giovedì 22 ottobre 2009

Quindici minuti di gloria



La domanda è: avrà ragione Andy Warhol anche questa volta? Prima che la stagione di Alberto Aquilani abbia effettivamente inizio, voglio che voi tutti vi sbilanciate su un pronostico: crack o flop? A maggio, carta (meglio, post) canterà.
I fatti di cronaca. Ieri Aquilani ha giocato i suoi primi quindici minuti con la maglia dei Reds, "an encouraging 15 minute cameo appearance for Liverpool Reserves". Il 25enne di Montesacro ha fatto vedere i suoi progressi fisici entrando come riserva nell'ultimo quarto d'ora della vittoria della seconda squadra per 2-0 contro i pari-scarsezza del Sunderland. E, come rileva il sito internet del club, "wasted no time in serving up a glimpse of his vast potential".
Nessuno, e io me ne guardo bene, può mettere in dubbio le potenzialità tecniche del ragazzo (non a caso, ai tempi della Primavera, era lui, e non De Rossi, il faro del centrocampo). Anzi, da un punto di vista calcistico e affettivo, la sua partenza verso l'Inghilterra del nord è stata per me un momento particolarmente buio nella già di per sè nera estate giallorossa. Non si può e non si deve far partire un romano, un romanista, un gioiello del vivaio. Aquilani, è bene ribadirlo, è fortissimo. Aquilani, se sta bene, è ai livelli dei migliori interni del continente. Aquilani, se è ispirato, è un piacere per gli occhi. Certo, però, ventitre milioni per un giocatore che nelle ultime due stagioni ha giocato ventitre partite..
E' che sta tutto in quei se. Già, se sta bene. Già, se è ispirato. Ma un giocatore con la caviglia martoriata; con i muscoli fragili; con la paura di scendere in campo all'Olimpico per via di certi fischi, potrà ritagliarsi uno spazio importante nell'agone di Anfield Road? Potrà trasformarsi in idolo della Kop? Potrà non farsi stritolare nel calcio fisico della Premier? Potrà, insomma, insegnare calcio e romanità, laddove l'imperatore Adriano aveva fatto lo stesso (bè, forse più romanità che calcio) duemila anni fa?

Io, e qui lo dico, ci credo. Nonostante tutti i se e tutti i ma, io credo in Alberto Aquilani. Per me, tornerà grande e risolleverà le sorti dei Reds, che così male hanno iniziato la stagione. Per me, Benitez lo farà diventare ancora più forte, ancora più completo, ancora più maturo. Per me, si convertirà nel Principe di Liverpool. Palombo, inizia a levarti quella maglietta azzurra, c'hai tempo fino a giugno: l'interno della Nazionale, ai Mondiali, sarà un grande giallorosso. Alberto, ti aspettiamo.

13 commenti:

  1. Crack.

    Ho letto un paio di interviste all'ex giallorosso. Era felicemente colpito dalle cure mediche ricevute. Era tranquillizzato dal fatto che il suo rientra sarebbe stato centellinatamente graduale. Credo fermamente, quindi, che una volta guarito del tutto non ripercorrerà il calvario degli ultimi due anni.

    Tatticamente. Parliamoci chiaro. Oltremanica era un fenomeno pure Vieira. Xabi Alonso, per quanto giocatore di spessore, non è mai sembrato al sottoscritto un fulmine di guerra, bensì un buon giocatore in buoni contesti (gli esordi con il Real sembrerebbero darmi ragione). Non ci credo che un ottimo centrocampista italiano possa avere difficoltà in Premier. Solo ci metterà qualche tempo (poche partite in realtà) per abituarsi a calciare forte e in fretta.

    Cessione. La Roma un'offerta di 23 milioni per Aquilani non può neanche sognarselo di rifiutarla. Tutti, a partire da lui, ci hanno guadagnato dall'affare. Che poi quei 23 milioni sarebbero dovuti servire dversamente...beh...Se poi vi aggiungevi quelli della Bestia...beh...
    Ma su Pradè e società non mi esprimo. Lascio tali considerazioni a chi più competente (o incazzato nero) di me.

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  2. Secondo me, lontano dalle sceleratezze dello staff medico giallorosso, Aquilani avrà finalmente modo di far vedere il suo talento.

    Il calcio inglese è peraltro perfetto per le sue caratteristiche, data la sua attitudine a tenere il pallone quella frazione di secondo in più che in Italia non poteva permettersi.

    Nei miei occhi Aquilani è e resterà un grandissiomo calciatore. Come poter scordare quella rabona deliziosamente sfruttata dal Capitano in un Milan roma di ormai tre anni fa?

    La sua unica pecca è secondo me sempre stata di tipo caratteriale. Quando gli è stato chiesto qualcosa in più si è sempre perso in un bicchiere d'acqua.

    Forse questo Liverpool (e la sua storia) e Benitez potranno aiutarlo e farlo finalmente emrgere ai livelli che gli competono.

    Io, francamente, i 23 milioni li avrei lasciati volentieri a Liverpool. Perchè se qui c'è gente dispota a spendere 25 milioni per Felipe Melo o 30 per Xavi Alonso Alberto in forma ne vale di più.

    Ammetto di essere di parte: ricordo infatti i tempi spensierati delle scuole medie, quando ogni tanto nel cortile del palazzo di un mio caro amico a pochi isolati da casa mia Giovanni (tizio ovviamente mai più rivisto) portava con se' il suo cuginetto più piccolo, che giocando a tedesca con noi vinceva sempre lui. Quel bambino timido e silenzioso si chiamava Alberto.

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  3. Tato la butta sempre sul sentimentale!

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  4. se avessi voluto badare alla sostanza sarei stato un tifoso della Juventus tutto sky e multipla in garage.

    No grazie.

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  5. è stato un brutto colpo vederlo andare via...con tutto che ammetto di non essere mai stato un suo grandissimo fan....per carità il calciatore non si discute... ma il vederlo continuamente infortunato era veramente fastidioso..cedere un giocatore del genere va però contro il mio personale principio di tifoso romanista....non era un bovo o un Curci...questo era forte sul serio, marcio ma forte. Aquilani era così, tacco da boro al 90esimo a Cagliari mentre ti stai giocando lo scudetto...e partita da lacrime al bernabeu....23 milioni sono tanti nel calcio di oggi..ma le possibili bandiere in questo calcio non hanno prezzo. Una parte di me spera in Alberto idolo della Kop..un altra crede di rivederlo tra un paio di anni in serie A con una maglietta diversa di quella della Roma(mi auguro non a strisce).

    ps:piccola appunto a Dionigi.....Palombo secondo me è un giocatore fantastico.....

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  6. Pone dice che tatticamente Palombo è una bestia. Che non sbaglia mai la posizione.

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  7. Non lo metto in dubbio che sia un discreto giocatore ("fantastico" mi pare un'iperbole, e "bestia" una metonimia). Ma da un 8 della nazionale mi aspetto che sappia fare qualcosa di più che non solo "non sbagliare mai la posizione".

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  8. chiedo scusa ma la concretezza la continuità e la professionalità di Palombo per il momento battono i tacchi e le rabone di Aquilani.....

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  9. Secondo me il problema non si pone.

    Palombo è un buon centrocampista di quantità, ergo con caratteristiche completamente diverse da Aquilani. Chi non dovrebbe giocare in nazionale al momento è gattuso.. e se ci pensata bene, nonostante l'immensa qualità, neanche Pirlo che il resto della squadra non capisce/sorregge.

    Se poi per qualche oscuro motivo in Sud Africa dovesse spuntare uno tra Ambrosini e D'agostino (per non parlare di Montolivo)io dico fin da ora che tiferò solo ed unicamente per la Slovacchia di Hamsik.

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  10. ovvio che sono 2 giocatori completamente diversi.....però da sempre siamo abituati a calcolare più un giocatore elegante e spettacolare come Aquilani e meno uno rude ma efficace come Palombo.....c'è bisogno di tutti e 2 possibilmente.....

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  11. non mi ero pronunciato su Aquilani, vorrei però fare una riflessione su come questa cessione poteva essere evitata con un minimo di programmazione in più. Si è detto che Alberto era il più cedibile tra i big poiché chiuso nel modulo spallettiano da Pizarro e De Rossi risultando, quindi, una riserva di lusso. Ora però se poi spalletti salta alla seconda di campionato forse tutto l'impianto argomentativo viene meno. Magari sarebbe stato meglio decidere prima la guida tecnica... Certo lo so che sto scoprendo l'acqua calda ma il pensiero che un talento del genere è stato fatto partire sulla base di gerarchie stabilite da un allenatore con la valigia pronta getta una luce sinistra sulla vicenda

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  12. Ho visto i primi dieci minuti in maglia red del Principino, entrato all'ottantesimo al posto di Lucas Leiva nel monday night contro il Birmingham, un triste pareggio per due a due, a conferma di una stagione finora disastrosa.

    Le cose semplici fatte molto bene. Grande Alberto!

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  13. Leggendo le edizioni online dei principali giornali inglesi, scopro che ha fatto buonissima impressione Aquilani alla prima da titolare. Bene. Avanti così!

    Tuttavia, in molti avanzano dubbi.

    Difenderà?
    Reggerà l'urto di ciascun centrocampo inglese avversario?
    Risolleverà il Liverpool?
    Gli italiani in Inghilterra non funzionano!

    Frottole. Io tra l'altro sono sempre più convinto che il periodo buio del Liverpool abbia nome e cognome: il nome non lo so, di cognome fa Ngog.

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