mercoledì 14 ottobre 2009

Tutti noi abbiamo un debito

Credo sia fondamentale riconoscere il nostro status di debitori. Il calcio esiste puro e filtrato. Quello puro si gioca, in ogni campo e ad ogni livello, quello filtrato è quello che ci raccontano, che ci raccontiamo e che raccontiamo a nostra volta. Tutto è testo e contesto, il calcio è un campo d’erba e un campo semantico, un mondo di polvere ed un pulviscolo di parole che descrivono sensazioni e trasmettono l’immaginale che si crea ogni domenica o mercoledì che sia. Il calcio da sport diventa mito quando diventa oggetto di chiacchera, di lotta verbale serrata, quando gli uomini lo elevano a colonna sonora di una birra in un pub. Tutto questo, in parte, esiste anche grazie a quei milioni di comunicatori che popolano l’etere televisivo e radiofonico e che hanno forgiato il nostro status di tifosi mediatizzati. Dall’alto dell’empireo esiste Gianni Brera che ha inventato “incornata” e altri termini di portata angolare, ma alla base della piramide c’è quel trionfo delle bêtise che sono le RADIO E LE TV ROMANE. Noi dovremmo erigere una statua, in quanto tifosi-romani nati o acquisiti onanisti della parola calcistica, ai vari Marione, Peppone, Ilario e le sue amiche aziende, Furio Focolari e il drastico Virgilio. La domenica ancora ricordo i bioritmi di Meeting letti dalla erre arrotata sino al parossismo del poliziotto Galasso, il tatticismi astrusi di Franco Astrologo. La sera, invece, il malumore per l’avvicinarsi del ritorno a scuola era corroborata dalla tristezza ontologica di Lacrima Plastino. Tutto era scandito a colpi di Pringeps Jamaica time, perlomeno a quello di Lamberto Giorgi Se oggi noi ci divertiamo a parlare di calcio lo dobbiamo anche alla glossa libera e libertaria di questi self-made journalist capaci di dinamitare la boria della gazzetta dello sport dei Cazzaniga e Cannavò vari lasciandoci a noi ghettizzati del tifo un universo di telefonate ripetitive, redazionali di negozi di sanitari, vallette brutte ma scosciate e una linea che cade sempre quando non dovrebbe e concede a volte clemenza a domande insensate. Beckembauer a tutti… P.s Per rimanere “nel giro” a dispetto del lavoro e del digitale terrestre che ci ha tolto molte TV ascoltate assolutamente STATE BENE COSÌ tutti i pomeriggi su centro suono sport e consultate il sito http://cialtrocalcio.blogspot.com/

9 commenti:

  1. Parole sante. E' anche grazie al ticchettìo del Pringeps Jamaica Time che non siamo scaduti nella prosopopea à Lo sciagurato Egidio e compagnia. L'amarcord è potenzialmente infinito e mi piace ricordare le colazioni con Io e Monna Lisa. Anche se è vero che adesso lo scenario è un po' più fosco, più cupo, meno spensierato, da quando, come dice un amico che in quel mondo ci sguazza, si fa a gara a scimmiottare Marione, al fine di ingraziarselo. Pero' la sostanza non muta: dobbiamo essere grati a questo sottobosco dell'informazione, a questi bastardi senza gloria. Chissà cosa si ascoltava a Bologna in quegli stessi anni cruciali?

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  2. In quegli stessi anni cruciali a Bologna si ascoltava Gianfranco "Civ" Civolani. Intramontabile istituzione rossoblù, il Civ è stato anche giornalista di spicco ed autore teatrale.

    Memorabili alcune sue messe in onda (da anni appare su ETV con "Il punto del Civ").

    Se il Bologna vinceva, vinceva male. Se perdeva, era ovvio che avrebbe perso.

    Lo adoro per il suo doppio orologio, per gli occhiali immutati dagli anni Settanta, la Panda bianca e per la sua frase di chiusura di ogni trasmissione: "Domenica si va a Bergamo: 0 punti".

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  3. Che meraviglia!
    Bisognerebbe scriverci un libro su questi personaggi locali.

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  4. Appartengo - ovvero mi ostino a credere di appartenere - culturalmente al popolo, e dunque di queste sottoculture provinciali - ed a volte proprio "quartierali" - amo riempirmi la bocca e analizzarne i contenuti con slancio più poetico che antropologico o sociale.

    Ergo, i miei personalissimi eroi della roma pallonara, oltre i protagonisti tutti della Signora in Giallorosso e la freschezza friccicante della cedrata Tassoni che li finanzia, sono loro: gli artefici degli Interventoni.

    Guardie giurate, tassinari, fruttaroli che ad ogni ora sono lì, telefonino alla mano a dissipare "ricaricard" per il loro personalissimo momento di gloria.

    Di recente, un mito è intervenuto, ha sentenziato con una certa acredine che erano 20 minuti che era in attesa ed ha poi finalmente avuto il suo spazio:

    "Ciao Luca, una domanda [PAUSA SCENICA] .. ma se io MI NUTRO e tu TI NUTRI perchè Frank SI NATRA"?

    Ilarità in studio, gioia degli astanti tutti nonchè mia, nel traffico, agrappato alla radio per non sopperire.

    Ciò detto si tornava all'argomento principe delle ultime settimane: Menez ci è o ce fa?

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  5. Tato ascolta uno che ci è passato:

    Non ci credere se ti dicono che Menez è il nuovo Zidane!

    In fede
    Uno Che Ha Visto Giocare Meghni

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  6. Mi piacerebbe qualche commento in calce da parte di chi la radio la fa o l'ha fatta.. tato dicci delle tue telefonate "pilotate"; Esaurito83 batti un colpo

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  7. Civ sembra simpatico, ma a Roma nessuno direbbe di essere un "autore di teatro". Già c'è un poco di intellettualità corruttiva, ma va bene lo stesso..

    A roma chi fa teatro lo fa per soldi

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  8. Un saluto ad Eolo Capacci... Che gli Dei ti abbiano in gloria

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