martedì 13 ottobre 2009

I perchè e i perchè no

In molti si riferiscono al Mondiale 2006 di Totti come all'ennesimo flop del campione incompiuto. In molti ancora sostengono che essendo quelli tutti match decisivi, egli, come sempre con il suo club, non riuscì ad essere decisivo. No. Non andò così. Il Mondiale di Totti fu l'ennesimo dettaglio tattico che, unitamente ai vari Iaquinta, Camoranesi, Gilardino e Pirlo, ci portò alla vittoria. Non occorre appellarsi a rigori realizzati o chissachè. Semplicemente, giocare costantemente in 11 contro 10 perchè due dei loro sono bloccati, significa essere un poco più furbi. Ciò detto, bene che Lippi lo gratifichi come grande uomo. Bene che lo si osanni se da solo tiene per i capelli una Roma allo sbando cammuffato. Ma non si parli di ritorno. Non ci sono le condizioni. Sarebbe mero "senatoraggio", in un contesto in cui mi sembra di senatori ce ne siano già troppi. Sarebbe mero opportunismo e denigrazione del lavoro di altri (gregari per palese mancanza di talento) giocatori. Per quanto io certa gente in Nazionale non la possa vedere, devo riconoscere che gente come Di Natale e Rossi si sta spaccando la schiena da due anni per quel posto. Meritocratico o masochista che io sia. Rinunciamo a un paio di gol fatti ed ad altri due / tre fatti segnare. Ma se c'è un progetto (qualcuno poi mi confermi che il progetto è "andiamo prendiamone il meno possibile!" e così mi metto pure il cuore in pace), quello deve essere. Infine, mi sono ormai rassegnato: Cassano in Sudafrica non ci sarà. Giusto. Sulla base delle considerazioni di cui sopra e non sulla base del fatto che è Cassano. Tuttavia, permettetemi di sottolineare che a me sti tormentoni non piacciono come quelli di un tempo. E' già il secondo Mondiale senza Baggio si / Baggio no. Sono triste per questo. Da quando Baggio non gioca più.

4 commenti:

  1. Per me è un semplice problema di mancato ricambio generazionale. Davanti dovrebbero giocare Totti e Inzaghi per il semplice motivo che non ci sono in Italia due attaccanti alla loro altezza.

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  2. Personalmente questa mi sembra una polemica ormai satura e posticcia.

    Se è vero che nella nazionale italiana gioca gente come Pepe - ed un paio di volte mi sembra di aver visto anche D'agostino, ma forse mi sbaglio e devo smettere di bere - mi chiedo su che basi bisognerebbe ancora considerarlo un gruppo sano e non un'accozzaglia di senatori che fanno le convocazioni a loro piacimento e non vogliono problemi con personalità forti.

    Mi spiego: fulcri della squadra attualmente sono Cannavaro, Zambrotta, Gattuso e Grosso, più Pirlo e Buffon, per i quali però vale un discorso a parte date le incontestabili capacità.

    Non so se qualcuno di voi ha avuto modo di vedere questi giocatori nelle ultime apparizioni: poca corsa, poca sostanza e ritardo su molti palloni.

    Ne evinco che siano loro il vero problema della nazionale, loro che decidano i convocati, loro che decidono gli esclusi.

    Nessuno dubita dell'importanza che tali attori hanno avuto dell'inspiegabile mondiale vinto, ma una scelta di continuità a distanza di quattro lunghi anni, per di più dei giocatori che già allora iniziavano ad accusare il logorio degli anni, mi sembra una follia, oppure un rompete le righe.

    D'altronde, volendo anche essere ottimisti e sperando che questi arrivino sani e salvi a giugno, qualcuno di voi crede che un centrocampo composto da Gattuso e Pirlo possa fronteggiare lo straripante talento spagnolo o l'arroganza verdeoro?

    Io la vedo così: giocano solo senatori per meriti acquisiti negli anni. Se questa è la scelta e queste le premesse, non è trascurabile il fatto che l'unico che può fare la differenza tatticamente e tecnicamente anche al piccolo trotto per indiscutibile superiorità tecnica è proprio Francesco Totti.

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  3. Ci ricorda la Gazzetta che:

    "L'eventuale ritorno di Francesco Totti in Nazionale non sarebbe un peso, per noi giovani è sempre bello giocare accanto a grandi campioni, io ho 22 anni e ho ancora tanta strada da fare". Giuseppe Rossi fa capire di non temere l'eventuale arrivo del capitano della Roma, e intanto si appresta a vestire di nuovo la maglia azzurra da titolare domani sera a Parma contro il Cipro.

    Grazie Giuseppe, ora siamo tutti più sollevati. Speriamo solo che neanche per Pepe e Palombo sia un peso.

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  4. Che il risultato della partita di stasera contro Cipro non inganni, per ottanta minuti è stata una tragedia greca, un muro del pianto. Poi ci ha pensato Gilardino che è uno dei pochi giocatori veri (non fenomeni nè fuoriclasse, semplicemente veri) a sistemarla, con tre gol in ordine decrescente tutti molto belli, da centravanti più completo che un hamburger dell'Hungaria. La realtà è che bisogna avere il coraggio di dire le cose come stanno:
    1. Questa è la nazionale più scarsa (e di molto) che io ricordi (ovvero a partire del Mondiale '90), non le si può chiedere di più che una sofferta mediocrità (fa rimpiangere la folcloristica coppia d'attacco Miccoli-Corradi).
    2. Le inspiegabili convocazioni di Lippi menomano una leva calcistica, come detto, già di base molto modesta; ma non può non esserci spazio per la qualità di Totti, Cassano, Inzaghi e, dirò di più, anche di Fabrizio Miccoli, giocatore in stato di grazia e sempre decisivo.
    3. Bisognerebbe, per legge, vietare la nazionale ai seguenti giocatori, indipendentemente dalle loro prestazioni nei club: Pepe, Quagliarella, D'Agostino, Palombo e Di Natale (sicuramente ne dimentico altri). Più in generale, bisognerebbe stabilire un'incompatibilità tra l'Udinese e la nazionale.
    4. Ugualmente, bisognerebbe pensionare Rino Gattuso che ormai, poverino, fa quasi tenerezza, e non si merita questo ingeneroso finale a rincorrere e falciare ciprioti per il campo.
    5. Chi cazzo è Bocchetti?

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