martedì 27 ottobre 2009

Lajos Detari, il "Divino"


Un mullet da sogno

E' uno dei ricordi più nitidi nella mia mente.
Novembre 1990. A Bologna pioveva. Il Bologna ospitava la sempre odiata Juventus.
Forse una delle stagioni più cupe della storia rossoblù. Ultimo posto in classifica e retrocessione in Serie B. D'altronde, a fine campionato i numeri parlavano chiaro: 4 vittorie, 10 pareggi e 20 sconfitte. 29 reti segnate contro le 63 subite.
Ma tutto questo non c'entra, roba da almanacco. Quello che conta è che quel pomeriggio era la mia prima volta al Dall'Ara e sedevo nei distinti sotto la torre di Maratona.
E più di ogni cosa, mi ricordo di un giocatore: Lajos Detari. Il "Divino". Ricordo il suo incredibile simil-mullet.
Era lui la stella di quel Bologna e per me, al tempo non ancora juventino, era come se Detari fosse una divinità. Qualcosa di superiore ed etereo.
Classe '63, ungherese, ingestibile ed estroso. Amatissimo dalla curva e primadonna assoluta.
Campione adorabile per le sue giocate era, tuttavia, oggetto di efferate critiche da parte della stampa locale e non e quanto mai scalognato.
Dopo gli esordi in Ungheria e un accenno di esperienza in Germania, Detari prima era finito a dare spettacolo in Grecia e poi era approdato al Bologna a seguito dell'arresto dell'allora Presidente dell'Olympiakos.
A Bologna gioca aveva giocato due stagioni e nel corso di entrambe si ruppe.
La prima il Bologna retrocedette in B. La seconda sfiorò la C1.
Si trasferì, quindi, all'Ancona. E retrocesse.
Poi al Neuchatel e litigò con tutti.
Tornò in Italia, a Genova, sponda rossoblù. E retrocesse per l'ennesima volta.
Terminò la carriera continuando a girare per l'Europa. Baluardo di un calcio povero che non esiste più.
Negli occhi, ancora, quel gol alla Sampdoria.
Era la mia prima volta allo stadio e per la cronaca, come sempre accade a Bologna, vinse la Juventus 1 a 0. Marcatore: Baggio R.

11 commenti:

  1. Grazie Larri. Hai dato un senso alla mia giornata. Dal taglio di capelli già si evince che doveva essere veramente "divino".

    RispondiElimina
  2. Scuola Honvéd, fucina di talenti (Puskas su tutti)di Kispest oggi nobile decaduta del calcio magiaro.

    RispondiElimina
  3. Dev'essere un record aver accumulato così tante retrocessioni. Io non ho grossi ricordi di lui, a parte il nome. Se mi svegliassero alle quattro del mattino per chiedermelo, direi che era grasso e mancino.
    Chapeau alla tua padronanza dell'estetica (nel vero senso della parola) casual con quel "simil-mullet" gettato lì..

    Dalla guida "Top Ten Scally Haircuts" di Casuals (Phil Thornton, ed. Mylo, 2003): "The Proto-Mullet: The origins of this are clouded in mistery but suddenly fringes and side partings were back inm with the back grown very long". E' proprio lui!!

    RispondiElimina
  4. Era destro mi pare. Il goal alla Samp conisteva una serpentina in area e tiro sul secondo palo? ho un vago ricordo di una sua giocata del genere

    RispondiElimina
  5. Era al volo. La serpentina pure io me la ricordo, forse in Uefa.

    RispondiElimina
  6. Per completezza, quella stagione si laureò Campione d'Italia la Sampdoria di Mancini e Vialli.

    Dietro, appaiate, Milan ed Inter e poi il Genoa.

    Capocannoniere del torneo Vialli con 19 reti. Seguono Matthaus con 16 e la coppia genoana Skuravy - Aguilera a 15. Ma questo sull'attacco del Genoa è tutto un altro post.

    RispondiElimina
  7. andrebbe fatto un serio studio sul terrificante declino del calcio magiaro. Vista però l'under 20 in egitto comincio ad essere cautamente ottimista. Koman, Nemeth e Gulacsi mi sembrano tre potenziali fuoriclasse. In questi ultimi anni mi ricordo solo di Gabor Kiraly portiere(herta e se non ricordo male crystal palace??più perchè indossava un orrenda tuta grigia da mercato( stile fruit of the LOOK o RECBOK)...e il povero Feher del benfica purtroppo prematuramente scomparso(durante una partita).

    RispondiElimina
  8. sicuro fosse tuta? ho sempre pensato che i pantaloni grigi di Kiraly fossero del pigiama, sai i classici che ti sei perso la maglietta e allora te li metti sotto i pantaloncini per giocare d'inverno.

    RispondiElimina
  9. Beh, diciamo anche come spesso ha vinto la giuve a Bologna eh... vogliamo dirlo?
    Anche quell'anno lì, sfigatissimo, rubando, con fallo inesistente sul rubagomme.
    Tornando al magico magiaro - un fuoriclasse sfortunatissimo; tra l'altro "l'un po' di esperienza in Germania" la fece all'Eintracht, non una squadretta di mezze calze, segnando il gol decisivo nella finale di Coppa di Germania. Dettagli... -, forse se l'avvocato "superintenditore" avesse scelto o Detari o Enzo Francescoli al posto di quel bagaglio di Zavarov, probabilmente non avreste mangiato la polvere del Milan per 10 anni.

    PS. Ma come fa un Rossoblù a diventare gobbo? E' impossibile, spesso accade il contrario ma mai dal Bologna alla giuve. Mah...

    RispondiElimina
  10. E' retrocesso sia con il Bologna che con l'Ancona perché le due squadre erano davvero modeste. Lui, però, in entrambe le formazioni ha disputato delle ottime partite, realizzando gol di pregevolissima fattura. Vi invito a fare un giro su You tube.

    RispondiElimina
  11. Tra l'altro lo ricordo prestato alla juve per una tournee estiva negli Stati Uniti.

    RispondiElimina