venerdì 16 ottobre 2009

Dulcis in fundo

Questo è l'utimo articolo scritto da Corrado Sannucci per Repubblica. Credo che se fosse ancora tra noi avrebbe potuto piangere lacrime di borghetti con noi senza il passaggio dal purgatorio. "1) Chissà perché la Sampdoria è in testa al campionato. Perché ha il miglior talento del calcio italiano? Perché ha uno dei giocatori geniali che inventa il gioco dal nulla? Perché ha uno dei giocatori capaci di trascinare il resto della squadra? Perché questo giocatore si diverte, fa divertire i compagni e il pubblico? Perché questo giocatore considerato un lunatico in realtà ha creato della squadra un gruppo? Perché dopo avere litigato con l'allenatore in passato ha fatto pace e costruito un binomio vincente? No. Se esistesse, questo giocatore sarebbe in nazionale, no? Chissà perché la Sampdoria è in testa al campionato. 2) Bisognerebbe ricordare che in tempi molto più ideologici di questi, nei quali l'obbligo erano gli schemi e l'intensità, ci fu un giocatore che portò l'Italia alla finale di Pasadena nel '94 perché prese una palla da un fallo laterale, saltò in dribbling metà della squadra avversaria e marcò un gol decisivo. Nei tornei in cui si giocano molte partite in pochi giorni. Arriva la fatica, la prima a far saltare gli schemi. Rimane solo la genialità individuale. (Il giocatore era Roberto Baggio, il gol contro la Bulgaria nel primo tempo, nella semifinale del Mondiale Usa. Il fallo laterale fu battuto da Roberto Donadoni. Baggio segnò il suo quinto gol del suo Mondiale più avanti nel primo tempo, su assist di Demetrio Albertini). 3) Si parla molto di valori in questi ultimi mesi e la domanda è questa: se l'Italia in Sudafrica dovesse andare incontro a un flop (non augurabile, ma alcuni segnali premonitori ci sono), chi pagherà per l'ostracismo al numero 1? Non il ct Lippi. Non incasserà un premio mondiale ma lo attende la Juve dove farà quello che gli piace di più, comandare. Non i giocatori. La loro delusione sarà lenita dai contratti che hanno in Italia, munifici per quanto la crisi possa tendere a tagliarli. Non Cannavaro, che avrà stracciato ogni record di presenze in nazionale e che presumibilemnte si ritirerà. Non i tanti bolliti (a giudicare dalle partite iniziali del campionato). A pagare per il flop saranno: i tifosi dell'Italia, che non sono i drughi, quelli della curva sud, gli ex irriducibili, che non gliene può fregare di meno, ma i tifosi mondiali dell'Italia, dispersi per motivi di lavoro, per scelta e spesso per povertà, che sventolano la bandiera e sentono ancora l'Italia una nazione; e poi il protagonista Antonio Cassano, che avrà perso forse l'ultima chance di disputare un Mondiale. Edwin Moses, il più grande ostacolista sui 400 di tutti i tempi, perse la medaglia di Mosca '80 (la terza, aveva vinto a Montreal '76 e avrebbe vinto a Los Angeles '84) perché gli Usa boicottarono le Olimpiadi in seguito all'invasione sovietica dell'Afghanistan. Per Cassano servità molto meno, basterà il boicottaggio di uno. 4) Lippi è entrato in un tunnel ma ci si è cacciato da solo. Se lo chiama si dirà che ha ceduto alle pressioni della piazza. Se mantiene l'ostracismo è facile definirlo un ostinato senza fine. Sopratutto, dopo tutto questo can can, non può convocarlo come 'uno qualsiasi'. "Sai non chiamo Pepe e vieni tu". Deve chiamarlo perché quest'ultimo anno di calcio ha detto che è il migliore. Che vada lui in campo a risvegliare l'attacco asfittico e che sia uno degli altri a fargli posto. E ci pensi il ct a spiegare a Camoranesi o a uno tra Iaquinta e Gilardino che in quella posizione dietro le punte o da seconda punta c'è uno che è meglio di loro. 5) C'è una classifica dellle comunità umane? In fondo alla classifica il branco. Ragazzi che si uniscono anche a caso, fanno violenze, spinti dalla rabbia cieca dell'ignoranza o dell'emarginazione. In cima forse c'è il convito platonico, nel quale si discetta del mondo e delle sue verità reali o metafisiche. In mezzo c'è il "gruppo". I gruppo si autoelegge, decide a chi dare la propria tessera. Il gruppo non ha valori e lui stesso il valore, tutto comincia e tutto finisce con la cooptazione e una volta che il numero è completo tutti gli altri sono esclusi. Non si ammettono nuove iscrizioni perché non sono ammesse dismissioni. "Lui ormai è del gruppo" Il gruppo non fa scelte ma solo respingimenti. Chi è fuori non conoscerà mai i requisiti per essere nel gruppo. Chi è dentro però può giudicare chi vuol entrare e dire che ci sono "ragioni tecniche e psicologiche". Le forme della socialità sono guidate dalla coscienza della responsabilità condivisa e collettiva, dal riconoscimento dei valori e del merito nell'ambito di uno scambio tra le parti della società. Ma questo non è valido per il calcio, qui conta il "gruppo". Nella classifica dei raggruppamenti umani il gruppo non è a metà: è appena sopra il "branco". 6) Agli inizi degli anni '30 Fulvio Bernardini era considerato il giocatore italiano di maggiore tecnica visione di gioco. Un giorno Vittorio Pozzo lo prese da parte e gli disse: "Non ti convoco più in nazionale. Tu sei troppo più bravo degli altri". Ma alcuni anni dopo, alla vigilia dei mondiali del '38, nel fare la lista dei convocati tenne fuori Ferraris IV, roccioso mediano, fino ad allora titolare. Pozzo dimostrò di non fare favoritismi né avere pregiudizi, pur sapendo che Ferraris IV non l'avrebbe presa bene. Pozzo (il cui record di imbattibilità fu costruito con poche partite l'anno e tutte contro le più grandi squadre e non contro le Far Oer, Cipro eccetera) non ebbe bisogno di accusare Bernardini di "ragioni tecniche e psicologiche" né di vantarsi che le scelte di un ct non si discutono. Lo spiegò a Fuffo e a tutt'Italia, regalando una battuta e un episodio ormai leggendari nel calcio italiano. Ma soprattutto ebbe il coraggio di non affidarsi fino all'ultimo ai giocatori che l'avevano portato fin lì. Avrà lo stesso coraggio Lippi quando a maggio scoprirà che alcuni suoi devotissimi saranno in condizioni penose? Nella Confederations Cup non l'ha fatto. 7) Ma il parametro da usare adesso non è quello dei match contro Cipro, Montenegro, Bulgaria, eccetera. Bisogna guardare la nazionale con il metro delle grandi di adesso, Brasile, Francia e anche Inghilterra. E' il momento di usare qualche tara. In declino irreversibile: Zambrotta, Gattuso, Ambrosini. Impresentabili in campo internazionale: Legrottaglie, Pepe, il terzino destro (che ancora non c'è). Presentabile con riserva: Chiellini (ci costerà rigori ed espulsioni). Isterici cronici: Camoranesi (manderà a quel paese l'arbitro dopo mezz'ora della prima partita). Mal usati: Rossi. Belli quando gli gira: Di Natale., Gilardino. Tirocinante: Palombo. Galleggianti: Pirlo, Cannavaro (da testare dopo due match ravvicinati se ce la fa ancora). Competitivi: Iaquinta, De Rossi. Fuoriclasse: Buffon. Il test è stato condotto immaginando come metro di giudizio una difesa guidata da Lucio e Terry, un centrocampo con Iniesta e un attacco con Maicon, Torres e Luis Fabiano "

4 commenti:

  1. Non avevo mai letto un suo articolo, peccato che non ne leggerò altri; al di là del merito, scriveva bene e diceva quello che pensava, due caratteristiche che non si incontrano quasi mai nella stampa (sportiva) italiana.
    Comunque vi dirò la verità: il tema Cassano mi appassiona veramente poco. La squadra è talmente modesta che neanchè Maradona potrebbe cambiarla (Maradona giocatore, dico).

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  2. Davvero non avevi mai letto nulla di suo?

    Strano, nel suo campo era veramente un grande.

    Aveva conoscenze mostruose, dal calcio all'atletica, passando per il rugby e la pallavolo. Fu cantautore (memorabile la canzone "la Caffettiera"), scrittore, giornalista ma sopratutto uomo della città, dove amava soffermarsi spesso tra il testaccio e trastevere a caccia personaggi.

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  3. E' che non ho mai comprato Repubblica. Pero' hai fatto bene a dedicargli questo riconoscimento postumo su Lacrime di Borghetti: sono certo che è l'epitaffio che avrebbe sempre voluto.

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  4. Io leggevo spesso i suoi articoli. Tra gli ultimi che ho letto, uno in cui affrontava a palle ferme la tematica scontri allo stadio (post Roma Fiorentina). Schietto ed educato. Cosa volete di più?

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