venerdì 23 ottobre 2009

Non è un paese per vecchi oppure non è un calcio per giovani?

Si sa, quando parla Mourinho c’è profumo di Zeitgeist. Ogni intervista rappresenta un momento di riflessione nell’asfittico panorama calcistico, dove la schiettezza e la sana provocazione è sempre soffocata da una coltre di politicamente corretto. I ventenni non sono maturi? La domanda ha la profondità delle inchieste di un Paolo del Debbio qualsiasi, ma è innegabile che occorre riflettere sul fatto che siamo destinati a vedere grandi talenti smarrirsi nell’età giovanile per poi ritrovarsi alla soglia dei 28 (Cassano docet). Con le carriere che si allungano e la vita atletica che dura fino alla soglia dei quaranta non sarebbe il caso di posticipare certi esordi a fronte di una prova di maturità vera e propria? Ricordo ancora che Zeman quando vide Bojinov presentarsi agli allenamenti con l’acconciatura “pubica” - stile Ronaldo a Yokohama - gli disse senza troppi giri di parole di accomodarsi fuori dal centro sportivo. Forse il caso di Balotelli è un po’ particolare, se fosse nato in Ghana sarebbe arrivato in Europa fra 5-6 anni con un passaporto che diceva ancora età 19 e allora tutti avremmo applaudito alla sua maturità… Che l’assenza di anagrafe tante volte sia un bene?

2 commenti:

  1. Comunque c'è chi non è d'accordo con il Mister:

    http://www.tgcom.mediaset.it/gossip/articoli/articolo413798.shtml

    secondo questa fonte a 17 anni era già maturo

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  2. Se io fossi un allenatore e avessi in rosa Balotelli, chiderei al Presidente di cederlo a titolo definitivo senza esitazioni.Ha grandi piedi, ma non sara' mai nessuno. E' un singolo. A pallone si gioca in 11.

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