere Valdano anche a fargli pagare per intero lo stipendio dal suo presidente, visto che il buon Ruud non credo si accontenti degli spiccioli che prende Guberti; infine, bisogna convincere il calciatore a passare una stagione nella melmosa parte destra del campionato italiano, ma su questo potrebbe far leva il desiderio di giocare con continuità in vista degli imminenti Mondiali sudafricani. Ciò detto, non è che Van Nistelrooy dia molte garanzie da un punto di vista fisico (l'ultima partita giocata, dopo aver segnato, si è di nuovo infortunato); c'è quindi il rischio che venga a fare coppia con Totti non in campo, ma a Villa Stuart.
 
- "Doni (con la Seleçao nemmeno un minuto) ieri ha parlato con Ranieri dopo la non convocazione per Inter-Roma. Si sono chiariti, pare". Qui bisogna dire tre cose: la prima, solo certe radio romane possono mettersi a fare polemica pure con Doni. Voglio dire, mi pare ingeneroso mettersi a criticare un portiere arrivato come un turista, gratis, con uno stipendio da giardiniere, che si è invece rivelato non certo un fenomeno ma un onesto arquero. Le stesse radio che se la prendono sempre con i più deboli e, per esempio, su Juan non dicono niente ("eh ma quando gioca lui..". Già, ma quando?). Qui -ed è la seconda cosa- il solito scandalo è quello della Federazione Brasiliana e della sua faccia tosta. In porta, naturalizzassero Cesare Battisti e ci mettessero lui, visto che non ce lo vogliono ridare. Infine, terza cosa, la mia proposta gettata al vento è di smetterla con la tradizione dei giocatori brasiliani, che salvo onorate eccezioni (non c'è bisogno di fare nomi), di solito hanno più saudade che voglia di giocare. Basta caipirinhe, basta "no sono au siento po siento": io ritornerei alla buona vecchia scuola tedesca (Voeller-Berthold-Hassler dite qualcosa), gente tosta, con due palle così.
 
- Infine, "De Rossi resta ricoverato. Quando uscirà? Non si sa". Grazie Vieira.

* Dimenticavo la notizia più importante: "Quel bilancio è nullo: Unicredit sferra un nuovo attacco a Italpetroli, la società dei Sensi che controlla la Roma. Lo stadio è lontano, ora serve un acquirente". Brindiamo!

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